Preziosa fonte di vitamine, fibre e sali minerali, il radicchio è molto apprezzato per il suo sapore delicatamente amarognolo e per la sua grande versatilità d’uso in cucina. Parlando di radicchio, è proprio “varietà” la parola chiave, perché ne esistono diverse e ognuna con delle precise caratteristiche. Come detto, il radicchio è un ortaggio soprattutto autunnale, ma può essere gustato anche nel cuore dell’inverno. Tuttavia, nonostante le tante tipologie e le diverse caratteristiche di ognuna, che scopriremo nel dettaglio più avanti, la scelta migliore è acquistare il radicchio rosso tondo biologico. Se sei curioso e vuoi provare il radicchio rosso tondo o le altre tipologie tutte biologiche, ricche di sapore e salutari, puoi trovarle insieme ad altra frutta e verdura online nel nostro e-commerce PaniereBio.
Radicchio Rosso Tondo: Caratteristiche e Proprietà
Il radicchio rosso tondo è una varietà di insalata caratterizzata da foglie croccanti di colore rosso violaceo. Oltre ad essere ricco di acqua, è una buona fonte di fibre, vitamina K, vitamina C, calcio e potassio. I suoi composti fenolici e antociani offrono proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. È anche basso in calorie, con solo circa 18 calorie per 100 grammi.
Il radicchio rosso tondo, dal sapore sia dolce che amarognolo viene utilizzato cotto e crudo, oltre che in cosmetica. Il radicchio variegato, dal colore giallognolo con striature rosse è un prodotto indicato soprattutto per le insalate, in abbinamento a dei formaggi, o anche per condire dei primi piatti. Il radicchio ha un classico sapore tendente all’amaro e questo è il suo grande tratto caratteristico e il motivo per cui è anche molto apprezzato.
Radicchio da Agricoltura Biologica
Il radicchio rosso tondo biologico è coltivato in Italia senza uso di prodotti chimici. Radicchio compatto dalla forma tonda, ideale da mangiare crudo in insalata. Prodotto venduto a peso. Il consiglio di Biobrothers: ideale crudo o cotto come contorno. Ottimo come insalata cruda ma anche stufato o nel risotto.
Varietà di Radicchio IGP del Nord-Est Italiano
Precoce, rosso, variegato, tardivo: il Nord-Est d’Italia è la zona di produzione principale, soprattutto nei comprensori di Treviso, Verona, Chioggia e Castelfranco che prestano la denominazione ad altrettante tipologie di radicchio IGP. Vediamo nel dettaglio quali sono le varietà più diffuse e in che forma le propone OrtoRomi.
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Radicchio Rosso di Treviso
Una delle tipologie più apprezzate e diffuse è il Radicchio Rosso di Treviso, chiamato anche “Fiore d’inverno” per il suo aspetto, a sua volta suddiviso nelle due varianti precoce e tardiva, in base al periodo di maturazione e raccolta. Il tardivo si raccoglie a partire da novembre, a seguito delle prime brinate, indispensabili per il suo sviluppo.
- Radicchio rosso di Treviso Igp precoce: Le campagne sono in fermento già nel mese di agosto, quando si mette mano alla preparazione del Radicchio rosso di Treviso Igp precoce, dal cespo voluminoso, allungato e ben chiuso. Nelle fertili campagne di Treviso, Venezia e Padova difese dall'Igp, ricche di sorgive e soggette a particolari escursioni termiche, le piante maturano dopo che le foglie sono state legate con un elastico e tenute serrate, prive di luce, per almeno 15 giorni. Le piantine di radicchio rosso di Treviso IGP precoce maturano in pieno campo.
- Radicchio rosso di Treviso Igp tardivo: La forzatura del Radicchio rosso di Treviso Igp tardivo avviene a partire dai primi giorni freschi di ottobre. I cespi vengono raccolti dal campo e collocati in apposite vasche, coperte e con poca luce, sistemati con la radice immersa nell'acqua corrente di risorgiva. La pianta utilizza come alimento solo le riserve accumulate dalla grossa radice durante l'estate, così che si sviluppano nuove, tenere e croccanti foglie dal colore rosso intenso. Gesti sapienti sfoltiscono foglia dopo foglia fin a che appare il cuore, simile all'impugnatura di una spada, tanto da guadagnarsi l'appellativo di radicio spadon.
Radicchio Variegato di Castelfranco
Il Radicchio Variegato di Castelfranco è di forma arricciata e tonda, con venature che vanno dal rosso intenso al viola, e presenta un delicato sapore dolceamaro.
A seguito dell'apertura manuale del cespo e della toelettatura assomiglia invece a una rosa il Radicchio variegato di Castelfranco Igp per forma e colore delle foglie, un bianco-crema con striature che virano dal carminio allo scarlatto. L'area di produzione, che ricalca quasi del tutto quella degli altri radicchi trevigiani, si caratterizza per i terreni ben drenati. Delicato alla vista e delicato al gusto: lo amano coloro che apprezzano il sapore fine, dolce e con punte poco accennate di ammandorlato. Per questa ragione e per la croccantezza, il suo consumo elettivo è soprattutto a crudo, in insalata, ma conquista anche cotto al forno.
Radicchio di Chioggia
Ricerche effettuate nella città lagunare manifestano che già nel 1923 il radicchio era entrato nella rotazione agraria. Sono passati cent'anni, non certo di solitudine, per il Radicchio di Chioggia Igp: gli ortolani locali hanno custodito con cura i semi autoctoni che fanno germogliare e crescere in semenzaio dal 1° dicembre ad aprile per la versione precoce (che si raccoglie dal 10 aprile al 15 luglio tra Chioggia e Rosolina) e dal 20 giugno al 15 agosto (con raccolta tra il 1° settembre e il 31 marzo) per quella tardiva. Il territorio di coltivazione è caratterizzato da una forte presenza di minerali e da brezze marine che evitano il ristagno di umidità nei cespi.
Radicchio di Verona
Una delle capitali del radicchio è Verona, che vanta una propria Igp. Inizialmente le colture si concentravano tra i filari delle viti o degli alberi da frutta per l'autoconsumo, ma dagli anni Cinquanta del secolo scorso la coltivazione estensiva su terreni sabbiosi ben irrigati è diventata una costante del paesaggio della Bassa veronese. Il Radicchio di Verona Igp, di forma ovale appena allungata, si caratterizza per la presenza della variante precoce, con raccolta che inizia il 1° ottobre, e di quella tardiva, che si ricava dal 15 dicembre. La prima ha foglie prive di peduncolo con margine lineare e colore rosso scuro; la seconda ha la nervatura delle foglie molto sviluppata e di colore bianco.
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Consigli di Coltivazione
Le cicorie gradiscono esposizione in pieno sole. Tollerano la mezz’ombra nelle ore più calde delle giornate estive. Le cicorie hanno condizioni di crescita ottimali tra 15-20°. Al di sotto dei 6° la crescita si arresta. Le varietà tardive tollerano le temperature prossime a 0° e le gelate fino a -3/-6°, che rendono più dolci e croccanti le foglie.
Le cicorie si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno, ma preferiscono quelli leggeri o di medio impasto, profondi e ricchi di sostanza organica, ben drenati. Gradiscono pH tra 6-7. Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato. Nei terreni argillosi è consigliata la coltivazione su aiuole rialzate, per prevenire i ristagni.
Distanze: il sesto consigliato è di 25-35 cm sulle file e 40 cm tra le file. Per le varietà più vigorose si disporranno i sesti più radi. Le piantine in cubetto Orto Mio non si trapiantano in profondità, ma in superficie. Almeno 1/3 della zolletta di terriccio della piantina deve sporgere all’esterno dal suolo.
Le cicorie richiedono concimazioni moderate, povere di azoto. Alcune settimane prima del trapianto, si apporterà stallatico (in alternativa: letame maturo, compost, agrogel o borlanda), oppure un concime NPK ricco in potassio (es. 2-1-3).
Le cicorie richiedono irrigazioni abbastanza frequenti, specialmente in piena estate, ma più diradate rispetto alla lattuga. Sono molto sensibili ai ristagni, quindi il terreno dovrà essere asciutto in superficie, prima di un nuovo intervento.
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