Il cinema francese si conferma una grande risorsa, offrendo pellicole che sanno emozionare e far riflettere. Uno dei film più belli che io abbia mai visto! Per quanto non sia un amante del cinema francese, "Quasi Amici" è uno di quei film che rivedrei in continuazione.
Il film, basato su una storia vera come viene più volte rimarcato, punta sicuramente sul lato comico, senza trascurare però alcune note malinconiche. Il pregio maggiore di questo film del duo Nakache-Toledano è quello di evitare i rischi del pietismo, del sentimentalismo e del politically correct che incombono sulla materia trattata. In "Quasi amici" (orrenda traduzione del titolo francese "Intouchables") mancano completamente e questo permette di costruire un bel film che ride con i tetraplegici piuttosto che dei tetraplegici.
La poca fantasia nella trasposizione del titolo originale "Intoccabili" in quello italiano "Quasi amici" non mi ha fatto desistere nel vedere questo film che non è la solita storia strappa lacrime sui buoni sentimenti e la redenzione, ma molto di più. "Quasi Amici"!e' la storia dell'incontro tra due mondi, quello di Philippe affascinante aristocratico ridotto alla condizione di paraplegico da un fatale incidente e quella di Driss, un giovane ex delinquente di colore interpretato da un bravissimo Omar Sy dalla verve contagiosa. Due mondi si incontrano per reciproco bisogno. L’uno è in cerca di una dichiarazione per ottenere il sussidio di disoccupazione, l’altro sta selezionando un assistente sanitario.
Agli inizi avevo capito che fosse una storia diversa. Il mondo scanzonato di Driss, basato su una vita precaria, tra il carcere e la ricerca di sussidi statali, incontra quello di Philippe, ricco paraplegico parigino, che assume il ragazzo come suo aiutante personale, con il compito di lavarlo, curarlo, aiutarlo nella fisioterapia e così via. Il senegalese Driss, un uomo dalla vita travagliata, appena uscito dal carcere, con un rapporto pericolante con la famiglia, si reca un giorno ad un colloquio di lavoro con l’obbiettivo di essere rifiutato ed ottenere così i sussidi statali. Il miliardario Philippe decide invece, a sorpresa, di assumerlo come proprio aiutante personale.
Una Relazione Inaspettata
I protagonisti sono principalmente due Philippe (François Cluzet) e Driss (Omar Sy) e la storia ruota intorno alla loro conoscenza. Philippe è un milionario tetraplegico, immobilizzato a letto ha bisogno di una persona che lo segua giorno e notte, in questa occasione fa la conoscenza di Driss un ragazzo di origine africana, alto robusto tutto il contrario dei candidati fino a quel momento visionati, che si presenta in casa di Philippe solamente per farsi rifiutare al fine di riuscire ad avere il sussidio di disoccupazione. Philippe quindi scommette con Driss che non sarebbe durato più di due settimane se avesse accettato il lavoro e Driss punto sul vivo accetta, iniziando così a cambiare una condizione di vita imposta a Philippe fatta di tristezza e pena che molto spesso coinvolge le persone affette da Handicap.
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Il film è incredibilmente dolce, a differenza di molti (locandina compresa) io non ho riso a crepapelle, ho riso in maniera sincera e delicata, cosa che il film in se è: sincero e delicato. Non ho visto queste battute formidabili, ho visto situazioni davvero divertenti, dialoghi ricchi di intelligenza, comicità molto sottile se vogliamo non è un film da risate sguaiate è un film molto romantico in qualche modo. I protagonisti sono eccezionali, è un eccellente attore Omar Sy in questa veste di goffo e schietto aiutante ed è molto bravo François Cluzet a interpretare un personaggio così statico fisicamente e così dinamico emotivamente. La storia poi è davvero ben costruita e arricchita come dicevo in precedenza, dalle musiche del nostro Ludovico Einaudi, diventa un piccolo capolavoro di piacere.
Si va oltre il livello professionale, è concretato sull’ umanità tra due persone che con i loro pregi e difetti riescono a combattere la difficoltà fisica (del disabile), quella del colore della pelle e precedenti penali (del lavatore assistente). Sottolinea di come sia più importante essere spontanei, sensibili e non troppo rigidi. Il film, basato su una storia vera come viene più volte rimarcato, punta sicuramente sul lato comico, senza trascurare però alcune note malinconiche. I due uomini hanno però tutte le differenze possibili: fisiche, psicologiche, generazionali e sociali.
Temi Profondi e Controverse
Il film affronta temi difficili: ridere dell’handicappato o ridere con l’handicappato? Quasi amici vuole andare oltre il tabù sui disabili, evitare il pietismo e il sentimentalismo, e buttarsi invece sull’amicizia unica, sincera e speciale di due persone diverse in tutto. Un bellissimo esempio su cosa vuol dire la parola relazione. Un film che tratta il tema dell’amicizia e del rapporto con i disabili o diversamente abili o come li si voglia chiamare e mette in luce come si possa interagire con queste persone semplicemente considerandoli persone esattamente come noi.
Uno dei nodi cruciali da cui trae origine la bioetica sembra essere la tensione tra il fattibile e il faciendum, tra possibilità tecnica e liceità etica. Tra i quesiti etici posti dalla sperimentazione sugli animali risaltano: 1) il problema dei limiti posti a tale pratica; 2) la questione della sua intrinseca liceità. Il concetto di "limite" trova spazio solo all'interno di un discorso che presuppone la liceità (anche da un punto di vista morale) della sperimentazione, intendendo regolarla attraverso direttive e criteri laddove il problema della "intrinseca liceità" pone in discussione proprio la validità e le ragioni dei presupposti su cui detta pratica si fonda.
Perfetto esempio di film che essendo costruito per piacere a tutti, ma proprio a tutti, non rischia niente, sfiora la banalità e la prevedibilità. Oltretutto è machista e anche un po’ razzista. Elemento, questo, molto sentito in Francia, sono passati pochi anni dalle rivolte parigini , quando le strade della città erano messe a ferro e fuoco. Siamo molto lontani dalla realtà raccontata ne L’odio di M. Kassovitz, altro campione di incassi in Francia. Raccontata però con un’intelligenza insolita che le consente di non cadere nelle trappole del patetismo più estremo.
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Philippe e Driss sanno entrare in relazione, sanno incontrarsi e si toccano molto di più di quanto il titolo suggerisca. Philippe e Driss sanno darsi ciò di cui hanno bisogno senza rinunciare a se stessi. Philippe e Driss sanno cambiare quel tanto che basta per evolversi, senza snaturarsi. Philippe e Driss sanno amarsi, rispettarsi, sostenersi in ciò che per l’altro è essenziale e necessario, senza volerlo cambiare, senza averlo ingabbiato in una lettura a priori che diventi un’impalcatura che rende impossibile il contatto (uno scafandro, come il corpo insensibile di Philippe - ma Philippe non è insensibile - e come una “bollatura”, la fedina penale di Driss - ma Driss non è una fedina penale).
Inizialmente un’atmosfera concitata, rapida: una Maserati lanciata a folle velocità su una strada semi-deserta in piena notte con a bordo “una strana coppia”. Quasi Amici e' la storia dell'incontro tra due mondi, quello di Philippe affascinante aristocratico ridotto alla condizione di paraplegico da un fatale incidente e quella di Driss, un giovane ex delinquente di colore interpretato da un bravissimo Omar Sy dalla verve contagiosa. Il titolo originale è “Intouchables” ma la traduzione giusta sarebbe “Intimi”. Olivier Nakache, Eric Toledano,prendendo spunto da una storia reale, confezionano un film bellissimo, con il bravissimo François Cluzet( il dustin hoffman transalpino x doti fisiomomiche e recitative incredibile spiccicati per me) e il bravo Omar Sy, perfetto nella parte.
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