Passerò per banale, ma per me il panino per antonomasia è quello citato nel titolo di un romanzo dello scrittore americano Charles Bukowski: PANINO AL PROSCIUTTO.
Quello preparato con uno sfilatino ancora caldo e profumato, imbottito con alcune fette di prosciutto cotto di alta qualità adagiate a mo’ di onde e mangiato all’istante, magari accompagnato da una buona birra servita fresca nel tipico boccale panciuto da 20 cl.
Un Viaggio nel Mondo dei Panini Italiani
Tralasciando le innumerevoli tipologie e le conseguenti varianti presenti in ogni regione, esistono alcuni panini diffusi praticamente in tutto lo stivale italico o, comunque, conosciuti ovunque.
Si possono trovare al bar, in salumeria, in autogrill e perfino nei cantieri, soprattutto - chissà perché - in quelli edili.
Le Origini del Panino
Il panino, suppergiù come lo mangiamo adesso, sembra abbia iniziato a diffondersi nell’antica Roma e ancora oggi, a riprova di ciò, esiste nella capitale una Via Pane e Prosciutto situata nel Rione Monti.
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Ovviamente l’etimo è ancora quello originale - Via Panisperna - e deriva proprio dalla locuzione latina panis ac perna, pane e prosciutto.
Nel tempo, comunque, il ‘sandwich nostrano’ si è evoluto: ha assunto forme e consistenze diverse, oltre a imbottiture altrettanto varie.
Panini Transnazionali: Un Breve Rassegna
Ecco allora una breve rassegna sui panini “transnazionali” più famosi.
- Panino al Prosciutto: Il classico intramontabile.
- Panino con la Mortadella: Il perfetto intermezzo di metà mattina, soprattutto con la rosetta romana e mortadella Bologna IGP.
- Panino al Salame: Ideale per merende pomeridiane o scampagnate, con Salamino Italiano alla Cacciatora DOP su una tartaruga.
- Panino con Tonno e Cipolline: Una versione più calorica del tramezzino, con ciabatta, tonno sottolio e cipolline sottaceto.
- Panino con Sgombro e Peperoni: La versione robusta della pausa di metà mattina, con filetti di sgombro sottolio e peperoni in agrodolce.
I Panini degli Autogrill
In un’ipotetica “sezione panini” della trazione gastronomica italiana rientrano a pieno titolo anche i panini venduti negli Autogrill che da alcuni decenni (il primo, il CAMOGLI, venne messo in vendita nel 1981) sono la pausa pranzo o lo spuntino veloce per chi è in viaggio lungo la rete autostradale.
Se l’idea iniziale si è dimostrata vincente in termini di innovazione (erano i primi panini riscaldati) e con un buon rapporto qualità/prezzo, con il tempo le cose sono cambiate.
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Oggi non può più definirsi una pausa “economica” considerati i prezzi attuali, oggettivamente eccessivi e caratterizzati da una qualità non sempre eccelsa.
Re dei Panini Italiani: Il Panino con la Porchetta
Un altro celebre panino, forse il più amato dai buongustai e dagli amanti della tradizione, simbolo di sagre e feste di paese al quale spetta la qualifica di re dei panini italiani è il PANINO CON LA PORCHETTA, diffuso soprattutto nell’Italia Centrale, in particolare Lazio e Umbria.
La farcitura perfetta è con la porchetta più famosa (e aggiungo più buona): quella di Ariccia, dall’omonima località dei Castelli Romani.
Panino con la Salamella: La Versione Italiana dell'Hot-Dog
L’ultimo panino è la versione nostrana dell’hot-dog americano.
Sto parlando del PANINO CON LA SALAMELLA, conosciuto nel Nord Italia come panino con la salsiccia.
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Rappresenta il “pasto veloce” di fine concerto o, alla sera, del dopo partita appena usciti dallo stadio, ma anche lo spuntino di mezzanotte venduto nei baracchini per concludere una serata tra amici.
L’ingrediente principale è una salsiccia di maiale aperta a libro cotta alla piastra a cui, una volta adagiata sul panino (fresco e croccante, come una michetta o un pane di forma allungata), sono aggiunti peperoni e cipolle alla piastra o in agrodolce e una pennellata di senape.
Anche qui una fresca birra è il matrimonio ideale per questo pasto frugale consumato a tarda ora.
La Colazione Americana e il Panino al Prosciutto di Bukowski
Bukowski in Panino al prosciutto, attraverso la storia dell’adolescente ribelle Henry Chinaski, tra racconto e realtà, ripercorre di fatto la propria storia.
La classica colazione americana è legata ai ricordi della nonna di Henry, Emily.
“La prima cosa che ricordo di aver sentito dalla bocca della nonna è: «Vi seppellirò tutti !».
Lo disse per la prima volta proprio mentre stavamo cominciando a mangiare, e da allora glielo sentii ripetere un sacco di volte, sempre prima di mangiare.
Mangiare sembrava molto importante.
Mangiavamo purea di patate con il sugo, specialmente la domenica.
Mangiavamo anche roast beef, wurstel coi crauti, piselli, rabarbaro, carote, spinaci, fagiolini, pollo, spaghetti con le polpette, a volte mescolati con ravioli: c’erano cipolle bollite, asparagi, e la domenica anche la crostata di fragole con il gelato di crema.
A colazione mangiavamo pane inzuppato nell’uovo e fritto, e salsicce, oppure frittelle con uova e pancetta.
Il pane inzuppato nell’uovo e fritto è una ricetta internazionale, molto diffusa anche in Francia e in Italia come in tanti altri Paesi del mondo, tra cui il Messico.
Ma non si mangia a colazione se non nei Paesi anglosassoni.
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