La Storia di Via Tommaso Salsa a Treviso e del Gruppo Alpini Intitolato

La storia di Treviso è ricca di figure e luoghi che meritano di essere ricordati e celebrati. Tra questi, spicca Via Tommaso Salsa, legata a doppio filo con le vicende del Gruppo Alpini a lui intitolato.

Il Gruppo Alpini Città di Treviso M.O. Tommaso Salsa ed Enrico Reginato

Il 1 marzo 2015, con la benedizione del Gagliardetto, nasceva ufficialmente il gruppo Città di Treviso intitolato alle Medaglie d’Oro Tommaso Salsa ed Enrico Reginato. Questo evento rappresentava l'ultimo atto del percorso che portava alla fusione consensuale dei tre storici gruppi cittadini “Treviso Città”, “Treviso T. Salsa” e “Treviso E. Reginato”: la sua storia è perciò la naturale prosecuzione di quella delle tre compagini da cui ha tratto vita.

Il Gruppo Alpini Treviso Città vide ufficialmente la luce il 22 dicembre 1956, ma le sue origini risalgono alla nascita stessa della Sezione, in quanto precedentemente i soci del capoluogo venivano inquadrati direttamente nella Sezione ANA di Treviso. La Sede venne stabilita presso il bar Marcati a Treviso, ed il primo Capogruppo fu Bruno Manfren: grazie al suo impulso nacque e si consolidò il sodalizio che unisce gli alpini all'AVIS. Dal 1968 al 2003 la sede coincise con quella sezionale di via Inferiore, dove si trova attualmente la biblioteca, e successivamente presso il Circolo Ricreativo Anziani di via F. Baracca.

Costituito nel 1972 grazie all’iniziativa di una ventina di soci fondatori, il Gruppo Treviso “M.O. T. Salsa” ebbe come prima sede l’osteria “Al Bassanello” in viale Cairoli, ma dopo alcuni spostamenti in locazioni provvisorie, volle e realizzò sul finir del secolo, grazie al determinante apporto economico e di mano d’opera di tutti i soci, la nuova sede di via De Coubertin, edificata con il tranquillizzante aspetto di una baita immersa nel verde: la stessa, nel 2019 oggetto di importanti lavori di ampliamento, è l’attuale sede del Gruppo unificato.

Il 14 agosto 1995 vide la luce il terzo Gruppo fondatore, “Treviso M.O. E. Reginato”, con sede presso l’osteria “Per Bacco”, nelle vicinanze dello stadio di rugby: prendendo ispirazione dalla generosa Medaglia d’Oro alpina cui era intitolato, il Gruppo si impegnò fin da subito nelle attività istituzionali e di solidarietà a favore delle realtà presenti nella città.

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Pur con proprie peculiarità ed attività specifiche, i tre Gruppi iniziarono nel tempo a convergere con delle attività comuni: la santa Messa in ricordo del defunti alpini, la Festa degli Alberi presso le scuole cittadine, la marcia a favore dell’ADVAR, il torneo di tiro a segno “Tira e Tasi”, la partecipazione corale al raduno al Bosco delle Penne Mozze, la Festa Alpina per Treviso, momento di aggregazione cittadina nello spirito scarpone.

I rapporti sempre più stretti portarono alla comune decisione di unire le forze, e dopo un cammino durato due anni, si giunse nel 2015 alla nascita ufficiale del nuovo grande Gruppo il cui primo impegno, felicemente superato, è stato il costituire la punta di diamante sezionale nella gestione della grande Adunata del Piave del 2017, svoltasi proprio nella nostra città: tutte le attività, dall’imbandieramento delle vie cittadine, alla gestione dei musei e di punti ristoro, al servizio d’ordine, sarebbero state difficilmente realizzabili senza il determinante apporto degli alpini e degli amici del Gruppo cittadino.

Tuttora il Gruppo è impegnato con i suoi oltre 420 iscritti nelle attività specifiche dell’ANA, volte alla conservazione della memoria, alla solidarietà, alla cultura, allo sport, alla Protezione Civile con un proprio nucleo, e suoi soci sono presenti in ruoli di responsabilità nel Centro Studi, al Portello Sile, presso il coordinamento PC ANA, nella redazione di Fameja Alpina, nei comitati Parole Attorno al Fuoco e Fotografare l’Adunata.

Il Gruppo partecipa a tutte le attività associative ad ogni livello, ed annualmente, in occasione del Raduno Triveneto, organizza il “Percorso della Memoria” su itinerari di elevato valore storico e paesaggistico, sempre accompagnati dalla fida mula Asia; inoltre risponde sempre all’appello delle Istituzioni sia in occasione di cerimonie cittadine, sia in caso di calamità o richieste di aiuto. Ha un suo giornale “La Voce della Penna” giunto al suo 15° anno di vita ed un sito internet www.alpinicittaditreviso.it.

Omaggio agli Alpini del Salsa Reginato

Gli alpini trevigiani del Salsa Reginato, in questi giorni di commemorazioni, hanno voluto rendere omaggio alle tombe delle due personalita’ che danno il nome al loro gruppo. Un modo per mantenere viva la memoria di due uomini che hanno scritto pagine di storia della nostra citta’. Una cerimonia semplice quella che si e’ svolta al cimitero monumentale di S.Lazzaro. L’omaggio degli alpini del Salsa Reginato alle due personalita’ che danno il nome al gruppo con sede in via De Coubertain.

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Ma e’ anche un modo, davanti a questo mausoleo per mantenere vivo il ricordo di questo generale che, per molti trevigiani, e’ solamente il nome di una ex caserma in ristrutturazione per intendenza e guardia di finanza ma anche per aree sportive e sociali del comune di Treviso. Eppure Tommaso Salsa oltre ad essere stato uno dei protagonisti delle conquiste coloniali italiane era anche lo zio di Giovanni Comisso. Generale, partito giovane nella seconda meta’ dell’800 da Treviso per l’accademia di Modena seppe sempre gestire comando e strategia.

Se da una parte viene ricordato per le vittorie sul fronte libico, e nel primo esempio di esercito interforze contro la rivolta dei boxer in Cina dall’altro fu l’unico a sconsigliare il capo di stato maggiore in Eritrea di attaccare Adua prevedendo quella che ancor oggi viene ricordata come la peggior sconfitta italiana contro un esercito locale armato di lance e frecce.

Poi gli alpini al cimitero di S.Bona hanno voluto ricordare l’altro nome del gruppo; quell’Enrico Reginato che fatto prigioniero sul fronte russo per 12 anni, da ufficiale medico delle truppe da montagna curo’al di la’ delle provenienze i compagni fino alla chiusura dei campi di concentramento perche’ nessuno restasse indietro. Tornato a Treviso nel 1954, 9 anni dopo la fine della guerra, fu ed e’ ancora esempio per tanti giovani affascinati dalla vita militare, come ha ricordato il generale Italico Cauteruccio nel saluto alla vedova Reginato.

Il Ruolo di Tommaso Salsa e Giovanni Comisso nella Storia del Tiramisù

In questi anni si sta argomentando molto sul Tiramisu e pochi conoscono il ruolo avuto da Giovanni Comisso (Treviso 1895-1969) nel far conoscere e approdare nei presidi culinari trevigiani la ricetta del Tiramisu tramandata nella sua famiglia. Va detto che 'casa Salsa' comprendeva, limitandoci in questa circostanza ai personaggi per quanto ci interessa, la sua nonna Co. Giuseppina Tiretta Salsa (Treviso 1829 - Firenze 1917), moglie dell'Avvocato Agostino Salsa (Treviso 1823-1888) e madre del Generale Tommaso Salsa (Treviso 1857-1913) e di Claudia Loredana Salsa Comisso (Treviso 1861- Zero Branco 1954) coniugata con Antonio Comisso, madre dello scrittore Giovanni.

"Il Tiramisù di mia nonna era un trionfo di ingredienti e aspetto, giacché per la nostra gioia ed esultanza sovrabbondava di tutto e soprattutto di cacao per limitare il sapore del caffe che a noi fanciulli incuteva timore di essere un po' amaro." Ma Giovanni Comisso è stato, per chi scrive, l’interprete letterario e anche il testimone più informato sulla ricetta del Tramisú, nei sui soggiorni in Asolo, nella foresteria del maestro Malipiero, poco prima del suo addio definitivo.

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La nonna di Giovanni Comisso, discendente del contino Odoardo Tiretta, amico e imbattibile rivale di Jacopo Casanova, era addirittura una devota del Tiramisú (anzi originariamente tirame-pausa-su) come lei ha sempre chiamato così questo dessert che era la sua esclusiva cena invernale (anche l’ultima). Questa però è la descrizione della storia e della composizione del Tiramisù trasmessa al Prof. Brusatin da Giovanni Comisso: "...La sua preparazione e diffusione in età moderna si deve ai trevigiani Alfredo Beltrame e Giuseppe Maffioli nei luoghi da loro più frequentati (Alle Beccherie, El Toulà, Da Alfredo).

Il Tiramisú nacque concordemente nella marca Trevigiana, allora sotto il dominio austriaco, dove il piacere del caffè e della cioccolata era veneziano ma le materie prime provenivano soltanto da Vienna, capitale di quel territorio che allora come oggi è chiamato Lombardo-Veneto. L’altro ingrediente, il formaggio chiamato mascarpone o mascherpone (probabilmente dal lombardo “mascherpa” che vuol dire ricotta, ma non è ricotta) proveniva invece da Abbiategrasso ma anche da Lodi, Como e Lecco ed era un formaggio invernale che si fa non dal latte ma dalla crema di latte assolutamente fresca e solo debolmente acidificata con succo di limone.

Il Tiro a Segno Nazionale di Treviso

Gli esiti di una ricerca storica, fanno risalire ed assumere come anno di esistenza della Società Trevigiana del Tiro a Segno il 1868. Tale anno, infatti, risulta sul Progetto di costruzione del poligono entro le mura cittadine di Treviso. Con Regio Decreto del 20 Giugno 1870 venne approvato lo Statuto e il Regolamento del Tiro a Segno Provinciale di Treviso. A ciò fece seguito (1871) l’acquisizione del terreno, mq. 3.600, da parte della Società al prezzo di Lire 2.950. L’inaugurazione dell’opera avvenne il 7 Giugno 1874 con una gara che rese ancora più solenne la Festa dello Statuto. La grandiosa manifestazione ebbe viva approvazione dal Ministro della guerra e dal Generale Revel.

Dal 1913 l’attività di tiro veniva esercitata nel cosiddetto “campo di tiro” trasformato nel 1928 nell’attuale struttura di fabbricati e opere di sicurezza di Via Fonderia. Oggi, a seguito di alterne vicende politiche e di carattere amministrativo-patrimoniali il Comune di Treviso è proprietario del terreno dove sorgono le strutture, circa 40.000 mq, mentre il Demanio Militare è proprietario dei fabbricati. Da tale ultima data, disponendo della nuova ed appropriata struttura, prese particolare impulso l’attività sportiva trevigiana che si compenetrava con l’addestramento militare e pre militare dei giovani.

Nel luglio 1965 un fortunale abbatté parte delle protezioni murarie e quindi l’attività sportiva veniva forzatamente azzerata. Ciò non impedì anzi stimolò i tiratori trevigiani, impossibilitati ad allenarsi, di partecipare al maggior numero di gare possibili con la serenità di un allenamento convertendo in tal modo l’avversità atmosferica in prestigiosi risultati agonistici.

Nel 1976 l’UITS - Unione Italiana Tiro a Segno - promuove le specialità ad aria compressa a metri 10 e fino al 1981 l’attività viene svolta su linee a cielo aperto. Nel contempo viene realizzato con slancio volontaristico della Sezione e sforzo finanziario diversificato (indebitamento bancario - contributo UITS - finanziamento privato dell’Avvocato Carlo Mazzaro) uno stand indoor di 25 linee più il bersaglio mobile per le suddette specialità emergenti. La ristrutturazione del 1981 - 82 riguardò anche gli altri impianti di tiro portandoli alla attuale consistenza. Il più recente ampliamento strutturale e stato completato nel 2005 e concerne un padiglione composto da due stands di tiro per grossi calibri a 25 metri per complessive 16 linee realizzato dal Comune di Treviso su progetto e contribuzione della Sezione.

Storage GM in Via Tommaso Salsa

Per Valerio Amadio “non deve essere facile ma deve valerne la pena”. Storage GM non è un semplice negozio di abbigliamento vintage: inaugurato nel 1986 all’interno di un immenso spazio di 900 mq adibito a fabbrica di spazzole negli anni Cinquanta, Storage vanta una ricca esposizione divisa in oggettistica e abbigliamento. Passato il negozio-vetrina nel centro di Treviso - in via Manzoni 48 - è la sede storica in via Tommaso Salsa 2/b a catapultare il cliente in una realtà appartenente ad un altro momento storico.

Colonne portanti del negozio trevigiano sono la progettazione e realizzazione di arredi per attività commerciali e privati. Ideati e realizzati partendo da zero, la curiosità e la ricercatezza del dettaglio caratterizzano il gusto degli ambienti realizzati. In base alle esigenze di ciascun cliente, i mobili impiegati possono essere realizzati ad hoc, su richiesta del cliente, oppure mobili vecchi mescolati con colori e strutture contemporanee dando vita ad ambienti accoglienti e caldi ma soprattutto originali. I servizi proposti da Storage GM spaziano anche nel noleggio di oggettistica per vetrinistica, showroom e shooting fotografici realizzabili anche in sede.

L’infinita scelta di oggetti e arredi del negozio di Valerio Amadio sono frutto di anni di viaggi all’estero, tra l’America, l’Inghilterra e la Francia. Grazie al negozio Storage, il cliente può scegliere di portarsi a casa un pezzettino di mondo, la storia di una realtà lontana ma che continua a vivere nella materialità degli oggetti che lascia alle generazioni presenti e future.

In qualità di negozio d’abbigliamento, Storage propone capi per uomo e donna sia vintage che di nuove collezioni. Dagli anni Sessanta agli Ottanta, le collezioni vintage abbracciano vent’anni di storia della moda internazionale. La linea proposta spazia dai vecchi giubbini Levi’s Big-e ai classici jeans cimosati. La scelta spazia nelle giacche da caccia, negli storici impermeabili Burberry, nei Giubbini dei college americani… Nel mondo del casual contemporaneo invece, i marchi proposti spaziano da quelli inglesi e francesi più ricercati, agli italiani, dei quali il negozio Storage ha l’esclusiva nella zona.

Da Polo Ralph Lauren ad Abercrombie e Hollister, passando per American Eagle, Aeropostale e Levi’s, Storage propone collezioni vastissime a prezzi da stock. Tra oggetti curiosi e unici nel loro genere, il negozio Storage non è rimasto inosservato nemmeno alle telecamere di Sky in occasione di “Italians Pickers”, trasmissione interamente dedicata ai ricercatori e appassionati di “pezzi di storia”.

La Croce Nera Austriaca Stiria Graz

La città di Treviso e il gruppo cittadino M.O.Tommaso Salsa sono stati insigniti della Croce Nera austriaca Stiria Graz per i meriti relativi ai lavori di recupero storico dei luoghi della memoria sul Grappa e dintorni. La cerimonia ha visto la partecipazione di tanti alpini e cittadini. La manifestazione è iniziata alle 10,30 in piazza della Vittoria con la deposizione di una corona al monumento ai Caduti di tutte le guerre, alla presenza della delegazione di Gebirgsjäger austriaci e alpini, resa solenne da un picchetto armato con trombettiere del 7º Alpini di Belluno. Il rappresentante dell’Associazione Croce Nera, Peter Barnthaler, ha consegnato le benemerenze agli alpini Adriano Giuriato, capogruppo del Salsa , a Mauro Bergamo, Franco Dal Bo, Piero Betteti e Roberto Loschi, oltre che a Tommasina Mazzoleni, madrina del gruppo e nipote del generale a cui è intitolato il gruppo stesso. Per la città di Treviso, ha ritirato la Croce nera il col. Iannicelli, in rappresentanza del sindaco assente per inderogabili impegni.

Le parole di Barnthaler riassumono bene il significato della cerimonia: Chi è senza storia è senza volto, dice un nostro proverbio ha esordito Barnthaler voi, nostri amici di Treviso, non avete certo questo problema: la memoria riuscite a tenerla viva, come dimostra questa partecipata celebrazione. Il 4 novembre 1918 fu la data che pose fine a una guerra spaventosa ed orribile. Oggi, 90 anni dopo, siamo qui a Treviso per ricordare i nostri Caduti comuni. Questa cerimonia deve essere un monito per ricordare e un contributo per costruire un’Europa dove i popoli siano davvero uniti . Commossa la partecipazione soprattutto dei reduci della Seconda Guerra Mondiale presenti ma anche dei familiari di quanti hanno ricevuto la Croce Nera.

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