La lievitazione riveste un’importanza fondamentale per ottenere una pizza di qualità superiore. Questa fase permette all’impasto di svilupparsi pienamente, conferendo alla pizza una consistenza leggera e soffice, nonché un sapore ricco e complesso. I lieviti naturali o il lievito di birra utilizzati durante la lievitazione contribuiscono a creare le bolle d’aria necessarie per una crosta ben alveolata e una struttura interna morbida ma elastica.
Lievitazione e Maturazione: Due Processi Chiave
Esistono due processi fondamentali quando si prepara la pizza, che non tutti conoscono: lievitazione e maturazione. La prima riguarda l’aumento del volume che l’impasto subisce per via della fermentazione del lievito. La maturazione invece è la scomposizione di proteine e amidi. Entrambi i momenti sono importanti per avere una pizza che non solo abbia la giusta consistenza, ma anche che sia facilmente digeribile.
Il Ruolo del Lievito
La lievitazione è il processo mediante il quale l’impasto della pizza cresce e si sviluppa grazie all’azione dei lieviti, producendo bolle d’aria che conferiscono leggerezza e morbidezza alla crosta. La scelta del tipo di lievito utilizzato - naturale, di birra o madre - influisce notevolmente sul risultato finale.
- Lievito Naturale: L’impasto a lievitazione naturale impiega lieviti selvaggi presenti nell’ambiente e richiede più tempo per maturare, apportando complessità aromatica alla pizza.
- Lievito di Birra: Il lievito di birra, invece, è più rapido e prevedibile, producendo una lievitazione più uniforme e controllata.
- Lievito Madre: Il lievito madre, derivato da una coltura batterica fermentata, aggiunge profondità di gusto e una consistenza particolarmente soffice all’impasto. Il lievito madre è ampiamente utilizzato dai pizzaioli professionisti per conferire alla pizza un sapore unico e complesso. L’uso del lievito madre richiede competenze specifiche nella gestione di una coltura batterica attiva e può influenzare significativamente il processo di lievitazione e il risultato finale della pizza.
Tempi di Lievitazione: Lunga vs. Breve
La durata della lievitazione è un altro fattore cruciale. Esistono principalmente due approcci:
Lievitazione Lunga (24 ore)
La lievitazione lunga, con un tempo di riposo dell’impasto di circa 24 ore, offre notevoli vantaggi. Durante questo periodo prolungato, gli enzimi presenti nel lievito hanno il tempo di agire completamente sull’amido e sulle proteine della farina, producendo composti che conferiscono alla pizza un sapore più complesso e una consistenza morbida e leggera. Inoltre, la lunga lievitazione favorisce una migliore digeribilità dell’impasto, rendendo la pizza più leggera sullo stomaco. Le tecniche specifiche per la lievitazione lunga includono l’utilizzo di temperature controllate, generalmente più basse, per consentire una fermentazione lenta e graduale.
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Lievitazione Breve (8 ore)
D’altra parte, la lievitazione breve, con un tempo di riposo dell’impasto di circa 8 ore, è una scelta più rapida e pratica per gli appassionati che non dispongono di molto tempo per attendere. In questo caso, è importante utilizzare una quantità leggermente maggiore di lievito per compensare il periodo di fermentazione più breve. La lievitazione breve produce comunque una pizza gustosa, ma potrebbe mancare della complessità aromatica e della leggerezza della versione a lievitazione lunga.
In entrambi i casi, sia che si opti per la lievitazione lunga o breve, la cura nel processo e la precisione nelle tecniche sono fondamentali per ottenere una pizza di qualità superiore.
Per la pizza fatta in casa, quella lunga è sempre preferibile, perché dà tempo all’impasto non solo di lievitare, ma anche di maturare. La maturazione è infatti una fase di lievitazione molto spesso sottovalutata e che invece è essenziale per ottenere un risultato finale soffice e gustoso.
Lievitazione in Frigorifero vs. Ambiente
La lievitazione in frigorifero e a temperatura ambiente sono entrambe tecniche valide con vantaggi e svantaggi distinti. La lievitazione in frigorifero è più lenta ma consente una maggiore sviluppo di aromi e una migliore gestione del tempo per chi ha una routine impegnativa. Inoltre, la lievitazione in frigorifero rallenta l’attività del lievito, consentendo una lievitazione più controllata e uniforme. D’altra parte, la lievitazione a temperatura ambiente è più rapida e può produrre risultati più immediati, ideali per chi ha bisogno di impasti pronti in tempi più brevi.
Fattori che Influenzano la Lievitazione
Le 5 condizioni che influenzano la lievitazione della pizza (fatta in casa e non):
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- i tempi di lievitazione della farina scelta: ogni farina ha i suoi da conoscere e rispettare quando si lascia l’impasto della pizza a lievitare; a tal proposito, il più classico esempio è dato dalle farine integrali caratterizzate da tempi più lunghi a differenza della tradizionale farina bianca
- la tipologia e la quantità di lievito usato: che sia un elemento fondamentale per la lievitazione dell’impasto della pizza è risaputo; molti però non sanno che scegliere un lievito fresco o disidratato fa differenza, per esempio il primo tende a perdere efficacia col tempo; a proposito della quantità di lievito usato, questa deve essere proporzionale alla farina: in genere 1 cubetto da 25 gr serve per 1 kg di farina, mentre abbassando la quantità i tempi di lievitazione tenderanno ad aumentarela temperatura dei liquidi nell’impasto della pizza
- la temperatura dei liquidi nell’impasto della pizza: è un fattore fondamentale per la buona riuscita dell’impasto; il suggerimento è usare sempre liquidi, come l’acqua e il latte, a temperatura ambiente, al contrario l’acqua troppo calda uccide i batteri necessari per la lievitazionela temperatura di lievitazione
- la temperatura di lievitazione: anche questa incide sul risultato finale di un impasto non lievitato o meno; in linea generale, si consiglia di posizionare il preparato al riparo da correnti d’aria e da umidità, ancora meglio se all’interno del forno spento, ma con la luce accesa che crea il giusto e leggero tepore a favore di una migliore lievitazioneil ruolo del sale
- il ruolo del sale: non è solo una questione di sapidità e sapore, ma il sale è fondamentale per la lievitazione della pizza fatta in casa e non poiché innesca la reazione che sviluppa il glutine, indispensabile per avere un impasto elastico; allo stesso tempo è importante monitorare la quantità di sale che si aggiunge perché di contro questo elemento, se in dosi eccessive, si comporta proprio come l’acqua troppo calda che uccide i batteri neutralizzando l’effetto lievitante
Come Far Lievitare la Pizza: Consigli Pratici
- Temperatura Ambiente: La temperatura ambiente ideale per la lievitazione dell’impasto della pizza si situa generalmente tra i 24°C e i 26°C. Tuttavia, è importante adattare questa temperatura in base al tipo di lievitazione desiderata (lunga o breve) e alla quantità di lievito utilizzata.
- Umidità: Controllare anche l’umidità dell’ambiente durante la lievitazione. Un ambiente troppo secco può rallentare la fermentazione dell’impasto.
- Osservazione: Osservare attentamente l’impasto durante il processo di lievitazione per determinare quando è giunto il momento di procedere alla fase successiva della preparazione della pizza. Il tempo di lievitazione può variare a seconda della temperatura ambiente e delle condizioni dell’impasto.
- Lavorazione dell'Impasto: Assicurarsi di lavorare bene l’impasto per sviluppare il glutine in modo ottimale.
- Ambiente Privo di Ossigeno: affinché la lievitazione venga innescata si deve porre l’impasto in un ambiente privo di ossigeno, quindi è di importanza assoluta non lasciare il vostro panetto privo di copertura.
Cosa Fare se la Pizza Non Lievita: Cause e Rimedi
Può capitare che nella preparazione della pizza (fatta in casa e non) e nonostante il rispetto dei tempi di lievitazione necessari, ci si ritrovi con un impasto non lievitato. Le cause concorrenti a una cattiva lievitazione possono essere svariate. E questo è il principale motivo per cui una volta pronto l’impasto della pizza e messo a lievitare, non potremo dimenticarcene fino alla conclusione dei tempi di lievitazione previsti. Piuttosto sarà importante controllare, almeno di tanto in tanto, che tutto proceda a regola d’arte.
Strategie per Recuperare un Impasto Non Lievitato
Le strategie a portata di mano per recuperare un impasto non lievitato sono due:
- Aumentare il calore dell’ambiente.È forse il problema più ricorrente ed è legato a una temperatura d’ambiente troppo fredda. Per correre ai ripari, è preferibile riporre l’impasto nel forno spento con la luce accesa o, se già lo era, aggiungere un pentolino con acqua bollente per alzare la temperatura, o ancora coprire la ciotola con una coperta che favorisca la produzione di calore.
- Aumentare la quantità di lievito usato.L’altro possibile rimedio da attuare, qualora ci si chieda cosa fare se la pizza non lievita, è utilizzare dell’altro lievito: il suggerimento è aggiungere un nuovo cubetto in 50 ml di acqua tiepida, insieme a un cucchiaino di zucchero, e lasciarlo attivare. Dopo di che la miscela pronta si potrà aggiungere all’impasto che, ovviamente, andrà rilavorato con cura. In questa fase e con l’aggiunta di altri ingredienti liquidi, è importante infatti prestare attenzione al bilanciamento della consistenza dell’impasto, aggiungendo se necessario dell’altra farina.
Errori Comuni e Soluzioni
Durante il processo di lievitazione, possono verificarsi diversi problemi comuni che influenzano la qualità dell’impasto e della pizza finale. Alcuni errori includono una lievitazione insufficiente o eccessiva, una temperatura ambiente non ottimale, o l’uso improprio del lievito. Per affrontare questi problemi, è importante monitorare attentamente l’impasto durante il processo di lievitazione, regolare la temperatura e l’umidità ambiente, e utilizzare la quantità corretta di lievito in base alle specifiche esigenze della ricetta.
Pizza Veloce: un'Alternativa per Quando si ha Poco Tempo
La pizza veloce può essere una soluzione pratica quando si desidera preparare una pizza rapidamente o quando si ha poco tempo a disposizione. In questi casi, si può optare per un impasto che utilizza lievito chimico (come il lievito in polvere) anziché lievito di birra o lievito madre.
Consigli Aggiuntivi per una Lievitazione Perfetta
- Aggiungere un pizzico di zucchero, perché Dobbiamo pensare al lievito come un organismo “vivente”, quindi per proliferare e svilupparsi ha bisogno di nutrirsi, soprattutto di zucchero.
- Coprire gli impasti con un canovaccio leggermente bagnato per tanti motivi: da un lato il canovaccio protegge gli impasti dai pericolosissimi spifferi d’aria che disturbano la lievitazione, dall’altro però permette al lievito di “respirare” e quindi di svilupparsi al meglio (cosa difficile da ottenere con la pellicola per alimenti). Perché usarlo bagnato? L’acqua del canovaccio creerà un ambiente umido, quindi l’impasto si svilupperà senza seccare in superficie.
- Fare una croce sull’impasto appena realizzato è un gesto che facevano le nostre nonne e che oggi rifacciamo meccanicamente. Alcuni attribuiscono un significato religioso a questo gesto, mentre altri addirittura asseriscono che se l’impasto non ha nessun taglio non riesce a lievitare bene. Quest’ultima affermazione non è vera perché in ogni caso un impasto con lievito deve lievitare, con o senza croce! Il taglio a croce piuttosto ci dà un indizio visivo su quanto l’impasto sia cresciuto… quindi se è pronto per le successive fasi della ricetta.
- Gli impasti lievitati per svilupparsi al meglio hanno bisogno del calore del forno. Quando cuociamo i nostri impasti facciamo in modo che il forno sia adeguatamente preriscaldato. Questo passaggio è fondamentale; usare il forno non sufficientemente caldo potrebbe addirittura compromettere il risultato finale della nostra preparazione.
Conservazione dell'Impasto
Generalmente, meno lievito contiene l’impasto, più a lungo è possibile conservarlo a temperatura ambiente prima che si surriscaldi. L’impasto della pizza deve essere conservato in un contenitore ermetico o coperto con pellicola trasparente, possibilmente oliato. L’importante è far lievitare una prima volta l’impasto, magari a temperatura ambiente, e dividerlo poi in palline delle dimensioni di una crosta di pizza. Una volta coperto, l’impasto può essere conservato in frigo per circa 2 settimane. Per usarlo, toglilo dal frigo, scartalo e mettilo sul bancone o in una ciotola leggermente infarinata. Conservare l’impasto nel congelatore è molto simile a conservarlo in frigorifero.
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