Marmellata di Prugne Cosce delle Monache: Ricetta Tradizionale

Le cosce di monaca sono una varietà di susine molto comune in Toscana. Di forma ovale e a pasta gialla, sono estremamente dolci e impiegate quindi nella preparazione di confetture. La loro caratteristica patina bianca, non è altro che un modo del tutto naturale di difesa della pianta stessa.

È quindi una sostanza naturale al 100% e non è sinonimo di utilizzo di pesticidi, come erroneamente si è soliti pensare. Questa specie di condensa infatti viene prodotta automaticamente quando c’è evaporazione di acqua dai frutti, in modo tale da proteggerli e far sí che non vadano a male troppo in fretta.

La Tradizione della Marmellata di Prugne

Settembre è il periodo migliore per preparare la marmellata con le prugne nere chiamate anche "cosce di monaca", maturano tra fine agosto e settembre, sono dolci succose dal retrogusto leggermene asprigno, perfette per la preparazione di confetture da conservare per l'inverno.Da sempre è tradizione preparare marmellate in estate, per poterle gustare in inverno.

La Marmellata di prugne coscia di monaca è perfetta per farcire crostate e da spalmare a colazione su pane tostato o fette biscottate. È una confettura deliziosa, semplice e veloce da preparare in casa.

Ricetta della Marmellata di Prugne Cosce delle Monache

La ricetta della marmellata di prugne è facilissima e richiede solo 3 ingredienti: prugne, zucchero e limone. Se preferite, potete aggiungere cannella o zenzero per aromatizzarla e renderla più profumata e irresistibile. Per prepararla, scegliete sempre prugne biologiche e limoni non trattati.

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Ingredienti:

  • 600 g Prugne denocciolate
  • Vasetti Vetro sterilizzati (io ne ho riempiti 2 da 250 g.)

Preparazione:

  1. Lavate le prugne privatele del picciolo e del nocciolo, tagliatele a pezzettoni e pesatele. (così da regolarvi con lo zucchero)
  2. Trasferitele in una pentola con mezzo bicchiere di acqua, portate a bollore mescolando di tanto in tanto per almeno 10 minuti.
  3. Dopodiché aggiungete lo zucchero semolato e il succo del limone, mescolate bene e fate cuocere a fuoco dolce mescolando, (deve sobbollire) almeno 40-45 minuti.
  4. Raggiunta la giusta consistenza, dovrete ottenere un composto denso e gelatinoso con pezzi di prugna. (Fate la prova piattino: mettete un cucchiaio di marmellata su un piattino, aspettate qualche minuto, il tempo che si raffreddi, e provate a mettere il piatto a coltello per verificare la consistenza.) Se preferite una consistenza vellutata e senza pezzi frullate con un minipimer.
  5. Spegnete il fuoco, mescolate e versate la marmellata ancora bollente nei vasetti sterilizzati, ben asciutti.
  6. Chiudeteli bene, copriteli con un canovaccio e fateli raffreddare.
  7. Conservate i vasetti in un luogo asciutto per almeno 3-4 settimane prima di gustare la vostra marmellata fatta in casa. Una volta aperto il vasetto, consumate la marmellata in pochi giorni.

Consigli Utili

Bastano davvero pochi passaggi e circa 40 minuti di cottura, per realizzare una confettura di prugne buonissima e perfetta per farcire i vostri dolci. Versa in una ciotola le prugne lavate, private del nocciolo e tagliate a pezzetti, la scorza e il succo di limone e lo zucchero. Copri con pellicola e lascia marinare per circa un'ora. Se hai fretta, puoi tranquillamente saltare questo passaggio.

Trascorso il tempo necessario, trasferisci il composto in una pentola. Cuoci a fiamma bassa per circa 40 minuti, mescolando spesso. Se prepari una quantità maggiore di marmellata, i tempi necessari per la cottura aumenteranno.

Per controllare la consistenza della marmellata, fai la prova del piattino. Versa un cucchiaino di marmellata su un piattino di ceramica e inclinalo, la marmellata dovrà scivolare via lentamente. Quando la marmellata sarà della consistenza giusta, elimina la scorza di limone e versala (bollente) nei vasetti sterilizzati, chiudili con il tappo e capovolgili a testa in giù per il sottovuoto, fino al raffreddamento.

Conserva i barattoli in un posto fresco e buio per circa 2 mesi.

Susina Mascina di Montepulciano: una Varietà Pregiata

La susina mascina di Montepulciano (scosciamonaca), è la pianta più esuberante del Bosco di Ogigia, quella che si riproduce con più facilità tanto che ad ogni stagione sono costretta a eliminare (e regalare) alcuni alberelli nuovi. Fa dei frutti buonissimi facili da conservare in marmellate o essiccati al sole. Questa susina tipica, ben adattata a clima e terreno della zona, è entrata a far parte dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Toscana.

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Nel comunicato ufficiale Qualità e Sviluppo Rurale, la società partecipata dall’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che ha curato l’istanza di inserimento nell’elenco dei PAT della susina poliziana, viene così descritta: “Il frutto o drupa è di forma ellissoidale e di piccola pezzatura, con buccia o esocarpo di colore violaceo al raggiungimento della maturazione ed è ricoperto da uno spesso strato di pruina. La polpa o mesocarpo, invece, è di colore giallo e al tatto si presenta poco consistente ma contiene un buon contenuto zuccherino e per questo motivo è molto dolce.

Il peso medio di una susina di questa cultivar varia da 25 g a 30 g, ha un diametro trasversale medio di 3/4 cm e longitudinale di 4/6 cm; la maturazione della drupa si ha da metà luglio ad inizio agosto; si precisa, però, che il periodo di maturazione indicato può subire variazioni dovute all’andamento stagionale.

Le Vitamine e le Proprietà della Susina Selvatica

Questa cultivar di susina rispetto alle altre può essere riprodotta o per mezzo di talea innestata su portainnesto franco oppure attraverso la semina diretta del nocciolo e in questo ultimo caso è una particolarità. Il frutto fresco presenta un buon contenuto di zuccheri (oltre il 10%), di vitamine, in particolare le vitamine del gruppo A e del gruppo B, e di oligoelementi come il potassio (100 mg per 100 g).

Il frutto viene utilizzato, oltre che per il consumo fresco, anche per la produzione di marmellata di susine senza aggiunta di zuccheri, grazie all’alto contenuto degli stessi presenti nel frutto. La zona storica di produzione della Mascina di Montepulciano è Montepulciano (SI) che si estende per una superficie di 165 kmq e si innalza su un colle alto 605 metri sul livello del mare, ma viene anche coltivata nella zona di Cortona e negli altri territori confinanti.

Il Nome della Susina Mascina di Montepulciano

Perché queste susine si chiamavano coscia di monaca o scosciamonaca? Forse perché le monache per raccoglierle, tanto erano buoni questi frutti, si arrampicavano in alto mostrando le gambe. Ma c’è anche un’altra spiegazione: la prugna, nel linguaggio figurato, allude all’organo sessuale femminile. È un accostamento che va indietro nei secoli, tanto che ai tempi di Shakespeare i postriboli esponevano come insegna un piatto di prugne cotte. Pare che il significato risalga addirittura al tempo dei romani: sul muro di una casa di piacere di Ercolano si è trovato affrescato un piatto di prugne fumanti. Così è possibile che, con un senso di ironia e trasgressione, qualcuno si sia divertito a violare il clima claustrale dei conventi, chiamando questa prugna “coscia di monaca”.

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Tabella Nutrizionale della Susina Mascina di Montepulciano

Nutriente Quantità per 100g
Zuccheri Oltre il 10%
Potassio 100 mg
Vitamine Gruppo A e B

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