Insalata di Riso Senza Istamina: Ricetta Fresca e Leggera

L'insalata di riso è un piatto fresco e versatile, perfetto per l'estate e ideale da portare a picnic o da gustare a casa. Chi come noi ama le insalate di riso? Poterle gustare è sempre un piacere, sopratutto nelle giornate più calde. Così abbiamo pensato di realizzarne una che sia nichel free e leggera al punto giusto da poter essere gustata anche a dieta e senza problemi.

Questa versione senza nichel unisce la ricchezza delle verdure grigliate e saltate con la delicatezza del riso bianco, creando un mix di sapori e consistenze irresistibile. L'aggiunta di erbe aromatiche come menta, origano e basilico è facoltativa, ma consigliata (se è concesso dalla dieta) per un tocco di freschezza in più.

Con la dieta senza istamina si può mangiare in modo ricco, vario, senza impoverire l’alimentazione e senza penalizzare il gusto ma risolvendo (una volta per tutte!) le fastidiose infiammazioni da cibo.

Insalata di Riso Basmati: Aromatica, Leggera e Nichel Free

Prepariamo insieme l’insalata di riso Basmati: aromatica, leggera, light e nichel free! Un‘insalata di riso light che abbiamo preparato con i nostri sottaceti nichel free fatti in casa e che grazie a questa componente super fresca risulta ancor più buona e piacevole.

La scelta di inserire il riso Basmati in questa ricetta è data in primis da nostro amore per questa varietà di riso ricco di proprietà e, subito dopo, dal suo sapore aromatico che è in grado di donare molto in fatto di gusto alla nostra insalata.

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Ingredienti

Noi, per le porzioni sopra indicate ne inseriamo circa 200 grammi in tutto. Noi, per evitare anche il nichel dell’acqua del rubinetto, consigliamo di fare almeno l’ultimo risciacquo con acqua di bottiglia. Se volete, potete aggiungere anche della maionese diminuendo il quantitativo d’olio. Noi usiamo sempre la nostra ricetta super facile che oltre ad essere leggera è particolarmente buona.

Ecco la ricetta per un'insalata di riso nichel free:

Ingredienti:

  • 250g di riso bianco অথবা pasta di kamut (khorasan)
  • 1 melanzana media
  • 1 peperone (rosso o giallo)
  • 1 zucchina media
  • 100g di olive nere o verdi denocciolate
  • 150g di formaggio a cubetti (senza nichel e eventualmente senza lattosio se allergici)
  • Olio extra vergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Menta fresca (facoltativo)
  • Basilico fresco (facoltativo)
  • Origano fresco (facoltativo)
  • Mezzo spicchio d'aglio

Strumenti:

  • 1 pentola in ceramica, pietra o terracotta per bollire il riso
  • 1 ciotola in vetro o ceramica dove mettere l'insalata
  • 1 cucchiaio di legno o plastica
  • 1 padella antiaderente o griglia per le verdure
  • 1 padella antiaderente o pietra o ceramica per le zucchine
  • 1 coltello in ceramica o antiaderente

Durata:

1 ora + almeno 30 minuti di frigorifero

Vini Abbinati:

Pecorino, Grillo, Chardonnay, Vermentino.

Preparazione

  1. Cuocere il riso: Portiamo a ebollizione una pentola di acqua salata e cuociamo il riso bianco secondo le istruzioni sulla confezione. Scoliamo e lasciamolo raffreddare.
  2. Preparare le verdure:
    • Tagliamo la melanzana e il peperone a fette e grigliamoli su una piastra ben calda fino a quando sono teneri e leggermente carbonizzati. Lasciamoli raffreddare e poi tagliamoli a pezzetti.
    • Tagliamo la zucchina a rondelle e saltiamola in padella con un filo di olio extra vergine di oliva (se concesso) o burro fino a quando è morbida. Se vogliamo possiamo aggiungere mezzo spicchio d'aglio che andremo a togliere a fine cottura. Lasciamola raffreddare.
  3. Assemblare l'insalata: In una grande ciotola, uniamo il riso cotto e raffreddato, le melanzane e i peperoni grigliati, le zucchine saltate, le olive nere o verdi denocciolate e tagliate e il formaggio a cubetti. Condiamo con olio extra vergine di oliva e sale a piacere. Aggiungiamo le foglie di menta, origano e basilico fresco, se desiderato, per un tocco di freschezza (facoltativo!).
  4. Servire: Mescoliamo bene tutti gli ingredienti e lasciamo riposare l'insalata di riso in frigorifero per almeno 30 minuti prima di servire. Questo permetterà ai sapori di amalgamarsi.

Quando il riso è freddo, aggiungere man mano tutti gli ingredienti, compresi i sottaceti. Iniziamo prendendo le uova sode per tagliarle in modo da dargli la forma più adatta per l’insalata. A questo punto, mettere a bollire l’acqua in una pentola e quando è a bollore, versare il riso.

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Consigli Utili

Un'alternativa ipocalorica e con un occhio in più alla linea rispetto alla ricetta dell'insalata di riso classica. Per la nostra ricetta abbiamo scelto carote, cetrioli, zucchine e pomodori, ma se lo preferisci puoi usare verdure diverse, mischiarle tra loro oppure, se sei a dieta, utilizzare le verdure indicate nel tuo menù. L’importante è scegliere verdure di stagione perché i loro nutrienti sono al massimo della disponibilità.

Ecco un esempio di menù “low istamine”. Cambiando gli alimenti (da prendere dall’elenco dei cibi permessi) le possibilità sono moltissime!

Il riso è ricco di fibre, antiossidanti e minerali. Secondo diversi studi, il suo consumo contribuirebbe a ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete e alcuni tumori. Rispetto alla pasta di frumento è un po’ meno calorico ma ha un indice glicemico più alto, quindi chi soffre di diabete dovrebbe consumarlo con moderazione e avere cura di abbinarlo alle verdure, proprio come nella nostra insalata, per ridurre il rischio di picchi glicemici. Il riso, inoltre, non contiene glutine, quindi questa ricetta è adatta anche a chi soffre di celiachia.

D'estate le insalate di riso sono molto comode e apprezzate ed è possibile spaziare tra gli ingredienti per ottenerne di sempre nuove.

Uniamo al riso gli altri ingredienti, aggiungiamo una paio di cucchiai di olio e mescoliamo. E’ pronta! Prova le altre ricette di insalata di riso.

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Verdure e Istamina

Ho creato questo calendario dedicato alle verdure senza istamina per semplificare la vita a chi, come me, deve convivere con questa intolleranza. In un unico documento ho raccolto tutte le verdure consentite, escludendo quelle che contengono istamina o ne contengono in quantità significative. L’idea è nata dalla mia abitudine di consultare il calendario generale delle verdure di stagione ogni volta che faccio la spesa. Tuttavia, mi sono resa conto che, per via dell’intolleranza all’istamina, spesso devo “filtrare” mentalmente le verdure che non posso mangiare.

Verdure da consumare con attenzione:

  • Zucchine (attenzione alle zucchine! “Perché questa verdura non posso mangiarla? È una domanda assolutamente legittima, soprattutto perché, al momento, non esistono indicazioni definitive sull’intolleranza all’istamina.
  • Crauti (dal tedesco “kraut” che significa “erba”) sono preparati lasciando fermentare le foglie del cavolo cappuccio con il sale per tre o quattro settimane. Durante il processo di fermentazione assieme all’acido lattico sono prodotte enormi quantità di istamina, tiramina e putrescina (ammine biogene).
  • Fagioli, faglioni, fave e piselli, così come la maggior parte dei legumi, sono una fonte significativa di lectine (una famiglia di proteine) che agiscono come istamino-liberatori.
  • Melanzane sono una delle poche verdure che contengono una notevole quantità di istamina. Analisi dell’alimento hanno dimostrato che esse contengono fino a 26 mg/kg di istamina.
  • Pomodori contengono una miscela di istamina, tiramina, serotonina e acido salicilico che provocano reazioni negli individui intolleranti.
  • Spinaci congelati elevati contenuti di istamina e di tiramina.

Di solito le olive non contengono istamina e tiramina. Le patate e il riso di solito sono la base per le diete “detox” e non sono quasi mai causa di intolleranze. Tuttavia, una dieta ricca di amido aumenta indirettamente i livelli intestinali di istamina.

Come già accennato, è importante conservare frutta e verdura in frigorifero utilizzando tappetini che assorbono l’umidità, come quelli indicati a fondo pagina. Perfetto! Inoltre, conserva tutta la verdura e la frutta in frigorifero con tappetini che assorbono l’umidità tipo questi. Durerà più a lungo senza deteriorasi velocemente (ma non conservarla comunque più di un paio di giorni).

Intolleranza all'Istamina: Sintomi e Gestione

Un mal di testa che non passa. La pelle che prude e si arrossa. Problemi intestinali apparentemente inspiegabili. Tutti questi disagi possono dipendere da una sola sostanza: l’istamina. Questa si trova in moltissimi cibi, e molti di questi li consumiamo spesso nella classica alimentazione “all’italiana”. Si tratta di alimenti assolutamente sani, come il pesce (ad esempio sgombro e tonno), formaggi fermentati, e pomodori.

La soluzione esiste ed è una alimentazione “low istamine” che riduca l’apporto di istamina non ricorrendo a farmaci ma soltanto attraverso una giusta scelta dei cibi.

L’istamina è un composto azotato che appartiene alla famiglia delle ammine biogene. L’essere umano la produce in autonomia, e infatti si trova in tutti i tessuti dell’organismo per svolgere a diverse funzioni quali la digestione e la neurotrasmissione. Benché sia presente normalmente nel corpo umano, dove appunto fa da mediatore chimico nella comunicazione di alcuni segnali alle cellule, si trova però anche in molti cibi, soprattutto quelli in cui sono presenti aminoacidi liberi e alcuni microrganismi che ne consentono la crescita.

Di solito l’istamina che si assume con i cibi viene degradata ed eliminata velocemente attraverso l’azione dell’enzima DAO, presente nell’intestino tenue, che ne impedisce l’assorbimento. In alcune persone particolarmente sensibili, però, questo meccanismo si inceppa, l’enzima non è sufficiente per “neutralizzare” l’istamina introdotta con gli alimenti. L’istamina allora si riversa nel sangue e si ha una reazione molto simile a quelle allergica, più o meno violenta a seconda del livello di ipersensibilità.

I sintomi dell’intolleranza all’istamina possono essere facilmente scambiati per quelli delle reazioni allergiche. I sintomi di solito compaiono 45/50 minuti dopo il pasto. Per lo stesso alimento, poiché la quantità presente nei cibi varia molto, la reazione può presentarsi o meno. La reazione all’istamina dipende anche dalla quantità dei cibi che la contengono. Più la porzione è abbondante più violenta può essere la reazione. Se i cibi contenenti istamina vengono associati e/o mangiati in modo ripetuto si possono avere sintomi più forti.

Bisogna fare attenzione anche ad altri fattori: alcuni coloranti e additivi, spesso aggiunti per la conservazione degli alimenti, possono causare nell’organismo la liberazione di istamina. Rischiose anche le bevande alcoliche: l’alcol contribuisce a scatenare le reazioni pseudo-allergiche. Inoltre nelle bevande alcoliche spesso la presenza di istamina non è segnalata in etichetta. Sconsigliato il caffè. Non esiste un test allergologico specifico.

Durante la dieta, che può durare fino a 6 settimane, i cibi contenenti istamina o che possono favorire la liberazione di istamina nell’organismo vanno ridotti al minimo. Finita la dieta si può cominciare a reintrodurre i cibi, sempre però in piccole quantità e mai associati fra loro. Il programma low istamine riduce i cibi più “a rischio”. I risultati in fatto di benessere si avvertono subito: l’infiammazione si riduce e ci si sente subito meglio.

Alcuni cibi, invece, sono da ridurre perché favoriscono il rilascio di istamina nell’organismo. Anche se si soffre di intolleranza all’istamina si può mangiare benissimo e in modo ricco, vario e gustoso.

Per combattere l’intolleranza all’istamina è utile anche cambiare (in meglio!) stile di vita. Per questo il consiglio è di fare più movimento e di combattere i chili di troppo: un BMI indice di massa corporea troppo alto, che indica sovrappeso o obesità, spesso si associa alle intolleranze alimentari.

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