Dolci Sardi: La Ricetta del Gattò

Il gattò sardo, un dolce croccante a base di mandorle, zucchero e limone, è una specialità tipica della Sardegna. Questo delizioso dolce, offerto tradizionalmente durante cerimonie speciali come matrimoni, battesimi e altri eventi religiosi, veniva preparato in anticipo e conservato in scatole di latta.

Il nome "gattò" deriva probabilmente dal francese "gateau" o dallo spagnolo, adattato poi al dialetto sardo. Su gattò sardo a forma di rombo è persino entrato a far parte della lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Sardegna.

Ingredienti

  • 500 grammi di mandorle
  • 500 grammi di zucchero
  • 2 limoni

Preparazione

  1. Iniziare preparando le mandorle: tagliarle a strisce lunghe (oppure utilizzare quelle già pronte).
  2. Tostare le mandorle in forno per circa dieci minuti a fuoco lento, facendo attenzione a non bruciarle.
  3. Mettere lo zucchero in una casseruola larga (in acciaio o antiaderente) e spruzzare con un po’ di succo di limone.
  4. Iniziare la cottura del caramello, mescolando delicatamente (a piacere si può aggiungere un cucchiaio di acqua) fino a quando lo zucchero si scioglie e inizia a prendere un colore simile al miele.
  5. Aggiungere lentamente le mandorle, mescolando continuamente per avvolgerle uniformemente nel caramello.
  6. Preparare un pezzo di carta da forno, bagnandolo con succo di limone, e disporvi sopra il composto, facendo attenzione a non scottarsi. Allargare il composto con l'aiuto di un limone tagliato a metà, fino a raggiungere circa un cm di altezza.
  7. Con un coltello affilato, tagliare delle strisce lunghe e formare dei piccoli rombi.

Un altro metodo di preparazione prevede di:

  1. Pelare le mandorle immergendole per 5 minuti in acqua bollente, tagliarle per il senso della lunghezza a fettine sottili e metterle in forno a dorare a calore moderato, girandole ogni tanto. Appena dorate, toglierle dal forno e lasciarle raffreddare.
  2. Mettere un tegamino sul fuoco con lo zucchero e il succo di un limone, mescolando man mano che lo zucchero si scioglie.
  3. Appena sarà liquido versare le mandorle, continuando a mescolare, e lasciare sul fuoco sino ad ottenere un composto ben amalgamato.
  4. Togliere dal fuoco e versare subito su un piano di marmo precedentemente pulito e unto con l'olio.
  5. Spargere il composto sul piano fino ad ottenere un'altezza di mezzo centimetro, aiutandosi per spianarlo con un limone tagliato a metà.
  6. Incidere il Gattò con la punta di un coltello, in forme romboidali, lasciare quindi raffreddare e appena freddo, tagliare definitivamente i pezzi incisi che sistemerete ognuno su una foglia di limone o di arancio.

Consigli Utili

  • Attenzione al caramello: È fondamentale fare molta attenzione durante la preparazione del caramello affinché non bruci, altrimenti il dolce avrà un sapore amaro.
  • Raffreddamento: Dopo aver steso il composto, tagliarlo a rombi quando è ancora tiepido.
  • Presentazione: Sistemare i rombi su foglie di limone per esaltarne l'aroma.

Varianti e Curiosità

Esistono diverse varianti del gattò sardo, che differiscono per:

  • L'uso di mandorle intere o a filetti.
  • L'aggiunta di succo o scorza di limone grattugiata.
  • L'aggiunta di miele.

Il gattò sardo non ha nulla a che vedere con il gattò napoletano. Questa ricetta infatti è dolce e il suo nome trae origine dalla parola francese "gateaux", ovvero torta. In questo caso si tratta di dolcetti molto sfiziosi e saporiti, spesso preparati durante le feste e sagre di paese.

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Il gateau sardo è un dolce tipico realizzato con zucchero e mandorle, dall’aroma inconfondibile di limone sulle cui foglie viene adagiato.

Il nome è di evidente origine francese ed è stato probabilmente introdotto in Sardegna dai Piemontesi, che alla fine del Settecento spostarono la loro corte a Cagliari. Ma se in francese la parola gateau indica qualsiasi dolce, in Sardegna si usa solo per questo croccante di mandorle. Oltre che nel significato, abbiamo messo del nostro anche nella pronuncia: noi diciamo gattò, gattou o cattò. Tre varianti che oggi coesistono.

I diari dei viaggiatori loro ospiti raccontano di questo dessert all’aroma di limone, dall’aspetto così particolare. Oggi questo croccante sardo di mandorle è legato a festeggiamenti familiari e alle celebrazioni religiose. Il gattò de mendula disposto nei pirottini di carta e decorato con la monpariglia.

Il dolce esiste in due forme: una più artistica e monumentale, l’altra più semplice e casalinga:

  • Castelli di gateau, preparati in occasione di matrimoni e feste religiose
  • Semplici rombi di croccante, preparati più spesso, anche a casa

Ancora oggi castelli di gateau che pesano oltre i 50 kg, vere e proprie architetture di mandorle e zucchero ricoperte di glassa sfilano ogni anno al Matrimonio Selargino, create da Anna Maria Sarritzu, la più celebre artigiana vivente.

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Nella sua forma più casereccia invece il gattò si presenta in piccoli rombi tagliati velocemente prima che il dolce si sfreddi, a volte disposti dentro pirottini di carta o su foglie di agrumi.

Tra i tanti dolci di mandorle sardi, su gató è uno dei più semplici da fare. Fatto di pochi ingredienti: mandorle, zucchero e limone, tutto qui!Riesce sempre o quasi, basta osservare alcuni semplici passaggi, ma soprattutto bisogna fare molta attenzione quando si prepara il caramello affinché questo non bruci, dando in questo caso un sapore molto amaro e di bruciato al dolce.

Un dolce tipico invernale che si prepara principalmente per la festa di Sant’Antonio assieme ad altri dolci tipici del periodo tra cui “sa panischedda” e “sas tziricas” ma di questi vi parlerò in un altro post..

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