Il tema della sicurezza alimentare è sempre più al centro dell'attenzione pubblica, come dimostrano diverse inchieste e casi di cronaca. In particolare, due questioni principali emergono: la contaminazione da Listeria nel salmone affumicato e le preoccupazioni relative all'insalata in busta.
Il Caso del Salmone Affumicato Contaminato da Listeria
Una vicenda ha scosso l'opinione pubblica quando una confezione di salmone affumicato contaminato da Listeria ha causato danni permanenti a una consumatrice. Questo caso ha sollevato interrogativi sulla sicurezza degli alimenti crudi, come il salmone affumicato, che spesso vengono consumati senza cottura.
Il salmone affumicato è un alimento a cui dovremmo prestare particolare attenzione, dato che si tratta di un cibo crudo. Il rischio principale è rappresentato dalle intossicazioni alimentari, dovute a batteri dannosi per la salute con cui potrebbe essere contaminato.
Si sono poi verificati, fortunatamente in modo sporadico, anche fatti gravissimi in cui tali misure non bastano o addirittura vengono aggirate. Parliamo di un’azienda ittica di Ancona (di cui non è stato diramato il nome) che avrebbe falsificato le date di scadenza del salmone (risultato poi contaminato da Listeria), staccandole con l’aiuto di un phon e poi allungandole per avere più tempo per commercializzare il prodotto.
La Vittima e le Indagini
Una donna di 63 anni, residente a Bologna, aveva acquistato una confezione di salmone affumicato in un supermercato locale. Dopo averlo consumato, ha manifestato sintomi gravi che hanno richiesto il ricovero ospedaliero. La diagnosi ha confermato un’infezione da Listeria monocytogenes, un batterio pericoloso che può causare danni permanenti.
Leggi anche: Servizio Iene: insalata
Le analisi successive hanno confermato la presenza di Listeria nella confezione di salmone consumata e in altre confezioni ancora sigillate, tutte correttamente conservate in frigorifero.
A complicare ulteriormente il quadro è la testimonianza della vedova di un ex dipendente dell’azienda di Ancona. L’uomo, prima di togliersi la vita, aveva denunciato pratiche illegali adottate all’interno della ditta. “Gli era stato detto che era un accordo con la ditta, che potevano farlo, ma lui aveva dei dubbi“, ha raccontato la donna.
Nel settembre 2022, l’ex dipendente si era dimesso, segnalando la richiesta di compiere attività illecite come motivo della sua decisione. La magistratura ha aperto un’indagine per chiarire eventuali responsabilità e verificare l’estensione delle presunte pratiche fraudolente. Nel frattempo, la famiglia della donna danneggiata e la vedova dell’ex dipendente chiedono giustizia.
Il Caso di Roberta Fallavena
Risarcita dall’assicurazione Roberta FALLAVENA, la casalinga bolognese di 63 anni che il 15 luglio 2023 rischiò la vita per aver consumato del salmone affumicato mal conservato o scaduto in un supermercato del capoluogo emiliano.
Come è ormai noto a molti, dopo i due servizi dedicati da “Le Iene” alla vicenda riguardante l’attività de LA NEF di Ancona, in mano all’osimano Giordano PALAZZO, la FALLAVENA aveva acquistato quattro confezioni di salmone affumicato, conservato in buste sottovuoto e vendute in un supermercato di Bologna. Salmone consumato in parte, una sola busta, con dell’insalata, salvo iniziare a sentirsi male sin dal giorno dopo.
Leggi anche: Insalata Estiva con Farro e Tonno
Roberta FALLAVENA, dopo quasi due anni, potrebbe essere uscita da un incubo, almeno economico. Ottenuto un mini risarcimento di 300.000 euro per aver rischiato seriamente la vita a causa del salmone alla ListeriaÈ il 15 luglio 2023 e da quel momento per Roberta FALLAVENA comincia un calvario che la porterà fino al coma, ricoverata in terapia intensiva per tre settimane.
“Se ci penso, non ci dormo la notte” - aveva raccontato la poveretta a “Il Resto del Carlino” di Bologna già lo scorso 6 marzo. In effetti la poveretta ancora oggi, a giudicare dalle immagini Mediaset, appare profondamente segnata da quell’incubo fatto di un mix tra meningite, polmonite bilaterale, crisi epilettiche, trombosi e problemi cardiaci.
Fatalmente la FALLAVENA è rimasta in ospedale tutta l’estate ’23, in pratica due mesi, vedendo crollare la salute e i progetti di vita. “Il mio compleanno, nel 2023, l’ho “festeggiato” intubata” - ricorda con amarezza.
Anche perché dal Sant’Orsola, Roberta era uscita in carrozzina; tanto che la commissione medica in prima istanza le aveva riconosciuto una invalidità al 100%, oggi scesa al 35%. “Ma significa che non posso correre, faccio fatica a camminare e pure a respirare” - narra ai cronisti la vittima del salmone.
“Spesso non ricordo le parole e non riesco nemmeno a salire i gradini troppo alti. Per arrivare alla fermata dell’autobus, ad esempio, devo partire molto prima. La mia vita purtroppo è stata stravolta e continuerà ad esserlo”.
Leggi anche: Insalata Estiva di Pollo
L’Ausl bolognese, dopo un sopralluogo in casa, trovò la Listeria anche nelle confezioni restanti di salmone rimaste ancora sigillate: il batterio era presente in concentrazione di 3 milioni di unità per grammo, una quantità definita «esageratamente alta» e «fortemente nociva».
A seguito dell’accaduto venne diramata un’allerta a livello europeo per segnalare la pericolosità del lotto incriminato.
Gli esami sul Dna del batterio rinvenuto nelle confezioni in casa, infatti, confermarono che si trattava dello stesso ceppo trovato nel sangue della donna. Da qui la “certezza che fosse lo stesso”.
Pare che il salmone era stato conservato correttamente e pure consumato entro la data di scadenza. Ma quale scadenza? Quelle effettiva ed originale o una scadenza possibile quanto farlocca? Come dimostrato da “Le Iene” nella seconda incursione a LA NEF della Baraccola.
Interrogativi a cui, forse, proverà a dare una risposta il possibile processo bolognese con Giordano PALAZZO a rischiare l’imputazione, come richiesto dal Pubblico ministero Gabriella TAVANO, quale legale rappresentante della ditta importatrice. Ipotesi di reato per cui si procede: lesioni colpose gravi e commercio di alimenti nocivi.
Nessuna certezza neanche sul piano delle (possibili, diremmo doverose) indagini in corso presso la Procura di Ancona sull’aspetto di fondo più inquietante: la pratica di rimuovere le etichette di scadenza a colpi di phon… per sostituirle con date che allungavano la vita del prodotto scaduto di una o due settimane (come le immagini mandate in onda dimostrano indubitabilmente se confermate come corrette) è mai avvenuta?
Il Ruolo de "Le Iene"
Il racconto mediatico è stato cavalcato da trasmissioni tv come “Le Iene” che hanno fatto dell’allarmismo travestito da giornalismo d’inchiesta un marchio di fabbrica.
𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗮𝗰𝗲, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝘀𝘂𝗹 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗵𝗼𝗻, 𝘀𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗲𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗲, 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗱𝗮 𝗟𝗲 𝗜𝗲𝗻𝗲 𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟭 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗲𝘅 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗠𝗶𝗿𝗼 𝗝𝗮𝗸𝗼𝘃𝗹𝗷𝗲𝘃𝗶𝗰. 𝗦𝘂𝗶𝗰𝗶𝗱𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼
Insalata in Busta o Sfusa?
Meglio l’insalata in busta o quella sfusa? Questa è una domanda che molti consumatori si pongono, considerando i rischi potenziali legati alla contaminazione.
La "Terra dei Fuochi": Realtà o "Fake News"?
Roma. “Il mondo scientifico sta dicendo che la Terra dei Fuochi è una ‘fake news’, e questo non è frutto di opinioni”. A circa quattro anni dall’esplosione del caos mediatico che ha generato tutto, sono emersi solo sei casi di positività su 30 mila campionamenti effettuati presso 10 mila aziende dell’agroalimentare dell’intera Campania per la ricerca di contaminanti chimici e microbiologici potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori. Ciò significa che nel 99,98 per cento dei casi i campionamenti hanno superato gli esami.
A oggi solo 33 ettari su 50 mila di suolo agricolo nella cosiddetta Terra dei Fuochi sono stati interdetti alla coltivazione per presenza di rifiuti o di contaminanti. Ovvero lo 0,06 per cento del totale.
Caso paradigmatico quello di un terreno coltivato a patate “interdetto” nel febbraio 2015 per la presenza di piombo. Il generale della Guardia forestale, Sergio Costa, uno degli “eroi” della Terra dei Fuochi in coppia con il don Maurizio Patriciello, famoso per avere maledetto dei pomodori, ne montò un caso portando sul posto una troupe della trasmissione Rai “Linea Verde”. “Abbiamo fatto le verifiche, abbiamo trovato tantissimo piombo, oltre i parametri di legge in modo consistente, e questo sito di cinque ettari andrà a caratterizzazione ambientale e poi a futura bonifica”, disse.
L’allarmismo mediatico è stato determinante nella creazione della bufala della Terra dei Fuochi che venne ripresa dal New York Times nel 2014. Si scatenò la caccia al veleno nei frutti e negli ortaggi. Dei normali limoni sono stati definiti “mostruosi” per via della forma bitorzoluta data dall’infezione di un fungo. Solo sentire parlare di “metalli pesanti” nelle acque irrigue - peraltro in un terreno vulcanico dov’è naturale che abbondino - motivò gravi sospetti, nonostante arsenico o mercurio siano presenti in misura anche maggiore nelle acque potabili.
E’ ricorrente nei media l’uso di immagini prese dal film “Gomorra”, tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano dove si racconta di montagne gravide di rifiuti tossici e campagne pregne di sostanze mortali. E notevole è stato il contributo alla creazione di un immaginario “inferno atomico” del pentito Carmine Schiavone, morto nel 2015.
“Non era possibile che tutto il fenomeno di un pentito di Camorra, che al fine dei suoi privilegi cominciasse a raccontare balle, diventasse un fenomeno collettivo di sfacelo. E che tutti quelli che hanno attività agricole e quei cittadini che mangiano cibo campano venissero etichettati come ‘contaminati’ è stato ingiusto”, ha detto Limone spiegando il movente dell’indagine.
Il colpo reputazionale ha inferto danni alla filiera agroalimentare campana. Danni dovuti a speculazioni sui prezzi e non sui volumi - i prodotti venivano comunque acquistati ma a prezzi molto inferiori - stimati in 500 milioni di euro nel biennio 2014-2015.
“In fondo sono grato alla Terra dei Fuochi perché siamo la regione dove si fanno più controlli che altrove, c’è maggiore senso di responsabilità per l’ambiente da parte dei giovani che vivono in Campania e abbiamo messo assieme gruppi nazionali e internazionali di ricerca di grandissimo spessore”, ha detto.
La consolazione maggiore nella desolazione di un guaio evitabile deriva dal fatto che l’antica Terra Laboris si sta liberando dello stigma della Terra dei Fuochi. Le esportazioni campane sono cresciute del 14,3 per cento nel primo semestre 2017 rispetto all’anno precedente (a quota 271 milioni di euro) e del 19 per cento rispetto al 2015, secondo Banca d’Italia. La filiera del pomodoro campano ha fatto registrare un più 13 per cento e i prodotti ortivi più 18.
Tabella: Impatto Economico e Crescita delle Esportazioni Campane
| Periodo | Crescita delle Esportazioni | Valore delle Esportazioni |
|---|---|---|
| Primo semestre 2017 vs. 2016 | 14,3% | 271 milioni di euro |
| Primo semestre 2017 vs. 2015 | 19% | N/A |
La filiera del pomodoro campano ha fatto registrare un più 13 per cento e i prodotti ortivi più 18.
tags: #le #iene #inchiesta #insalata #in #busta

