Chi l'avrebbe mai detto che un semplice dolce avrebbe potuto diventare un fenomeno globale tanto da meritare un articolo sul prestigioso Guardian? Negli ultimi mesi, il cioccolato di Dubai è diventato un fenomeno virale sui social.
Cos'è il Dubai Chocolate?
Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di una tavoletta dal ripieno cremoso di pistacchio, arricchita da croccante pasta kataifi, una sottile sfoglia filiforme di origine mediorientale. Per chi ancora non lo conoscesse (davvero, dove siete stati negli ultimi mesi? 😉), il Dubai Chocolate non è un semplice cioccolato, anzi, come sottolinea Chloe Doutre-Roussel, ex acquirente di cioccolato per Fortnum & Mason intervistata dal Guardian: "Questo non è cioccolato - è confetteria appiattita a forma di barretta".
Ecco una curiosità che non tutti conoscono: il Dubai Chocolate è nato grazie a una voglia di gravidanza! Quella voglia ha scatenato una passione che l'ha portata a sperimentare fino a creare qualcosa di unico. Come riporta il Guardian, l'inventrice racconta: "Mi sono buttata nell'imparare tutto quello che potevo" e aggiunge "Ho avuto il privilegio di lavorare con persone straordinarie che mi hanno aiutato a realizzare il mio sogno".
La Viralità sui Social Media
Il potere dei social media non smette di sorprendermi. Una delle principali influencer che ha contribuito al successo del Dubai Chocolate è stata Maria Vehera, che ha postato video entusiastici mentre assaggiava questi dolci nella sua auto.
Il Dubai Chocolate Arriva in Italia
In Italia, il Dubai Chocolate ha seguito un percorso simile a quello di altri paesi, ma con alcune peculiarità tutte italiane. Esselunga è stata la prima catena a portare ufficialmente il prodotto sugli scaffali italiani, grazie alla collaborazione con Atlante, un'azienda specializzata nell'importazione di prodotti internazionali. Ma è stato con l'arrivo del "Dubai Style Chocolate" da Lidl Italia lo scorso 24 marzo che si è scatenata la vera e propria mania. La catena ha lanciato la sua versione a un prezzo accessibile di 3,99 euro, ma con una disponibilità limitatissima. Quando Lidl ha lanciato la sua versione di Dubai Chocolate a fine marzo, ci sono stati report di persone in coda fuori dai negozi prima dell'apertura. Il Guardian racconta come il cioccolato andasse "esaurito in poche ore", nonostante il limite di due barrette per cliente. Come racconta il giornalista del Guardian, quando è riuscito a trovare una barretta in un negozio di quartiere: "avvolta in carta dorata, mi sono sentito come Charlie Bucket che vince un biglietto d'oro".
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Il risultato? Il fenomeno ha raggiunto tali proporzioni che, secondo i dati riportati da diverse testate specializzate, le ricerche su Google relative al Dubai Chocolate sono aumentate del 450% in Italia negli ultimi mesi.
Atlante porta in Italia due novità Vivera: Sticks No-Fish e Tofusion Japanese Style. Il Dubai Chocolate, la barretta virale che ha conquistato i social, è ora disponibile in Italia grazie ad Atlante. Il cioccolato che ha conquistato i social di tutto il mondo è finalmente disponibile in Italia grazie ad Atlante, realtà da sempre attenta a portare sulle tavole italiane le tendenze internazionali più interessanti. Il Dubai Chocolate è molto più di una semplice barretta: è un’esplosione di gusto che unisce cioccolato al latte, un cuore cremoso di crema di pistacchi e la croccantezza irresistibile della pasta kataifi, elemento iconico della tradizione dolciaria mediorientale. Questi sono solo alcuni dei numeri che sta registrano questa piccola ma gustosissima novità.
Perché Tanto Clamore?
Perché tutto questo clamore? Il segreto sta nella combinazione unica di ingredienti e texture. Il Guardian cita Sarah Chen, esperta del settore: "Il cioccolato di Dubai è parte della tendenza della food science. La democratizzazione del Dubai Chocolate è un fenomeno interessante: nato come prodotto di lusso, è ora disponibile (quando si riesce a trovarlo!) anche nei supermercati come Lidl, dove viene venduto a prezzi accessibili. Questa rapida diffusione attraverso diversi segmenti di mercato dimostra come l'innovazione nel settore dolciario possa attraversare rapidamente le barriere tradizionali tra prodotti di nicchia e mainstream.
Ciò che trovo particolarmente affascinante in questa storia è come il Dubai Chocolate rappresenti perfettamente l'incontro tra innovazione e tradizione. In un'epoca in cui il settore FMCG è dominato dalla sostenibilità e dai prodotti salutistici (tendenze importantissime, sia chiaro), il Dubai Chocolate ci ricorda che c'è ancora spazio per prodotti che puntano semplicemente al piacere e all'indulgenza.
Sicurezza Alimentare e Standard Britannici
Ma non è tutto oro quel che luccica. Secondo la Fsa, alcune tavolette potrebbero non rispettare gli standard di sicurezza alimentare britannici. Il problema riguarda in particolare l’etichettatura, spesso incompleta o poco chiara, e la presenza di additivi e coloranti non autorizzati nel mercato locale. La stragrande maggioranza del cibo disponibile nel Regno Unito è sicura, ma abbiamo identificato alcuni prodotti di cioccolato in stile Dubai che non rispettano i nostri standard di sicurezza alimentare.
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La Situazione in Italia
Anche in Italia la questione non può essere ignorata, soprattutto con la crescente importazione di prodotti alimentari da mercati esteri. La dottoressa Laura Rossi, direttrice del reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), intervistata da Gusto, ha ricordato che i prodotti importati sono sottoposti a controlli rigorosi alle frontiere per verificare la conformità agli standard europei di sicurezza alimentare. Per quanto riguarda l’etichettatura, in Italia vige il regolamento europeo 1169/2011 che impone obblighi precisi: la denominazione del prodotto, l’elenco dettagliato degli ingredienti (con evidenza degli allergeni), la quantità netta, la data di scadenza, e l’indicazione dell’operatore responsabile devono essere chiaramente leggibili e ben visibili nella confezione.
Importazione negli Emirati Arabi Uniti: Regolamenti e Tariffe
Avete intenzione di importare prodotti negli EAU? Grazie alla legge sulle tariffe doganali unificate, i sette emirati degli EAU condividono le stesse norme di importazione per la maggior parte dei prodotti. Le aliquote fiscali dipendono dalla categoria di prodotti. Le tariffe di importazione di prodotti negli EAU variano dallo 0% al 5% per la maggior parte dei prodotti, con un’aliquota media del 4,61%. Il metodo di valutazione della tariffa di importazione, o valore doganale, è CIF, ovvero costo, premio assicurativo e trasporto. Ad esempio, se importate dalla Cina negli EAU con destinazione il mercato saudita, dovete pagare il dazio doganale quando la merce entra nel mercato degli EAU. In questo documento è possibile trovare il codice HS e l’aliquota del dazio per la maggior parte dei prodotti.
L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è stata applicata per la prima volta negli EAU il 1° gennaio 2018. Si tratta di un’imposta indiretta applicata alla maggior parte delle merci importate negli EAU, che viene infine addebitata agli acquirenti finali. Le imprese devono riscuotere l’IVA per conto del governo. L’accisa è stata applicata per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti nel 2017, con l’obiettivo di ridurre il consumo di prodotti malsani e dannosi e di sensibilizzare i cittadini alla salute.
Il 18 dicembre 2018, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha promulgato la legge federale n. 10 sulla sicurezza dei prodotti, al fine di migliorare gli standard di sicurezza dei prodotti negli Emirati. La legge sulla sicurezza dei prodotti è composta da 21 articoli e si applica alla maggior parte dei prodotti di consumo fabbricati, importati o venduti negli EAU. Secondo la legge, un prodotto è considerato “sicuro” se è conforme a tutti gli standard applicabili emessi dall’ESMA. Suggeriamo vivamente agli importatori di esaminare ogni singolo punto della normativa. Chi viola la legge, infatti, è soggetto a multe o addirittura alla reclusione.
Il regolamento RoHS è stato introdotto nel 2017, con la decisione n. 10 del Consiglio dei Ministri degli EAU. La direttiva RoHS degli Emirati Arabi Uniti prevede che le aziende registrino i loro prodotti e presentino una dichiarazione di conformità (DoC), oltre a testare i prodotti rispetto alle sostanze soggette a restrizioni. L’Organizzazione di Standardizzazione (GSO) del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) ha emesso un regolamento tecnico (01-142004-BD) per le apparecchiature a bassa tensione (LVE). L’Organizzazione di Standardizzazione del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) ha formulato un pacchetto di regolamenti tecnici che disciplinano i materiali a contatto con gli alimenti e che i suoi membri devono rispettare. L’ESMA è responsabile della supervisione dell’attuazione delle leggi FCM. Al fine di rispettare la legge FCM, vi consigliamo di effettuare test di laboratorio sui vostri prodotti prima di importarli nel mercato degli EAU.
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Per alcune categorie di prodotti è necessario fornire una documentazione aggiuntiva. Prima di esportare i vostri prodotti nel mercato degli UAE, dovete conoscere le regole doganali degli UAE e gli articoli vietati. Secondo il World Shipping Council, negli Emirati Arabi Uniti si trovano due dei 50 porti container più importanti del mondo, con Dubai tra i primi dieci. Secondo il sito web del governo degli EAU, il 61% delle merci destinate agli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo arriva attraverso i porti marittimi degli EAU. In totale, gli EAU hanno 12 porti commerciali (esclusi i porti petroliferi). È possibile trovare una stima dei costi utilizzando uno strumento online come quello offerto da Freightos.com. Il tempo medio di spedizione dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti dipende dai servizi di trasporto e dai porti di partenza e di destinazione.
Importazione di Beni in Italia: Cosa Sapere
Quando andiamo all’estero per fare un viaggio sovente ci chiediamo cosa possiamo portarci in Italia, senza avere problemi per quanto riguarda la dogana. Quanti di noi sono stati in vacanza e hanno desiderato portare qualche souvenir a parenti e amici? Per evitare di farvi incorrere in spiacevoli sorprese abbiamo deciso di dedicare questo articolo per verificare le regole da rispettare quando si vogliono portare all’estero o portare in Italia, beni, oggetti, denaro o animali. Sono esenti dai diritti doganali i beni che il viaggiatore, in arrivo da un Paese non facente parte dell’Unione Europea, porta con sé nel proprio bagaglio personale, purché tali importazioni abbiano carattere occasionale e i beni siano destinati all’uso personale o familiare del viaggiatore e purché il loro valore non superi complessivamente €. 300 per viaggiatore. Detto importo è aumentato a €. Se il valore del bene supera i citati importi, il viaggiatore è tenuto al pagamento dei diritti doganali afferenti l’intero valore del bene acquistato. Il limite dei €. 300 e dei €. 430 si riduce a €. 150 per i viaggiatori minori di 15 anni, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato.
Limiti Quantitativi per Alcuni Prodotti
- Sigarette: 200 pezzi
- Sigaretti (massimo 3 g.): 100 pezzi
- Alcol o bevande alcoliche con titolo alcolometrico superiore a 22% vol.: 1 litro
Trasporto di Denaro Contante
Il trasporto al seguito di denaro contante o di valori assimilati è libero per importi complessivi inferiori a €. 10.000. È invece necessario compilare una dichiarazione, da sottoscrivere e depositare esclusivamente presso gli uffici doganali al momento dell’entrata nello Stato o in uscita dallo stesso, quando si trasportano somme pari o superiori a €. La misura si applica a tutti i movimenti da e verso paesi extracomunitari. Per le movimentazioni di denaro contante con eccedenza sino a €. Per le movimentazioni di denaro contante con eccedenza superiore a €. La sanzione, che è irrogata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base del verbale di constatazione e sequestro redatto presso l’Ufficio doganale di controllo, è applicata con un importo minimo pari a €. 300.
Per approfondire: Trasporto di denaro al seguito: disciplina e sanzioni. Immediatamente presso l’ufficio doganale, di una somma pari al 5% dell’importo eccedente il limite fissato, qualora l’eccedenza non sia superiore a €. 10.000 e pari al 15% dell’eccedenza se compresa tra €. 10.000 e €. 40.000, con un importo minimo di €. Entro 10 giorni dalla violazione mediante esecuzione del pagamento nella misura dovuta, a favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’accesso al beneficio dell’oblazione è precluso in presenza di una delle seguenti condizioni: importo eccedente superiore a €. 40.000; fruizione del medesimo beneficio nei 5 anni precedenti la constatazione della violazione.
Importazione di Animali Domestici
Possono attraversare i confini nazionali solo se di età superiore a tre mesi, salvo deroga concessa dall’autorità competente per tener conto di casi specifici. La vaccinazione antirabbica, se eseguita per la prima volta, dovrà risultare effettuata almeno 21 giorni prima della partenza. L’importazione sino a 5 esemplari di altri animali - ad esempio pesci, rane, tartarughe terrestri, purché diverse da quelle protette dalla CITES (Convention on International Trade of Endangered Species - Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via di estinzione) - è consentita con un certificato sanitario rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza nel quale deve essere attestato che l’animale è stato sottoposto a visita sanitaria, non presenta sintomi di malattie proprie della specie ed è idoneo al viaggio. Se gli animali, invece, sono diretti verso un Paese extra U.E. Resta ferma la possibilità di ulteriori controlli da parte delle autorità sanitarie anche nei casi sopra indicati.
Il viaggiatore che volesse effettuare acquisti esteri di tali animali deve esibire, oltre al certificato sanitario, il certificato CITES di autorizzazione all’esportazione, rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. In caso di acquisti esteri di piante è necessario sapere che alcuni esemplari di piante (come ad esempio cactus ed orchidee) sono state riconosciute “specie protette“. Quindi, gli acquisti esteri di questi esemplari sarà consentita solo dietro presentazione di un certificato di autorizzazione rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza.
Importazione di Beni Culturali e Armi
In caso di acquisti esteri di beni culturali, il viaggiatore che importi un bene culturale lo deve dichiarare in dogana per l’applicazione della relativa fiscalità: per la determinazione del valore è necessario esibire la fattura di acquisto. L’interessato, espletate le formalità doganali, può richiedere all’Ufficio Esportazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo il rilascio del certificato di avvenuta importazione. In base alle norme di pubblica sicurezza è impedito l’ingresso sul territorio nazionale di qualsiasi tipo di arma da sparo, da taglio o arma impropria, salvo che queste non siano accompagnate da un regolare permesso rilasciato dagli Organi competenti della zona di residenza del viaggiatore.
Acquisti Intracomunitari: Regole e Soglie
Quindi, i viaggiatori che si spostano dall’uno all’altro dei Paesi dell’Unione Europea, possono portare con sé i beni acquistati in qualunque esercizio commerciale senza alcuna limitazione o formalità. Fanno eccezione gli acquisti esteri di alcune categorie di prodotti come tabacchi lavorati, alcol e bevande alcoliche per i quali sono previste delle soglie indicative, di seguito riportate, relative ad acquisti esteri effettuati da privati.
Soglie Indicative per Acquisti Intracomunitari
- Sigarette: 800 pezzi
- Sigaretti (massimo 3 g.): 400 pezzi
- Alcol o bevande alcoliche con titolo alcolometrico superiore a 22% vol.: 10 litri
Trasporto di Denaro Contante (UE)
Il trasporto al seguito di denaro contante o di valori assimilati è libero per importi complessivi inferiori a €. 10.000. È invece necessario compilare una dichiarazione, da sottoscrivere e depositare esclusivamente presso gli uffici doganali al momento dell’entrata nello Stato o in uscita dallo stesso, quando si trasportano somme pari o superiori a €. La misura si applica a tutti i movimenti da e verso i paesi UE. La sanzione, che è irrogata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base del verbale di constatazione e sequestro redatto presso l’Ufficio doganale di controllo, è applicata con un importo minimo pari a €. 300.
Importazione di Animali Domestici (UE)
Possono attraversare i confini nazionali solo se di età superiore a tre mesi, salvo deroga concessa dall’autorità competente per tener conto di casi specifici. Il passaporto, oltre ai dati identificativi dell’animale - tatuaggio o microchip - e del proprietario, dovrà contenere l’attestazione della vaccinazione antirabbica in corso di validità. Nel caso si sia diretti verso Malta, Irlanda, Svezia e Regno Unito, sarà necessario, inoltre, sottoporre il proprio animale a test per la titolazione degli anticorpi nei confronti della rabbia. Gli animali elencati nella Convenzione di Washington (quali ad esempio pappagalli, lucertole, serpenti, tartarughe acquatiche, pesci ornamentali, alcune specie di uccelli e scimmie) costituiscono “specie protette” dalla Convenzione stessa.
Il viaggiatore che volesse introdurre tali animali deve esibire, oltre al certificato sanitario, il certificato CITES (Convention on International Trade of Endangered Species - Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via di estinzione) di autorizzazione all’esportazione, rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. Anche alcuni esemplari di piante (come ad esempio, cactus ed orchidee) sono state riconosciute “specie protette“. Quindi, l’introduzione di questi esemplari è consentita solo dietro presentazione di un certificato di autorizzazione rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. Non occorre certificazione, invece, per l’introduzione in Italia di opere d’arte che hanno meno di 50 anni o che sono state eseguite da artisti viventi.
Armi e Mezzi di Trasporto
È impedito l’ingresso sul territorio nazionale di qualsiasi tipo di arma da sparo, da taglio o arma impropria, salvo che queste non siano accompagnate da un regolare permesso rilasciato dagli organi competenti della zona di residenza del viaggiatore. In caso di acquisto di mezzi di trasporto nuovi è previsto il pagamento dell’IVA nello Stato di destinazione anche se il venditore, l’acquirente o entrambi i soggetti sono privati consumatori. Sia stato ceduto prima della scadenza di tre mesi dalla data della prima immatricolazione o dell’iscrizione in pubblici registri o di altro provvedimento equipollente. In caso di acquisto di mezzi di trasporto usati, nell’accezione fiscale del termine, il privato consumatore dovrà pagare l’IVA del Paese del venditore, quando quest’ultimo è un soggetto d’imposta nel proprio Paese UE, mentre non dovrà assolvere alcuna imposta, né nel Paese di acquisto né in Italia, quando anche il venditore è un soggetto privato. Se l’acquisto dei mezzi di trasporto, nuovi o usati, viene effettuato da soggetti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, tali soggetti sono tenuti all’assolvimento degli obblighi dettati dalla disciplina intracomunitaria (D.L. n. 331/93) e dalla disciplina Intrastat (D.L. n.
Il Futuro del Cioccolato di Dubai
In futuro, secondo il Guardian, il Dubai Chocolate potrebbe espandersi in nuovi mercati e varianti. Hamouda, uno dei protagonisti intervistati, spiega: "La scarsità è causata in parte dalla difficoltà di produzione, ma c'è una buona ragione per questa scarsità".
| Prodotto | Descrizione | Disponibilità |
|---|---|---|
| Dubai Chocolate | Tavoletta con ripieno cremoso di pistacchio e pasta kataifi | Esselunga, Lidl (limitata) |
| Sticks No-Fish (Vivera) | Alternativa vegana al pesce | Atlante |
| Tofusion Japanese Style (Vivera) | Alternativa vegana al pesce | Atlante |
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