I Gatti Possono Mangiare la Pasta: Benefici e Rischi

Indipendenti, cacciatori e anche un po’ schizzinosi: chiunque abbia un gatto in casa conosce benissimo l’indole felina, che si distingue da quella del cane non solo per uno stile di vita più autonomo, ma anche nel modo in cui si relaziona al cibo. Nonostante molti veterinari considerino simili i cani e i gatti, per quanto riguarda la nutrizione le differenze sono rilevanti.

Il Gatto è un Carnivoro Stretto

Il gatto è un carnivoro stretto. Cosa significa? Significa che i gatti si nutrono principalmente di carne, non sono in grado di produrre determinate sostanze dai vegetali e le devono assumere attraverso gli alimenti di origine animale. Queste sostanze sono gli amminoacidi essenziali, oltre all’acido arachidonico e alla vitamina A, e si trovano principalmente nelle fonti animali. «Rispetto ai cani - spiega Tonini - i gatti possiedono delle peculiarità sia dal punto di vista metabolico che digestivo: dalle proteine animali traggono la loro principale fonte di energia. È per questo motivo che nel loro habitat naturale consumano prede ad elevato contenuto proteico e soprattutto con una composizione amminoacidica ottimale». Tra gli amminoacidi essenziali di cui ha bisogno un gatto c’è soprattutto la taurina.

Preferenze Alimentari e Dieta Casalinga

Un’altra particolare caratteristica del gatto è che sviluppa delle preferenze alimentari fisse. «Sono animali con una scarsa flessibilità alimentare - spiega Barbara Tonini - se vengono abituati a seguire un certo tipo di alimentazione, difficilmente si riuscirà a fargli cambiare gusto o a introdurre una nuova dieta». Il consiglio dell’esperta è comunque quello di abituare il gatto ad assumere sostanze diverse fin da piccolo, privilegiando le fonti proteiche, ma lasciando spazio anche ai carboidrati. Creare una dieta casalinga per un gatto è sicuramente più difficile che per un cane. Non solo i felini selezionano (e scartano) molto il cibo, ma è anche difficile trovare alimenti che si adattino completamente al loro fabbisogno nutritivo.

Carboidrati nella Dieta del Gatto: Quando e Perché

Perché? «Un gatto sano - spiega Tonini - non ha bisogno di molte quantità carboidrati, ma è possibile che ne abbia bisogno nel futuro di fronte all’insorgenza di patologie che richiedano una limitazione delle proteine, come l’insufficienza renale cronica o disturbi epatici. Queste malattie si possono gestire aggiungendo alla dieta dell’animale dei carboidrati (che apportano energia limitando la quantità di proteine) e se il gatto in questione, anziano o malato, non è mai stato abituato ad assumerli, difficilmente si riuscirà ad aiutarlo».

Cosa Evitare: Alimenti Pericolosi per i Gatti

Tra gli alimenti che circolano per la nostra casa e sulle nostre tavole, molti possono essere molto pericolosi se ingeriti da un gatto. «Gli avanzi dalla tavola, che quasi sempre provengono da alimenti conditi, possono provocare sintomi gastroenterici più o meno gravi (come vomito o diarrea) ed essere, se dati con frequenza, particolarmente dannosi dal punto di vista metabolico. Se si considera che il peso medio di un gatto è di circa 4 chili, a un micio bastano quantità esigue di scarti da tavola per stare male» spiega Tonini. Inoltre, dare a un felino cibi che non siano a base di proteine, ma a base di cereali o zuccheri semplici, è assolutamente negativo.

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La Pasta: Un Alimento Adeguato per il Gatto?

«L’avanzo di pasta è da evitare: non è tossica, ma i gatti hanno un metabolismo essenzialmente proteico e hanno limitate capacità di digerire gli amidi, soprattutto se la pasta è al dente o condita per soddisfare i nostri gusti. Altri alimenti da evitare? Anche se all’apparenza possono sembrare molto simili (per consistenza e contenuto) alle confezioni di cibo per gatto, le scatolette di tonno e gli omogeneizzati per neonati non sono adatti per nutrire un micio.

Alternative e Integratori

Come già anticipato, l’esperta consiglia di abituare i gatti ad assumere carboidrati: «i cibi migliori per introdurre carboidrati nella dieta di un micio sono cereali come riso e orzo, o tuberi come patate e tapioca. Per aggiungere acidi grassi polinsaturi utilizzare oli di semi (come mais, girasole, arachidi etc) o di pesce, perché ricco di Omega 3. Attenzione a non usare quello di oliva: contiene acidi grassi monoinsaturi, meno utili per un felino dal punto di vista nutrizionale.

Latte e Miti Comuni

Quando si pensa al gatto, si pensa inevitabilmente anche al latte. È credenza abbastanza diffusa, infatti, che questo alimento possa essere somministrato ai mici, anche in grandi quantità, senza nessun rischio. In realtà, spiega Tonini, «il latte viene digerito ad opera di enzimi denominati lattasi, che in tutti i mammiferi si riducono drasticamente con il passaggio dall’alimento solido dopo lo svezzamento. Tra i vari soggetti, però, esiste una variabilità di tolleranza: alcuni non tollerano minimamente il latte, mentre altri sono in grado di assumerne grandi quantità senza alcun problema di digestione. «Sicuramente - sottolinea la veterinaria - non deve essere somministrato il latte vaccino ai gattini orfani, perché il latte di gatta ha delle caratteristiche nutritive specifiche e contiene circa il 30% in meno di lattosio.

Alimenti Adatti e Non Adatti: Una Guida Rapida

Spesso nei momenti più rilassanti, in cui facciamo uno spuntino o stiamo pranzando, il gatto ci chiede con impazienza un assaggio di quello che stiamo mangiando. Ma cosa è adatto ai mici, e cosa invece può essere pericoloso, sono informazioni importanti per i padroni responsabili.

Ecco una tabella riassuntiva degli alimenti adatti e non adatti ai gatti:

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Alimenti Adatti (con moderazione) Alimenti da Evitare
  • Salmone cotto
  • Pollo senza pelle
  • Tacchino
  • Carne magra bovina
  • Uova cotte
  • Piselli
  • Broccoli
  • Carote
  • Banane
  • Mele sbucciate (senza semi)
  • Couscous
  • Formaggi a pasta dura (a basso contenuto di lattosio)
  • Sushi/pesce crudo
  • Carne cruda
  • Ossa crude o cotte
  • Uova crude
  • Cipolle
  • Aglio
  • Pomodori verdi
  • Uva e uva passa
  • Impasto crudo
  • Latte di mucca
  • Cioccolato
  • Caffeina

L'importanza di una Dieta Bilanciata e le Crocchette

Per definizione un cibo completo deve coprire il fabbisogno nutrizionale del gatto in maniera completa e bilanciata, anche se somministrato per lunghi periodi e come cibo esclusivo. I cibi secchi, in linea di massima, sono sempre da considerarsi cibi completi. Il discorso cambia molto per il cibo umido dove, purtroppo, le etichette non sempre sono di grande aiuto.

Ultimamente alcuni produttori di cibi complementari hanno cominciato ad integrare i prodotti con vitamine e calcio. E' già qualcosa, ma rimane i problema dei grassi. Per queste motivazioni è meglio non eccedere nell'uso di cibi complementari, rimanendo possibilmente al di sotto del 20% dell'alimentazione totale.

Il gatto deve essere completamente sano e felice. Se poi il gatto è sterilizzato, è necessario porre attenzione ad un alimentazione adatta, che impedirà evitare il tipico sovrappeso derivante da questa condizione.

Cosa Fare se il Gatto Mangia Cibo Non Adatto?

Anche se il cibo che serviamo al nostro gattino non è noto per essere dannoso, potrebbe comunque causare un piccolo attacco di mal di stomaco, diarrea o vomito. In tal caso, il nostro gatto potrebbe essere un po’ più sensibile al cibo umano rispetto agli altri mici. Meglio avere molta prudenza, e chiedere consiglio al nostro veterinario.

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