La Torta Nera Reggiana: Storia e Tradizione Culinarie

Nel nostro itinerario storico, sulle tracce di Matilde di Canossa, non si può non considerare la tradizione culinaria dell'Appennino reggiano, arrivata fino ai giorni nostri più elaborata e arricchita, mantenendo però gli ingredienti e i sapori di un tempo. L'importanza del cibo, non solo come forma di sostentamento, ma anche come vera arte gastronomica, frutto di creatività e ricerca, è dimostrata nei preziosi ricettari medievali e rinascimentali da cui deriva la cucina tradizionale. Piatti che traggono origine dalla tradizione contadina, ma anche dalle ricette preparate presso le corti dei nobili feudatari.

Ai tempi si utilizzavano in special modo la selvaggina, il maiale (mai mancato tra gli animali di allevamento fin dal medioevo), le erbe di campo, i legumi e le castagne, alimento altamente proteico.

I Piatti Tipici dell'Appennino Reggiano

Imperdibile è il cappelletto, il re delle minestre, rigorosamente in brodo di carne che, come il tortellino modenese, si richiama alla stessa forma a coroncina che Alessandro Tassoni paragonò all’ombelico di Venere. Un piatto tradizionale e diffuso sulle colline appenniniche è lo gnocco fritto, composto da un' impasto di farina, acqua e lievito di birra naturalmente accompagnato dai prelibati salumi di montagna come il salame fiorettino, la pancetta canusina, e il culatello di Canossa, che traggono origine dai tempi di Matilde.

Non mancano infine arrosti e carni in umido e i piatti a base di funghi e tartufi raccolti nei boschi. Non può mancare il gustosissimo erbazzone, tipica torta salata a base di bietole che, la variante montanara, chiamata scarpazzone, originaria del territorio tra Castelnovo ne' Monti e Carpineti, vuole con l'aggiunta di riso. For the enhancement of this product, the “Sagra dal Scarpasoun” has been organized in Motecavolo in June for several years now.

Si può tranquillamente dire però, che non ci sarebbe cucina reggiana, o almeno sarebbe molto diversa, se non ci fosse il Parmigiano-Reggiano a insaporire i piatti più ricercati come le più umili preparazioni. Questo formaggio, tutelato da un consorzio dedicato, è giustamente definito come il migliore del mondo, porta con sé il lustro di una nobiltà secolare. Tradizionalmente lo si fa nascere oltre otto secoli fa nella valle dell’Enza, un territorio tra Parma e Reggio, ma in diocesi di Parma, da cui il nome di Parmigiano già usato dal Boccaccio e oggi universalmente utilizzato.

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Recentemente è stata scoperta una pergamena dei monaci benedettini dell'Abbazia di Marola, datata 13 aprile 1159, nella quale compare per la prima volta la parola formadio, il padre del futuro Parmigiano Reggiano.

You cannot miss a taste of the precious traditional balsamic vinegar of Reggio Emilia, a product of the highest gastronomic tradition, where a wisdom handed down over the centuries stands as a true testimony of culture. The monk Donizone, contemporary biographer of Countess Matilda, in the 12th century remembered a ‘laudatum acetum’ that was transported from Canossa as a gift to the Emperor in a silver barrel.

The gastronomic experience does not end, if not with the tasting of desserts such as the traditional English soup, the black cake or the cake in the cellar, the chestnut tortellini and the Mont Blanc.

Il Vino Lambrusco

In the end, do not forget to try the Lambrusco wine. The term Lambrusco indicates a series of different grape varieties and the wine produced with these. The Lambrusco grapes are red, grown mainly in Emilia Romagna and in the provinces of Modena and Reggio Emilia. They are used to produce one of the few sparkling red or rosé wines. Lambrusco Reggiano, with a lively and evanescent foam has a pleasant scent that varies from fruity to floral, with a fresh and fragrant taste.

The etymology of the name is uncertain and there are mainly two hypotheses in this regard. The first wants the name to derive from ‘labrum’ (edge of fields) and ‘ruscum’ (spontaneous plant): the vine ‘la(m)brusca’ would be the one that grows uncultivated at the edge of the fields. The testimonies relating to the existence of Lambrusco revolve around the origin same as the name. The meaning of spontaneous, wild plant can be traced back to the discovery of (wild) grapevine seeds right in the current production areas of Lambrusco.

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