Voglie di Pizza: Cause e Soluzioni

Ti è mai capitato di avere un'improvvisa voglia di pizza e di non trovare pace finché non l'hai soddisfatta? È importante capire se questa voglia è vera fame o solo un desiderio che nasconde qualcos'altro.

Non è Solo Una Questione Emotiva

Finora ci si è concentrati sull'aspetto emotivo delle voglie, evidenziando il collegamento tra emozioni "negative" e il conforto che il cibo può offrire. Il food craving è considerato un tentativo di mangiarsi le proprie emozioni, nell'incapacità di affrontarle o risolverle.

Se ansia, paura, preoccupazione e insoddisfazione predominano, si cerca "rifugio nel cibo" associato a piacere e soddisfazione. Purtroppo, in preda alla fame emotiva, il piacere legato al cibo si annulla, facilitando altre emozioni negative come il senso di colpa.

La ricerca spasmodica di certi cibi può essere un segnale legato a necessità nutrizionali che non riusciamo a soddisfare con la normale alimentazione. Questo crea un disequilibrio che l'organismo tenta di risolvere inviando al cervello la richiesta di un particolare cibo, non per soddisfare il senso di fame, quanto per soddisfare un apporto insufficiente dei nutrienti di cui necessita per svolgere le normali funzioni.

Come Capire la Natura Della Voglia

Il modo migliore è ascoltare il tuo corpo, tentando di capire cosa ti sta dicendo: sta chiedendo cibo perché a livello emotivo ci sono delle emozioni che ti creano difficoltà o perché l'alimentazione non è equilibrata e quindi mancano sostanze preziose per la salute?

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Per togliere la voglia improvvisa di cibo, puoi agire su più fronti per facilitare l’equilibrio che l’organismo sta tentando di ritrovare. In caso di voglia di cibo persistente o se hai problemi alimentari rivolgiti a un nutrizionista che possa studiare un piano alimentare alle tue esigenze. Allo stesso modo, prova a chiedere aiuto a uno psicologo o uno psicoterapeuta per problemi emotivi che da solo non riesci ad affrontare, per ritrovare il tuo equilibrio interiore.

Voglia di Salato e Pizza: Cosa Significa?

Sarà capitato anche a voi di avere una irrefrenabile voglia di cibo salato? Pizza, patatine, pop corn, panzerotti, arancine, solo per citarne alcuni. Può succedere a tutti, non solo alle donne in gravidanza, ed è il cervello che regola questo desiderio.

A livello fisico la voglia di salato può indicare:

  • Disidratazione
  • Carenza di elettroliti
  • Carenza di Iodio
  • Carenza di Cloruro
A livello emotivo può indicare:
  • Stress
  • Fatica

Ti è mai capitato di sederti davanti al televisore la sera e avere voglia di patatine e altri snack salati? Si tratta di un salato estremo, non naturale, che l’organismo richiede quando si trova sotto forte stress per lungo periodo. Questa condizione mette sotto pressione le ghiandole surrenali, facilitando un esaurimento della loro funzione. Quando questo si verifica, si sperimentano estrema fatica e spossatezza.

Quando le surrenali sono sotto stress e perdono funzionalità, faticano a produrre aldosterone, un ormone che trattiene il Sodio (un minerale che non ha nulla a che vedere con il sale da cucina) che l’organismo utilizza per alcune funzioni benefiche. Per di più, se manca il Sodio, l’organismo non è in grado di trattenere acqua, per cui tende a disidratarsi più facilmente. Allo stesso modo, l’organismo potrebbe richiedere un maggiore apporto di cibi salati quando manca lo Iodio.

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Proprio come avviene con i dolci, c'è salato e salato: gli alimenti che fanno bene al nostro corpo sono quelli che hanno una natura salata, non quelli che vengono insaporiti con aggiunta di cloruro di sodio, il comune sale da cucina, che essendo considerato un salato estremo ha effetti tutt'altro che benefici sull'organismo, perché contribuisce a innalzare la pressione arteriosa e a indurire le pareti venose, facilitando, nel tempo, perdita di elasticità e irrigidimenti che possono portare ad aterosclerosi. Rientrano fra gli alimenti che hanno un sapore salato: le alghe, i crostacei, le seppie, il salmone, le vongole, il tamari, il miso, il miglio, l'avena e l'orzo.

Se hai spesso voglia di salato prova a bilanciare con:

  • Alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, come noci, semi oleosi, cereali integrali in chicco, legumi
  • Frutta e verdura fresca e di stagione
  • Acqua
  • Alghe da aggiungere ai tuoi piatti, soprattutto la Kombu

Per alleviare lo stress e la fatica fisica e mentale, prova:

  • La meditazione
  • Qualche tecnica rilassante, come lo yoga
  • Un’attività rilassante

Nella Medicina Cinese il sapore salato è legato ai Reni, l’organo che governa la loggia Acqua. Per tonificarli, puoi inserire nella tua alimentazione gli alimenti di colore nero, come ad esempio i fagioli neri. Fra le piante che tonificano i Reni ci può essere la Solidago, una pianta che ha azione depurativa e che, secondo la Medicina Cinese tonifica lo yin di Rene, risultando utile in caso di stanchezza eccessiva.

Carb Craving: Quando Pane e Pizza Diventano Irresistibili

Quante volte ti è capitato di avvertire un irrefrenabile desiderio per pane, pizza, pasta e dolci senza riuscire a resistere alla tentazione, per poi domandarti il perché? La risposta è “carb craving”, termine inglese che indica la dipendenza da carboidrati.

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I carboidrati sono componenti fondamentali per il nostro organismo in quanto restituiscono alle cellule del corpo energia e sostanze indispensabili per le loro funzioni. Ma, un eccessivo consumo di queste sostanze aumenta i livelli di glicemia nel sangue ed innalza l’insulina prodotta dal pancreas, provocando di conseguenza un’alterazione della risposta metabolica.

Un meccanismo alterato che, oltre a stimolare eccessivamente l’appetito, contribuisce al peggioramento delle prestazioni fisiche e mentali. «L’essere umano è fatto per il 70% dallo stile di vita. Cerca di organizzare già dalla mattina i tuoi pasti, senza dimenticare gli spuntini (di metà mattina e metà pomeriggio). Cura qualità e quantità del sonno. Una disbiosi intestinale è in grado di influenzare il nostro umore, in quanto la serotonina, ovvero l’ormone della felicità, viene prodotta dalle cellule enterocromaffini dell’intestino.

Cereali integrali, così come verdura, ortaggi e legumi, oltre a stimolare il senso di sazietà, rallentano l’assorbimento degli zuccheri da parte dell’organismo, abbassando l’indice glicemico, e spengono il desiderio di dolce.

Tra le sostanze che spesso suggeriamo ci sono i sali di cromo (regolatori del metabolismo degli zuccheri) e l’inositolo (fine regolatore della gestione dell’energia e di supporto al tono dell’umore). Spesso i nostri pazienti scoprono di sentirsi meglio, più liberi, più sereni, e di non cercare più compulsivamente alimenti dei quali prima sentivano la mancanza, magari anche senza rendersene conto.

Pane e pizza, due capisaldi della dieta mediterranea, possono talvolta diventare protagonisti di voglie irresistibili. Regolare la glicemia: Mantenere livelli glicemici stabili aiuta a controllare la fame e a ridurre le voglie di cibi ricchi di zuccheri. Combattere la “carb craving” non significa eliminare pane e pizza dalla propria dieta, ma imparare a consumarli con moderazione e consapevolezza.

Strategie per Gestire le Voglie

Comprendere la voglia impellente: In poche parole, una voglia di carattere alimentare è un'improvvisa o impellente necessità di mangiare qualcosa, di solito in gran quantità. In genere, si tratta di cibo che il tuo personal trainer/coach/medico disapproverebbe. Secondo Katherine Haysbert, consulente nutrizionale certificata, nonché chef certificata di cucina naturale, le voglie tendono a manifestarsi quando hai fame e quindi i livelli di energia e di zucchero nel tuo sangue sono bassi: lo scenario perfetto per cedere alla tentazione di mangiare in modo impulsivo.

Anche se le voglie possono affondare le radici in un fisiologico bisogno di nutrirsi (come quando dopo aver saltato la colazione brami un bel sandwich), nella maggior parte dei casi sono psicologicamente collegate a ciò che Scott-Dixon chiama "anestesia emotiva", vale a dire il conforto che alcuni cibi sono in grado di offrire. In altre parole, è possibile che un biscotto sia veramente buonissimo e ti mandi fuori di testa, ma potrebbe anche ricordarti i biscotti della tua infanzia, regalandoti un dolce senso di nostalgia.

Perché desideriamo i cibi peggiori: Secondo Haysbert, lasciando da parte il fattore "conforto", le voglie spesso si manifestano quando viene meno l'omeostasi (vale a dire l'equilibrio), quindi tendiamo a cercare alimenti ricchi di carboidrati per una rapida iniezione di energia. Inoltre, secondo Scott-Dixon, questo comportamento potrebbe farti sentire in colpa, portando allo scontro i tuoi sistemi di desiderio e di gradimento: a volte desideri un cibo, ma poi quando lo mangi non soddisfa le tue aspettative e il cervello non registra alcuna "ricompensa".

Come Imparare a Gestire il Desiderio Urgente di Mangiare

  1. Mangia bene il più spesso possibile: Quando ci troviamo di fronte a voglie frequenti, di solito è perché il nostro corpo ci comunica insoddisfazione rispetto a quello che gli offriamo. Concentrati su una dieta equilibrata a base di carboidrati, grassi sani e proteine, basando la maggior parte dei tuoi pasti su alimenti integrali o minimamente processati e valuta la possibilità di ricorrere a un nutrizionista se hai ancora una tentazione costante.
  2. Dormi di più: Scott-Dixon afferma che il sonno è un importantissimo regolatore metabolico. Cerca di dormire a sufficienza (almeno sette ore a notte, secondo gli esperti) per mantenere il metabolismo in equilibrio e ridurre la probabilità di voglie.
  3. Non girare attorno a quello che desideri: Evita questa spirale mangiando direttamente il cibo al quale non riesci a smettere di pensare, ma non senza padroneggiare il passaggio successivo…
  4. L'oggettività è la chiave: Come puoi evitare lo scontro tra il sistema di desiderio e quello di gradimento? Per farlo devi ricorrere a tutta l'onestà di cui sei capace, per capire se il cibo di cui hai tanta voglia è quello di cui hai davvero bisogno.
  5. Amplia la tua dieta: Haysbert sostiene d'altro canto che auto-limitarsi con un mucchio di regole o cibi da evitare e preoccuparsi in modo eccessivo di tutto quello che si mangia è ben poco umano e indice di poco amore per se stessi. Inoltre, può contribuire a scatenare le voglie alimentari.

Consigli Pratici

Lucrezia, una lettrice di Dimagrire, scrive alla nostra redazione: “Gentili esperti, ho 34 anni e sono un avvocato. Fin da adolescente il mio chiodo fisso era rimanere snella. Ma per quanto faccia non riesco a eliminare i chili in più, anzi il peso oscilla sempre su e giù. Sono alta 1,64 e peso 75 chili, faccio una vita stressante, lavoro molto e ho pochissimo tempo per me, corro sempre da un impegno all’altro. Così, appena posso rilassarmi mangio pane, focacce, pizza e altri farinacei. Cosa posso fare?”

Nei periodi di super lavoro è abbastanza comune buttarsi sui cibi consolatori a base di carboidrati per avere subito a disposizione energia e ritrovare il buonumore. Quindi, nella maggior parte dei casi, non è lo stress la causa dei chili in più, come erroneamente si pensa, ma l’elevato carico glicemico dei pasti e dell’insulina che agisce sul livello lipidico delle cellule. Il problema, quindi, è la voglia esagerata di pane, pasta, pizza e focacce che servono ad aumentare il triptofano e il livello di serotonina, l’ormone della felicità. Ed è a questo livello che bisogna agire per ritrovare l’equilibrio.

Il Trucco: Non Eliminare i Carboidrati ma Aggiungere Proteine

Per ritrovare il peso forma, il consiglio giusto non è eliminare i carboidrati ma introdurli nell’arco della giornata solo nei momenti giusti e aggiungere proteine. Come si fa? Anzitutto, è bene consumare carboidrati al mattino presto, intorno alle 7, perchè questo stimola la produzione di leptina, l’ormone della sazietà.

A colazione bisogna mangiare 2 fette di pane integrale di segale o un cucchiaio di muesli senza zucchero o 2 fette biscottate da abbinare a uno yogurt o a 2 uova, preziose fonti proteiche. Così si evita quella fastidiosa sensazione di “buco” allo stomaco a metà mattina. A pranzo bastano 50 g di riso integrale da abbinare a 100-120 g di proteine come pesce, carne bianca (2 volte a settimana), frittata, tofu o bresaola, accompagnata da verdure. Se mangi fuori casa è da evitare il piatto di pasta da solo o il panino; meglio prediligere un piatto di bresaola o tonno e insalata con una fetta di pane. La cena dovrebbe iniziare con una zuppa, senza pasta, ma con una patata piccola o dei legumi. Un secondo leggero a base di pesce o latticini magri come la ricotta e un contorno di verdure fresche completano il pasto.

Per regolare la secrezione dell’insulina e silenziare la voglia di carboidrati si può assumere Panax ginseng100 mg di estratto secco prima dei pasti a cui aggiungere cromo per aumentare l’efficacia dell’insulina. In commercio si trovano integratori a base di cromo picolinato: la dose massima consentita è 200 mcg. Assumere 1 compressa a pranzo con un po’ di acqua.

Food Craving: Un Desiderio Irresistibile

Con il termine Food Craving si fa riferimento ad un desiderio irresistibile di cibo, difficile da controllare ed arginare. È estremamente comune nella popolazione generale e può portare a sovrappeso e/o obesità.

Il primo è che il desiderio è definito “intenso”, nel senso che interferisce con le nostre attività quotidiane, è difficile da placare e frenare. Questa caratteristica ci aiuta a distinguere il “craving” dalla normale voglia di uno specifico cibo durante la giornata (ad esempio, una pizza rispetto ad un piatto di pasta).

Il secondo aspetto critico è la specificità. Questo termine aiuta ancora una volta a differenziare il craving dalla fame biologica. Quando abbiamo fame possiamo placare questa sensazione con qualsiasi cibo (pur sempre scegliendo qualcosa di gradevole per noi). Al contrario, il desiderio (o craving) è una “fame” che sopraggiunge in momenti particolari della giornata ed è rivolta a cibi specifici. Ad esempio, a conclusione di una giornata stressante potremmo ritrovarci a ricercare un cibo che ci gratifichi, come un pezzo di cioccolata, del gelato o delle patatine. In questi casi, quella che sentiamo non è semplice fame biologica ma è un desiderio, una voglia che ha bisogno di essere soddisfatta in quel momento da quel cibo in particolare.

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno concentrato i loro studi sui correlati neurobiologici del food craving, trovando spesso riscontro nel funzionamento del nostro cervello. In particolare, sembra che alla base del craving siano coinvolte quelle regioni cerebrali responsabili del controllo inibitorio e della ricompensa. Spesso infatti il food craving si manifesta in situazioni per noi emotivamente cariche o stressanti.

Qualsiasi sia la causa scatenante, appare chiaro che per una persona che si ritrova ad avere questi episodi e sta cercando di perdere peso la dieta non può essere la sola risposta.

Strategie per Ridurre il Food Craving

  1. Evitare la restrizione: La restrizione è infatti un potente attivatore per la perdita di controllo. Più restringiamo il nostro introito calorico, più alimentiamo quella spinta verso il cibo.
  2. Non evitare i cibi a rischio: In genere più ci sforziamo di sopprimere un pensiero più questo ritorna con forza. La risposta per ridurre il food craving non è quindi quella di cercare di eliminare alcune categorie di cibi. Più evitiamo specifici cibi, più quei cibi diventeranno per noi fonte di irresistibile attrazione.

Non per tutti la sola risposta giusta per perdere peso è seguire un piano alimentare. In questi casi, è importante considerare gli ostacoli che ci impediscono di seguire un’alimentazione sana. Bisogna quindi lavorare su questo nostro irresistibile desiderio; capire i contesti e le situazioni in cui si manifesta. In generale, lavorare sulla riduzione dei livelli di stress può aiutare.

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