Via Carpaccio Reggio Emilia: Un Viaggio nella Storia e nell'Arte

Lungo la via Emilia, le belle città emiliane si mettono in mostra, una dopo l’altra. A volte, però, se ne trascura qualcuna. Questo articolo è dedicato alla scoperta di Reggio Emilia e delle sue ricchezze storiche e artistiche.

Reggio Emilia: Un Tesoro da Scoprire

Prima di iniziare il cammino lungo la Via Matildica, è consigliabile visitare Reggio Emilia. Questa città offre una ricca storia e cultura, visibile nelle sue piazze e architetture.

Piazze e Sapori di Reggio Emilia

Piazza Fontanesi è una delle piazze più significative per gli abitanti di Reggio Emilia. Per cena, si consiglia di provare il Bistrot Canossa, sempre in Piazza Fontanesi, dove si possono gustare ottime tagliatelle ai funghi porcini e un tortino agli asparagi su crema di Parmigiano Reggiano e zafferano.

L’impronta di Reggio Emilia è ancora quella romana, col decumano trasformato nella più bella strada del centro, con le piazze che sembrano state disegnate per competere tra loro, ognuna con la propria singolarità, con quel colore caldo del mattone e degli intonaci che rasserena anche i cuori più mesti.

La Via Matildica del Volto Santo

Il cammino della Via Matildica del Volto Santo coincide in parte col Sentiero dei ducati. Questo percorso offre un'esperienza unica attraverso la storia e la natura dell'Emilia-Romagna.

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Tappe Principali della Via Matildica

  • Casola di Canossa: La seconda tappa della via Matildica del Volto Santo parte da Casola di Canossa, esattamente dalla sua piccola chiesa. Rispetto alla tappa precedente questo sentiero è più stancante in quanto alterna salite e discese, però è comunque fattibile.
  • Castello di Canossa: Il Castello di Canossa si trova nel cuore di un paesaggio protetto, nella riserva naturale regionale della rupe di Campotrera. Deve la sua fama al fatto di essere stato il luogo dove Matilde di Canossa fece da mediatrice tra il Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV. Se la camminata verso il Castello vi ha fatto venire fame, vi consiglio di fermarvi al centro visitatori “Andare a Canossa”, dove potrete mangiare con una vista meravigliosa sulle colline.
  • Castello di Bianello: L’ultima tappa del cammino è quella dal Castello di Canossa al Castello di Bianello. Si alternano paesaggi di pianura a colline con vedute panoramiche meravigliose, restando comunque nel cuore delle terre di Matilde.

Soste Gastronomiche Lungo il Percorso

Per assaggiare le specialità tipiche della zona come l’erbazzone di montagna, i tortelli (ricotta e spinaci, porro e patate, zucca), i cappelletti ed i salumi e formaggi locali, fate una sosta al Bar ristorante bottega storica di Cortogno.

Villa Magnani e l'Influenza Artistica

La nostra escursione comincia però con un biglietto da visita di tutto rispetto: la Villa dei Capolavori, chiamata anche Villa Magnani, residenza neobarocca immersa in un grande parco romantico a Mamiano, a sud di Parma: un altro di quei luoghi felicemente trascurati dal turismo di massa.

I nomi presenti includono il Quattrocento di Gentile da Fabriano e Vittore Carpaccio, per arrivare al Novecento di de Chirico, Burri, Guttuso, e Morandi, passando per Monet e Renoir e da quel capolavoro che è la Sacra Conversazione Balbi di Tiziano.

Il Fondo Malaguzzi Valeri

Il Fondo Malaguzzi Valeri è costituito da 5720 positivi, stampati per lo più con la tecnica dell'albumina e gelatina bromuro d'argento e realizzati da 118 autori diversi, dalla seconda metà dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento. I soggetti predominanti riguardano opere di pittura di artisti europei, coprendo un periodo cronologico che va dal sec. XII al sec. XX.

Il Fondo Malaguzzi Valeri comincia a costituirsi per volere di Francesco Malaguzzi Valeri a pochi mesi di distanza dal suo incarico in qualità di Direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna. In una lettera indirizzata a Corrado Ricci datata 22 dicembre 1915, Malaguzzi Valeri scriveva: "Caro Ricci, secondo un tuo - e mio - desiderio ho iniziato con qualche fortuna la raccolta fotografica bolognese e dintorni con vedute antiche e piante dell’antica Bologna".

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L’8 settembre del 1918, Malaguzzi Valeri informa Ricci di aver raggiunto, grazie all’incremento del Ministero, le 5000 unità, lamentandosene per la scarsità e chiedendo un appoggio per ottenere altri esemplari. Sommando il numero di fotografie segnalate nella lettera del marzo 1917, con quelle dell’aprile dello stesso anno, si osserva come l’archivio fotografico superi le 6500 unità. Inoltre vi erano altre stampe subentrate nel fondo attraverso altri canali, ulteriori e probabili stampe di sua proprietà, e quelle donate l’anno successivo da Igino Benvenuto Supino.

Al 1918 si ferma la documentazione scritta sul fondo malaguzziano, ma il fondo stesso ci testimonia come negli anni successivi la morte del Malaguzzi, avvenuta nel 1928, il fondo sia stato ampliato nei decenni successivi.

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