Levotuss è uno sciroppo formulato per il trattamento della tosse insistente e fastidiosa. Grazie al suo principio attivo, la levodropropizina, allevia i sintomi della tosse che porta ad irritazione della gola. La levodropropizina appartiene al gruppo dei medicinali chiamati “sedativi della tosse” ed è rapidamente assorbita dall’organismo.
Indicazioni Terapeutiche
Levotuss è indicato per la terapia sintomatica della tosse. I medicinali antitussivi curano solo i sintomi e devono essere utilizzati esclusivamente in attesa della diagnosi riguardante la causa scatenante la tosse. Infatti la tosse è un sintomo e andrebbe studiata e trattata la patologia causale.
Composizione
Levotuss Sciroppo 30mg/5ml è disponibile in flacone da 200ml.
Principi attivi: 100 ml di soluzione contengono levodropropizina 600 mg.
Eccipienti: saccarosio, metil-para-idrossibenzoato, propil-para-idrossibenzoato, acido citrico monoidrato, sodio idrossido, aroma cherry, acqua depurata.
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Questo medicinale contiene 4 g di saccarosio per dose (10 ml). Il medicinale contiene metil para-idrossibenzoato e propil para-idrossibenzoato, noti per la possibilità di causare orticaria.
Modalità d'Uso e Posologia
Levotuss è facile da assumere grazie al bicchiere dosatore incluso nella confezione. È consigliabile assumere il farmaco lontano dai pasti, a stomaco vuoto.
- Adulti: 10 ml di sciroppo fino a 3 volte al giorno ad intervalli di almeno 6 ore.
- Bambini:
- 10-20 kg: 3 ml 3 volte al giorno.
- 20-30 kg: 5 ml 3 volte al giorno.
Per aprire la confezione è necessario premere con forza il tappo e ruotare contemporaneamente in senso antiorario.
Il trattamento dovrebbe essere continuato fino alla scomparsa della tosse. Tuttavia, se dopo 2 settimane di terapia la tosse dovesse ancora essere presente, è consigliabile interrompere il trattamento e chiedere consiglio al medico.
Controindicazioni
L'uso di Levotuss è controindicato nei seguenti casi:
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- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- Pazienti con broncorrea e con ridotta funzionalità mucociliare (sindrome di Kartagener, discinesia ciliare).
- Donne in gravidanza o allattamento.
- Bambini di età inferiore a 2 anni.
Avvertenze e Precauzioni
Si consiglia di usare cautela nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina al di sotto di 35 ml/min). Si consiglia di usare cautela anche in caso di contemporanea assunzione di farmaci sedativi in individui particolarmente sensibili.
In generale i para-idrossibenzoati possono causare reazioni ritardate, tipo la dermatite da contatto e raramente reazioni immediate con manifestazione di orticaria e broncospasmo.
L'osservazione che i profili farmacocinetici della levodropropizina non sono marcatamente alterati nell'anziano suggerisce che correzioni di dose o modifiche degli intervalli tra le somministrazioni possono non essere richiesti nella terza età. In ogni caso, speciale cautela dovrebbe essere usata quando levodropropizina è somministrata a pazienti anziani.
Evitare l’assunzione nel caso di pazienti con intolleranza al fruttosio. Usare con cautela nel caso di soggetti anziani. In rari casi lo sciroppo può causare sonnolenza. Usare con cautela nel caso in cui si è prossimi alla guida di una auto.
Interazioni
Gli studi di farmacologia animale hanno dimostrato che levodropropizina non potenzia l'effetto farmacologico di sostanze attive sul sistema nervoso centrale (es. benzodiazepine, alcool, fenitoina, imipramina). Nell'animale il prodotto non modifica l'attività di anticoagulanti orali, quali la warfarina e neppure interferisce sull'azione ipoglicemizzante dell'insulina. Negli studi di farmacologia umana l'associazione con benzodiazepina non modifica il quadro EEG.
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Dagli studi clinici non risulta alcuna interazione con farmaci usati nel trattamento di patologie broncopolmonari quali b2-agonisti, metilxantine e derivati, corticosteroidi, antibiotici, mucoregolatori e antistaminici.
Effetti Indesiderati
Durante il trattamento con levodropropizina si possono verificare palpitazioni, tachicardia, nausea, vomito, diarrea, eritema. Le reazioni riportate come serie sono orticaria e reazione anafilattica. La maggior parte delle reazioni che si verificano in seguito all’assunzione di levodropropizina sono non gravi e i sintomi si sono risolti con la sospensione della terapia e, in alcuni casi, con trattamento farmacologico specifico.
Le reazioni avverse riscontrate (incidenza sconosciuta) sono le seguenti:
- Patologie dell’occhio: Midriasi, cecità bilaterale.
- Disturbi del sistema immunitario: Reazioni allergiche e anafilattoidi, edema palpebrale, edema angioneurotico, orticaria.
- Disordini psichiatrici: Nervosismo, sonnolenza, alterazione della personalità oppure disturbo della personalità.
- Patologie del sistema nervoso: Sincope, capogiro, vertigine, tremori, parestesia, convulsione tonico-clonica e attacco di piccolo male, coma ipoglicemico.
- Patologie cardiache: Palpitazioni, tachicardia, bigeminismo atriale.
- Patologie vascolari: Ipotensione.
- Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Dispnea, tosse, edema del tratto respiratorio.
- Patologie gastrointestinali: Dolore gastrico, dolore addominale, nausea, vomito, diarrea.
- Patologie epatobiliari: Epatite colestatica.
- Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Orticaria, eritema, esantema, prurito, angioedema, reazioni della cute, glossite e stomatite aftosa, epidermolisi.
- Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Debolezza degli arti inferiori.
- Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Malessere generale, edema generalizzato, astenia.
È stato segnalato un caso di sonnolenza, ipotonia e vomito in un neonato dopo assunzione di levodropropizina da parte della madre nutrice.
Sovradosaggio
Non sono stati segnalati effetti collaterali significativi dopo somministrazione del farmaco fino a 240 mg in somministrazione singola e fino a 120 mg t.i.d. per 8 giorni consecutivi. Sono noti casi di sovradosaggio in bambini di età compresa tra 2 e 4 anni. Si tratta di casi di overdose accidentale tutti risolti senza conseguenze.
In caso di sovradosaggio con evidenti manifestazioni cliniche istituire immediatamente una terapia sintomatica ed applicare le solite misure di emergenza (lavanda gastrica, pasto di carbone attivo, somministrazione parenterale di liquido, ecc.), se del caso.
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