Dolci Tipici della Valle d'Aosta: Un Viaggio tra Sapori e Tradizioni

La Valle d'Aosta, incastonata tra le cime innevate delle Alpi, offre un'esperienza gastronomica unica, influenzata dalla sua posizione geografica e dalla ricchezza delle sue materie prime. Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle dolcezze tipiche di questa regione, dove la tradizione si fonde con l'innovazione per creare sapori indimenticabili.

La Gastronomia Dolciaria Valdostana: Un Incontro tra Italia e Francia

Quando due paesi condividono un confine, spesso le culture si fondono creando qualcosa di nuovo. Questo è certamente il caso della Valle d'Aosta, la regione più piccola d'Italia, circondata dal Piemonte a sud-est, dalla Francia a ovest e dalla Svizzera a nord. La Valle d'Aosta ha una gastronomia dolciaria italo-francese.

I piatti tipici della Valle d’Aosta nascono da una cucina rustica e semplice nella quale troviamo principalmente zuppe, formaggi e salumi. Tra i prodotti tipici valdostani le dolcezze da concedersi quando fa freddo sono diverse e golose. Tra le materie prime burro,latte, zucchero ne sono i padroni.

Le Tegole Valdostane: Un Simbolo di Croccantezza e Tradizione

Il dolce più famoso della Valle d'Aosta sono le tegole valdostane. Dolcetti tipici della Valle d’Aosta, le tegole valdostane sono ottime a fine pasto, per colazione o per merenda. Dolcetti tipici della Valle d'Aosta, le tegole valdostane sono ottime a fine pasto, per colazione o per merenda.

Questi dolci croccanti e sottili ricordano, nella forma, le tegole utilizzate per coprire i tetti. Questo dolce si presenta sotto forma di biscotti dalla forma molto simile a delle tegole. Sono fatte con ingredienti semplici ma di alta qualità, come farina di mandorle e di nocciole, zucchero e albumi d’uovo.

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La Valle d’Aosta ha sviluppato una cultura gastronomica molto particolare, influenzata dalle regioni confinanti. Anche i dolci valdostani, ad esempio, sono strettamente legati al territorio e sono realizzati nella sapiente unione di frutta secca e farine locali. Così avviene per le tegole valdostane, tipici biscotti regionali, dalla cialda croccante e tondeggiante.

Sembra che la storia di questo dolce sia legata a un viaggio, che diede appunto ispirazione a una famiglia di pasticceri della Val d’Aosta per la realizzazione di questi biscotti. La famiglia in questione, i Boch, faceva parte di un’antica casata di pasticceri della Vallèe. Intorno agli anni ‘30, questi artigiani fecero un viaggio in Normandia e rimasero colpiti da alcune preparazioni capaci di unire il sapore legnoso delle nocciole, a quello aromatico delle mandorle.

Al loro rientro nei laboratori, i Boch riuscirono a ricreare il misterioso impasto, dando vita a dei gustosissimi e particolari biscotti. Da lì ebbe inizio una lunga tradizione. Inizialmente, la forma delle tegole era ondulata, per la procedura di asciugatura. Questo, probabilmente, diede origine al loro nome.

Gli ingredienti per la ricetta originale delle tegole valdostane sono veramente pochissimi. Versate in una ciotola la farina 00 e le mandorle e le nocciole tritate. Amalgamate ancora e unite alla fine gli albumi montati a neve, incorporando con attenzione.

Stendete l’impasto e tagliate dei cerchi con uno stampino rotondo. Infornate pochi biscotti alla volta, in forno statico preriscaldato a 180°. Potete decidere di ricoprirle con cioccolato fuso, bianco, amaro o al latte, come preferite, o ancora mangiarle, intingendole calde in un vasetto di crema Chantilly.

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Questi sono aromatizzati con nocciole e talvolta anche con mandorle, vaniglia e miele (altro prodotto locale tenuto in grande considerazione). Per un sapore ancora più ricco e goloso, potete aggiungere un po' di Mascarpone Santa Lucia. Le tegole valdostane sono fatte con una pastella sciolta e stesa in cerchi sottili e cotti brevemente fino a quando non diventano dorati e croccanti: servite con caffè, panna o cioccolato, l'aroma che creano in forno è irresistibile.

Le Tegole Valdostane sono perfette per chi cerca un dolce semplice ma pieno di gusto, ideali da gustare con un bicchiere di vino dolce valdostano o accompagnate da una crema al mascarpone.

Monte Bianco (o Mont Blanc): Un Dolce Ispirato alla Vetta più Alta d'Europa

Della stessa origine transalpina sembrerebbe anche il Mont Blanc, dolce ispirato alla forma della vetta più alta d’Europa. Conosciuto anche con il nome francese Mont Blanc, il Monte Bianco è un delicato pasticcino che presenta una purea di castagne accatastate su delle rondelle di meringa ricoperte di panna montata.

Il risultato è un dessert leggermente dolce che sembra una piccola montagna innevata (da questo deriva il suo nome). Il suo aspetto accattivante rende il Monte Bianco un'aggiunta bella ed elegante ai tavoli da dessert. Questa ricetta può essere preparata come un grande dessert o singolarmente. Poiché la preparazione richiede un albume d'uovo crudo incorporato nella panna montata, assicuratevi di utilizzare solo uova pastorizzate e avvisate eventuali ospiti in gravidanza, poiché il consumo di uova crude in questo periodo di gestazione non è consigliato. Aggiungete una piccola quantità di Burro Santa Lucia per insaporire ulteriormente la ricetta.

Crema di Cogne: Un Gioiello della Pasticceria Valdostana

La Crema di Cogne è un altro gioiello della pasticceria valdostana, con radici ben piantate nella tradizione locale. Si tratta di un dolce al cucchiaio a base di cioccolato fondente, cacao amaro, panna, latte, zucchero e uova, con l’aggiunta di estratto di vaniglia e rum.

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La crema viene lavorata con cura per raggiungere la consistenza morbida e il sapore avvolgente che la contraddistinguono. La Crema di Cogne può essere gustata da sola oppure accompagnata dalle Tegole di Cogne di cui abbiamo già parlato. La sua versatilità la rende un’opzione deliziosa per soddisfare diverse preferenze di gusto.

Oltre a mangiarle da sole, possono essere accompagnate da diverse creme, come ad esempio la crema di Cogne, a base di panna, cioccolato e rum, prodotta appunto nel paese di Cogne.

Crema di Cogne, dolce tipico della Val di Cogne, ormai famoso in tutta la regione, si prepara con panna, cioccolato e uova.

Mécoulin: Un Pane Dolce che Profuma di Festa

La ricetta del Mécoulin è una testimonianza della semplicità e della genuinità delle preparazioni tradizionali delle popolazioni di montagna. Vere e proprie pagnotte dolci con origini antichissime, addirittura medievali! Con pochi e semplici ingredienti - farina, uova, uvetta, burro e latte - si crea un impasto che, con una lievitazione lenta, assume la forma di una montagna.

Questo dolce, ancorato alle radici della tradizione, oggi può essere gustato tutto l’anno ma solo presso il Ristorante Lou Tchappè di Cogne, che ha l’esclusiva della panetteria più antica e rinomata di Cogne (La Maison du Gout). Tuttavia, è interessante notare che in passato, il Mécoulin veniva preparato esclusivamente durante le festività natalizie, aggiungendo un tocco di magia e festività a questa delizia di montagna.

Il pandolce di Cogne ha un impasto lievitato simile a quello del panettone dolce ligure, e contiene uvette aromatizzate al Rum.

Altre Dolcezze Valdostane

Tra i dolci da gustare della Valle d'Aosta tra i più famosi e antichi c’è il biancomangiare. Il blanc manger è il nome che conferma la tradizione castellana di questo budino sempre presente, nei secoli, sul tavolo di importanti banchetti. Nel ricettario di Antonin Careme edito nel 1842 esistono ben undici ricette di questo dolce, alcune delle quali, nonostante la presenza di latte, uova, mandorle, burro, non danno per niente l’immagine del bianco, in quanto sono aromatizzate al cacao, caffè, fragole. Oggi questo dolce ha lasciato una lunga scia di bavaresi, budini, bonet, créme caramel.

In Valle sono coltivate pere piccole e rugginose, le pere martine. Ecco che fra i dessert sono sempre pronte e gradite le martin sech cotte nel vino rosso, accompagnate dai torcetti di Saint Vincent.

Le materie prime dei dolci della Valle d’Aosta sono quelle di montagna: latte e panna, castagne e miele, mele Renette e pere Martin Sec, con l’aggiunta di mandorle e spezie, cioccolato e caffè, transitate dal Mar Mediterraneo all’Europa d’oltralpe.

Bevande Calde per Riscaldare l'Anima

La flora delle nostre straordinarie Alpi regala benessere. Bevande dal potere curativo che riscaldano il corpo e l’anima e che possono alleviare disturbi di stagione. Da sorseggiare a piccoli sorsi, in poltrona, sfogliando una rivista, magari dopo una sciata o una giornata alle terme. Liquidi che trasmettono un’immediata sensazione di calore che ci fa subito “sentire meglio”.

Vin Brulé

Per placare un fastidioso raffreddore è perfetto il vin brulé. E’ un vino medicato ovvero arricchito di erbe, semi, radici e rizomi di piante che facilitano la sudorazione e aiutano a liberare il naso. Toccasana da bere prima di infilarsi sotto il piumone. Si prepara portando ad ebollizione una tazza di vino rosso, mezzo centimetro di stecca di cannella, due chiodi di garofano, un cucchiaio di zucchero e la buccia di un quarto di limone.

Tisana di Spirea Ulmaria

Amate le tisane? In Val d’Aosta potete provare l’infuso di Spirea Ulmaria che la saggezza popolare dice che combatta anche i dolori reumatici. La pianta contiene aldeide salicilica e salicilati di metile, utili per i dolori muscolari e articolari, soprattutto quando la zona dolente è anche gonfia. Per la preparazione bisogna versare in una tazza d’acqua bollente un cucchiaio di fiori di Spirea e lasciare riposare per dieci minuti, quindi si filtra.

Genepì

Il Genepì invece è una pianta spontanea che vive in ambienti poveri di alta quota. Dal 2015 ha ottenuto la certificazione IGP. Per secoli è stata raccolta solo per uso familiare, essiccato e infuso in alcol per ottenere il liquore omonimo. Intorno alla metà del secolo scorso si è però sviluppata una produzione artigianale di piccole aziende agricole che hanno avviato le prime coltivazioni della pianta.

Delle cinque specie conosciute, solo l’ Artemisia umbelliformis si presta alla coltivazione che avviene a quote più basse rispetto a quelle in cui la pianta cresce spontaneamente, ovvero sui duemila metri. La pianta necessita di terreni magri, poco sole, temperature rigide e di un lungo inverno.

Caffè alla Valdostana: Un Rito di Amicizia e Condivisione

Ogni pasto che si rispetti si chiude con un buon caffè, forse il più buono e particolare, da gustare in compagnia condividendo la tipica “Coppa dell’amicizia”.

Dopo il dessert, la conclusione del pranzo ha un elemento esclusivo: il caffè “alcolizzato” ed aromatizzato da bersi in allegre libagioni, coralmente, facendo passare da un commensale all’altro il recipiente che lo contiene, la grolla. La grolla è una ciotola di legno scolpito, con coperchio e diversi beccucci da cui i commensali traggono sorsate, prima di “far passare”.

Il caffé alla valdostana è il caffè tradizionale che si beve in Valle d'Aosta, dalla coppa o grolla dell'amicizia, una grolla speciale in legno artigianale dove viene prodotta la bevanda. La ricetta per fare questo caffé è semplice e come risultato d'è una bevanda calda e aromatica, con note e profumi più ricchi rispetto al caffé tradizionale, che scaldano le giornate in montagna.

Il “caffè valdostano” è un’altra perla di questa terra. Si serve caldissimo, in una coppa di legno a più beccucci chiamata impropriamente “grolla” (la vera grolla valdostana è un boccale di legno variamente lavorato, il cui nome deriverebbe da Graal, il calice usato da Gesù durante l’ultima cena).

Il rituale preparatorio del caffè valdostano prevede che la “coppa dell’amicizia”, bassa e panciuta, con quattro, sei, otto o più beccucci, venga riempita di caffè bollente, al quale poi sono aggiunti buccia di limone e grappa. Una volta dato fuoco alla bevanda, mentre l’alcol brucerà, attraverso l’apertura centrale verrà fatto scivolare dello zucchero già predisposto sul bordo.

Un modo alternativo di bere il caffè tipico della regione è la Grolla alla valdostana. Per creare un buon caffè alla valdostana è necessario, una volta preparato il caffè, versarci all’interno della grappa, per poi essere servito all’interno della Grolla o Coppa dell’Amicizia. Si tratta appunto di una specie di coppa in legno, prodotta per l’appunto dagli artigiani locali.

Bere dalla grolla è un momento di grande unione e amicizia, poiché viene bevuta a turno, facendola appunto girare tra gli amici, da dei beccucci posti lungo il bordo.

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