Storia e Ricetta delle Cialde Rivarolo

I wafer hanno una storia inaspettatamente lunga che si dipana nel corso dei secoli a partire dal XV quando i cialdonai inglesi (produttori e venditori di cialde) li importarono nel continente. Della presenza dei Wafer nella nostra penisola ne fornisce invece documentazione Lorenzo de’ Medici.

La paternità del biscotto con le caratteristiche odierne spetta tuttavia all’Austria. Il Wafer infatti, come oggi lo conosciamo, è nato nel 1898 a Vienna come “Manner Original Neapolitan Wafer n. 239”, prodotto industriale dell’azienda Manner che lo confeziona tuttora.

Nel brevetto viene inserito il nome “Neapolitan” ovvero “napoletano” per via dell’utilizzo nella farcitura di nocciole provenienti da Avella. C’entra eccome! Fu infatti la genovese SAIWA, acronimo di Società Accomandita Industria Wafer Affini, realizzandoli su scala industriale, a decretarne il successo e a favorirne la diffusione.

Su intuizione di Gabriele D’Annunzio il marchio venne poi registrato nel 1920. Da allora a Genova i wafer sono entrati nel patrimonio dolciario cittadino con il curioso onomatopeico nome, a ricordarne il piacevole suono del friabile morso, di fruffrù.

L'Olandesina: Un Dolce Genovese con Anima Anti-Spreco

Non nasce proprio sotto la Lanterna, ma l’Olandesina è diventata nel tempo uno dei prodotti più golosi della pasticceria genovese. Ma cosa rende davvero genovese l’Olandesina? Il suo spirito anti-spreco, proprio come la cucina della Superba: nasce infatti dal recupero degli avanzi della pasta dei croissant, trasformati con ingegno e creatività in un dolce ancora più buono.

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Proprio come la protagonista di un celebre carosello anni ’60 della Mira Lanza il cui ritornello recitava “Mira Mira l’Olandesina”. L’Olandesina al tempo in cui Corrado pubblicizzava il marchio Ava. Spot cantato da Donatella Bianchi.

Altre Delizie Genovesi

Oltre alle cialde e all'Olandesina, Genova offre una varietà di dolci e piatti tradizionali:

  • Natalin: dei maccheroni lisci, simili agli ziti napoletani, lunghi circa 20 cm.
  • Tomaxelle: Ne esistono due versioni: una più antica cucinata in bianco quando ancora il pomodoro non era noto ed una più recente affogata invece nella salsa.
  • Pànera: Ottima da sola, goduriosamemte peccaminosa è la pànera insieme alla panna montata di loro produzione.

La Tradizione delle Botteghe Storiche Genovesi

Nel 1911 la famiglia Carrea aprì in via Orefici 59r (18 metri quadri) la prima di quelle che poi nel 1913 sarebbero state ben nove latterie. Delle restanti otto oggi ne resta attiva solo una sita in via Luccoli 12r (13 metri quadri). La Cremeria di Buonafede in Via Orefici è appartenente al prestigioso albo delle botteghe storiche genovesi.

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