Cioccolato Razioni Militari Italiane: Un Ricordo di Qualità

Il cioccolato militare è fornito all’esercito come parte della razione giornaliera fin dal 1937. Chiunque abbia fatto il servizio militare lo ricorda. Oggi anche chi non è stato arruolato sotto le armi può assaggiarne il sapore.

La razione K di Cioccolato Militare infatti non solo è in vendita, ma è uno dei tanti prodotti marchiati dall’esercito. A produrre cioccolato, al latte o fondente, in crema da spalmare, a forma di uova di Pasqua o in stecche, sono le Fonderie del Cacao, azienda specializzata a Calenzano, in Toscana, che realizza prodotti in licenza anche per i Vigili del Fuoco, Aeronautica Militare e Guardia Costiera.

È Fonderie del Cacao che oggi realizza i prodotti a marchio, ma seguendo i valori dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare nazionale, che dal primo conflitto mondiale ha realizzato i generi di conforto per le nostre Forze Armate, come le Razioni K, il Cordiale, prodotti farmaceutici e integratori, cioccolato incluso.

Il Cioccolato Militare infatti è diventato un ottimo strumento di comunicazione. Il cioccolato militare è fornito all’esercito come parte della razione giornaliera fin dal 1937. Queste razioni di cioccolato furono introdotte per la prima volta negli Stati Uniti, sia per migliorare il morale delle truppe, sia come razione d’emergenza energetica e sopratutto facilmente trasportabile.

Un po' di storia

Il cioccolato è parte della dotazioni dei soldati sin dal Settecento. Napoleone I si faceva preparare tazze di cioccolata sul campo di battaglia e si deve a lui la diffusione di questo prodotto, non più destinato alle élite dell’aristocrazia, ma genere di conforto dai benefici effetti fisici e mentali per l’esercito.

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Viene ampiamente utilizzato come alimento durante la Grande Guerra e dal 1937 il cioccolato militare viene introdotto dall’esercito come parte della razione giornaliera, sia per migliorare il morale delle truppe, sia come razione d’emergenza energetica, sopratutto perché facilmente trasportabile. Con un doppio valore, si sviluppano così due tipologie di prodotto, quello della razione K e distribuito con il rancio ai militari, e quello della cosiddetta razione D americana, una barretta speciale arricchita di vitamina B1 e resistente alle alte temperature tropicali, ma volutamente non particolarmente gustosa proprio per essere sicuri che venisse conservata per i momenti di emergenza.

Nel 1937 gli Stati Uniti fornirono alle Forze Armate impegnate sul campo una razione di cioccolato da consumare solo in caso di emergenza, come fonte di cibo subito pronta da usare. Ovviamente, per questo tipo di impiego, il cioccolato militare doveva avere delle caratteristiche molto particolari, per cui si presentava molto diverso dal cioccolato comune.

Nel 1943 si pensò di intervenire sulla produzione di questo cioccolato, migliorandone il sapore e rendendolo ancora più resistente al calore. Dopo diverse sperimentazioni fu creata la cosiddetta barretta Tropicale e ad essa ne seguirono altre nel tempo, che provavano, e provano tutt’ora, a migliorare questi due fattori.

Sta di fatto che queste barrette furono davvero molto utilizzate in numerose missioni e non solo durante le guerre ed i conflitti armati. Difatti una razione fu anche inclusa a bordo dell’Apollo 15 e il cioccolato è tuttora utilizzato nelle missioni della NASA, come cibo gustoso, molto energetico e leggero per quanto riguarda il peso, caratteristica fondamentale per le missioni spaziali.

La razione K

La razione K è stata inventata nel 1942 dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale ed è oggi utilizzata da tutti gli eserciti del mondo. Diversa da Paese a Paese la K-ration ha sempre però caratteristiche comuni: include colazione pranzo e cena, tutto il necessario per quelle missioni che non prevedano il rientro alla base per più giorni di fila, non deve aver bisogno di essere conservata in frigorifero, deve essere nutriente, leggera, contenere tutto, inclusi fornelli da campo e combustibile usa e getta.

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Un esempio di massima funzionalità nel food design. Quella italiana include pasta e fagioli, ravioli al ragù, minestrone di verdure, carne, tonno tutto ovviamente in scatola e in sette versioni diverse per poter variare anche la dieta nella settimana. Quella originale non è in vendita - o meglio la si trova online sui siti di amatori e collezionisti -, ma alcuni dei prodotti in essa contenuti si trovano sul sito dell’esercito stesso e sono diventati uno strumento di marketing e di comunicazione prezioso.

Oggi in commercio si trova ovviamente la prima, a differenza delle barrette da sopravvivenza, infatti, il Cioccolato Militare italiano proviene maggiormente dall’Ecuador (paese di origine di uno dei più rinomati cacao al mondo) e viene curata tutta la filiera, dalla raccolta, alla tostatura, alla raffinazione all'interno del laboratorio toscano.

Le tavolette del Cioccolato Militare erano incluse nella famosa “Razione K” utilizzata dall’esercito italiano fin dal 1952, che veniva consegnata ai soldati di leva durante il servizio militare. Con la fine della leva obbligatoria questo cioccolato continuò a essere prodotto ma rimase limitato all’interno delle caserme, era molto raro da trovare al di fuori dell’ambiente militare ed era in un certo senso riservato al personale della Difesa.

Grazie agli accordi prima menzionati, la nostra azienda è autorizzata a produrre e a distribuire il Cioccolato Militare su tutti i canali di vendita tradizionali, dalla grande distribuzione alla vendita al dettaglio passando per il nostro negozio online: in questo modo un prodotto così particolare e “di nicchia”, ma dalla storia molto interessante, è uscito dagli ambienti militari per approdare nelle case delle famiglie.

Il valore delle Forze Armate

Il Cioccolato Militare dell'esercito, un fondente al 70% avvolto nel suo storico packaging, che ora come allora è parte integrante della razione K utilizzata dai militari in attività operative, è in vendita a tutti con l’obiettivo di «contribuire a rafforzare e sottolineare l'eccellenza italiana nel settore».

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Ha un design minimale, rigoroso, sobrio e solido come tutti i prodotti a marchio dell’esercito. A curare l’immagine e il contenuto è stata fondata la Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa, che ha proprio il compito di valorizzare le risorse delle Forze Armate e di comunicarne i valori, per fare nuove reclute e per mantenere alto non solo il fascino della divisa, ma l’economia stessa dell’arma.

Il cioccolato è buono, è un ricordo piacevole dei giorni della leva, comunica l’attenzione alla cultura dell'alimentazione e della salute che è parte della vita e dell’addestramento dei soldati, e degli sportivi che fanno parte dei vari corpi delle Forze dell'Ordine.

Non solo cioccolato, le forniture di conforto militari erano un compendio alle attività di carattere medico e sanitario. La nascita dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare fa risalire le sue origini al 22 dicembre 1832, data in cui Re Carlo Alberto di Savoia, con un “Regio Viglietto” fondò il Consiglio Superiore dell’Armata Sarda, tra i cui membri, fu accolto un chimico farmacista.

Nel 1853 fu istituito a Torino da Vittorio Emanuele II un deposito di Farmacia Militare al quale fu annesso un Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico con lo scopo di produrre tutti i medicamenti necessari al Servizio Sanitario e Veterinario per l’Armata di Terra, Ospedali Militari, Corpi Militari, Stabilimenti Militari ed Infermerie. Successivamente ha cambiato diverse denominazioni assumendo la denominazione di “Farmacia Centrale Militare” nel 1884.

Il 23 dicembre 1900 nacque il celebre “Chinino di Stato” ad opera del Col. Farmacista Carlo Martinotti per la cura della Malaria. Nel 1920 ha assunto la denominazione di Istituto Chimico Farmaceutico Militare poi dopo il trasferimento a Firenze nel 1931, ha assunto nel 1976 l’attuale denominazione di Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM).

Dal 2001, lo Stabilimento è alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa.

Il Cioccolato Militare al Vinitaly

Per il secondo anno di fila, alcuni dei suoi viveri più iconici saranno presenti al Vinitaly, la quattro giorni dedicata alle eccellenze del vino e dei distillati in programma a Verona dal 14 al 17 aprile, grazie a uno stand delle società licenziatarie delle forze armate. L'obiettivo dell'esposizione, inaugurata alla presenza della sottosegretario di Stato alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, e del capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Carmine Masiello, è far rivivere attraverso il brand Esercito 1659 alcune tradizioni alimentari che hanno fatto la storia del mondo militare, rendendoli disponibili al pubblico.

Tra i prodotti proposti c'è il cioccolato militare della Fonderia del Cacao, una barretta fondente al 70 per cento, proposta nel suo storico packaging, che è parte della razione giornaliera fin dal 1937, in quanto alimento energetico, gustoso e facile da trasportare. Presente anche il caffè dell'azienda DL Caffè e i vini Rosso d’Italia - La Compagnia delle Tenute Piccini e Dimonios di Sella&Mosca, ottenuto da uve cannonau in purezza il cui nome è ripreso dal titolo dell'inno della Brigata Sassari. Nell'ambito dei preparati alcolici, non può mancare l'iconico Cordiale (o Elisir di China), distillato realizzato dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare che ancora oggi è incluso nella scatola per la colazione della Razione K.

Il gusto

Ovviamente, per questo tipo di impiego, il cioccolato militare doveva avere delle caratteristiche molto particolari, per cui si presentava molto diverso dal cioccolato comune. Innanzitutto questa razione da campo doveva essere facile da trasportare, doveva avere un alto valore energetico e doveva resistere alle alte temperature.

Gli ufficiali richiesero esplicitamente alla ditta produttrice, la Hershey, che questo tipo di cioccolato non dovesse essere più gustoso di una patata lessa. Temevano infatti che i soldati potessero usufruire di tale razione non in caso di emergenza ma solo per piacere.

Nacque così la razione D, un blocco duro di cioccolato scuro dal gusto per niente accattivante, a cui fu aggiunto un soppressore dell’appetito per impedire che le barrette venissero divorate velocemente.

Oltre alla produzione di tavolette di cioccolato in varie tipologie, come quello fondente, bianco, al latte, alle nocciole, e in vari formati, ci siamo focalizzati sul packaging e sul recupero dei materiali delle Forze Armate altrimenti destinati al macero. Per esempio abbiamo riutilizzato le vecchie cassette di pronto soccorso dei soldati, oggi non più usate nell’esercito perché divenute obsolete, e gli abbiamo dato una nuova vita come contenitori delle tavolette di cioccolato; stessa cosa per le gavette, diventate confezioni per i cioccolatini.

Oggi avete la possibilità di accedere voi stessi a questo prodotto di eccezionale qualità e di offrirlo come opportunità ai vostri clienti, oltre che gustarlo in prima persona.

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