Molti ristoranti cinesi alla fine del pasto regalano ai clienti i famosi "biscotti della fortuna". Sono un classico del fine pasto in un ristorante cinese.
Si tratta di sottili cialde che, quando spezzate, rivelano un piccolo biglietto di carta sul quale sono riportate frasi motivazionali o, in alcuni casi, numeri portafortuna. Scartare l’involucro dorato o argentato porta con sé l’emozione di leggere l’oracolo che custodisce.
Questi dolcetti si possono trovare nei ristoranti asiatici di tutta Europa e degli USA… ma perché in Cina e in Giappone sono quasi introvabili? Nati in Giappone, divenuti famosi in America, i biscotti della fortuna ormai disponibili in tanti ristoranti cinesi sparsi per il mondo non hanno niente a che fare con la Cina.
I biscotti della fortuna non sono cinesi, sono americani e hanno un'origine giapponese. La vera storia dei biscotti della fortuna La ricostruzione della storia dei biscottini della fortuna la dobbiamo a una ragazza che ha dedicato sei anni della sua vita a questi dolci, su cui ha voluto incentrare la sua tesi di laurea.
La ricercatrice giapponese Yasuko Nakamachi ha basato la sua tesi di laurea proprio su questo argomento e a cui si deve la scoperta delle origini di questi dolci. Uno studio appassionato, quello della ricercatrice, durato ben sei anni, trascorsi fra biblioteche e viaggi in giro per il mondo, in cerca di testimonianze e tracce del passato di queste specialità che al tempo impazzavano nella Chinatown newyorkese.
Leggi anche: Biscotti Senza Zucchero
L'autrice non conosceva i biscotti e scopre questa preparazione per la prima volta a New York, li ritrova poi in un viaggio a Kyoto con una veste diversa: biscotti più grandi e scuri di quelli americani, contenenti le "fortune", e chiamati tsujira senbei.
Altro reperto letterario preso in esame è quello di Tamenaga Shunsui, autore giapponese che racconta la storia di una donna che riuscì a calmare due signore arrabbiate offrendo loro proprio gli tsujira senbei con le fortune.
Le ricerche di Nakamachi la portano alla "Biblioteca della Dieta Nazionale del Giappone" dove si imbatte nel "Moshiogusa Kinsei Kidan", un libro illustrato del 1878 in cui un apprendista panettiere sta facendo i "cracker della fortuna". Questi biscotti appaiono in Giappone 30 anni prima che gli immigrati nipponici in California pubblichino la loro prima pubblicità. La scena trovata dalla ricercatore, in una riproduzione conservata alla Biblioteca Nazionale della California
Detti tsujiura senbei o omikuji senbei, hanno origini che risalgono al periodo Edo (1603-1868), durante il quale si diffuse in particolare l'usanza di scrivere profezie in versi su bigliettini di carta.
Le testimonianze storiche del fatto che questi bigliettini venissero inseriti in biscotti, vanno indietro fino all'800: ci sono vari libri, sia orientali che occidentali, che ne fanno menzione, e c'è una xilografia giapponese che rappresenta inequivocabilmente il procedimento di fabbricazione.
Leggi anche: Come Preparare i Biscotti Bicolore
Ma come è arrivata questa tradizione negli Stati Uniti? Sempre secondo Nakamachi, l’approdo dei biscotti in America risale al tempo dell’immigrazione giapponese e cinese, durante la Prima Guerra Mondiale: in particolare, fu Makoto Hagiwara, custode dei giardini del tè in Giappone, a proporre i biscotti al Tea Garden di San Francisco.
Una delle "tradizioni" introdotte da Hagiwara nel 1890 è stata quella di servire biscotti della fortuna a tutti i visitatori del giardino. Nello specifico, l'inventore sarebbe Makoto Hagiwara che nella prima metà del ‘900 iniziò a servire tè con biscotti della fortuna all'interno del suo locale, il Golden Gate Park Japanese Tea Garden - tutt'ora in attività.
Quei dolcetti provengono dalla Benkyodo, una delle più antiche bakery giapponesi della città, una panetteria tutt'ora esistente e gestita dalla stessa famiglia che l'ha fondata, arrivata ormai alla quarta generazione. Va detto però che la sua paternità non è universalmente condivisa: nel corso del tempo infatti si è fatto avanti anche un altro presunto inventore, il cino-americano David Tsung Jung, proprietario della Hong Kong Noodle Company di Los Angeles.
Lui infatti sosteneva di avere iniziato a realizzare biscotti con all'interno frasi della Bibbia da distribuire ai disoccupati della città nel 1918. Il dibattito tra i due diventò così serio che nel 1983 si concluse con una battaglia in tribunale… o per meglio dire, alla Court of Historical Review di San Francisco.
Questo, in realtà, non è un vero e proprio tribunale, quanto piuttosto un ente che si occupa di attribuire la veridicità storica a oggetti ed eventi: il loro verdetto non ha alcun valore legale. Fatto sta che, secondo il loro parere, Makoto Hagiwara sarebbe il legittimo inventore dei biscotti della fortuna.
Leggi anche: Come Preparare Biscotti Deliziosi
La scelta della corte probabilmente è legata anche al fatto che, effettivamente, in Giappone esiste una tradizione culinaria non molto diversa rispetto ai biscotti della fortuna. Stiamo parlando dei senbei, piccoli cracker di forma rotonda realizzati con riso glutinoso e contenenti biglietti portafortuna.
I senbei solitamente sono salati - anche se ne esistono molte varianti, anche dolci - e concettualmente non sono molto lontani dall'oggetto della disputa, rendendo più verosimile la storia di Hagiwara.
Già a fine anni ’50, erano circa 250 milioni i biscotti della fortuna preparati ogni anno (oggi, si parla di circa 3 miliardi), quasi esclusivamente dai ristoratori cinesi. Si tratta di un periodo molto cupo della loro storia, un periodo in cui il Giappone viene visto come grande nemico e la Cina come un'anomala compagna.
Questi ultimi, infatti, approfittarono dell’internamento dei giapponesi avvenuto durante la Seconda guerra mondiale per prendere in mano la produzione in America, dove rimase una loro prerogativa anche in seguito.
La nazione di Mao, infatti, ha fatto parte dello schieramento degli Alleati dopo l'attacco di Pearl Harbor, aiutando i marines a stringere il Giappone in una morsa su due fronti. I ristoranti giapponesi si sono trasformati in locali di chop suey, uno degli esempi migliori del sincretismo della cucina cino-americana.
Questa nuova pratica porta all'esplosione della "fortune cookies" mania: alla fine degli anni ’50 vengono prodotti 250 milioni di biscottini della fortuna ogni anno, tutti venduti quasi esclusivamente nei ristornati cinesi della West Coast.
In questo periodo il prodotto diventa davvero "cinese" perché gli immigrati sfruttano la segregazione dei giapponesi e prendono in mano la produzione americana che diventa una loro prerogativa.
Presto i biscotti si trasferiscono da San Francisco e Los Angeles, a New York e Brooklyn, attraversando tutti gli Stati Uniti, da costa a costa, facendo diventare questo prodotto un must dei menu dei ristoranti cinesi a stelle e strisce prima, di tutto il mondo - tranne che della Cina - poi.
San Francisco e Los Angeles sono state le prime città ad accogliere la tradizione - un po’ modificata - dall’Oriente, ma ben presto tutti i Paesi degli Stati Uniti, New York in primis, iniziarono a servire i biscotti, che entrarono poi a pieno diritto nei menu dei ristoranti cinesi.
Nonostante la loro fama mondiale, i dolcetti vengono preparati ancora oggi anche in Giappone, seppure in quantità inferiori. Vengono prodotti principalmente nel quartiere di Fushimi Inari-taisha, e generalmente contengono citazioni e aforismi più che vere profezie o auspici.
La ricetta originale presenta poi delle differenze rispetto ai biscotti che oggi tutti conosciamo: di dimensioni più grandi, i veri sujira senbei prevedono l’uso sesamo e miso all’interno dell’impasto, e per questo il colore risulta più scuro.
Questo dolce, composto da un biscottino dolce e croccante, preparato con farina, zucchero, vanillina e olio, oggi è uno dei simboli della cucina cinese nel mondo, ma in realtà ha origini nipponiche. All'interno dei biscotti sono nascosti dei bigliettini, chiamate anche "fortune" che riportano proverbi, aforismi o anche numeri che le persone possono usare per "sfidare" la fortuna.
Il biscottino della fortuna è l'esempio lampante della commistione tra la storia dell'umanità e quella della gastronomia: una marea di episodi atroci e speriamo irripetibili, come la diaspora di un popolo o una guerra mondiale, che però hanno portato una preparazione tradizionale a trasformarsi per "conformarsi" ai tempi, diventando così celebre in ogni angolo del globo.
Sarà, forse, per la loro forma curiosa o la croccantezza invitante, che ben si presta alla “rottura” tra le mani di questo piccolo dolcetto… o forse più perché l’atto stesso di frantumarlo nel desiderio di ricevere un misterioso messaggio che il destino ha voluto ci capitasse tra le mani, rende l’attesa piena di timore mista a speranza per un futuro tutto da interpretare ed accogliere.
| Anno | Numero di Biscotti Prodotti | Produttori Principali |
|---|---|---|
| Fine anni '50 | 250 milioni | Ristoratori cinesi (quasi esclusivamente) |
| Oggi | Circa 3 miliardi | Vari produttori, ma ancora fortemente associati ai ristoranti cinesi |
tags: #biscotti #della #fortuna #storia #e #origine

