In questa guida, esploreremo il mondo affascinante dell'acquerello in cialda, un formato amato da artisti per la sua praticità e versatilità. Approfondiremo cosa sono i godet, come si usano gli acquerelli liquidi e in tubetto, e forniremo consigli utili per scegliere i migliori colori per le tue creazioni.
Cosa sono i Godet?
Ecco come si presentano gli acquerelli secchi in formato godet. Ma cosa sono i godet? Ebbene, essi rappresentano un metodo estremamente pratico per acquerellare, soprattutto per chi si trova spesso a dipingere en plein air o a trasportare i propri colori da un luogo all’altro.
Acquerelli in Godet vs. Acquerelli in Tubetto
Di fatto, il contenuto dei tubetti è il medesimo di quello dei godet: a livello di pigmento e quindi di risultato, infatti, non vi è alcuna differenza concreta tra acquerelli solidi e acquerelli in tubetto. I tubetti infatti sono meno portati all’utilizzo en plein air e agli spostamenti, risultando invece perfetti per l’utilizzo in studio, aiutandosi con una tavolozza in cui diluire il colore.
Diluendo in pochi secondi una punta di colore estratto in un tubetto, infatti, si ottiene il medesimo risultato che, con un godet, abbisognerebbe di una lunga e macchinosa lavorazione. Restano, dunque, gli acquerelli in godet e in tubetto: quali scegliere? Per questo motivo abbiamo scritto una guida sui migliori acquerelli per dipingere.
Come Preparare gli Acquerelli in Cialda
Il nostro consiglio, per avere sempre un acquerello pronto all’uso e malleabile, così da non rovinare i tuoi pennelli, è quello di di utilizzare un semplice spruzzino sul tuo set qualche minuto prima di iniziare a dipingere.
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Acquerelli Liquidi
Gli acquerelli liquidi veri e propri, invece, sono dei colori estremamente liquidi, raccolti in piccole boccette, che possono essere ulteriormente diluiti con acqua. Gli Ecoline Talens sono il classico esempio di acquerelli liquidi.
Acquerelli Liquidi Ecoline by Talens
Cosa ti stiamo presentando in questa pagina? Sì, lo sappiamo, non è questo il formato al quale sei abituato per gli acquerello. Certo, il formato classico dell'acquerello è quello in cialda, in godet o in mezzi godet, e si accompagna a quello degli acquerelli in tubetto. Qui, invece, abbiamo dell'acquerello liquido. Proprio così: quello che c'è in queste bottigliette è un inchiostro liquido che può essere steso con il pennello, con il pennino da china, con il tiralinee e con l'areografo. L'acquerello liquido Ecoline è un prodotto pronto all'uso: puoi intingere il pennello direttamente nella boccetta - a patto che le sue setole siano perfettamente pulite - e iniziare a dipingere.
Cosa contengono le boccette di acquerello liquido?
Cosa trovi all'interno di queste boccette di acquerello liquido? Questi inchiostri sono una miscela di pigmenti e gomma arabica. Si tratta infatti di un set primario, che, con le giuste miscele, può portarti a ottenere qualsiasi colore. Qui infatti trovi i tre colori giallo limone, rosso primario magenta e blu primario ciano, ai quali si sommano il nero e il bianco. Set Colori Primari di Inchiostro Ecoline by Talens, carattere da designer e finitura semitrasparente. Da usare con pennello, pennino e aerografo su supporto per acquerello.
PanPastel: Un'Alternativa Innovativa
I PanPastel sono uno dei materiali professionali per belle arti più costosi e ambiti. Ma cosa sono esattamente? Come si usano? Con quali strumenti? Valgono la spesa? Ladd Forsline voleva portare innovazione nel mondo dei pastelli. In un panorama in cui le uniche varianti erano la morbidezza (morbido o duro) e la finezza (extra fine o fine), l’eccellenza del pastello è rappresentata da un extra fine morbido, con il minimo di legante possibile e per lo più composto da pigmento.
In pratica, si tratta di cialde di pigmento, contenenti un minimo di agente fissante (necessario affinché il pigmento aderisca alle superfici) e alcuni additivi inerti per garantire la compattezza. 20 i colori pieni, 20 le tinte, 20 toni, 20 ombre: un totale di 80 cialde, quasi tutte mono pigmento e con elevata resistenza alla luce. Praticamente con due o tre pigmenti c’erano solo alcune ombre e tinte, in totale meno di 20 cialde. All’incirca l’80% dei colori PanPastel by ColorFin erano mono pigmento.
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La filosofia di mantenere fermi i 20 colori per tipologia era chiara: offrire un prodotto altamente professionale, in cui la composizione dei pigmenti è trasparente. Come possiamo notare insieme, esaminando la tabella dei nuovi colori appena introdotti, quelli con scarsa resistenza alla luce passano da 3 a 11. 8 nuovi colori da scansare, su 53, sono tantissimi e - dato che Golden ha rivisitato tutti i set - si rischia di contaminarli. Pochi anche i nuovi mono pigmento: appena 7.
Resistenza alla Luce dei PanPastel
I PanPastel sono davvero resistenti alla luce? Per evitare fraintendimenti, la scarsa resistenza alla luce viene segnalata dal numero 3, indicato come “fair”. Questo valore, in condizioni da museo, equivale a circa dieci anni di resistenza, massimo venticinque. Tuttavia, le abitazioni, gli studi professionali e la maggior parte delle sale espositive non rispondono a tali standard, e persino molti musei potrebbero non essere conformi.
Ma c’è un problemino: la resistenza dei pastelli alla luce risponde allo standard ASTM D8330, mentre Golden si rifà allo standard delle matite colorate, sostenendo che sia quello valido più vicino. Si torna a quanto detto nel nostro speciale sulle matite colorate: «Alcuni brand riportano solo la bontà del pigmento, non della formulazione, nonostante la formulazione possa influire tantissimo.». Essere ‘vicino a’ non significa niente.
Ciò detto, dato che i PanPastel sono quasi totalmente pigmento, sulle cialde mono pigmento si può verificare direttamente la resistenza di quel singolo. Ed ecco che ritorna l’importanza di avere tanti mono pigmenti. Questo identificativo aiuta a capire subito di che tipo di colore parliamo. Il colore puro, quello bello pieno, sta nel mezzo ed è segnato con .5. Le ombre, ovvero i colori puri con aggiunta di nero, sono .3 .2 e .1 (.1 è la sfumatura più scura in assoluto).
Packaging e Funzionalità
Una plastica rigida, con coperchio trasparente, che si avvita in sicurezza e consente l’impilamento. Nella foto sopra vedete il nostro set da 10 colori. Arriva così. L’imballaggio consiste semplicemente nella pellicola di plastica che li avvolge. Un set da 10 colori è venduto in Italia a un prezzo che oscilla tra i 60 e i 70 euro. Eppure, né ColorFin, in passato, né Golden, attualmente, hanno trovato il modo di includere anche solo qualche centesimo in gommapiuma per ammortizzare il prodotto.
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Nel 2007, l’anno del lancio di PanPastel, le vendite online erano già abbondanti. E da oltre dieci anni l’online è la via preferenziale d’acquisto, soprattutto per i materiali di belle arti, dato che i negozi sono pochissimi. E dubitiamo - ma assai assai - che i negozi di belle arti pro capite negli USA siano superiori a quelli in Italia. Di conseguenza sono quasi 20 anni che non risolvono il problema packaging.
Online è possibile rendere il prodotto danneggiato, certo, anche ripetutamente. Ma perché perderci tempo? Come scriviamo spesso in questo tipo di recensioni: l’affidabilità è la qualità #1 di un prodotto professionale. Quando non c’è, non è professionale.
Il curioso formato in cui sono venduti i PanPastel, oltre a essere poco protettivo è anche scarsamente funzionale. Se conservato impilato, ogni qual volta vorrete un colore vi troverete a perdere tempo, svitando la sezione sbagliata. E guai se s’incastra, perché diventa molto complicato da svitare. Anche qui: perdita di tempo inutile e segni d’inaffidabilità. I set impilati inoltre hanno un solo coperchio. Uno.
Negli States questo vassoio costa 15$, in Italia 20/25€. Il peggio è che non sono vassoi in plastica rigida ma una plastica flessibile, simile a quella usata per blisterare. Praticamente vendono la plastica d’imballaggio a 20€! Nei video sembrano solidi perché il vassoio è composto da due strati di plastica: uno è la base e l’altro fa da coperchio. Queste sono le criticità che Golden avrebbe dovuto risolvere.
Come Usare Correttamente i PanPastel
Uno degli sbagli che si commette con i PanPastel è quello di sovraccaricare le spugne. Il PanPastel serve compatto e liscio perché con esso si dipinge per velature. Lo strumento accarezza due-tre volte il colore in cialda e poi accarezza il foglio. Se nella ciotolina inizia ad accumularsi polvere, significa che la spugna è satura, si sta caricando troppo, non ha spazio per raccogliere altro colore.
Con l’uso delle spugne, o anche con pennelli morbidi, si riescono a riempire velocemente grandi aree senza saturare i fogli. E si può fare su qualsiasi foglio! Provate a creare delle sfumature del genere su cartoncino liscio, o su un foglio di stampante, utilizzando un pastello morbido classico. Sarebbe impossibile senza diluenti, senza contare la polvere ovunque! Con i PanPastel si fa in un lampo, sporcando poco e niente.
Anche su superfici ruvide e quelle classiche da pastello, la capacità di copertura dei PanPastel non ha eguali. Essendo extra morbido, si deposita subito sul fondo della grana del foglio. Il colore penetra facilmente ma resta comunque una velatura e per questo è un mezzo pittorico che perdona tantissimo. Infatti per cancellarlo sarà sufficiente una qualsiasi gomma (quella bianca, classica, va strabene).
Quando il PanPastel è rotto, diventa molto polveroso ed è più difficile stendere strati uniformi. Diventa quasi uno di quei ‘PanPastel fai da te’ che si vedono su Youtube, con pastelli economici tritati e alcol isopropilico. C’è il sovraccarico delle spugne menzionato nel paragrafo precedente. Tutti gli altri tutorial inzuppano la cialda di isopropilico ma in quel modo c’è il rischio di compromettere il fissativo e quindi l’aderenza futura.
La classica toppa peggio del buco! Questo discorso vale per i poveri in canna che non possono buttare 8/10€ per comprare un colore nuovo. Per chi può concederselo, non serve ‘riparare’ la cialda che, anzi, in forma granulare consente di creare più facilmente dei mix di colore abbondanti. Anche per fissare i fondi, spesso i tutorial mostrano una bella spazzolata di alcol isopropilico.
Come vedete dai nostri test dal laboratorio bunker, la scelta dell’isopropilico puro è la peggiore possibile. La parte più striata e meno uniforme. Il miglior modo per fissare il fondo e spalmarlo per bene è l’acqua, meglio se distillata, con l’aggiunta di un po’ di isopropilico (1/5, max 1/4). Ricordate che alcune superfici per pastelli non reggono l’acqua o non reggono certi solventi. Lo strato abrasivo della Pastel Paper di Sennelier, per esempio, si scioglie con l’acqua.
Sebbene i PanPastel siano facilmente miscelabili tra loro e molto coprenti, il blender resta utilissimo. Cos’è il blender? Il blender è la ‘roba’ che di norma è miscelata al pigmento. Sembra bianco… e un po lo è! Non è un medium totalmente incolore, come dice il nome!
Torniamo a ripetere: i PanPastel, usati correttamente, si depositano sul fondo della grana e la parte superiore resta utilizzabile con qualsiasi medium. Penne, pennarelli, matite colorate, si usa tutto. Un sodalizio molto frequente è anche quello dei PanPastel con l’acquerello.
Considerazioni sulla Tossicità
In linea di massima, ColorFin e Golden non hanno usato pigmenti altamente nocivi e tossici. Resta il problema presente con tutte le polveri: respirarle non fa bene. Come non fa bene leccarsi le dita sporche di pigmento. Rispetto ai pastelli secchi morbidi, i PanPastel producono molta meno polvere, aderendo quasi come una pittura. È difficile saturare l’ambiente lavorando su supporti dall’A3 in giù.
I granelli che svolazzano qua sono molto più sottili e allegri rispetto alla polvere dei classici pastelli o alle polveri di grafite e carboncino. Quei puntini neri sono granelli di PanPastel e non si smuovono in alcun modo.
Strumenti e Accessori
Perché dargli un nome a parte, dedicargli così tanto spazio, invece di chiamarli tipo ‘spatoline per PanPastel‘? Queste spugne sono particolari e studiate appositamente per raccogliere una gran quantità di pigmento e poi depositarla con facilità, uniformemente. Servono tutte le spugne e tutte le spatoline? Dipende dall’uso. Per risparmiare serve tutto e in gran quantità.
Le spugne vanno trattate bene, con delicatezza, stressate il meno possibile. In teoria sono lavabili ma sconsigliamo di lavare quelle le piccoline. Le grandi invece si possono sciacquare con sapone neutro. Le spatoline servono per lavorare su supporti piccoli e per i dettagli. Se l’uso dei PanPastel è limitato ai fondali/strato iniziale, sono sufficienti le spugne.
Sappiate che, per un uso costante, servono molte spatoline e moltissime spugne. In linea di massima queste non vanno pulite a fondo, lasciando loro conservare le tonalità. Quelle sul giallo, sul verde, sul rosso, i grigi, più scure, più chiare, etc. Una spatolina con 5 cover costa 5/6€. Il pacco con 40 spugnette cover 12$ in USA, 15€ nei negozi decenti, 25€ su Amazon.
Solo usando male i Sofft Tools non si scorgono le differenze, perché sono enormi. Come già scritto: le spugne sono particolari, frutto di due anni di ricerche, hanno una struttura molto più porosa e accogliente. Non ci può essere paragone tra queste e tutte le cinesate che ci sono su Amazon e Temu. Le Sofft Tools sono da sempre prodotte in Cina, tutte: Sofft Knives, Sofft Covers, spugne… Ma anche i ‘vassoi’ (e si vede) oltre alle cialde di plastica (e si vede pure lì).
I PanPastel come cialda completa era, ai tempi di ColorFin, erroneamente etichettato come ‘Made in USA’, mentre oggi Golden lo etichetta correttamente: ‘Assembled in USA’.
Problemi di Distribuzione e Prezzi
Un problema grosso dei PanPastel (ma anche di altri prodotti Golden) sembra essere la distribuzione. Un pacchettino di Sofft cover non può costare 25 euro! Che qualcosa non funzioni se n’è accorta anche Golden che lo scorso anno ha annunciato una partnership con Royal Talens per la distribuzione dei prodotti in Europa.
Passando probabilmente dalla padella alla brace. Royal Talens è il marchio olandese dietro Bruynzeel, Ecoline, Sakura, Finetec, Van Gogh, Rembrandt… Marchi distribuiti a singhiozzo da anni, che hanno più o meno le stesse problematiche riscontrate con Golden. Lo sappiamo bene perché lo scrivente usa spesso i prodotti a marchio Rembrandt, specialmente gli acrilici.
Anni fa risposero «Perhaps you could try out Amsterdam Expert series.» alla richiesta di rifornire meglio di Rembrandt il mercato italiano, o almeno rifornire Amazon. Spoiler: l’Expert series è diversa (sono heavy body) e comunque ha lo stesso problema della serie Rembrandt. Chiusa parentesi Royal Talens, parliamo meglio dei prezzi.
Tutti i prodotti Golden, compresi i PanPastel, sono fabbricati/assemblati negli Stati Uniti e importati da lì. Negli anni ci è capitato diverse volte di richiedere assistenza e info al supporto di Golden: sono veloci, cordiali e capaci di scendere nel tecnico quando necessario. Se comprate un set di PanPastel e vengono consegnati tutti rotti, non contattate loro ma il venditore per la sostituzione.
Conclusioni sui PanPastel
I PanPastel presentano gravi problemi fin dalla nascita. Problemi su cui si è sempre chiuso un occhio perché ColorFin era un’azienda piccola e i fondatori sembravano prestare attenzione alle richiesta, eri propenso all’autoconvincimento: ‘Ok, aspettiamo un altro po’, diamo fiducia’. Dopo 15 anni arriva Golden, e che vuoi fare? Criticare subito? Aspetti un altro po’. 2022-2025: Golden annuncia colori nuovi e lascia tutto com’è.
L’elevata probabilità di ricevere un prodotto danneggiato, l’assenza di un vassoio adeguato per riporre i colori e i prezzi esorbitanti creano la tempesta perfetta per convincere i professionisti a rinunciare a questo prodotto. E non parliamo solo di pittori. PanPastel è usato anche da restauratori e artigiani. E quando cambiano abitudini gli ex utilizzatori si va instaurando un cambiamento anche nei potenziali nuovi clienti.
Pensate a cosa significa iniziare a utilizzare i PanPastel a livello professionale: l’investimento iniziale è consistente e, con le criticità attuali, il rischio economico non giustifica la scelta. È un grande peccato, perché i PanPastel restano uno dei medium più interessanti e divertenti da sperimentare.
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