Situata a nord del centro storico della Città, tra i quartieri di Santa Maria del Rovere e Selvana, l’ex Caserma trevigiana rappresenta un importante sito in trasformazione che si sta configurando come punto di riferimento per la comunità.
Tommaso Salsa: un eroe trevigiano
Tommaso Salsa fu un generale, che seppe distinguersi sul campo, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’oro al valor militare, per aver guidato con coraggio i suoi uomini nei combattimenti contro le truppe turco-arabe tra il 1912 e il 1913.
Sua anche la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia e dell’Ordine della Corona d’Italia. Figlio dell’avvocato Agostino Salsa e di Giuseppina Tiretta, contessa appartenente a una famiglia legata alla città di Treviso fin dal 14esimo secolo, proveniva da un ambiente molto in vista nel Trevigiano.
Dopo aver iniziato gli studi alla facoltà di Giurisprudenza, all’Università di Padova, si iscrisse alla Regia Accademia militare di Modena. Nominato ufficiale a soli 23 anni, scalò quella che era la gerarchia militare. A portare il ricordo del suo rapporto con la città di Treviso, è sicuramente la targa posta al di sopra di quella che fu la sua casa, collocata nel percorso viabilistico dietro piazza Pola.
“Qui nacque il 17 ottobre 1857 Tommaso Salsa e qui morì generale il 21 settembre 1913, vincitore nella Guerra libica - si legge - Vinto dal suo eroismo nell’obbedienza al dovere.
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La Caserma Salsa e il 7° Reggimento Alpini
Anche alla comune casa di Belluno - la caserma intitolata al trevigiano Tommaso Salsa rimasero solo i ricordi conservati nel museo-sacrario che era stato costituito dal col. Carlo Ghe nel 1937 in occasione del 50° anniversario del reggimento. Ed ecco finalmente ricostituito - alla data dell’1 luglio 1953 - anche il 7° Alpini, alle dipendenze della neo-costituita Brigata “Cadore”, alla caserma “Salsa” aveva funzionato, fino ad allora, un Ufficio Deposito comandato dal ten. col. Arpago Bazzali.
Il Reggimento rinasceva nettamente da zero, ed il comandante col. Edgardo Gandolfi ebbe a sostenere un oneroso lavoro organizzativo (costituzione del comando e della Compagnia reggimentale) prima che giungessero l’1 settembre i primi “bocia” della classe 1931.
Appena ricostituito il 7° Alpini ebbe a partecipare - col trenta per cento dei propri effettivi, integrato con richiamo di ufficiali, sottufficiali e truppa - all’esigenza T connessa con la tensione verificatasi alla frontiera orientale; trasferitisi il 20 ottobre 1953 nella zona di Cividale del Friuli, i reparti del 7° (costituenti il Battaglione di formazione “Cadore”, comandato dal ten. col. Giuseppe Vinci e formato dalle compagnie comando dei battaglioni Cadore e Belluno, oltre che dalle 77a, 67a e 7a CMR) rientrarono il 29 dicembre.
Al col. Edgardo Gandolfi seguì al comando del reggimento il col. Alberto Briatore dal 12 agosto 1954, il col. Vincenzo Bellomo dal 16 marzo 1956, il col. Tito Corsino dal 21 marzo 1957 e la Mo. col. Franco Magnani dal 21 marzo 1958.
Nel 1957 il Settimo fu presente - con un battaglione di formazione, bandiera e fanfara - alla nostra adunata nazionale svoltasi a Firenze.
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Riqualificazione della Caserma
Nel contesto di un programma generale di rigenerazione urbana riguardante anche le caserme dismesse, l’Agenzia del Demanio ha avviato un processo di riqualificazione di una porzione della ex caserma Tommaso Salsa a Treviso, per permettere la riallocazione della sede della Guardia di Finanza di Treviso.
Il compendio, descritto quale Architettura militare inizio Novecento, è stato dichiarato di interesse culturale ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 42/2004 con provvedimento prot. 293 del 12 gennaio 2009 del Direttore Regionale del Ministero per i Beni ed Attività Culturali - Direzione Veneto e risulta area a “rischio archeologico” come da comunicazione Soprintendenza Archeologica di Padova prot. n. 1931 del 18/02/2016.
La proposta di intervento si applica sia agli edifici che agli spazi aperti, ridisegnando il layout delle cospicue superfici di pavimento esistenti e dell’imponente piazza d’armi, per rispondere al complesso programma funzionale previsto dal Bando.
Relativamente agli edifici. La struttura modulare degli edifici 10, 11 e 12, così come consegnata dalla storia del contesto ed oggetto di vincolo monumentale, determina l’assetto distributivo ‘a corridoio’ centrale dei vari piani, interconnessi da corpi scala periferici, mentre il solo edificio 6, costituito da due corpi giustapposti ad un piano, ha distributivo più libero.
Le soluzioni proposta discende quindi da un dialogo, sotto il segno della reversibilità, con l’edilizia esistente, giustapponendo ad essa una ‘pelle’ interna, nella forma di un sistema per componenti leggeri da porre in opera secondo i principi della costruzione (e cantierizzazione) ‘a secco’. Il principio guida è quello ‘box in a box’ (scatola nella scatola) tale da assicurare un elevato comfort ambientale.
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Relativamente agli spazi aperti, pavimentati e verdi. La piazza d’armi è articolata nella sua disposizione attraverso una soluzione in grado di: determinare una relazione architettonica, una vera e propria ‘porta verde’ tra l’ingresso carrabile/pedonale previsto; qualificare la piazza d’armi come uno spazio permeabile e vivibile, senza barriere architettoniche, relazionato con i fronti architettonici su cui insiste; assumere soluzioni ad alto impatto architettonico e bassi costi di gestione e manutenzione.
Si propongono materiali e finiture che valorizzino le qualità ambientali dei luoghi, minimizzando le cesure tra verde/parco, piazza d’armi e quinte edificate.
Si propone la piantumazione di alberi autoctoni ad alto fusto di due tipologie: Celtis australis in prossimità del perimetro della piazza e due Carpinus betulus a costituire la ‘porta verde’ della piazza per chi giunge dall’esterno.
Avanzamento dei lavori di restauro
Avviati da un anno, nell’aprile 2023, dalla ditta affidataria dei lavori EDIL CO. Srl di Altamura (BA), stanno procedendo nel pieno rispetto del cronoprogramma i lavori di restauro e risanamento conservativo dell’ex Caserma Salsa.
Benché siano considerevoli le dimensioni del cantiere, non si sono riscontrati disagi legati alla viabilità circostante. Il merito è attribuibile ad una buona pianificazione degli approvvigionamenti e dei transiti in entrata e in uscita dei mezzi pesanti, facendo attenzione agli orari d’ingresso, in modo tale da non appesantire la fluidità del traffico. Anche concentrare gli orari al mattino presto (ore 6:00) e nel tardo pomeriggio (dopo le 19:00) ha contribuito a migliorare la viabilità su Via Tommaso Salsa.
Al fine di abbattere le polveri dovute alle demolizioni, sono stati utilizzati polverizzatori d’acqua. Contro l’inquinamento acustico è stato invece effettuato uno studio da un tecnico abilitato per evitare che la soglia dei rumori superasse i parametri consentiti dalla normativa vigente, diversificando e coordinando le varie lavorazioni così da non sovrapporre contemporaneamente interventi rumorosi.
Ad oggi i tempi di consegna sono allineati con la scadenza e con il cronoprogramma consegnato in fase di gara. Per mantenere un’elevata qualità dei lavori e il rispetto delle tempistiche, vengono effettuate riunioni settimanali con la direzione dei lavori, DBA SpA con sede in Villorba, la quale è ampiamente soddisfatta dell’avanzamento e dell’organizzazione del cantiere.
I lavori eseguiti in questo periodo sono stati: massetti e pavimenti, rasature, impianti elettrici e meccanici, rivestimenti in marmo per le scale interne, rilievo e picchettamento plano altimetrico delle superfici per l’inizio delle sistemazioni esterne.
Sono stati inoltre realizzati muri in cemento armato per perimetrare le due proprietà: l’attuale cantiere destinato a nuova sede della Guarda di Finanza con l’area adiacente che sarà utilizzata dall’Agenzia dell’Entrate. Infine, sono state effettuate le prove tecniche e i collaudi statici attestanti che, a seguito degli interventi effettuati, le strutture sono state recuperate e risultano idonee al loro utilizzo.
Attualmente nel cantiere sono impegnati circa 60 operai della ditta appaltatrice EDIL CO. Srl e 40 operai di vari subappaltatori, tutti preventivamente autorizzati con una selezione accurata da parte del Geom.
Omaggio agli alpini del Salsa Reginato
TREVISO - Gli alpini trevigiani del Salsa Reginato in questi giorni di commemorazioni hanno voluto rendere omaggio alle tombe delle due personalita’ che danno il nome al loro gruppo. Un modo per mantenere viva la memoria di due uomini che hanno scritto pagine di storia della nostra citta’. || Una cerimonia semplice quella che si e’ svolta al cimitero monumentale di S.Lazzaro. L’omaggio degli alpini del Salsa Reginato alle due personalita’ che danno il nome al gruppo con sede in via De Coubertain.
Ma e’ anche un modo, davanti a questo mausoleo per mantenere vivo il ricordo di questo generale che, per molti trevigiani, e’ solamente il nome di una ex caserma in ristrutturazione per intendenza e guardia di finanza ma anche per aree sportive e sociali del comune di Treviso.
Poi gli alpini al cimitero di S.Bona hanno voluto ricordare l’altro nome del gruppo; quell’Enrico Reginato che fatto prigioniero sul fronte russo per 12 anni, da ufficiale medico delle truppe da montagna curo’al di la’ delle provenienze i compagni fino alla chiusura dei campi di concentramento perche’ nessuno restasse indietro. Tornato a Treviso nel 1954, 9 anni dopo la fine della guerra, fu ed e’ ancora esempio per tanti giovani affascinati dalla vita militare, come ha ricordato il generale Italico Cauteruccio nel saluto alla vedova Reginato.
Il legame con Giovanni Comisso e il Tiramisù
In questi anni si sta argomentando molto sul Tiramisu e pochi conoscono il ruolo avuto da Giovanni Comisso (Treviso 1895-1969) nel far conoscere e approdare nei presidi culinari trevigiani la ricetta del Tiramisu tramandata nella sua famiglia. Va detto che 'casa Salsa' comprendeva, limitandoci in questa circostanza ai personaggi per quanto ci interessa, la sua nonna Co. Giuseppina Tiretta Salsa (Treviso 1829 - Firenze 1917), moglie dell'Avvocato Agostino Salsa (Treviso 1823-1888) e madre del Generale Tommaso Salsa (Treviso 1857-1913) e di Claudia Loredana Salsa Comisso (Treviso 1861- Zero Branco 1954) coniugata con Antonio Comisso, madre dello scrittore Giovanni.
"Il Tiramisù di mia nonna era un trionfo di ingredienti e aspetto, giacché per la nostra gioia ed esultanza sovrabbondava di tutto e soprattutto di cacao per limitare il sapore del caffe che a noi fanciulli incuteva timore di essere un po' amaro. "La nonna di Giovanni Comisso, discendente del contino Odoardo Tiretta, amico e imbattibile rivale di Jacopo Casanova, era addirittura una devota del Tiramisú (anzi originariamente tirame-pausa-su) come lei ha sempre chiamato così questo dessert che era la sua esclusiva cena invernale (anche l’ultima).
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