La Storia di Bertolini Lievito: Un'Icona Italiana dal 1911

La storia di Bertolini inizia nel 1911, un periodo in cui Torino si preparava a celebrare i primi cinquant'anni dell'Unità d'Italia. In questo contesto di fervore e innovazione, il giovane Antonio Bertolini ebbe un'intuizione che avrebbe segnato il futuro dell'industria alimentare italiana.

La Nascita dell'Idea: La Bustina Monodose di Lievito

Antonio Bertolini, con uno spiccato spirito imprenditoriale, inventa la bustina monodose di lievito, destinata a diventare famosa su tutto il territorio nazionale e successivamente all’estero. Nasce così la marca Bertolini, riuscendo a coprire in maniera eccellente un vuoto di mercato che fino a quel momento nessuno aveva colmato. Fino ad allora la massaia che preparava dolci casalinghi si affidava, per la lievitazione del dolce, al pizzico di bicarbonato calcolato ad occhio, oppure ricorreva alla pratica empirica del droghiere. La bustina predosata di Lievito Bertolini fornisce quindi un servizio inedito al consumatore, dimostrando particolare attenzione alle esigenze degli appassionati di dolci.

Diversificazione e Crescita: Oltre il Lievito

Accanto alla realizzazione di prodotti alimentari, la Bertolini, utilizzando le proprie competenze nel settore della chimica, inizia a produrre anche veleni per topi, insetticidi e carte pigliamosche. L’eterogeneità dei prodotti, d’altronde tutti ugualmente utili in cucina, non sconcertano i clienti, che, anzi, si sentono molto seguiti e assistiti dall’azienda.

La Comunicazione e il Successo: Il Ruolo della Pubblicità

Strumento di diffusione e informazione per eccellenza risulta essere la pubblicità, per la quale la direzione investe generosamente. Prima della seconda guerra mondiale noleggia automobili su cui spicca il marchio Bertolini, negli anni cinquanta l’azienda si affida alla radio e al cinema, che trasmettono l’allegro motivetto: «Per fare buoni dolci che cosa ci vuol?.

L'Avvento di Mariarosa: Un Personaggio Indimenticabile

È però la televisione a rendere l’azienda nota in tutta Italia attraverso l’amatissimo personaggio di Mariarosa: la gioiosa bambina, abile in cucina, vivace e simpatica. “Brava brava Mariarosa…”, un jingle che fu un vero tormentone e che fece della dolce bimba tuttofare, testimonial dei prodotti Bertolini, un simbolo che dura ancora oggi.

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Per comprendere appieno il successo di Mariarosa, è fondamentale conoscere la storia di Bertolini. Negli anni di Carosello, Mariarosa divenne popolarissima, grazie anche al jingle che accompagnava la pubblicità. Chi non ricorda “Brava brava Mariarosa, ogni cosa sai far tu. Qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu”. L’esimio autore era Romano Bertola, compositore, paroliere e scrittore torinese che lavorava per l’agenzia di Armando Testa.

Il personaggio è frutto della matita di Maria Pia Franzoni Tomba, una delle illustratrici più importanti del Novecento italiano. Maria Pia dedicò la sua carriera alla rappresentazione del mondo infantile attraverso migliaia di cartoline e decine di album illustrati. Tuttavia, l’idea per Mariarosa non era originale. L’immagine della bambina in piedi sulla sedia ad impastare fu ispirata, se non addirittura copiata, da una cartolina di Mabel Lucie Attwell, illustratrice inglese specializzata in disegni di infanti. L’immagine venne ripresa quasi completamente dalla cartolina originale britannica, rappresentando un caso di evidente ispirazione spinta ai confini del plagio.

Il primo carosello dedicato a Mariarosa, intitolato “Mariarosa va al mercato”, è 1970. Tuttavia, la serie più famosa andò in onda dal 1974 al 1976. La produzione fu affidata agli studi Shaft e Studio Marosi, che trasformarono l’illustrazione in un cartone animato. Mariarosa che disastro! La formula del carosello di Mariarosa era geniale nella sua semplicità: in ogni episodio succede qualcosa e un gruppo di bambini, cantando, chiedono aiuto a Mariarosa con il famoso ritornello.

Il Ricettario Bertolini: Un Tesoro per le Donne di Casa

Negli anni Quaranta nacque quello che divenne l’oggetto più desiderato dalle donne di casa: il ricettario Bertolini. Desiderato ed agognato come un tesoro, era completamente gratuito. In principio ero lo stesso droghiere a consegnarlo alle clienti. Negli anni la distribuzione si è evoluta, poteva essere richiesto per posta e talvolta era presente direttamente nelle confezioni. Ancora oggi ne sono regalate più di cinquecentomila copie.

L'Acquisizione da Parte di Cameo Italia

Nel 2003, la Bertolini fu acquisita dalla Cameo Italia, filiale italiana della multinazionale tedesca Dr. Oetker. Questa acquisizione ha permesso a Cameo di rafforzare la sua posizione nel mercato dei prodotti per la preparazione di dolci e altri alimenti.

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Mariarosa Oggi: Un Simbolo Che Continua a Vivere

Nel 2018, l’azienda piacentina F.lli Rebecchi Valtrebbia, parte del gruppo Cameo decise di riesumare Mariarosa per farne il testimonial della propria linea di prodotti. Questa operazione di “matrimonio” simbolico fu comunicata con ironia: “Ma grazie a un recente matrimonio… Mariarosa ha cambiato cognome!”. Da Mariarosa Bertolini, il personaggio divenne Bertolini in Rebecchi. E come tutte le influencer che si rispettino Mariarosa può oggi essere seguita anche su Instagram!

La Saporita: Un'Altra Innovazione di Bertolini

Correva l’anno 1911. In questo clima fervido di iniziative, di scambi, e di novità industriali, il giovane Antonio Bertolini ebbe l’idea geniale di mettere il lievito per dolci già dosato dentro a delle bustine di carta. Appurata questa assurdità, torniamo alla nostra Bertolini, che con il suo pluripremiato stabilimento per la lavorazione delle Droghe in zona Regina Margherita, una decina di anni dopo la famosa bustina di lievito propone ai suoi affezionati clienti anche una selezione di erbe e spezie sotto il nome vagamente esotico di “la via delle Indie”. E tra le dune (torinesi) della “via delle Indie” nel 1924 nasce anche la mitica miscela di spezie “La Saporita” che viene accolta con grande entusiasmo sia all’ingrosso che al dettaglio.

“La Saporita” piace ovunque, ma soprattutto piace nella terra natia di Bertolini dove in breve tempo diventa “l’ingrediente segreto” di moltissime ricette della gastronomia tradizionale. Il Piemonte intero ama, acquista e gusta questa miscela mettendola ovunque sia necessario un aiutino di sapore: quel “pizzico di gusti” capace di rendere speciale un piatto qualunque. Al momento non sono mai riuscita a trovare e ad assaggiare la miscela gemella de “La Saporita”, ovvero il “Suk” reclamizzato appositamente per i piatti esotici. Dopo un lungo periodo in cui “La Saporita” era diventata una vera rarità da drogheria d’eccellenza, ora che è della F.lli Rebecchi la si trova più facilmente anche nella grande distribuzione.

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