Come Impiattare gli Spaghetti a Nido: Tutorial Completo

Come impiattare la pasta? Fai benissimo a chiedertelo. Creare la perfetta cena romantica inizia infatti con una presentazione impeccabile. Ecco per te una guida all'impiattamento della pasta ricca di consigli per rendere un semplice piatto una quasi-opera-d'arte. Non hai bisogno di essere uno chef stellato per creare presentazioni dei tuoi piatti gourmet. Un semplice tocco creativo può fare miracoli. Pensa ai colori della tua salsa e come possono contrastare con il verde di un po' di basilico fresco o il rosso vivace di un pizzico di peperoncino. Non fermarti alla semplice posa nel piatto. Ogni tipo di pasta offre la possibilità di sperimentare con le tecniche di impiattamento, trasformando un piatto tradizionale in una creazione unica che stupirà la tua crush, rendendo ogni cena un'occasione speciale. Per una cena speciale, ogni dettaglio conta. E per impiattare i famigerati spaghetti? Impiattare la pasta non significa lanciarla nel piatto e sperare per il meglio. Si tratta di un'arte, di una scienza e sì, anche di un pizzico di magia. La regola d'oro? Less is more.

La cena perfetta non si basa solo sul cibo: l'atmosfera gioca un ruolo cruciale. Per rendere una cena veramente speciale, ogni dettaglio gioca un ruolo fondamentale. La scelta accurata delle stoviglie, l'abbinamento dei bicchieri, e la cura nella presentazione del tavolo contribuiscono a creare un'atmosfera accogliente e raffinata, capace di deliziare sia il palato che la vista. Tovaglia e tovaglioli di tessuto: sono obbligatori tovaglia e tovaglioli di tessuto di qualità.

L'Evoluzione dell'Impiattamento: Dalla Scodellona al Siluro

C’è stata l’èra della scodellona di spaghetti, quella che evitava l’horror vacui tanto aborrito dall’italiano medio, cresciuto nella religione del “se famo du’ spaghi”, dove il due non andava preso troppo alla lettera. Poi c’è stata l’era del nido - ancora pochissimi anni fa - tutto un lavoro di arrotolamento attorno a un forchettone all’interno di un mestolo per deporre nel piatto un vortice di pasta lunga, ma i più pigri si servivano di un coppapasta, accessorio che conobbe gloria repentina nelle cucine casalinghe. Di solito in cima alla cupola più o meno brunelleschiana si deponeva la cuspide verde di una foglia di basilico, orgogliosamente esposta a venti e intemperie. Questo è stato figo per un po’, poi in chissà quale momento qualcuno ha deciso che non lo era più: era arrivata l’èra del siluro, un salsicciotto di spaghetti, tagliolini, bucatini languidamente sdraiato su un lato nel piatto, mi si nota di più se vengo e mi metto da un lato. Chi non lo fa peste lo colga. L’impiattamento vive di mode, mastercheffeggia la nostra vita. Non c’è ristorante fine dining, fateci caso, in cui la pasta lunga non venga proposta nel piatto piatto - che non è una ripetizione, ma semplicemente il contrario del piatto fondo - come una Paolina Borghese coricata nella sua chaise-longue. E come sempre accade, la tendenza trova proseliti anche nei ristoranti di medio cabotaggio e perfino in qualche trattoria di quelle con qualche uso di mondo. Anche a casa, i cuochi dilettanti si dilettano. Su Youtube è pieno di tutorial che spiegano come fare per ottenere il risultato. Naturalmente dietro questa ginnastica posturale dello spaghetto si nasconde una progressiva diminuzione della quantità di carboidrato servito, ciò che rappresenta una violazione dello statuto della pastasciutta, piatto godurioso e abbondante per definizione e refrattario ai bignami. Certo nel fine dining, dove il “primo” è di solito collocato a metà strada di un percorso assai lungo, uno spaghetto in versione cortometraggio è quanto mai opportuno. Che poi, si pone anche il problema di come riempire lo spazio lasciato vuoto dalla ritrosia dello spaghetto sdraiato, una doppia uso singola gastronomica. Ecco quindi salse e salsine disposte a strisce o a sbaffi o a tondini, elementi crunchy (guai a chi non pensa al crunchy, sarai mica matto?), qualche tocco vegetale. Cose messe lì, a volte senza una logica, per vedere l’effetto che fa. Perché il vuoto va evocato ma non praticato davvero, il piatto è una tavolozza da riempire, e se l’attore protagonista si fa un po’ da parte tocca ai comprimari, qualcosa bisogna comunque fare, il piatto bianco sgomenta e fa povertà.

Come Creare un Perfetto "Nido" di Spaghetti

Come si fa il “nido” con gli spaghetti? Se avete consapevolezza di quanto l’occhio sia importante, anche a proposito di cibo e cucina, almeno una volta vi siete posti questa domanda. Dunque avete imparato, oppure ancora no: in quest’ultimo caso, eccoci a risolvere definitivamente il problema. Stiamo per spiegarvi come impiattare gli spaghetti a regola d’arte, rendendo la portata ancora più invitante e anche scenografica.

Quale Piatto Scegliere

Per fare un perfetto “nido” con gli spaghetti, bisogna innanzi tutto scegliere il piatto giusto. Ovvero un piatto piano, rotondo oppure rettangolare se preferite. Quello fondo, il galateo parla chiaro, si dovrebbe utilizzare soltanto per le zuppe e le minestre. Poi, certo: la scelta finale è del tutto personale.

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Gli Strumenti Giusti

Due gli strumenti preziosi: il forchettone e il mestolo. Con il forchettone prelevate la pasta - la quantità dev’essere contenuta - e trasferitela nel mestolo. Che, quindi, funge da contenitore. Quindi arrotolate gli spaghetti, formando il fatidico nido, e disponeteli al centro del piatto. Al posto del forchettone, se avete già una certa manualità potete anche usare la pinza da cucina.

I più abili utilizzano semplicemente il cucchiaio e la forchetta, ma sconsigliamo questa soluzione a coloro che si stanno cimentando per la prima volta con l’impresa.

Il Trucco Che Fa la Differenza

Pensate a un bel piatto di spaghetti al pomodoro, oppure a una cremosa carbonara. A una ricetta, insomma, che preveda un condimento corposo… e un alto rischio di sporcare il piatto in fase di impiattamento. Sì, è possibile rimediare con un semplice tovagliolo. Ancora meglio, però, è servirsi di un altro strumento: il coppapasta. Cioè quel piccolo disco di alluminio che viene utilizzato - ad esempio - anche per dare forma a tartare e biscotti.

Dunque, ci siamo. Abbiamo visto come arrotolare gli spaghetti a nido, adesso scopriamo che basta posizionare il coppapasta al centro del piatto per un impiattamento da veri chef.

Il Tocco Finale

Il nido con gli spaghetti è fatto, non resta che il tocco finale. Prima dell’impiattamento, ricordate di mettere da parte un po’ del condimento prescelto: pomodorini, cubetti di pancetta, frutti di mare e così via. Con l’aiuto della pinza, soltanto dopo aver trasferito la pasta del piatto, distribuite gli ingredienti in questione sulla cima del nido. E magari anche in corrispondenza della base. Sono i dettagli a fare la differenza, no?

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L'Importanza dell'Estetica in Cucina

Come dice il proverbio "anche l'occhio vuole la sua parte": niente di più vero soprattutto in cucina. Sì, perché anche la ricetta più raffinata e gustosa se non è impiattata bene rischia di perdere appeal. E quella dell'impiattamento è una vera e propria arte basata su tecnica, sensibilità estetica ed esperienza.

Decalogo dell'Impiattamento Perfetto secondo lo Chef Luigi Taglienti

Per questo Birra Moretti ha chiesto allo chef stellato Luigi Taglienti del ristorante Lume di Milano di stilare il decalogo dell'impiattamento perfetto: una guida preziosa che chiunque può mettere in pratica per stupire i propri ospiti con piatti di sicuro impatto.

  1. L'ingrediente principale deve essere posto nella parte centrale del piatto.
  2. Le guarniture si possono aggiungere solo se sono commestibili.
  3. Se usi un piatto bianco con decori, questi devono esaltare le nuances degli ingredienti.
  4. C'è un piatto per ogni preparazione. Per esempio, zuppe e creme si servono nella tazza da consommé, il risotto nel piatto piano, gli spaghetto in quello fondo.
  5. Gli ingredienti si devono disporre nel piatto in modo equilibrato ed armonioso.
  6. Servi una pietanza calda? Ricordati di scaldare prima il piatto.
  7. Per esaltare la preparazione di un piatto accompagnato da salse, aggiungi queste ultime in un secondo momento, direttamente a tavola.
  8. Gioca con texture e consistenze diverse (per esempio morbido/croccante).
  9. Per distribuire uniformemente il risotto nel piatto batti quest'ultimo su una superficie piana o con il palmo della mano.
  10. Gli spaghetti si impiattano a nido arrotolandoli in un mestolo prima di posarli sul piatto.

Queste regole non hanno solo un significato estetico ma anche funzionale. Infatti, ad esempio, gli spaghetti arrotolati a nido si mantengono caldi più a lungo, così come disporre i vari ingredienti in un determinato ordine nel piatto invita i commensali a gustarli in un preciso percorso di degustazione.

Consigli per Impiattare in Modo Stupefacente

Molti maestri della cucina riescono a creare con i loro piatti delle opere d’arte. Colori, forme, tridimensionalità. Non solo tatto, gusto e olfatto sono coinvolti nell’esperienza del cibarsi. Anche la vista ha la sua grande importanza. Anche l’occhio vuole la sua parte: affermazione assolutamente vera e constatabile anche nelle nostre reazioni rispetto ai piatti che ci vengono proposti. Quante volte abbiamo rifiutato un piatto perché all’apparenza si dimostrava poco attraente? Quante volte, al contrario, una preparazione molto bella da vedere ha creato grandi aspettative per poi deluderle all’assaggio? Per gli esseri umani, la vista è un senso molto importante. Con piccoli accorgimenti, è possibile iniziare a presentare i propri piatti quasi come un vero chef. Bastano pochi strumenti, un pizzico di creatività e poche regole.

Come Nasce un Piatto: La Creatività

Ognuno ha il proprio processo creativo. Per questo motivo, non esistono regole precise per guidare la nascita di nuove ricette o per rielaborare ricette conosciute. Ma in linea generale, in entrambi i casi, il consiglio è quello di focalizzare la propria attenzione sull’elemento che si vuole valorizzare e che diventerà centrale per la ricetta. Il consiglio è quello di partire con pochi ingredienti, che ben si conoscono. Altrimenti il rischio è quello di preparare piatti dal risultato non sempre gradevole. Dopo aver definito la materia prima centrale, scegliamo quindi altri due o tre elementi che ben si abbinano. Una volta individuato gli ingredienti, è il momento di pensare a come trattarli: scegliendo quindi il tipo di cottura, l’eventuale preparazione di salse o creme, l’utilizzo di prodotti freschi o spezie, insomma, è bene prevedere il processo di preparazione stesso della ricetta. È questo il momento in cui è necessario riuscire a visualizzare l’esito finito e la posizione degli ingredienti nel piatto. Per un risultato sicuro della ricetta, soprattutto se non siamo degli esperti in cucina, possiamo scegliere una ricetta e partire dagli ingredienti previsti, attuando quindi piccole modifiche. Proponendo quindi una piccola rivisitazione, che stupirà di certo i nostri ospiti.

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Gli Strumenti Necessari: Forme e Tecniche

In realtà non è necessario avere grandi strumenti per impiattare in maniera creativa, piuttosto, è fondamentale allenare la manualità. Partendo dal presupposto che la nostra base è il piatto, la scelta del supporto che più ci piace è la prima da compiere. Ci si può sbizzarrire nello scegliere il colore, ma soprattutto la forma. In presenza di salse o creme, è possibile letteralmente disegnare sul piatto creando spirali, punti, strisce o virgole. Ecco che saranno necessari allora flaconi dosatori in plastica oppure sac à poche per dosare salse e creme, definendo anche la dimensione di punti o righe da creare. E ancora, è possibile utilizzare un pennello per alimenti per disegnare delle vere pennellate sul piatto. Oppure, una spatola per realizzare strisciate, ma anche cucchiai per le virgole. Basta posizionare un po’ di salsa in un punto del piatto, appoggiare il cucchiaio o la spatola e compiere un movimento veloce nella direzione in cui vogliamo creare la nostra striscia. Per impiattare una tartare, un risotto, ma anche una pasta, possiamo dotarci di coppapasta di diverse dimensioni. Infine, la pinza: è davvero essenziale per disporre gli ingredienti nella posizione corretta con precisione e senza toccarli con le mani. Ecco quindi che con pochissimi euro possiamo dotarci di strumenti molto semplici ma utili per le nostre creazioni.

Tecniche di Impiattamento

  1. Innanzitutto scegliere dove posizionare il nostro ingrediente principale. Se abbiamo scelto un piatto quadrato, dovremo prediligere forme a parallelepipedo. Mentre con piatti tondi possiamo permetterci forme sinuose, punti, virgole o spirali. Per la posizione, dobbiamo immaginare di dividere il piatto in quattro parti e decentrare leggermente la nostra preparazione. In alternativa, è bene scegliere l’esatto centro, soprattutto se si utilizzano piatti fondi o se il piatto si sviluppa verso l’alto.
  2. Le porzioni non devono essere eccessive, ma nemmeno troppo piccole. Un equilibrio è importante per raggiungere un impatto visivo che non spaventi e che renda confortevole il consumo.
  3. La distribuzione degli ingredienti deve essere tale da non dividere eccessivamente gli elementi, anche se a molti chef piace non rispettare questa regola e dividere in modo netto gli elementi.
  4. Piatti bianchi o neri aiutano. Si abbinano bene a qualsiasi preparazione, mentre quelli eccessivamente colorati sono più impegnativi.
  5. Il piatto deve essere ben pulito, non devono esserci sbavature o impronte. Attenzione nell’utilizzo di parti grasse come l’olio extra vergine di oliva. Qualora dovessero esserci sbavature basta intervenire con della carta assorbente.
  6. Non esagerare con fiori, insalate o altri vegetali e non aggiungere elementi non commestibili. Attenzione con le polveri e le spezie macinate: a parte in rare eccezioni, bisogna evitare di sporcare i bordi dei piatti. Bandito l’uso del prezzemolo fresco sul bordo del piatto.
  7. Per distribuire il risotto nel piatto, basta battere sotto con la mano e si distribuisce in modo omogeneo. Possiamo completare il piatto aggiungendo ingredienti, salse o polveri in superficie
  8. Gli spaghetti sono stupendi se serviti a nido: basta arrotolarli con l’aiuto di forchettone e mestolo prima di appoggiarli sul piatto. È possibile sviluppare il nido in orizzontale, come fosse sdraiato, oppure in verticale.
  9. Per una portata calda, meglio scaldare un poco il piatto.
  10. Prevediamo infine uno sviluppo del piatto possibilmente in altezza, dandogli più volume possibile.

Queste poche e semplici regole di base per iniziare a giocare con le portate. Ovvio che le regole, in questo caso, sono anche fatte per essere infrante con creatività, partendo sempre dal presupposto che semplicità non è banalità. Non ci resta che iniziare a sperimentare.

Tecniche Casalinghe per Impiattare gli Spaghetti

“Maccarone... m'hai provocato e io te distruggo adesso, maccarone! Io me te magno!” Chi non ha mai citato Alberto Sordi tuffando la forchetta in un piattone di spaghetti fumanti? Se nel film Un americano a Roma si puntava più alla sostanza, oggi ci si concentra anche sul piacere visivo di un caposaldo della nostra alimentazione. Sì, perché anche un semplicissimo piatto di pasta, magari preparata col sughetto di pomodorini freschi, è ancora più buono se è anche bello. Ecco allora come impiattare gli spaghetti come un vero chef (o come un food blogger americano a Roma nel 2017).

Le Basi dell’Impiattamento

A prescindere dalla pietanza (che ovviamente deve essere buona, perché uno splendido impiattamento aiuta il gusto, certo, ma non fa miracoli), è fondamentale scegliere il piatto giusto. Il galateo consiglia il piatto piano per la pasta, quelli fondi sono indicati solo per zuppe e minestre. Fate sempre attenzione alla composizione, che deve essere equilibrata e, quindi, mai troppo piena. Ricordatevi, infine, che è più semplice impiattare porzioni piccole, tanto poi a casa c’è sempre la possibilità di fare il bis.

Come Impiattare gli Spaghetti con Cucchiaio e Forchetta

Questa tecnica è forse la più semplice e casalinga, non c’è bisogno di nessun gadget culinario. Aiutatevi con una forchetta e arrotolate gli spaghetti sul cucchiaio, posizionatevi sul piatto e sfilate delicatamente il cucchiaio, facendo cadere un piccolo mucchietto di pasta sul piatto. Procedete in questo modo fino a esaurire la pasta prevista per ogni porzione, disponendo tanti mucchietti sul piatto. Potreste anche pensare di disporli a forma di fiore oppure affiancarli, intervallando con una quenelle di condimento.

Mestolo e Forchettone: Versione Pro della Tecnica Base

Il principio è lo stesso: arrotolate gli spaghetti con il forchettone (o la pinza da cucina) nel classico mestolo da minestra e poi disponete il nido al centro del piatto. Il vantaggio di questa tecnica è che la pasta si fredderà meno velocemente: è l’ideale se avete tanti commensali da servire.

Il Coppapasta: Il Migliore Amico di Ogni Chef Casalingo

Il coppapasta - un disco di alluminio rigido - posto al centro del piatto può aiutare a impiattare gli spaghetti in maniera ordinata. Potete usare sia la tecnica del mestolo e del forchettone, che semplicemente disporre gli spaghetti nel coppapasta con una pinza da cucina.

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