La Pizza con Capperi: Un Viaggio tra Sapori e Tradizioni a Cava de' Tirreni

La pizza, simbolo della cucina italiana, si reinventa continuamente grazie alla creatività dei pizzaioli e alla ricchezza degli ingredienti locali. In questo articolo, esploreremo le deliziose varianti della pizza con capperi, con un focus sulle pizzerie di Cava de' Tirreni che esaltano questo ingrediente versatile e saporito.

Tempo di scarola, la verdura dal tenero cuore bianco e dalle grandi foglie di colore verde, che fa bella mostra di sé, in questo periodo e per tutto l’inverno, sui banchi del mercato. Riccia o liscia, la scarola trova diversi impieghi nella cucina campana e dell’Italia meridionale, tra i quali la pizza di scarola - tipicamente napoletana - condita con l’aggiunta di olive, pinoli, acciughe e uvetta, preparata tradizionalmente in occasione della vigilia di Natale e del Capodanno. Per la sua bontà, la si mangia però quasi tutto l’anno (compatibilmente con la stagionalità ) e, oggi più che mai, le pizzerie dedicano grande spazio alla saporita pizza di scarole, proponendola in diverse versioni.

Pizzerie e le loro creazioni con la scarola e capperi

Le pizze descritte sono tutte buonissime e diverse tra loro per impasto e per gli ingredienti utilizzati e uniti alla scarola. Da provare. Ecco alcune delle pizzerie che spiccano per la loro interpretazione della pizza con scarola e capperi:

  • Pizzeria I Masanielli Francesco Martucci - Caserta: La Riccia di mamma è la pizza che Francesco Martucci ha dedicato alla mamma nella pizzeria I Masanielli, n.1 al mondo per tre anni consecutivi nella classifica 50 Top Pizza. Il topping prevede la scarola riccia, le olive caiazzane, i capperi di Salina, i pomodorini del piennolo rossi e gialli confit, la burrata di bufala e l’olio extravergine di oliva.
  • 50 Kalò - Napoli: Ciro propone la pizza Marinara con le olive nere di Caiazzo, i capperi di Salina, i pomodorini di Corbara, l’aglio di Ufita e l’olio extravergine di oliva.
  • Pizzeria La Notizia 53 - Napoli: Con la scarola liscia cotta, la provola di bufala campana Dop, le olive di Gaeta, le acciughe e il pecorino, farcisce il mitico Ripieno.
  • Seu Pizza Illuminati - Roma: Con la scarola prepara la Valeria l’Alice, ideata da sua moglie Valeria. È una pizza senza lattosio ed il topping prevede la crema di ceci, la scarola, le alici di Sciacca, i pomodorini al forno e la polvere di olive.
  • Pizzeria Ciarly - Napoli: La pizza Scarola 2.0 prevede la crema di scarole, acqua di mozzarella di bufala, provola, acciughe di Cetara, pomodori confit e terriccio di olive nere disidratate.
  • Pizzeria Carmnella - Napoli: La proposta con la scarola vede la pizza Casa Cupiello, preparata con scarola napoletana stufata e saltata in padella con olio, olive nere, pinoli, uvetta e capperi. Completa il disco il fior di latte di Agerola, il salame di Napoli e il datterino fresco.
  • 1947 Pizza Fritta - Napoli: In questo periodo non lasciatevi sfuggire la Scarulì, ripiena di provola, scarola saltata in padella con aglio, olio e peperoncino e le alici di Cetara.
  • Pizzeria Franco - Franco Gallifuoco - Napoli: Il ripieno Grotta con le scarole è farcito con le olive nere di Gaeta, le alici fresche, il fior di latte di Agerola, i capperi e la scarola. La parte esterna è caratterizzata dalla crosta di formaggio e olio evo.
  • Pizzeria Carlo Sammarco 2.0 - Frattamaggiore e Aversa: La pizza Scarola e acciughe è la pizza con le scarole campane saltate in padella, olive, capperi, pinoli e uva passa. Completano la preparazione il fior di latte dei Monti Lattari, le acciughe di Cetara e i pomodorini del piennolo.
  • PalaPizza - Il Palazzo della Pizza - Frattamaggiore: Il Ripieno Scarola e Provola con doppio disco di pasta, e con aggiunta di pinoli, capperi e acciughe, è chiamato anche “a cappell è prievit”, a riprova della storia gastronomica locale.
  • Pizzeria Da Salvatore - Lusciano (NA): Sul disco di pasta sottile, scioglievole e profumato, la scarola riccia condita con sale, pepe, olio e tonno di Cetara, trova abbinamento con il pomodoro datterino, i bocconcini di bufala e un filo di olio extravergine Muraglia fruttato medio. La Tonno Arricciata.
  • Pizzeria Le Parùle - Ercolano: In questo periodo dell’anno prepara la pizza Scarulella, con la scarola schiana, fior di latte, alici di Cetara, olive nere e granella di nocciole.
  • Casa Giglio Pizze d’Autore - Acerra (NA): È composta da scarola stufata e poi saltata in padella con aglio, olio evo e peperoncino, fagioli cannellini varietà “dente del morto” di Acerra (presidio Slow Food), filetti di pomodoro San Marzano dop, provola dei Monti Lattari e crostini di pane raffermo acerrano fritti.
  • Pizzeria Pummarò Attilio Albachiara - Acerra (NA): Il giovane Attilio prepara La Scarulè: pomodoro datterino, salame napoletano a listarelle, olive nere taggiasche, provola del munaciello e scarola liscia napoletana.
  • Pizzeria Doro Gourmet - Macerata Campania ( CE ): Due dischi di pasta sovrapposti, farciti con scarola, olive caiazzane, alici di Cetara, fior di latte, pinoli e uva sultanina ( anche in versione ruoto ).
  • Antica Pizzeria Osteria Pepe - Caiazzo: È farcito con la scarola riccia a crudo, acciughe, capperi di Pantelleria, olive denocciolate e olio extravergine cultivar caiazzane.
  • Pizzeria Èlite - Pasqualino Rossi - Alvignano: La prepara con la scarola riccia, i pomodorini del piennolo, le alici di Cetara, i capperi di Salina, le olive nere caiazzane, l’origano e l’aglio.
  • Pizzeria Pulcinella da Ciro - Baiano (AV): E’ preparata con una base di focaccia cosparsa all’uscita dal forno con la scarola riccia fresca, precedentemente condita con olio, sale e qualche granello di pepe, stracciata di bufala campana, pomodorino corbarino semi secco reidratato in olio extravergine e alici di Cetara semi marinate.
  • Pizzeria Giovanni Grimaldi - Grottaminarda (AV): Alla scarola ha dedicato la Pizza Fresca, con base di fior di latte di Agerola del Caseificio Cioffi, scarola riccia a crudo fuori dal forno, olive salella ammaccate del Cilento, capperi di Salina, alici di menaica e olio extravergine “ravece” dell’azienda Case D’alto.
  • Le Grotticelle - Caggiano (SA): La sua “Pizza della Vendemmia” vede protagonista la scarola riccia che si sposa con il fior di latte, il baccalà e il melograno.
  • I Borboni Pizzeria - Pontecagnano Faiano (SA): Bianca con provola di Agerola, scarola arrostita, all’uscita dal forno è rifinita con fiocchi di blue di bufala, tartare di manzo e gocce alla senape, olio extravergine Magisto del frantoio Sole di Cajani.
  • Isabella de Cham Pizza Fritta - Napoli: “La Scarola” è condita con la verdura appena scottata, olive taggiasche, polpo croccante al profumo di kerner e formaggio stilton.
  • Pizzeria I Quintili - Roma: La pizza La Ricciulella prevede la scarola indivia, i capperi, la polvere di acciughe del mar Cantabrico, il terriccio di oliva, lo zucchero a velo e l’olio bio Marsicani.
  • Carmine Donzetti Pizza & Fritti - Casandrino (NA): In questo periodo dell’anno con la scarola ci prepara la Scapricciatella: provola affumicata, pinoli tostati, capperi fritti, polvere di olive, acciughe e foglie di scarola fritta.
  • Reginella Pizzeria - Sarno (SA): Daniele Pappacena, nella sua Reginella pizzeria, prepara la pizza Scarola con fagioli di Cotrone Slow Flood: scarola riccia, crostini di pane aromatizzati all’aglio, origano del monte Saro, fagioli di Cotrone e olio extravergine.
  • Pizzeria Granammare - Salerno: Nella location moderna sul lungomare di Salerno, prepara la Scarola in doppia consistenza, baccalà, provola, fonduta di papaccelle, pomodorino giallo e olive tagiasche.
  • Pizzeria Mary Rose - Napoli: Il Ripieno Sapore di Napoli, farcito con scarola saltata in padella con olive nere, capperi e acciughe, è reso ancora più gustoso dalla provola di Agerola e dall’olio evo che ricoprono il ripieno dalla misura oversize.
  • Pizzeria da Lioniello - Succivo (CE): Per il nuovo menù, c’è il Finto Fritto: scarole, alici di Cetara, olive di Caiazzo, capperi, pinoli, noci e pecorino. Cosparge il ripieno per dare croccantezza, l’olio e il pecorino.
  • Pizzeria Di Stora - Arpaia (BN): La pizza - cotta nel ruotino cosparsa di fior di latte - prevede all’uscita dal forno la scarola riccia, la colatura di alici di Cetara, il pomodorino rosso semi dry e la caciotta dell’alto casertano.
  • Pizzeria Fratelli Pidone - Cava de’ Tirreni (SA): Quella con la scarola porta il nome di un amico: Pappacena. Prevede la mozzarella di bufala campana, la scarola riccia, la salsiccia secca di maiale nero casertano, l’origano selvatico e l’olio extravergine dop delle colline salernitane.
  • 400 Gradi - Lecce: La Toro al Sud prevede la base bianca con fior di latte, poi crema di patate, scarola saltata in padella, carne salada di toro e miele di castagno.
  • Frumento - Acireale (CT): La pizza Scarola prevede la mozzarella di bufala dop, il pomodoro datterino giallo, la scarola, le olive taggiasche e le acciughe di Sciacca.

Pizzeria Prisco a Cava de Tirreni

Ecco una pizzeria da non perdere a Cava de Tirreni, la splendida cittadina alle porte della Costiera Amalfitana, facile da raggiungere con l’autostrada da Napoli, ricca di fascino per le sue chiese, i suoi borghi e i portici signorili. Qui Antonio Prisco, cilentano, ha deciso di vivere per amore e di aprire una pizzeria dopo la esperienza travolgente a Palinuro.

L'Approccio di Antonio Prisco

Antonio ha impostato il lavoro in modo molto semplice: stile napoletano puro con Ivan Ruffinelli direttamente da piazza San Carlo, impasto diretto senza pippe mentali, pizza tradizionale e un po’ di cuore cilentano perchè quando può, c’è sempre qualcosa del suo territorio di origine sulle pizze.

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Pizza Cilent081: Una Fusione Perfetta

In particolare la fusione è perfetta, di nome e di fatto, con la pizza Cilent081 (mozzarella di bufala, olive ammaccate Salella, cacioricotta di capra del Cilento Cicco di Buono e pomotto Robo rosso), una delle migliori mai provate nell’ultimo anno per la semplicità e il perfetto equilibrio fra gli ingredienti, tutti di alta qualità. A dimostrazione che sulla pizza è perfettamente inutile fare troiai sul disco per avere un grande risultato.

Ricerca degli Ingredienti

Proprio la ricerca degli ingredienti particolare rivela l’attenzione imprenditoriale del giovane Prisco, pronto ad aprire il Prischetto proprio a fianco, ossia una pizzeria a taglio da asporto. Si vede subito quando la scelta è dettata dalla consocenza e non da un indice sul catalogo di un rivenditore che impone poi tutti i prodotti.

La Carta dei Vini

Il segnale per capire questo passaggio è la carta dei vini: articolata, colta, precisa conun Cilento mai scontato sugli scudi. Perfette le due classiche che per me sono il banco di prova, la margherita con il fior di latte e la marinara. Ottima anche la montanara con un ragù commovente e finale dolce con una tartelletta fatta in proprio con crema pasticcera e marmellata di fico bianco dop del Cilento.

Il Locale

La pizzeria affaccia sul trincerone ed è facile parcheggiare l’auto. All’ingresso i due forni, poi la sala, la seconda sala, il terzo forno per il gluten free e un dehor estivo per godere il fresco dopo una giornata di mare.

La Pizza di Nonna: un omaggio alle tradizioni

“a vuò 'a pizza bello a nonna?" Io me la ricordo quando si svegliava che non era giorno, scioglieva " 'u llevato" dentro la madia di legno ed iniziava ad impastare a mano con la Carosella. Poi verso le dieci del mattino accendeva il forno con le fascine di ulivo, preparava " 'u munnulu" con i "grizzi" vicino ad un palo di legno che dava un odore a tutta la stanza. Poi prendeva un pezzo di impasto e lo metteva in una teglia di ferro, ci metteva il pomodoro che aveva fatto ad agosto nelle bottiglie, un po di origano, sale, qualche acciuga sotto sale, l'aglio che non mancava mai. Ed è proprio così che nasce la pizza cilentana, Nonna la faceva per vedere se il forno era pronto per essere "sbraciato" e per poter cuocere il pane. Alla fine ci metteva il cacioricotta di capra. E io ero felice.

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Gesualdo Cinnirella: un omaggio ai sapori siciliani

Così, a Caltagirone, nasceva Gesualdo, mio suocero, siciliano dallo spirito forte e tenace. A lui voglio dedicare questa pizza, un omaggio ai suoi sapori, come la ricotta salata di pecora siciliana, l'origano e l'olio di Chiaramonte Gulfi, a pochi passi da li, luogo che gli era assai caro.

Karma Points: una Neipa morbida e corposa

Prodotta con i luppoli Eldorado, Citra e Simcoe Karma Points è una Neipa morbida e corposa realizzata con malto pale, malto di frumento ed avena. Versata nel bicchiere l'aspetto è tipico dello stile, il colore è biondo/ giallo ed è naturalmente torbida. Al naso l'aroma è ricco, in evidenza si percepiscono note di frutta a pasta gialla come ananas e mango; al palato la bevuta è vellutata, anche qui percepiamo le note fruttate riscontrate al naso.

La Signorina Imperia

Una volta mi trovavo da lei e passando obbligatoriamente per la sua piccola cucina alla ricerca di qualcosa di buono, mi imbattei in un pentolino con dentro dei carciofi scaldati con delle patate. Una cosa buona, buonissima.

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