La valeriana è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Valerianaceae, nota scientificamente come Valeriana officinalis. Si trova a tutte le latitudini purché si tratti di posti non soleggiati e umidi, sia a livello del mare che in montagna.
È nota anche come erba gatta perché, quando è in fiore, emana un gradevolissimo aroma. Inoltre, questo odore funge da vera attrattiva per i gatti che vengono attirati dalla pianta e vi si strusciano ripetutamente.
Ma le virtù di questa pianta sono note dall’antichità al punto che è sempre stata usata per il trattamento di moltissimi disturbi. La pianta fiorisce tra maggio ed aprile e viene raccolta solamente la parte della radice principale (rizoma) e delle radichette laterali.
Proprietà e Benefici della Valeriana
La valeriana si usa pertanto come sedativo in caso di disturbi del sonno, ma anche negli stati di agitazione. È dunque considerata un rimedio fitoterapico alternativo per ridurre l’impiego dei farmaci, ma sempre dietro supervisione medica.
Infatti, la valeriana, in gocce o in compresse, aiuta a dormire meglio e a sentirsi più calmi. Questa azione si manifesta direttamente sul sistema nervoso centrale nonché su quello sensoriale e fa si che possa essere usata per un’enormità di scopi, più o meno tutti connessi con la sua azione vasodilatatrice tale da permettere una regolazione della pressione arteriosa.
Leggi anche: Insalata Estiva con Farro e Tonno
Prendere integratori a base di valeriana può offrire una serie di benefici per il benessere. Questi prodotti quindi possono aiutare a migliorare la qualità del sonno e promuovere un riposo più efficace.
Altri benefici includono:
- Favorisce il rilassamento e il sonno, grazie alla sua azione sedativa sul cervello e sul sistema nervoso.
- Riduce lo stato di ansia e nervosismo, grazie alla sua azione ansiolitica.
- Allevia i disturbi digestivi, come gonfiore e meteorismo, grazie alla sua azione carminativa.
- Aiuta a gestire alcuni disturbi legati alla sfera sessuale, come la sindrome premestruale e la menopausa, riducendo la sintomatologia dolorosa e migliorando la qualità di vita.
È proprio questo mix chimico che consegna alla valeriana quelle proprietà che la rendono unica in ambito di integratori sedativi e rilassanti.
In commercio puoi trovare la valeriana sotto forma di compresse, tintura madre o gocce. I dosaggi di estratto secco possono essere molto variabili perché è una “droga” blanda, quindi, non in grado di causare seri effetti collaterali.
Generalmente, la principale forma in commercio corrisponde all’estratto secco, da assumere sia in polvere che in compresse. Sono compresse molto piccole pari a circa 0.5 g di estratto secco e se ne consiglia il consumo da 1 a 2 compresse al giorno.
Leggi anche: Insalata Estiva di Pollo
Quindi, l’unica indicazione importante come discriminante nella scelta di un prodotto, riguarda il fatto che l’integratore dovrebbe contenere un dosaggio non inferiore allo 0,15% di acidi valerenici.
Per ottenere una salutare tisana di radice di valeriana, usa 35 g di radice da lasciare in infusione in un litro di acqua bollente per poco meno di un’ora. Una volta trascorso questo tempo, il preparato deve essere filtrato e può essere bevuto durante l’intera giornata per gestire stati generali di ansia o preoccupazione o anche emicrania.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
La valeriana fa male? Effetti collaterali legati ad un sovradosaggio di valeriana sono veramente molto rari e possono causare al massimo dei disturbi a livello gastrico o a livello epatico.
Infatti, per quanto riguarda lo stomaco, l’azione miorilassante dell’estratto di valeriana può parzialmente alterare la funzionalità della peristalsi gastrica generando una maggiore difficoltà digestiva. Quindi potrebbe provocare irritazione della mucosa dello stomaco, spesso associata anche a cefalea.
Inoltre, sempre a causa della sua azione miorilassante, se ne sconsiglia l’abuso in soggetti ipotesi. Inoltre, la radice della valeriana è sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento.
Leggi anche: Insalata russa: presentazioni raffinate
Per esempio, può potenziare l'effetto dei barbiturici (una gruppo di farmaci con funzioni anestetiche, antiepilettiche e ipnotiche, che deve il proprio nome all'acido barbiturico da cui deriva) causando un'eccessiva sedazione.
Infine, la valeriana potrebbe interagire con farmaci e integratori alimentari a base di melatonina e potrebbe aumentare gli effetti collaterali dei farmaci metabolizzati a livello del fegato dall'enzima citocromo P450 3A4 (CYP3A4).
Tuttavia, è importante consultare il proprio medico prima di assumerli, poiché potrebbero verificarsi possibili interazioni con altri farmaci o condizioni mediche.
Valeriana come Insalata: Proprietà e Benefici
È bene ricordare che la Valeriana officinalis utilizzata come ingrediente per integratori alimentari non è la valeriana utilizzata a scopo alimentare. Il nome scientifico di quest'ultima è Valerianella locusta e si tratta di una piccola pianta annuale, priva di fusto, con foglie di colore verde brillante, che cresce in Europa, in Nord Africa e nei territori occidentali dell'Asia.
Fresca, leggera e delicata: l’insalata valeriana è un ortaggio molto presente sulle tavole degli italiani. Grazie alle sue caratteristiche nutrizionali e alla sua versatilità è protagonista di molte insalate e ricette leggere.
Come tutte le varietà di insalata, la valeriana contiene pochissime calorie, rendendole ideali per chi è a dieta, ed è ricca di acqua. Oltre a essere fresca, buona e versatile, la valeriana è un toccasana per la salute.
Infatti, è molto ricca di vitamine A, B e C e di sali minerali, come calcio, fosforo, potassio, ferro e magnesio. Questa pianta ha proprietà diuretiche, depurative e rivitalizzanti, e grazie al suo alto contenuto di sali minerali contribuisce al corretto funzionamento del sistema nervoso, muscolare e del metabolismo.
Insalata Valeriana e Problemi Intestinali
Nel caso in cui però si ha la fortuna di non soffrire di colon irritabile, non ci sono controindicazioni sull'insalata di sera: «Non crea nessun fastidio e anzi, mangiare verdure crude è consigliabile sempre, ancora meglio se prima dei pasti perché è un trucco semplice per aumentare il senso di sazietà e quindi non esagerare una volta a tavola», ricorda la dottoressa Galiazzo.
«Un piatto abbondante di verdure a foglia verde e larga come la lattuga, ma anche gli spinaci, è molto ricco di fibre insolubili. Per chi ha problemi di infiammazione queste fibre sono molto difficili da digerire e le conseguenze possono essere gonfiore, meteorismo, e altri sintomi di discomfort intestinale».
Tornando all'insalata: per aggirare l'ostacolo bisogna capire se mangiare insalata alla sera sia un problema nel caso si soffra di colon irritabile: basta optare per verdure a foglia liscia e dalla consistenza tenera. «Tra gli esempi valerianella, songino, lattughino, radicchio rosso e spinacino: sono tra le verdure crude da preferire se si soffre di colon irritabile, tutte perfette per l'insalata. In alternativa vanno mangiate cotte, in porzioni comunque mai troppo abbondanti», consiglia l'esperto.
Tuttavia, per coloro che soffrono di disturbi intestinali come la colite o il colon irritabile, il consumo di insalata può sollevare dubbi e preoccupazioni.
L’insalata, con le sue fibre e nutrienti, può apportare benefici significativi, ma anche presentare rischi per chi ha la colite. Le fibre solubili, presenti in lattuga e spinaci, possono aiutare a regolare la consistenza delle feci e ridurre l’infiammazione grazie al loro effetto prebiotico.
La sindrome del colon irritabile (IBS) è un disturbo funzionale dell’intestino caratterizzato da sintomi come dolore addominale, gonfiore, stitichezza e diarrea. A differenza della colite, che coinvolge un’infiammazione evidente della mucosa intestinale, l’IBS non presenta lesioni visibili ma si manifesta con un’alterazione della motilità e della sensibilità intestinale.
Per chi soffre di IBS, sperimentare con diversi tipi di insalata e monitorare attentamente i sintomi può aiutare a trovare un equilibrio che supporti il benessere intestinale senza compromettere la qualità della vita.
È fondamentale personalizzare l’approccio alimentare in base ai sintomi e alle reazioni individuali.
Come Integrare l'Insalata nella Dieta in Caso di Colite o Colon Irritabile
Oggi vorrei condividere con voi alcuni consigli pratici su come consumare l’insalata se soffrite di disturbi intestinali come la colite o il colon irritabile.
QUANTITÀ E FREQUENZA: In caso di colite lieve o in remissione, consiglio 50-100 g di insalata come lattuga romana o valeriana, 3-4 volte a settimana. Se avete IBS-C (con stitichezza), potete aumentare a 80-120 g.
Quando l’insalata non è l’opzione più adatta per chi soffre di disturbi intestinali come la colite o il colon irritabile, è fondamentale avere delle alternative che possano fornire benefici simili senza aggravare i sintomi.
Per chi soffre di colite, è consigliabile consumare l’insalata cotta o leggermente scottata. Questo aiuta a ridurre le fibre insolubili che possono irritare l’intestino. Prova a sbollentare le foglie per una consistenza più morbida e digeribile.
Se dopo aver mangiato insalata noti sintomi come gonfiore, crampi o diarrea, potrebbe essere un segnale di intolleranza. Tenere un diario alimentare può aiutarti a identificare i cibi problematici e a monitorare le reazioni del tuo corpo.
Durante una fase acuta, è spesso consigliabile evitare insalate crude, poiché possono aggravare i sintomi. Opta per verdure cotte e facilmente digeribili fino a quando i sintomi non si attenuano. Consultare il medico per un piano alimentare personalizzato è sempre una buona idea.
Tabella Nutrizionale dell'Insalata Valeriana (Valerianella locusta)
| Nutriente | Valore per 100g |
|---|---|
| Calorie | 21 kcal |
| Acqua | 93 g |
| Proteine | 2 g |
| Carboidrati | 3 g |
| Fibre | 1.5 g |
| Vitamina A | 140 mcg |
| Vitamina C | 25 mg |
| Ferro | 2 mg |
| Potassio | 460 mg |
tags: #insalata #valeriana #gastrite #controindicazioni

