Come digerire il sushi: consigli utili

Il sushi, un piatto tradizionale giapponese, si è diffuso in tutto il mondo grazie al suo sapore unico e alla sua presentazione artistica. Tuttavia, molte persone si chiedono come fare per digerire il sushi nel modo migliore. La digestione del sushi, come quella di qualsiasi altro alimento, dipende da una serie di fattori, tra cui la qualità degli ingredienti, le tecniche di preparazione, la scelta del sushi e i consigli per una digestione ottimale.

L'importanza della qualità degli ingredienti

La qualità degli ingredienti è un fattore chiave per la digestione del sushi. Gli ingredienti di alta qualità non solo migliorano il sapore del sushi, ma facilitano anche la digestione. Il pesce fresco, ad esempio, è più facilmente digeribile rispetto a quello congelato o conservato. Allo stesso modo, il riso di qualità superiore, cotto nel modo giusto, può essere più facilmente digerito.

La preparazione del sushi

La preparazione del sushi richiede competenze ed esperienza. Una corretta preparazione può rendere il sushi più digeribile. Ad esempio, il pesce crudo deve essere maneggiato con cura per evitare la contaminazione. Il riso deve essere cotto a una temperatura e per un tempo precisi per garantire la giusta consistenza. La preparazione del sushi può influenzare la sua digeribilità. Ad esempio, il riso per il sushi viene spesso preparato con aceto di riso, che può aiutare a facilitare la digestione. Inoltre, il pesce crudo viene solitamente marinato in aceto o limone, che aiutano a "cuocere" le proteine, rendendole più facilmente digeribili.

Come scegliere il sushi giusto

La scelta del sushi giusto può fare la differenza nella digestione. Non tutti i tipi di sushi sono ugualmente digeribili. Ad esempio, il sushi con grandi pezzi di pesce crudo può essere più difficile da digerire rispetto a quello con piccoli pezzi di pesce cotto o verdure. Inoltre, alcuni tipi di sushi possono contenere ingredienti che possono causare intolleranze o allergie in alcune persone.

Consigli per una digestione ottimale

Ci sono vari consigli che possono aiutare a migliorare la digestione del sushi. Prima di tutto, è importante mangiare lentamente e masticare bene. Questo aiuta a scomporre il cibo e facilita la digestione. Per facilitare la digestione del sushi, è consigliabile mangiare lentamente, masticando bene ogni boccone. Questo aiuta a iniziare il processo di digestione già in bocca, con la produzione di saliva.

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È anche consigliabile bere tè verde durante il pasto, poiché aiuta a neutralizzare i grassi e facilita la digestione. Inoltre, è utile bere una tazza di tè verde dopo il pasto, poiché il tè verde aiuta a stimolare la digestione. Infine, evitare di mangiare troppo sushi in una sola volta può prevenire problemi di digestione.

Uno degli errori più comuni durante il consumo di sushi è l’uso eccessivo di salsa di soia. La salsa di soia è molto salata e può causare disidratazione, che può a sua volta rallentare la digestione. Inoltre, l’abuso di wasabi può irritare lo stomaco, causando bruciore e indigestione.

Il ruolo dei batteri intestinali

I batteri dell'intestino sono importanti perché mettono a disposizione una serie di enzimi per la digestione, altrimenti mancanti nell'organismo umano. Di conseguenza, questi batteri permettono di ricavare energia da nutrienti, come i polisaccaridi, che non potrebbero essere utilizzati. Un esempio del ruolo dei batteri è stato dato da una ricerca pubblicata su Nature da Jan-Hendrik Hehemann e colleghi dell'Università Pierre et Marie Curie di Parigi. I ricercatori hanno individuato i microrganismi e i geni responsabili per la digestione del nori, un'alga usata dai giapponesi per preparare il sushi.

Si è scoperto che il polisaccaride contenuto nel nori è degradato da un enzima prodotto dal Bacteroides plebeius, un batterio presente nella flora batterica dei giapponesi, e non, per esempio, in quella degli americani o di altri occidentali. Questo dimostra che il trasferimento genico è avvento recentemente da un batterio esterno. Gli occidentali non mangiano nori in quantità tali da giustificare la presenza di un enzima per digerirlo e, d'altronde, negli Stati Uniti il sushi viene trattato per eliminare i batteri.

In particolare il batterio Bacteroides plebeius ha mostrato, dopo un’estesa analisi metagenomica per le sequenze che corrispondevano ai due geni di Z. galactonivorans, la presenza dei due geni codificanti per l’enzima utile alla perfetta digestione delle Porphyria. E sorpresa, il batterio in questione è presente solo nell’intestino di individui giapponesi.

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Phocaeicola plebeius, precedentemente Bacteroides plebeius, è un microbo che si trova nell’intestino umano, più spesso presente nei nativi del Giappone. P. plebeius contiene un gene noto come BACPLE_01693, codificante per la β-porfiranasi-A che idrolizza i legami dei carboidrati delle alghe rosse.

Cinque dei soggetti giapponesi avevano l’enzima, ma tra i nordamericani “non ne abbiamo trovato nemmeno uno”, afferma Czjzek. Grazie a questi batteri i giapponesi sarebbero quindi in grado di digerire la porfira assimilandone i carboidrati. In tutti gli altri "intestini del mondo", invece, l’alga passerebbe "così com’è". Secondo la Czjzek questo fatto può essere spiegato solo da una modifica genetica dei batteri intestinali dei giapponesi che si sarebbero mescolati con la Zobellia, mangiata in larga quantità dai loro ospiti insieme alle alghe.

Galateo del sushi

Anche se, ormai, utilizzare le bacchette e riempire le ciotoline di salsa di soia è diventato abituale per gli occidentali, non dovremmo mai dimenticarci che quella del sushi è una tradizione centenaria consolidata, in cui il rispetto delle regole è un aspetto fondamentale. A suggerire il «galateo» del sushi non poteva che essere Jiro Ono, che a 94 anni è ancora considerato l’ultimo grande «maestro».

Ecco alcune regole fondamentali suggerite da Jiro Ono:

  1. A volte il sushi si può anche mangiare con le mani. In Asia, quando si serve il sushi, al cliente si porge una salvietta umida e calda per pulire bene le mani (o-shibori).
  2. Le bacchette vanno tenute solo lateralmente e non devono mai essere incrociate. Non bisogna mai raschiare una contro l’altra: sarebbe come dire allo chef che sono bacchette molto economiche.
  3. Pesce e riso si devono mangiare insieme. Chi vuole gustarli separatamente dovrebbe ordinare piatti come il donburi (la ciotola di riso con pesce) o il sashimi. Il nigiri, inoltre, (che dovrebbe essere lungo 6 centimetri) deve essere consumato tutto da una sola persona.
  4. Non esagerare con la soia. Se il riso si bagna, il pezzo si distrugge e si finisce soia con il riso, e non, come sarebbe opportuno, il sushi con un po’ di soia. La salsa andrebbe aggiunta con una delle bacchette.
  5. Lo zenzero è utile, ma solo per purificare il palato e per apprezzare meglio i vari nigiri preparati con diversi tagli di pesce.
  6. Non mescolare salse e condimenti, come ad esempio la soia col wasabi. O, meglio, lo si può fare con il sashimi ma non con il nigiri (a cui il wasabi viene aggiunto direttamente dal sushiman, con un pennello).
  7. La bevanda migliore da abbinare al sushi è il tè. L’«agari» è un tè che viene appositamente preparato per accompagnare i pezzi di sushi e aiuta anche a digerire più velocemente. Meglio evitare le bibite come la Coca-Cola.
  8. Non lasciare troppo a lungo il sushi nel piatto. Ogni pezzo dovrebbe essere gustato subito, appena viene servito.
  9. Quando si mangia sushi in un ristorante, mai confrontarlo con altri.

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