Allarme Listeria: Insalata in Busta a Rischio Contaminazione

Ancora un allarme per una possibile contaminazione alimentare, questa volta da listeria. Dopo il caso delle uova ritirate per rischio salmonella lo scorso agosto, ora il Ministero della Salute ha emesso un avviso per il ritiro dal mercato di diversi lotti di insalata iceberg in busta per la possibile presenza di Listeria monocytogenes, un batterio che può provocare una malattia chiamata listeriosi e che in persone fragili può avere conseguenze molto gravi. Ecco cosa c’è da sapere.

Cos'è la Listeria Monocytogenes?

Listeria monocytogenes è un batterio patogeno Gram-positivo ampiamente diffuso nell'ambiente, nel suolo, nell'acqua e nella vegetazione. È un batterio ubiquitario, presente cioè sia nell'acqua che nel suolo e che può proliferare dove si preparano gli alimenti, lungo tutta la catena di produzione e consumo (anche nei nostri frigoriferi). La sua capacità di crescere e riprodursi a temperature molto variabili (da temperature di refrigerazione sino a 45 gradi centigradi), nonché la sua capacità di tollerare ambienti salati e pH acidi lo rendono un batterio molto resistente a varie condizioni ambientali, incluse quelle che si hanno nella produzione e nella lavorazione degli alimenti.

Può moltiplicarsi infatti in un ampio range di temperature, tra -1°C e 45°C, e, se un alimento raggiunge una carica batterica sufficiente, la sua ingestione può causare una malattia chiamata listeriosi. Per questo motivo, può finire nel cibo, a qualunque livello della catena di produzione: dai terreni di coltivazioni ai tavoli di lavoro, agli strumenti e agli utensili usati nell'industria alimentare, ma anche nell'ambiente domestico, dove prepari i tuoi piatti.

Quali sono i cibi a rischio?

I prodotti a cui fare più attenzione di solito sono latte crudo e formaggi molli realizzati con latte non pastorizzato, salumi e prodotti di gastronomia, succhi di frutta non pastorizzati, ma anche frutta e verdura possono venire contaminati attraverso il suolo e l’acqua di irrigazione. La presenza di questo batterio non riguarda naturalmente solo l’insalata già lavata, ma molti prodotti da consumare crudi. “Si trova più frequentemente negli affettati di carne e pesce, ma anche nei formaggi, soprattutto quelli a crosta fiorita, come il brie, ed erborinati, come il gorgonzola. Occorre inoltre fare attenzione ai surgelati, che salvo indicazione del produttore non dovrebbero mai essere consumati crudi.

Listeriosi: Cosa Comporta?

L’infezione da Listeria monocytogenes, come detto, è chiamata listeriosi ed è una delle più comuni malattie di origine alimentare. La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, "dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall'ingestione (è in genere autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica, che nei casi più gravi può portare all'insorgenza di meningiti, encefaliti e gravi setticemie. Nelle forme sistemiche l'incubazione può protrarsi anche fino a 70 giorni", conclude l'Iss.

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I sintomi della listeriosi possono variare da persona a persona e spesso sono aspecifici, ovvero simili a quelli di altre infezioni. Possono includere febbre, nausea, mal di testa, vomito, diarrea, dolori muscolari, rigidità della nuca, confusione.

Chi è più a rischio?

I sintomi e le conseguenze possono però variare a seconda dello stato immunitario della persona.

  • In coloro che di norma sono in buona salute e hanno un sistema immunitario efficiente, la listeriosi può non dare sintomi o avere manifestazioni limitate come disturbi oculari, orticaria, sindrome simil influenzale o gastroenterite. La loro comparsa avviene nell’arco di poche ore dal consumo del cibo contaminato.
  • Per le persone fragili (neonati, anziani, persone immunocompromesse), invece, le conseguenze possono essere molto più serie (setticemie, meningiti ed encefaliti) e comportare anche il decesso. In questi casi si parla di listeriosi invasiva.
  • Un’altra categoria a rischio sono le donne incinte: la loro probabilità di contrarre l’infezione è 10 volte maggiore che nella popolazione generale e l’infezione può dare esito a parti prematuri, aborti, morte del feto. Un’altra conseguenza è che al momento del parto il bambino presenti una condizione chiamata listeriosi congenita (o neonatale).

La listeriosi invasiva si manifesta in genere nell’arco di 30 giorni (45 per le donne in gravidanza) dal consumo dell’alimento contaminato.

Come Fare Prevenzione

Oltre a evitare alcuni tipi di prodotti più a rischio (specialmente se si fa parte di categorie fragili), in generale per prevenire le malattie di origine alimentare è importante attuare le corrette norme igieniche anche in cucina: pulizia delle mani, delle superfici e degli utensili, corretta conservazione degli alimenti, separazione di alimenti crudi e cotti, lavaggio accurato di frutta e verdura. Va controllata anche la temperatura di frigoriferi e congelatori, che deve essere inferiore ai 4°C e ai -17°C rispettivamente.

Ecco alcuni consigli per ridurre il rischio di contrarre la listeriosi quando acquisti insalata in busta:

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  • Lavare sempre le verdure, anche se sulla confezione è scritto "pronta al consumo".
  • Consumare subito l’insalata, senza conservarla per troppi giorni in frigo.
  • Controllare la data di scadenza e non acquistare prodotti scaduti o prossimi alla scadenza.
  • Conservare l'insalata correttamente: Mantienila sempre refrigerata a temperature inferiori ai 4°C.
  • Evita le confezioni con rigonfiamenti eccessivi e anomali, che indicano la possibilità di proliferazione batterica.
  • Evita le confezioni con tanta condensa: le goccioline sono un ambiente ideale dove il batterio listeria può annidarsi e svilupparsi.
  • Cerca di mantenere la catena del freddo: se possibile, vai a fare la spesa con la borsa frigo.

Siamo sempre stati contrari all’insalata in busta, e non solo per motivi di sicurezza alimentare (c’è anche il tema del consumo di plastica), e questa operazione è solo una conferma delle nostre preoccupazioni.

Richiamo di Insalata in Busta: I Marchi Coinvolti

Diversi lotti di insalata in busta di tipo iceberg sono stati richiamati per il rischio di contaminazione batterica. Gli avvisi riguardano 26 diversi marchi. Si tratta di prodotti venduti in molti supermercati e l'invito ai consumatori è di "restituire il prodotto al punto vendita dove è stato acquistato". I numeri dei lotti - prodotti dall'azienda Ortoromi Società Cooperativa Agricola, presso lo stabilimento di Bellizzi (Salerno) - sono disponibili sul sito del ministero della Salute.

I marchi interessati includono:

  • Foglia verde Eurospin
  • Alifresh
  • Centrale del Latte
  • Ciro Amodio
  • Colline Verdi
  • Il Castello
  • Il mio Orto di Eurofresh
  • Latte Francia
  • Selex
  • Mi mordi
  • Natura è (Penny Market)
  • Ortofresco Pulito
  • Ortoromi
  • Polenghi
  • Sigma
  • Tornese
  • Torre in Pietra
  • Tres Bon
  • Vivinatura
  • SISA
  • Sendero
  • Professione Snack
  • Montanino
  • Matese
  • Gustura
  • Coop

Per individuare i singoli lotti per cui è previsto il richiamo è possibile consultare il sito del ministero della Salute.

Insalata in Busta: Sicura o No?

L'insalata in busta si può mangiare tranquillamente: prima di essere venduta il prodotto viene sottoposto a una serie di lavaggi per garantirne la salubrità. Per questo motivo a volte avvengono i ritiri, che sono quasi sempre preventivi: c'è un sistema di controllo che, se non viene rispettato tutto il procedimento, fa scattare un allarme.

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L'insalata in busta è un'opzione comoda e rapida per chi vuole mangiare in modo sano, ma nasconde un potenziale rischio: la Listeria, un batterio che può contaminare i prodotti freschi durante il confezionamento. Seguire alcune semplici precauzioni può ridurre notevolmente questo rischio, permettendoti di godere di un pasto sano in tutta sicurezza.

“Le buste dell’insalata sono prelavate, e quindi bagnaticce. In genere l’insalata in busta non va lavata, a meno che non sia indicato, ma è sempre bene controllarla visivamente. “In presenza di sintomi da Listeria - conclude la dott.ssa Cendon - è fondamentale rivolgersi al medico di base. Se pensiamo di aver ingerito dell’insalata contaminata è bene riferire al medico l’accaduto per procedere alla cura, partendo dal mantenersi idratati.

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