100 Pizza Santa Maria Codifiume: Un Viaggio nella Storia e nel Gusto

La gastronomia italiana, con la sua ricchezza di sapori e tradizioni, è un patrimonio culturale apprezzato in tutto il mondo. Tra i simboli più iconici di questa tradizione spicca senza dubbio la pizza, un piatto semplice ma capace di infinite interpretazioni e varianti.

La passione per la pizza è stata il tema centrale di una riunione conviviale organizzata da una Delegazione presso il Ristorante Pizzeria Pizza Rosso di Rende (CS), dedicata all’evoluzione di uno dei simboli per eccellenza della gastronomia italiana nel mondo.

L’attenzione si è concentrata sulla magia delle farine, dove nel processo di fermentazione il visibile e l’invisibile si intrecciano: a un impasto tangibile di acqua e farina si sovrappone una realtà invisibile fatta di lieviti e batteri lattici, presenti nell’aria, nell’acqua, nella farina e sulle mani di chi lo lavora.

Una volta completato il processo, l’impasto ben gestito e cotto si trasforma in pane, pizza o dolce, diventando nutrimento e piacere per l’organismo grazie all’armonia tra natura e tecnica.

La degustazione, in un clima di allegria e convivialità, ha proposto un percorso tra diversi impasti e gusti, interpretati dai maestri pizzaioli e dalla brigata, in abbinamento con una selezione molto apprezzata di spumanti calabresi.

Leggi anche: Dolci sfiziosi con pasta di pizza

La serata è stata arricchita dalla presenza dei Delegati di Reggio Calabria Giuseppe Alvaro e dell’Area Grecanica-Terra del Bergamotto Francesco Prampolini, oltre che dei Sindaci di Rende, Cosenza e Cerisano.

Numerosi i contributi degli Accademici presenti, con introduzione del Delegato Rosario Branda in veste di Simposiarca e conclusione affidata al Direttore del Centro Studi Territoriale, Ottavio Cavalcanti.

Ma la pizza non è solo un piatto da gustare in pizzeria. Anche altri ristoranti celebrano la tradizione culinaria italiana con piatti tipici e ingredienti di prima scelta. Ad esempio, la Delegazione di Budapest si è riunita presso il ristorante SI Italian Restaurant, recentemente passato sotto la gestione operativa dello chef Giuseppe Catalano, che ha confermato le caratteristiche del locale come valido punto di ritrovo per degustare piatti tipici della tradizione italiana, di qualità e a un prezzo congruo.

Il menù, concordato tra l’Accademico Armando Salierno, Simposiarca della serata, e lo chef, si è distinto per l’attenzione dedicata alla selezione delle materie prime, tutte fresche e di prima scelta.

I piatti proposti hanno esaltato i palati dei presenti, che hanno molto apprezzato l’ottima offerta gastronomica. Menzione particolare per la calamarata di pesce spada con pomodorini e melanzane. Servizio buono, seppur con margini di miglioramento. Ottimi i vini serviti.

Leggi anche: Storia e Origini della Pizza Catarì

Allo stesso modo, la cena conviviale del Valdarno Fiorentino si è tenuta al ristorante Giacomo nella fresca località di Vallombrosa. Scappati dalla temperatura rovente della città, la Delegazione ha trovato refrigerio e potuto così gustare ottime portate, dal gusto casalingo, nel ristorante storico Giacomo.

Il Simposiarca Christian Pigionanti ha parlato dell'importanza del ristorante sul territorio di Vallombrosa, della peculiarità dei prodotti utilizzati per la preparazione dei piatti e ha illustrato le pietanze, in particolare i tortelli di patate di Cetica al ragù bianco di maiale grigio del Casentino.

Come sempre un'atmosfera gioiosa ha accolto gli Accademici e i numerosi ospiti della serata. A fine serata la brigata di cucina ha ricevuto i complimenti dei commensali e il piatto commemorativo dall'Accademia.

Anche la scelta della riunione conviviale presso la Vecchia Trattoria "La Bohéme" di Città di Castello è stata una gradita sorpresa per tutti gli Accademici. Da tutti ricordata come la più vecchia trattoria che offriva in ogni momento della giornata la tradizionale "ciaccia calda" o "torta al testo", cotta al focolare sotto un coperchio ricoperto di brace, si presenta oggi completamente rinnovato: un ambiente curato, elegante, con tonalità soffuse, volte in mattoni, composizioni floreali e fruttate sui tavoli e un’accoglienza attenta e garbata da parte del proprietario, Sig. Sandro Castellani, e dei suoi collaboratori.

Il nome del locale deriva da un ritrovamento nel muro, durante la ristrutturazione, del vecchio nome della trattoria e che ha origine dalla vicinanza con l’Antico Teatro Comunale, frequentato in passato da appassionati di lirica.

Leggi anche: Recensione: Speedy Pizza Corso Vercelli

La sorpresa, anche a tavola, nel susseguirsi di pietanze tradizionali del territorio eseguite perfettamente e giustamente dosate con prodotti rigorosamente del luogo e della stagione.

Un esempio riuscito di rinnovamento che, pur aggiornando l’aspetto del locale, ha saputo conservare l’autenticità e lo spirito della vera trattoria.

tags: #100 #pizza #santa #maria #codifiume #storia

Post popolari: