I biscotti Garibaldi sono un classico della pasticceria inglese, nati per celebrare l'eroe italiano Giuseppe Garibaldi. Creati da Jonathan Carr nel 1861, questi biscotti sono diventati un simbolo della cultura britannica, spesso gustati durante l'ora del tè.
La Storia dei Biscotti Garibaldi
Giuseppe Garibaldi è uno degli eroi che hanno contribuito a fare della nostra penisola una nazione unita. Un po’ prima di assurgere a simbolo patriottico internazionale, Giuseppe Garibaldi tentò di ‘unire i due mondi’ per mezzo del cibo.
Quando negli Anni Quaranta dell’Ottocento si spostò in America Latina, infatti, provò la strada del commercio, lavorando come rappresentante proprio di pasta secca. Poi le cose, si sa, presero un’altra piega.
Di viaggio in viaggio, di campagna in campagna, la sua popolarità crebbe in tutto il mondo per altre ragioni, lasciando però qualche traccia anche in cucina.
Nel 1854, Garibaldi fece una visita a South Shields, ricevendo una calorosa accoglienza. Questo ispirò John Carr, un pasticcere scozzese, a creare un biscotto in suo onore. Sette anni dopo, nel 1861, l'azienda Peek Freans produsse per la prima volta i biscotti Garibaldi.
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Quando re Carlo III, ha incuriosito tutti menzionando i biscotti Garibaldi, un tributo vittoriano all’italiano Giuseppe Garibaldi, popolarissimi in Gran Bretagna, ma, paradossalmente, quasi sconosciuti qui da noi. Quando la «Garibaldi-mania» contagiò l’Inghilterra - ha ricordato il sovrano - il nome dell’«Eroe dei Due Mondi», con la sua impresa dei Mille, non divenne solo simbolo di libertà e lotta, ma anche fonte di ispirazione per i pasticceri.
Nel 1861, Jonathan Carr, fondatore dell’azienda Peek Freans di Londra, creò dei biscotti rettangolari, con un ripieno di uvetta (ma si può usare anche altra frutta passita, come mirtilli o ribes neri) e una base di pasta frolla.
Nel 1864 egli trascorse molto tempo a Londra, dove la stampa lo trattava al pari di una leggenda vivente. Per rendersi conto della sua incredibile popolarità, basti dire che Giuseppe Garibaldi fu uno dei primi testimonial pubblicitari della storia: dopo aver prestato il suo nome ai biscotti, egli arrivò a cedere la sua immagine in cambio di denaro per prodotti di ogni tipo, dal tonno al lucido per stivali.
Cosa Sono i Biscotti Garibaldi?
I biscotti Garibaldi, che tecnicamente definirei shortbreads, consistono in due strati sottili di pasta frolla senza uova in cui sono incastonati i ribes neri disidratati che rendono questa ricetta iconica.
I Garibaldi biscuits sono anche conosciuti con un altro nome curioso: «squashed fly biscuits», ossia «biscotti delle mosche schiacciate», per via dell’aspetto dell’uvetta sulla superficie.
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Un dolcetto molto semplice, ma piuttosto invitante, composto da due strati rettangolari di ‘simil’ pasta frolla che ne racchiudono un terzo di frutta passita: mirtilli, ribes neri o uvetta disidratata, per dare masticabilità.
Non proprio un’invenzione inedita, come si evince dalla somiglianza con altre specialità. Tra tutte il black bun scozzese (Carr era originario di lì), a base di frutta passita e spezie.
Oggi si trovano tanto confezionati nelle linee di vari brand quanto nelle pasticcerie tradizionali, e sono uno degli accompagnamenti tipici dell'high tea pomeridiano.
La Ricetta dei Biscotti Garibaldi
Sebbene i biscotti Garibaldi siano poco conosciuti in Italia, la ricetta è semplice e può essere realizzata a casa.
Ingredienti:
- 300 g farina 00
- 70 g zucchero semolato
- 10 g lievito vanigliato
- 130 g burro freddo a tocchetti
- 100 ml latte fresco intero
- 250 g ribes neri disidratati (o un mix di ribes neri, uvetta e cranberries)
- 1 uovo
- q.b. latte
- q.b. zucchero semolato
Preparazione:
- Iniziate mettendo nel mixer la farina con il lievito e lo zucchero. Azionatelo per mescolarli bene, dunque aggiungete il burro freddo a tocchetti e mixate ancora per polverizzarlo (non lavorate l'impasto troppo a lungo).
- Dal foro superiore versate a filo il latte, tenendo il mixer in funzione. Pian piano il composto inizierà a legarsi, fino a diventare un blocco unico.
- Spostate ora l'impasto su una spianatoia spolverizzata con poca farina e lavoratelo brevemente per ottenere un panetto liscio ed omogeneo.
- Con l'aiuto di un matterello, stendete l'impasto in un rettangolo di circa 30x40 cm e rifinite i bordi con un coltello.
- Ricopritene una metà (inclusi i bordi) con i frutti rossi disidratati e l'uvetta, poi richiudete a portafoglio con la metà rimasta libera e stendete ancora con il matterello esercitando una leggera pressione per inglobare le inclusioni tra i due strati di frolla e creare un nuovo rettangolo (35x25 cm ca.).
- Bucherellate la superficie del rettangolo con i rebbi di una forchetta, dunque dividetelo in due per il lungo servendovi di un coltello affilato.
- Create ora da ciascuna striscia di impasto dei biscotti verticali di pari larghezza e sistemateli leggermente distanziati su due teglie coperte con carta forno.
- Spennellateli in superficie con un mix di uovo sbattuto con un po' di latte e cospargeteli con poco zucchero semolato.
- Infornate una teglia per volta in forno statico già caldo a 180° per 20 minuti circa o fino a doratura ruotando la teglia a metà cottura.
- Sfornate, lasciate intiepidire leggermente e spostate i biscotti su una gratella.
Variante della Ricetta dei Biscotti Garibaldi
Ecco la ricetta per chi volesse assaporare un pezzo di storia britannica e rendere un omaggio a Garibaldi, in attesa che qualche pasticceria italiana voglia creare una versione «rivisitata» di questi biscotti. Questa è quella proposta da Debbie Major, nota food writer britannica. Questo è esattamente il tipo di dolcetti che amo.
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Velocissimi, gustosi, senza zucchero e semplici. La versione originale non è nè vegana nè senza zucchero. Erano amati di Garibaldi al quale che forse la mia versione vegana non piacerebbe, ma io li adoro proprio così in questa maniera.
Ingredienti:
- uvetta
- farina
- lievito
Preparazione:
- Mettere in ammollo in acqua uvetta per circa 10 minuti.
- Unire il resto degli ingredienti nella ciotola e mescolare.
- Stendere impasto con aiuto di due fogli da forno.
- Sulla metà della sfoglia stendere uvetta in modo uniforme, coprire (sempre con aiuto di carta forno) l0altra metà dell’impasto.
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