Intossicazione da Sushi al Vomero: Indagini e Ricordi

La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sulla morte di Luca Piscopo e Rossella Di Fuorti, dopo che avevano mangiato sushi in un ristorante del Vomero. Le indagini sono condotte dai pm Federica D’Amodio e Luigi Landolfi.

Il Caso di Luca Piscopo

Il 2 dicembre 2021, Luca Piscopo, 15 anni, è deceduto dopo una settimana di febbre alta, vomito e diarrea. Il precedente 23 novembre aveva mangiato sushi in un ristorante del Vomero. A dare la tragica notizia, è stata la madre di Luca. Dopo nove giorni di ricovero in ospedale non ce l’ha fatta Luca Piscopo, il 15enne che si era sentito male dopo aver mangiato sushi in un ristorante giapponese del Vomero, a Napoli. Aveva trascorso la serata con tre amiche, e già poche ore dopo la cena si era sentito male, con febbre alta, diarrea e vomito.

Dall'autopsia sul ragazzo, i cui esiti vennero diffusi nel giugno 2022, emerse che il ragazzo era morto per una intossicazione da salmonella. "Tossinfezione alimentare da salmonella". Ecco l'esito dell'esame autoptico sul corpo di Luca Piscopo, il ragazzo di 15 anni morto il 2 dicembre scorso, dopo aver mangiato in un ristorante di sushi al Vomero con delle amiche, con la formula "all you can eat".

La relazione del medico legale ha riscontrato una "tossinfezione alimentare da salmonella". "Gli esiti dell'indagine - è scritto nella relazione - hanno consentito di appurare l'esistenza di una severa malattia infiammatoria del muscolo cardiaco. Nello specifico miocardite a genesi batterica, da salmonella, contratta a seguito di tossinfezione alimentare".

Nel corso delle indagini su quella vicenda l'attività era stata sottoposta a sequestro perché vennero trovati cibi privi di tracciabilità e in cattivo stato di conservazione. Il ristorante è stato chiuso appena la Procura ha ricevuto i dati della autopsia del ragazzo, e ora sono indagati il titolare del ristorante per “commercio di sostanze nocive” e il medico di base Gaetano Di Palma che ha deciso di non ricoverare Luca, attribuendo i sintomi del ragazzo ad una semplice influenza. Al momento il ristorante è regolarmente aperto perché, in questa fase, gli investigatori non hanno ravvisato elementi tali da suggerire l’adozione di provvedimenti nei confronti del locale.

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Nei confronti di entrambi gli inquirenti hanno ipotizzato il reato di omicidio colposo. La salma è stata sottoposta a sequestro e verrà nei prossimi giorni svolta l'autopsia; parallelamente, in seguito alla denuncia sporta dai familiari, questa mattina i carabinieri del Nas hanno effettuato una ispezione igienico sanitaria nell'attività commerciale e prelevato campioni che dovranno essere analizzati.

Ricordo di Luca Piscopo

Quest'oggi dalle 15 i suoi compagni di classe del liceo Pansini di Napoli, con tutti gli amici del ragazzo, hanno organizzativo un ricordo all'interno del bosco di Capodimonte, davanti a un albero che venen piantato in sua memoria.

"La nostra classe senza di te è priva di un punto di riferimento - dice la lettera che gli amici gli hanno dedicato - ed è proprio questo che eri per noi, un'ancora a cui aggrapparci nei momenti di smarrimento. Eri l'unico in grado di guidarci ed indirizzarci verso ciò che era più giusto, dispensavi consigli a chiunque ne avesse bisogno, donavi colore anche alle giornate più buie e con il tuo sorriso e i tuoi allegri modi di fare trasmettevi a tutti gioia e leggerezza. La.tua assenza si fa ancora sentire: in certi giorni più di altri ci sentiamo tristi e scoraggiati...", e ancora: Abbiamo deciso di avviare diversi progetti in tua memoria; uno di questi è il Premio NarrAzione, che da quest'anno ha preso il tuo nome.

La vittima è ricordata da tutti i suoi coetanei e parenti come uno studente modello e uno sportivo. Era inoltre un appassionato di calcio, tifoso del Napoli. Proprio per questo, durante la partita Napoli-Atalanta gli amici hanno esposto uno striscione in suo onore con sopra scritto: “Ciao piccolo Luca”. I compagni di classe, invece, gli hanno dedicato un albero del bosco di Capodimonte e lo hanno ricordato con numerose lettere.

Il Caso di Rossella Di Fuorti

Rossella Di Fuorti morta a Napoli: festeggiava il compleanno. La donna, mamma di due bambini, ieri pomeriggio intorno alle 15 aveva mangiato sushi con altre persone nel ristorante giapponese, stava festeggiando il quarantesimo compleanno. Rossella Di Fuorti avrebbe avuto delle crisi di vomito e sarebbe deceduta in pochissimo tempo, alle 16 circa, per arresto cardiocircolatorio; a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla dei sanitari del 118. Il corpo è stato trasportato al Policlinico Federico II per l'autopsia.

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Ai sanitari, e ai poliziotti intervenuti sul posto, i familiari hanno spiegato di essere stati poco prima a pranzo nel ristorante, motivo per cui sono stati predisposto gli accertamenti nell'attività commerciale. A quanto apprende Fanpage.it da fonti qualificate, i militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità, su delega della Procura di Napoli, hanno avviato questa mattina l'ispezione, che è andata avanti fino a pomeriggio inoltrato.

Era andata al ristorante giapponese per festeggiare i 40 anni. E, benché non vi sia ancora la certezza, potrebbe essere stato proprio il pranzo a base di sushi la causa della morte di Rossella Di Fuorti, mamma di due bambini che abitava a Soccavo, nella periferia occidentale di Napoli.

Le Indagini e le Ispezioni del NAS

Dopo la denuncia dei familiari, la Procura ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia. Le indagini sono delegate ai carabinieri del Nas, il Nucleo antisofisticazioni e sanità, che hanno ispezionato a lungo il ristorante della zona occidentale di Napoli dove Rossella aveva pranzato. I militari hanno anche sequestrato campioni di cibo che saranno analizzati per verificare l’eventuale presenza di carica batterica.

Il rischio, quando si mangia pesce crudo come appunto il sushi, è che, se non c’è stato un abbattimento efficace della carica a temperatura molto basse, ci possano essere gravi problemi per la salute. Apparentemente la morte della mamma quarantenne è stato provocato da un infarto cardiocircolatorio, come ha certificato il medico del 118, intervenuto inutilmente per soccorrerla. Tuttavia i familiari prima e gli inquirenti poi hanno avuto forti sospetti sul pranzo. Rossella Di Fuorti aveva finito di pranzare intorno alle 15, quindi era rientrata a casa. Appena tornata già aveva iniziato a sentirsi male.

Similitudini tra i Casi

La sua storia ricorda in maniera impressionante quella di Luca Piscopo, il ragazzo di 15 anni morto nel novembre del 2021 dopo avere a sua volta mangiato sushi in un ristorante del Vomero; in quel caso, accertò l’autopsia, il ragazzo era stato colpito da una miocardite provocata dalla salmonella.

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Rischi del Sushi "Low Cost"

Cosa si rischia con il sushi 'low cost'? I sintomi dopo aver mangiato in un “all you can eat”. Il calvario per lui è iniziato il 23 novembre scorso, dopo che era andato in un locale a mangiare pesce crudo, che offre la formula “all-you-can-eat” a 14,99. Tra l’altro, anche gli altri ragazzi che hanno mangiato con lui hanno accusato i sintomi di una intossicazione alimentare, in un caso confermata per il batterio della salmonella (il quale, però, raramente porta alla morte). Pesce crudo: ottimo alimento ad alto rischio?

In particolare, l’insidia maggiore è data dall’Anisakis, un parassita intestinale che potrebbe infestare diverse specie di pesci: tra quelli più colpiti i sono il salmone e il tonno, ingredienti molto utilizzati nella cucina orientale. L’ipotesi, dunque, è che il pesce utilizzato per il sushi non fosse stato correttamente abbattuto e che, quindi, Luca Piscopo abbia ingerito cibo contaminato.

Ulteriori Indagini

Ora i magistrati hanno chiesto ai periti nominati per l’esame (il medico legale Alfonso Maiellaro, l’anatomopatologo Oscar Nappi e l’infettivologa Tiziana Ascione) di accertare se il 15enne avesse dei problemi di salute non diagnosticati, di specificare la natura del cibo mangiato il 23 novembre scorso, e di verificare se sia stato seguito e curato correttamente. Secondo quanto è emerso, dopo i primi sintomi, il medico aveva prescritto un antipiretico per la febbre e fermenti lattici per i disturbi intestinali, poi aveva aggiunto un antibiotico. Le sue condizioni erano migliorate dopo una settimana: la febbre era scesa e la situazione sembrava in lento miglioramento.

Le indagini dovranno chiarire, oltre alle cause della morte, se siano ipotizzabili responsabilità nei confronti di qualcuno. Una tragedia che ha sconvolto il quartiere e gli amici del quindicenne: uno studente modello, un ragazzo benvoluto da tutti e grande tifoso del Napoli.

Adesso starà al pm valutare quanto raccolto dall'esame autoptico ed eventualmente formulare capi di accusa.

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