Tra i quartieri di Roma maggiormente vivaci sotto il profilo della ristorazione, c’è sicuramente San Giovanni. Solo per citare alcune zone: Piazza Ragusa, Piazza Cagliero, Villa Lazzaroni, Colli Albani, Alberone, Furio Camillo, Parco della Caffarella. In un’estensione così ampia, non mancano indirizzi di qualità per quanto riguarda il bere, il mangiare e fare la spesa. Ecco dunque i migliori ristoranti di San Giovanni e Appio Latino, in un itinerario di trattorie, cocktail bar, enoteche con cucina, pizzerie, cucina internazionale e bistrot. Non manca proprio nulla.
Le Origini dell'Hamburger
Tutti lo conoscono e tutti ne hanno mangiato almeno uno: stiamo parlando dell’hamburger, forse il più famoso dei panini e fast food per eccellenza. Ha fatto il giro del mondo, soprattutto grazie a catene come McDonald’s e oggi lo troviamo declinato in mille varianti, da quello di chianina a quello vegano.
Ma cosa si nasconde davvero dietro quella specie di polpetta grigliata di carne macinata servita - di solito - con lattuga, pomodori e cipolla, e accompagnata da una montagna di patatine fritte? E se non fosse proprio proprio un’invenzione americana? Cominciamo il nostro viaggio che ci porterà a districare la travagliata storia di uno dei piatti più famosi al mondo, per cui sembra che ci siano almeno una decina di persone che si contendono il primato di averlo inventato e distribuito.
Cominciamo il nostro viaggio partendo dal principio, e per questo dobbiamo tornare indietro al 1891, in Germania, precisamente nella città di Amburgo. Pare infatti che l’hamburger sia stato inventato da un certo Otto Kuasw, un cuoco tedesco che aveva provato a togliere una salsiccia dal suo budello, ad appiattirla e a friggerla nel burro. Ma la grande idea fu quella di inserirla tra due fette di pane, mettendo in mezzo anche un bell’uovo all’occhio di bue - giusto per non farsi mancare niente!
Secondo le ricostruzioni storiche (e un po’ di leggende), questo panino - conosciuto come “Deutsches beefsteak” - cominciò ad acquisire una certa popolarità tra i lavoratori del porto di Amburgo e dei marinai, perché era un pasto veloce, sostanzioso e, soprattutto, gustoso. Ma come ci arrivò questa sottile bistecca di salsiccia macinata messa tra due fette di pane in America? Be’, Amburgo è il principale sbocco portuale della Germania, e da lì pare che, nel 1894, alcuni marinai, che avevano avuto la fortuna di assaggiare questa prelibatezza, una volta arrivati a New York, raccontarono dei panini di Kuasw.
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A diffondere questa bizzarra usanza pare fosse stato poi Khubilai Khan, il nipote di nientepopodimeno che Genghis Khan, quando invase Mosca, portando ovviamente con sé usi e costumi. Questa tradizione venne così “adottata” dai russi, che cominciarono a chiamarla “bistecca alla tartara”. Secondo questa ricostruzione storica, sarebbero stati le navi russe, quindi, a portare nel XVII secolo la ricetta della bistecca alla tartara nel porto di Amburgo, in cui vi era registrata una minoranza russa così forte, al punto che la città tedesca era soprannominata il “porto russo”.
Hamburger Made in USA? Forse No
Come per il ketchup, sembra quindi “ufficiale” che l’hamburger non sia nato in America e che con la città tedesca di Amburgo abbia un rapporto speciale. Ma cosa accadde alla ricetta una volta arrivata nel Nuovo Mondo?
- Wisconsin: Se lo chiedeste allo Stato del Wisconsin dov’è nato il panino più famoso del mondo, la risposta sarebbe ovvia. Non a caso, la città di Seymour si fa chiamare la “casa dell’hamburger”, perché a quanto pare, nel 1885, un certo Charles Nagreen, originario di quella cittadina, inventò il primo hamburger moderno della storia. Stando a questa ricostruzione, un quindicenne Nagreen aveva aperto uno stand alla Fiera della Contea di Outagamie che vendeva delle polpette.
- Ohio: Ci spostiamo a Canton, in Ohio, ed è il 1885. Qui, incontriamo i fratelli Frank e Charles Manches, che portavano avanti un’attività di venditori di salsicce cotte sulla piastra nei circuiti delle fiere. Leggenda vuole che, mentre erano intenti a vendere i loro panini alla fiera di Erie Country, nella città di Hamburg nello Stato di New York, terminarono la carne di maiale proprio in un giorno considerato troppo caldo per macellare gli animali e permettere quindi di mantenere l’integrità delle loro carni.
- Connecticut: Un’altra delle teorie più accreditate è quella che vede protagonista Louis Lassen e il suo Louis’ Lunch Wagon, aperto nel 1895 a New Haven, Connecticut. La particolarità? Il suo locale era ricavato da un Food Wagon, una sorta di piccolo vagone mobile che vendeva pranzi agli operai. A quanto pare, un bel giorno del 1900, un cliente era particolarmente di fretta e cercava un pranzo veloce. Leggenda vuole che Lassen, allora, prese dei rimasugli di bistecche avanzate, li macinò e, infine, li mise tra due fette di pane in cassetta tostato, così che il suo cliente potesse portarlo via e mangiarlo comodamente lungo la strada.
I contendenti sono ancora tanti, e l’hamburger ne ha ancora di strada per arrivare dagli inizi del ‘900 al 2020, dalla catena di White Castle che vendeva i panini per cinque cents, a McDonald’s o Burger King.
Hamburger Ponte Lungo: I Migliori Ristoranti e Locali
Ecco alcuni dei migliori ristoranti e locali dove gustare ottimi hamburger nella zona di San Giovanni e Ponte Lungo a Roma:
Rinomato
Il giovane Valerio Maiali ha aperto il suo Rinomato proprio a ridosso della pandemia, riuscendo tuttavia a spianare il percorso un panino dopo l’altro. Qui si trovano burger per tutti i gusti: dall’Umile, con 180 gr di scottona, lattuga e cetriolo sottaceto (11€), al Celebre XXL, con doppio patty e dose extra di formaggio, bacon e salsa (14€). C’è anche quello con uovo e cipolla caramellata (14€) e la versione vegetariana, con cavolo stufato, Rosti di patate, cheddar e maionese (13€).
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L'Hamburger del quartiere africano: Taste Good
Da Taste Good si può scegliere il tipo di pane (consigliatissimo quello ai cereali), ma anche se comporlo o lasciarsi conquistare dalle proposte del menù (7,5 € per l’hamburger classico). Per gli amanti delle patatine di contorno, ce ne sono di quattro varianti. Da non sottovalutare la scelta vegetariana, per accontentare tutti.
Franz Burger
A due passi da San Giovanni e Piazza Lodi Franz Burger è una garanzia per gli amanti della carne di qualità e per chi non si accontenta dei classici abbinamenti in menù: combinazioni divertenti come il cheddar con il lime o la maionese alla menta del “Fresco”, si affiancano ai panini più classici e alla possibilità di comporre il proprio burger dei desideri. La carne, che può essere di black angus, ma anche di cavallo, viene macinata direttamente dallo chef in cucina (totalmente a vista) e accompagnata da patate al forno o verdure di stagione.
Tra le altre opzioni a Roma troviamo:
- Hamburger di primissima qualità nel locale dai sapori tex mex, che unisce con maestria i sapori speziati tipici della cucina messicana alla tradizione italiana. Da non perdere il Baltimora Burger (15,50 €) con lardo di colonnata, che potrete accompagnare con halapeno pastellati o nachos con chili in pieno stile texano.
- Tra i vicoli del centro storico, nelle vicinanze di Campo dei fiori potete concedervi un burger gourmet in questo pub moderno e colorato. Il personale vi chiederà il punto di cottura della carne, un’accortezza graditissima e non scontata.
- La scelta vegana: la prima veganhamburgeria tutta italiana ha scelto i sette colori dell’arcobaleno per distinguersi nella capitale. Gli hamburger sono preparati con diversi tipo di legumi e cereali, come il seitan, i ceci o il riso basmati (9€) e non hanno nulla da invidiare alla scelta carnivora.
- Locale accogliente dai richiami berlinesi, amore per la buona cucina e per la musica techno, a due passi dal Vaticano. Abbinamenti ricercati e ben pensati, burger di chianina e pane morbido ma croccante sono gli elementi essenziali dei panini di Knick Knack Yoda, accompagnati da patate grigliate con una cascata di formaggio fuso e bacon.
- Il classico Irish pub in legno old style, il posto giusto dove rifugiarsi per un hamburger ben fatto e una pinta di birra artigianale. La carne, di altissima qualità arriva direttamente dalla storica macelleria Feroci.
- Se per voi hamburger ben fatto fa rima con enorme e ben farcito, questo è il vostro posto. Anche per questo locale carne esclusivamente dalla macelleria Feroci e pane di Romeo chef and baker a Testaccio. Da non perdere il Fantozzi burger, con hamburger da 200 gr, frittatona di patate, provola e mayo allo halapeno (14€).
- Oltre ai classici hamburger (9,90€) potete trovare panini con pollo, pulled pork, pastrami e diverse opzioni veggie, il tutto innaffiato da un’interessante scelta di birre artigianali.
- Per chiudere in bellezza la classifica un hamburger di pesce a Ponte Milvio. Freschissimo e di prima qualità, condito per essere leggero e gustoso. Da non perdere il Louisiana Fish Burger (14€), filetto di merluzzo con panatura alle erbe, cavolo rosso marinato, cipolla croccante e maionese piccante. Originali le salse homemade, a condire fritture di gamberi, calamari e alici (7€).
- Il nome deriva dal napoletano e sta per macelleria, la carne proviene dalla Fattoria Carpineto che alleva la razza Marchigiana e Podolica, nel pieno rispetto della natura e alimentando il bestiame con il frumento della fattoria. La chianchieria, che durante la giornata offre la possibilità di acquistare pregiati tagli di carne, la lavora con cura e rigorosamente a mano, per offrire un hamburger gourmet degno di questo nome.
- Abbiamo atteso a lungo l’apertura del “fast food di fascia alta” nella Capitale. Il locale è piccolo e la fila impegnativa, probabilmente dovuta all’enorme campagna di marketing che ha preceduto l’inaugurazione del punto e incuriosito i fast fooders romani.
- Nella via della dolce vita, sulle note di vecchi brani che hanno fatto la storia del rock si può cenare con l’original legendary burger, un hamburger Black Angus Steak, guarnito con pancetta affumicata, formaggio Cheddar, anello di cipolla croccante, una foglia di lattuga e una fetta di pomodoro fresco (16,95 euro). Viene servito su un pan brioche tostato e con patatine fritte.
Donts: Lo Smash Burger che Conquista Roma
“La prima volta che ho assaggiato uno smash burger serio ho pensato che quella cosa lì in Italia sarebbe stata un successo spaventoso o un flop pazzesco. Tanto valeva provarci”. Così, da un boccone memorabile a New York, è partita per Ivan Leone la gestazione di Donts, oggi non solo tra i migliori ‘burger schiacciati’ di Roma (se non ‘il’ migliore; qui la nostra mappatura), ma anche il fast food col maggiore tasso di crescita sulle piattaforme di delivery. E infine uno dei brand di cibo con la strategia più azzeccata in quanto a popolarità e viralità.
Le sue idee personali le mette giù con Brainpull, agenzia tra Bari e Milano che ha seguito belle realtà anche nel cibo, ma i concetti chiave restano i suoi. “Il nome Donts è una negazione totale; qualcosa di tanto attraente da sembrare sconveniente. C’è poi un logo dal lettering baldanzoso nei colori del rosso e del nero, meno aderenti ai cliché gastronomici. “Mi sono ispirato piuttosto al mondo del clothing, delle sneakers, del rap”, racconta Leone, che immaginava un brand forte, riconoscibile e disruptive.
Dicembre 2022: apre la prima sede di Donts a Roma. “Siamo partiti con un altro controsenso, nel posto meno azzeccato per i panini americani”, racconta il a proposito di Via San Cosimato. “Trastevere è piena di turisti in cerca di pizza o pasta, oppure di Romani che vanno a bere dopo cena. Ma ho visto quel posticino, dove c’era una pizza al taglio, e ho pensato che avremmo dovuto aprire comunque lì”.
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Donts parte un po’ in sordina e senza clamore, con un locale senza posti a sedere tutto incentrato sull’asporto e con minima interazione col personale. “Come nelle catene americane o sudcoreane, gli ordini si fanno tutti in digitale tramite il kiosk all’ingresso”; una modalità cool, ma soprattutto funzionale.
Un imprevisto - ovvero il ritardo nei tempi burocratici per appendere l’insegna - si rivela un assist all’inaugurazione. “Siamo rimasti per due-tre mesi senza insegna. La gente vedeva questo posto tutto scuro e con le luci rosse ed entrava per capire cos’era. In tanti lo scambiavano un sexy shop”, commenta Leone, “e quindi assaggiare il panino era una doppia sorpresa”.
I ragazzi hanno un bel giro di amicizie, anche molto popolari, e varie celebrità postano i morsi ai loro smash: da Victoria dei Måneskin a Lillo, da Cristiano Caccamo a Lazza, arrivando alle recensioni del tutto spontanee di Franchino Er Criminale e Giulia Crossbow, passate a pieni voti. “Non abbiamo fatto campagne promozionali massicce, ma lavorato su alcune buone idee. Ad esempio far lanciare un paracadutista nel vuoto mentre mangia il nostro smash, e mettere il video sul profilo”.
A un anno dall’inaugurazione di Trastevere, i panini di Donts hanno raggiunto addirittura New York. “Ad agosto 2023 ero in vacanza lì e ho provato a mandare un messaggio al fondatore di 7th Street Burger. Incredibilmente mi ha risposto, ci siamo incontrati, piaciuti e dopo 4 mesi eravamo nel loro locale di Times Square con un pop up Donts”. Favore che verrà ricambiato il prossimo inverno, quando i panini USA voleranno a Roma.
Intanto il brand è diventato il fast food a maggiore crescita su Glovo, a seguito ancora di una fortunata vicissitudine: “Il numero 1 dell’azienda passava da Trastevere, ha visto la fila di rider all’ingresso e non capiva di che si trattasse.
Il Masetto: Street Food ed Eccellenza Italiana
Il Masetto nasce da un’idea particolare di hamburgeria: arricchire il “cibo per tutti” con materie prime di altissima qualità, applicando la ristorazione tradizionale allo Street Food per renderlo nobile e dare pregio e valore al cibo di strada. È da qui che nel 2014 Ettore Masetti, insieme alla moglie Paola e agli amici Andrea e Stefano, dà vita al Masetto.
Al Masetto propongono panini realizzati in maniera totalmente artigianale, preparati sul momento: per questo ogni panino è diverso dagli altri. All’eccellenza delle carni piemontesi si unisce la selezione accurata dei fornitori delle materie prime, tutti rigorosamente locali e distribuiti nel Centro Storico di Genova.
Orario:
| Giorno | Orario |
|---|---|
| Lunedì | 12:00 - 15:30, 18:30 - 23:00 |
| Martedì | 12:00 - 15:30, 18:30 - 23:00 |
| Mercoledì | 12:00 - 15:30, 18:30 - 23:00 |
| Giovedì | 12:00 - 15:30, 18:30 - 23:00 |
| Venerdì | 12:00 - 15:30, 18:30 - 24:00 |
| Sabato | 12:00 - 15:30, 18:30 - 24:00 |
| Domenica | 12:00 - 16:00, 18:30 - 22:00 |
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