Coricheddos Dolci Sardi: Ricetta e Decorazioni

I coricheddos rappresentano un dolce tradizionale sardo, un piccolo capolavoro di semplicità e sapore, che racchiude in sé la storia e la cultura dell'isola. Si tratta di dolci tipici della zona di Nuoro, ornati di pizzi preziosi e decori unici, interamente fatti a mano con l’ausilio di pinzette e rotelle artigianali.

Un Viaggio nel Cuore della Tradizione Sarda

Prima di addentrarci nella ricetta, esploriamo le sue radici, la sua diffusione geografica e le sue varianti, per comprendere appieno il contesto di questo dolce unico.

Origine e Diffusione

Le origini precise dei coricheddos sono avvolte da un velo di mistero, perso nella notte dei tempi della tradizione orale sarda. Tuttavia, la loro presenza costante nelle diverse comunità dell'isola suggerisce una storia antica, legata probabilmente a pratiche agricole e culinarie consolidate nel corso dei secoli. La loro diffusione è ampia, seppur con variazioni locali nella forma e negli ingredienti, che testimoniano l'adattamento di una ricetta base alle risorse disponibili nelle diverse zone della Sardegna. Si possono trovare versioni leggermente differenti nel Nuorese, nel Campidano, nell'Ogliastra e così via, a dimostrazione della ricchezza e varietà della cultura culinaria sarda.

Varianti Regionali e Ingredienti

Mentre la base rimane sempre la stessa - una pasta semplice a base di semola di grano duro, acqua e un pizzico di sale - le varianti si concentrano principalmente sulla decorazione e sugli ingredienti aggiunti all'impasto. Alcune versioni prevedono l'aggiunta di uova, che conferiscono maggiore morbidezza; altre utilizzano diverse tipologie di semola, influenzando la consistenza finale. La decorazione, invece, è un vero e proprio elemento distintivo, con forme geometriche, motivi floreali o rappresentazioni simboliche che variano a seconda della zona e della tradizione familiare. L'utilizzo di coloranti naturali, come il succo di mirto o di carota, aggiunge un tocco di colore e un ulteriore elemento di personalizzazione.

Nel segno della tradizione i dolci festivi di Sardegna sono raccontati da due esperte: Maria Gabriela Pitzianti, stimatissima maestra di paste e dolci dell’associazione Is coricheddos di Lunamatrona, in Marmilla, e Anna Gardu, abile artista dolciaria Olienadi Manuela Vacca. Ogni festa tradizionale in Sardegna è prima di tutto uno spandersi dei profumi di mandorle, zucchero e agrumi. La Marmilla sin in epoca romana era nota per la produzione di grano. Per le preparazioni domestiche venivano sempre usate le farine dal grano di casa e le uova delle numerose galline che popolavano i cortili.

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La Ricetta Tradizionale dei Coricheddos: Un Passo dopo Passo

Passiamo ora alla ricetta tradizionale, cercando di mantenere un equilibrio tra fedeltà alle usanze e chiarezza per una facile replicazione. Ogni passaggio è fondamentale per ottenere il risultato desiderato: coricheddos fragranti, gustosi e dalla consistenza perfetta.

Ingredienti:

  • 500g di semola di grano duro rimacinata
  • 250ml di acqua
  • Un pizzico di sale
  • Strutto
  • Acqua quasi calda
  • Miele
  • Farina di mandorle
  • Scorza d'arancia grattugiata
  • Zafferano
  • Olio extravergine di oliva per friggere
  • (Opzionale) 1 uovo
  • (Opzionale) Coloranti naturali (succo di mirto, carota)

Preparazione:

  1. Preparare la pasta con acqua quasi calda ed aggiungere lo strutto alla fine lavorando l’impasto fino a che si è ben amalgamato.
  2. In un pentolino mettete il miele, la farina di mandorle e le scorze d’arancia grattugiate. Riscaldate a fiamma bassa, mescolando constantemente.
  3. Versate il composto su un ripiano ricoperto da carta da forno.
  4. Ricavate le forme che più preferite.
  5. Aromatizzare e rovesciare la farcia su un piano freddo e farla raffreddare.
  6. Una volta fredda spianarla con il mattarello fino ad uno spessore di mezzo centimetro circa. Avvolgere con pellicola e porre in frigo, possibilmente per una notte.
  7. Prendete la pasta dal frigo e lavoratela un po’ con le mani per restituirle un po’ di morbidezza.
  8. Con un tagliapasta dentato (se ne avete uno liscio andrà bene comunque) ritagliate i bordi lasciando uno spazio di cira 1 cm ½ dalla farcia centrale e decorate a piacere.
  9. Infornate per circa 15, 20 minuti a 150 ° C.

Preparare la farcia mettendo il miele a scaldare in un capace tegame e, quando arriva quasi a bollore buttarci dentro la farina di mandorle e girare per un quarto d'ora circa, come si fa con la polenta, fino a che l'impasto non raggiunge una certa consistenza e si stacca dalle pareti del tegame.

Dopodichè incominciare la lavorazione base di stesura della pasta, il ritaglio della farcia a forma di cuore, la copertura e la decorazione. Poi mettere in forno a circa 160 gradi e cuocere per 15 minuti. Praticamente devono solo essiccarsi e la pasta deve rimanere bianca.

Alcune considerazioni per la preparazione

Sa bene che nei tempi passati in paese non si festeggiava, come oggi, con i croccanti, dolci di pasta di mandorle glassate di cioccolato e le varie decorazioni a tema natalizio. E parla anche di “Sa timballa” una sorta di campana in croccante di mandorle vuota all’interno: “La Sardegna come tradizione non ha il panettone, ma esiste un dolce tradizionale di Oliena, dal valore simbolico che anticamente veniva donato in occasione del battesimo ai padrini in segno di gratitudine per aver accettato l’incarico. Oggi è diventato un dolce da regalare in diverse occasioni e molti lo associano al panettone per via della forma dello stampo”.

Sostiene che la passione di fare un dolce tipico in casa resiste tra i sardi: “Nelle nostre realtà non è mai scomparsa la voglia di fare qualcosa a casa anche se adesso, per esigenze di lavoro, spesso si acquista fuori. La prima volta che ho visto e assaggiato questi dolcetti ero in un piccolo b&b in località di Sassari: deliziosa la struttura, deliziosa la colazione. - Ma va! Sono fatti per essere mangiati.

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Decorazioni

Adagiate su una striscia il cuore alle mandorle, decorate a piacere con mini rotella, tagliapasta per dolci piccolo o altro la sfoglia che farà da copertura al cuore. Sovrapponete le due sfoglie facendo aderire per bene i bordi e sigillate comprimendoli.

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