Gnocco Fritto: Un Viaggio nel Cuore della Cucina Veronese

Lo gnocco fritto è un antipasto tipico dell'Emilia Romagna, uno dei comfort food preferiti da molti. Si tratta di rettangoli di impasto lievitato con farina, acqua, lievito e strutto (o olio) che, una volta tuffati nell’olio bollente, si gonfiano come piccoli cuscinetti dorati e vuoti dentro, pronti ad accogliere salumi e formaggi.

Origini e Tradizioni dello Gnocco Fritto

La prima volta che ho assaggiato il vero gnocco fritto ero a casa di un’amica emiliana. Ricordo ancora la meraviglia quando li vidi serviti in un grande vassoio con prosciutto crudo, squacquerone e lambrusco. Lei ci raccontò che si tratta di una specialità antica, di origine longobarda, conosciuta con nomi diversi a seconda della zona: crescentine fritte a Bologna, torta fritta a Parma, chisulèn a Piacenza, gnocco fritto a Modena e Reggio Emilia.

Similmente, la chizza è una specialità della città di Reggio Emilia ed è una specie di frittella salata e poi fritta che molto assomiglia al famoso gnocco. Le chizze nascono all’interno delle comunità ebraiche di queste zone, un tempo molto presenti. In effetti, molte delle tradizioni culinarie emiliane, specialmente quelle legate alla frittura di pasta lievitata, sono condivise con queste popolazioni. Quindi la chizza reggiana (come lo gnocco fritto o la torta fritta) ha radici che affondano in antiche tradizioni locali.

Impasti semplici e fritti, preparati con ingredienti facilmente reperibili e che si adattavano bene alla cucina di emergenza, tipica di molte comunità del passato. Per realizzarla servono: farina, burro, strutto, lievito e olio. E cosa le distingue dalle altre preparazioni emiliane? Il ripieno con scaglie di Parmigiano Reggiano o con l’impasto dell’erbazzone, altra specialità di zona, con cui riempire l’impasto prima di friggerlo.

Consigli per una Preparazione Perfetta

E’ una preparazione facile, ma ricordate poche regole:

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  1. Anche se la versione con olio è più leggera, l’uso dello strutto regala un sapore indimenticabile.
  2. Tirate la pasta a mano sottile.
  3. Il riposo è fondamentale per ottenere l’effetto “cuscinetto”.

Il risultato? Fate lievitare coperto da una pellicola a temperatura ambiente se fa caldo, altrimenti forno spento con luce accesa fino a quando non raddoppia di volume e si formano tante bollicine in superficie. Coprite con una pellicola e lasciate lievitare in luogo temperato. forno spento con luce accesa. Per un prodotto più profumato e digeribile, finita la seconda lievitazione, potete rovesciare l’impasto, formare una palla e lasciare maturare in frigo per 12 - 48 h. Ottimo caldo, tipiedo o freddo, magari con una spolverata di fiocchi di sale. Se volete realizzare lo gnocco fritto senza strutto: l’olio extravergine regalerà un nota aromatica alla preparazione, il burro, (da utilizzare rigorosamente morbido) donerà un sapore burro e una consistenza un pò più morbida.

Lo gnocco fritto ( come del resto tutte le fritture) danno il meglio di loro nel breve tempo, quindi entro 5 - 6 h massimo entro 24 h . Il mio consiglio, se già immaginate che non riuscirete a consumarli, di dividere impasto a metà e congelare impasto in questo modo potete conservarlo per 6 mesi.

Alternativa allo Strutto

La ricetta originale dello gnocco fritto prevede l'uso dello strutto, utilizzato sia nell'impasto sia nella frittura. Per evitare l'uso di grassi saturi e grassi animali, in questo caso suggeriamo di sostituire lo strutto con olio di semi.

Ricetta dello Gnocco Fritto Senza Strutto

  1. In una ciotola, setacciare la farina Manitoba e realizzare un solco al centro.
  2. Al centro della farina, versare il lievito di birra secco e lo zucchero; a filo, unire l'acqua tiepida e mescolare velocemente creando una pastella morbida, evitando di mischiare la farina attorno ai bordi della ciotola.
  3. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola trasparente e lasciar riposare per mezz'ora, fino a quando si sarà formata una schiuma stabile.
  4. A questo punto, unire l'olio di semi ed impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo da ultimo il sale.
  5. Lavorare la pasta per una decina di minuti, dunque riporla nella ciotola, coprire con pellicola e lasciare lievitare in un ambiente tiepido per 4 ore.
  6. Trascorso il tempo necessario, procedere con la messa in forma dello gnocco.
  7. Stendere la pasta con il matterello fino ad ottenere uno spessore di 3-4 mm.
  8. Ritagliare la sfoglia con una rotellina per pizza per ottenere dei rombi o dei quadrati dal lato di 5 cm.
  9. Versare abbondante olio di arachidi in una padella in rame oppure in una pentola di pietra.
  10. Quando l'olio raggiunge la giusta temperatura (160-170°C), tuffare i rombi e friggerli per 2-3 minuti per lato, rigirandoli a metà cottura.
  11. Scolare lo gnocco fritto con una schiumarola e servire caldissimi accompagnando a piacere con verdure grigliate e salse vegetali (per la versione vegana) o con salumi e formaggi (per la versione classica).

Consigli Extra per la Frittura

  • Ricordate che più olio utilizzate per friggere, meno ne assorbirà l'alimento!
  • Mantenete una temperatura corretta, non troppo bassa (per evitare che lo gnocco assorba troppo olio), né troppo alta (per evitare che si bruci la pasta ed ovviare al rischio che si formino i composti tossici).

Gli Gnocchi di Malga Veronesi: Una Variazione Interessante

Gli gnocchi di malga sono un piatto tipico della zona della Lessinia, territorio delle Prealpi Venete situato in provincia di Verona; conosciuti anche come sbatùi, si preparano, per l'appunto, sbattendo con forza la pastella. Ufficialmente riconosciuti come Pat (Prodotto agroalimentare tradizionale) e denominati "gnocchi della Lessinia" con un decreto ministeriale del 25 febbraio 2022, sono tradizionalmente conditi con una miscela di Grana padano Dop e di Monte veronese Dop, un formaggio dal sapore gradevole e delicato, il cui nome fa riferimento al termine dialettale veronese monta, ovvero "mungitura".

Per una resa perfetta, scegli un burro di malga, profumato e strutturato, oppure, in alternativa, uno di ottima qualità acquistato nel tuo caseificio di fiducia. A differenza dei classici gnocchi di patate, è necessario fare attenzione alla temperatura dell'acqua, che deve essere di 75 °C: questa viene versata man mano nella farina setacciata con il sale, quindi si lavora energicamente il composto fino a ottenere una pastella fluida e priva di grumi, che viene lasciata scivolare con l'ausilio di un cucchiaio, poca per volta, in acqua bollente e leggermente salata. Una volta lessati, ti basterà sistemare gli gnocchi in un piatto da portata, intervallandoli con i due formaggi grattugiati, e infine condirli con abbondante burro, sciolto in un tegame insieme a qualche fogliolina di salvia per profumare il tutto.

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Il risultato è una portata saporita e avvolgente, ideale per scaldarsi nelle giornate più fredde d'inverno, servita come primo in occasione di un pranzo di famiglia o una cena speciale in compagnia degli amici più cari: conquisterà il palato di grandi e piccini. Scopri come preparare gli gnocchi di malga seguendo passo passo procedimento e consigli.

Ricetta degli Gnocchi di Malga

  1. Sistema la farina setacciata con il sale in una ciotola capiente, quindi scalda l'acqua fino alla temperatura di 75 °C, usando un termometro da cucina per monitorarla. Nel caso in cui tu non l'abbia a disposizione, puoi miscelare 225 ml di acqua bollente con altri 225 ml di acqua a temperatura ambiente.
  2. Sbatti energicamente gli ingredienti con un cucchiaio, in modo da amalgamarli come da tradizione e ottenere una pastella liscia e priva di grumi, dalla consistenza piuttosto fluida.
  3. Fai sciogliere il burro in una padella e, se gradisci, profuma con una fogliolina di salvia: l'erba aromatica è opzionale.
  4. Termina versando il burro fuso e ben caldo, quasi bollente.

Consigli Aggiuntivi per gli Gnocchi di Malga

Se non hai a disposizione il Monte veronese, puoi utilizzare un altro formaggio a pasta semicotta locale, oppure optare per l'asiago stagionato, il montasio, il bitto, il casera o la fontina valdostana; inoltre, puoi sostituire il Grana padano con del parmigiano grattugiato. Se desideri, puoi omettere la salvia e lasciar fondere il burro finché non assume un bel colore dorato, tendente al bruno, facendo attenzione a non bruciarlo: conferirà ai tuoi gnocchi di malga un sapore inconfondibile.

Piatti Regionali Preferiti dagli Italiani

In epoca di contaminazioni, le ricette regionali della tradizione italiana continuano ad appassionarci. Lo conferma il nuovo studio sul tema di Preply, piattaforma per l'apprendimento delle lingue online, che ha analizzato le ricerche in rete per scoprire quali sono i piatti che amiamo di più.

A stravincere è la pasta alla Norma, sia nella classifica generale (nella gallery a seguire), che in quella della Sicilia. Ecco gli altri piatti più cercati nelle singole regioni di appartenenza: culurgiones in Sardegna; gnocchi alla sorrentina in Campania; patate ‘mpacchiuse in Calabria; rafanata in Lucania; riso, patate e cozze in Puglia; arrosticini in Abruzzo; pampanella nel Molise; tagliatelle al tartufo in Umbria; olive ascolane nelle Marche; saltimbocca alla romana nel Lazio; lampredotto in Toscana; tortellini in Emilia Romagna; coniglio alla ligure, nella sua regione di nascita; bagna cauda in Piemonte; cotoletta alla milanese in Lombardia; polenta concia in Valle d’Aosta; canederli in Trentino Alto Adige; frico di patate in Friuli Venezia Giulia; baccalà alla vicentina in Veneto.

Ed eccoci alla classifica assoluta dei nostri piatti tradizionali più amati (e cercati sul web):

Leggi anche: Gnocco Fritto: la ricetta tradizionale per un aperitivo perfetto

  1. La pasta alla Norma siciliana
  2. Gli gnocchi alla sorrentina campani
  3. I saltimbocca alla romana laziali
  4. Il lampredotto toscano
  5. La caponata siciliana
  6. I canederli del Trentino Alto Adige
  7. La bagna cauda piemontese
  8. Gli arrosticini abruzzesi
  9. La pasta, patate e provola della Campania
  10. I tortellini emiliani
  11. Lo gnocco fritto emiliano
  12. La cotoletta alla milanese
  13. I culurgiones sardi
  14. Il frico friulano
  15. I carciofi alla giudia laziali
  16. Il risotto alla milanese
  17. Gli arancini siciliani
  18. La ribollita toscana
  19. La pizza fritta campana
  20. La pasta alla carbonara laziale

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