Cacca a forma di salsiccia: cause e implicazioni

Avete mai sentito parlare della “Scala di Bristol”? Immaginate che il vostro bimbo si sveglia dolorante, indica la pancia, va in bagno e le feci non sono le stesse di sempre: la cacca vi sembra alterata per consistenza, forma e colore. Dovete preoccuparvi? Non ne avete idea, quindi prendete il telefono e chiamate il vostro pediatra di fiducia per avere un confronto. Come comunicare esattamente come è fatta questa cacca? Proprio in queste situazioni ci viene in aiuto la Scala di Bristol, una proposta visuale che si basa sull’ausilio di immagini stilizzate delle feci associate a un grading numerico crescente.

Oggi vi parliamo della Scala di Bristol e delle “bandierine rosse” che devono metterci in allarme di fronte a un cambiamento dell’alvo del bambino/a. La Scala delle feci di Bristol è uno strumento di semplice impiego, applicabile a tutte le età, compresa la pediatrica, che risulta molto utile. Si tratta di uno strumento che permette di rendere oggettiva e univoca la classificazione delle feci.

Cos'è la Scala di Bristol?

La scala di Bristol, deve il nome all’Università di Medicina di Bristol in cui muove i primi passi grazie al lavoro di due medici inglesi, Ken Heaton e Stephen Lewis. La definizione di Scala di Bristol o “Bristol Stool Chart” viene proposta per la prima volta nel 1997: è uno strumento diagnostico per la classificazione delle feci in sette livelli che vanno dalla forma solida alla diarrea acquosa. La Scala di Bristol è uno strumento che rende oggettivabile e univoca la classificazione della consistenza della massa fecale.

Questo strumento per valutare la forma delle feci (e la consistenza feci), è stato messo definitivamente a punto da ricercatori britannici nel 1997. Con l’intento di trovare un rapporto tra il tipo di feci ed i disturbi della defecazione. La scala è stata quindi validata ed è universalmente utilizzata in campo medico per lo studio dei disturbi della defecazione.

Perché si usa la scala di Bristol?

La scala di Bristol distingue sette tipi di feci in base a forma e consistenza. Classifica le feci in base a forma e consistenza, suddividendole in 3 gruppi: la prima fascia è quella della stipsi o costipazione, la seconda identifica tipi più comuni o normali, la terza a feci più sciolte, vicine alla diarrea.

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Classificazione delle feci secondo la Scala di Bristol:

  • Tipo 1: Feci caprine, costituite da grumi di aumentata consistenza che spesso il bambino ha difficoltà a evacuare perché prova dolore nell’espulsione.
  • Tipo 2: Feci composte da sfere unite tra loro a formare cordoni.
  • Tipo 3 e 4: Esattamente a metà e corrispondente alla norma è il tipo 4: sono semplici da evacuare, hanno una consistenza morbida, non presentano crepe in superficie e hanno una forma a salame o serpente.
  • Tipi dal 5 al 7: Sono caratterizzati dalla progressiva riduzione di consistenza e forma.
  • Tipo 5: Il “serpente” morbido e liscio comincia a frammentarsi in più pezzettini ben identificabili tra loro (potremmo “contarli”).
  • Tipo 6: Il quadro in cui i pezzetti diventano numerosi, frastagliati e informi.
  • Tipo 7: Feci acquose e liquide.

Come interpretare forma e aspetto delle feci

Quali sono i tipi di feci che possiamo riscontrare dopo l’evacuazione? Eccovi alcune linee guida. Da tempo si è cercato di identificare una relazione tra le feci (forma e aspetto) e possibili patologie. È noto come la quantità di feci emessa quotidianamente da un individuo adulto varia, mediamente, tra 100g e 250g nelle 24 ore con variazioni significative, che dipendono sostanzialmente dalla dieta seguita.

Al netto di quelle che possono essere classificate come feci normali, secondo la loro definizione sono stati identificati 7 tipi di feci: quelle caprine, feci a pezzi con frammenti duri e separati; a salsiccia a frammenti uniti; tipo salame, con bolo unico e feci frastagliate; un quarto tipo sono le feci a salsiccia, morbide; feci morbide con margini definiti; pastose, con margini irregolari; la classica diarrea (volgarmente cacca molle) con le feci acquose e liquide.

La stipsi si associa comunemente ai tipi 1 e 2, mentre il 5 e 6 si avvicinano alla diarrea che è definita completamente dal tipo 7. A questa classificazione, che è la base per valutare la forma delle feci si possono aggiungere ovviamente anche altri tipi di feci. Possiamo infatti avere feci piccole, feci a pezzi, feci granulose, feci a grappolo o feci grumose.

In studi successivi si è cercato di correlare eventi fisiologici e patologici al tipo di feci. Si è concluso che età, sesso, indice di massa corporea, colecistectomia ed aspetti psicopatologici presentano una correlazione, invece fumo e consumo di alcolici sembrano irrilevanti. La consistenza delle feci, così come la loro forma e aspetto, sono quindi molto importanti per capire anche il nostro stato di salute generale.

Associazione tra feci e patologie

La consistenza delle feci ci consente di capire quanto tempo le feci sono rimaste nell’intestino e di misurare l’efficacia di un certo trattamento, ad esempio probiotico, sulla consistenza delle feci.

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  • Tipi 1 e 2: Grumi duri e distinti tra loro, con forma di noci o nocciole (difficili da espellere) e Grumi agglomerati tra loro, con l’aspetto di una salsiccia. Siamo nell’area della stitichezza: le feci sono dure secche, formano una sorta di tappo difficile da smuovere ed espellere. Questo significa che sono rimaste all’interno dell’intestino troppo a lungo, con un transito lento, e che l’intestino le ha disidratate assorbendo tutto il contenuto di acqua.
  • Tipi 3, 4, 5: A forma di salsiccia, con eventuali crepe in superficie; A forma di salsiccia o serpente, liscia e morbida; viene espulsa con facilità, lasciano una sensazione di svuotamento intestinale completo; Frammenti morbidi e separati tra loro, con margini ben definiti (facile da espellere). Sono espressione di un intestino che lavora bene. Dove probabilmente il microbiota intestinale è sano e quindi la motilità è ben regolata, le feci sono rese giustamente morbide e ben formate grazie al lavoro dei batteri protettivi che contribuiscono a formarle grazie al processo di fermentazione degli alimenti.
  • Tipi 6 e 7: Pezzi informi o a fiocchi separati, con bordi irregolari; di consistenza pastosa e frastagliata e Feci acquose e liquide, prive di parti solide. Qui parliamo di un transito troppo rapido all’interno dell’intestino e di un intestino che non è in grado di assorbire l’acqua. Le ragioni di questa conformazione diarroica sono le più varie e richiedono l’impiego di farmaci appositi.

Le feci ideali, secondo la scala di Bristol, sono quelle di tipo 3 e 4. Questi due tipi indicano generalmente un equilibrio ottimale nella digestione, ma possono comunque suggerire alcune differenze nel livello di idratazione. Hanno un colore oro scuro/marrone, una forma a salame, salsiccia o serpente, si presentano omogenee o con qualche crepa, sono morbide ma ben definite e sono espulse con facilità.

Ma quando preoccuparsi? Quali sono gli elementi che ci mettono paura rispetto a un cambiamento della cacca dei bambini?

Uno degli aspetti importanti che immediatamente notiamo quando osserviamo le feci è il colore.

  • Rosso: Il rosso vivo è il colore del sangue non digerito, quindi in genere indicativo di sanguinamento distale (l’ultimo tratto) del sistema gastroenterico (più spesso dal retto), più frequentemente causato da disturbi di lieve entità come un danneggiamento della mucosa rettale transitorio (ad esempio secondario a un’enterite contagiata dai compagnetti di scuola) oppure da addebitare alla presenza di una ragade anale (specialmente nei bimbi stitici). Il sangue nelle feci dei bambini resta comunque un evento che richiede la valutazione clinica da parte del curante.
  • Nero: È il colore del sangue digerito, indica un sanguinamento che deriva da una porzione del tratto gastrointestinale prossimale (più distante dal retto). Merita sempre una valutazione clinica e degli esami diagnostici.
  • Bianco: In gergo tecnico si parla di feci “acoliche”, si tratta di feci in cui manca la componente che ne causa la colorazione tipica (lo stercobilinogeno, prodotto di scarto della bilirubina prodotta dalle vie biliari). Si associa in genere a patologie a carico delle vie biliari (alterata produzione di bile o difficoltà nell’escrezione). In genere, il riscontro di feci bianche si associa ad altre note cliniche molto evidenti, difficile che sfugga. Ad esempio, questi bimbi o bimbe possono presentare ittero (colorarsi di giallo), avere prurito cutaneo o fare la pipì scura (color “coca-cola”). Le cause più comuni di feci ipocoliche o acoliche è l’atresia delle vie biliari (ma anche la presenza di cisti nel coledoco, tubicino che permette il passaggio della bile nell’intestino, che causino ostruzione dello stesso, o anche calcolosi biliare per il medesimo meccanismo).

Altri segnali d'allarme

Oltre alla forma e al colore, altri fattori possono indicare problemi di salute:

  • Feci sottili, nastriformi: possono essere causate da un'ostruzione o da una stenosi (restringimento) intestinale. Purtroppo anche un polipo, una neoplasia o un cancro al colon possono essere alla base di tali condizioni.
  • Un cattivo odore delle feci può essere sintomo di cattiva digestione o di una alimentazione non adeguata, o di malassorbimento.
  • Le feci perfette non sono né pesanti né leggere. Se le feci affondano nell’acqua, ciò potrebbe essere sintomo di cattiva digestione o di una alimentazione non adeguata, ma anche di una masticazione inefficace. Se sono dure, probabile ci sia carenza di fibre e idratazione. Le feci, invece, galleggiano quando c’è un problema di meteorismo, di flatulenza, di celiachia, di intestino irritabile o una malattia infiammatoria.
  • Una eventuale irregolarità nell’evacuazione delle feci potrebbe essere sintomo di problemi intestinali, di patologie o anche di un particolare stress emotivo.

Cosa influenza la salute dell'intestino?

La dieta gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della salute intestinale. Una dieta ricca di fibra (come frutta, verdura, legumi, e cereali integrali) aiuta a mantenere la regolarità intestinale e a prevenire la stitichezza. Per mantenere una buona salute intestinale, è importante seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di fibre, idratarsi correttamente e fare esercizio fisico regolare.

Fattori che influenzano la consistenza delle feci:

  • Tempo di permanenza nel colon: Le feci tendenzialmente del tipo 1 e 2 sono caratteristiche di sindromi da rallentato transito e dolicocolon, mentre a patologie da accelerato transito corrispondono in genere feci di tipo 5, 6 e 7.
  • Dieta: Una dieta ricca di fibre favorisce feci più morbide e ben definite (tipo 4), mentre una carenza di fibre e liquidi può portare a feci più dure e difficili da espellere (tipo 1 e 2).
  • Idratazione: È fondamentale per mantenere un intestino regolare. Una corretta idratazione aiuta a prevenire la formazione di feci dure e secche, facilitando l’evacuazione.
  • Attività fisica: Regolare stimola la peristalsi intestinale, aiutando a prevenire la stitichezza e migliorando la motilità del tratto digestivo.
  • Stress e ansia: Possono avere un impatto significativo sulla funzione intestinale, contribuendo a disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Quando consultare un medico

Se noti cambiamenti significativi e persistenti nella forma, nel colore o nella frequenza delle feci, è importante consultare un medico. Come abbiamo appena visto, le feci cambiano colore, odore e forma in base a ciò che mangiamo e a come funziona il nostro intestino. Quindi è fondamentale controllare sempre la consistenza e la forma delle tue feci dopo ogni evacuazione.

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