"Non piangere salame": Storia e significato di un verso iconico della musica italiana

La musica italiana è costellata di versi che, per la loro originalità o il loro apparente nonsenso, si imprimono nella memoria collettiva. Uno di questi è senza dubbio "Non piangere salame dai capelli verde rame", tratto dalla canzone "Eppur mi son scordato di te" interpretata dalla Formula 3.

L'Origine del Verso

Il testo di "Eppur mi son scordato di te" è opera di Mogol, mentre la musica è di Lucio Battisti. Proprio Mogol ha rivelato che il celebre verso è nato da un errore.

L'Errore di Mogol

Mogol stesso ha ammesso di essersi reso conto dell'errore solo dopo che il brano era stato pubblicato. Si tratta dello strampalato "Non piangere salame dai capelli verde rame" con cui si apre il ritornello: ebbene, lo stesso Mogol ha ammesso che è frutto di un errore, di cui lo storico paroliere fu consapevole solo una volta che il brano era finito su disco.

Il verso, in realtà, avrebbe dovuto essere "Non piangere salame dai capelli rosso rame". Non che, a dire il vero, così sarebbe stato tanto meno strano.

Interpretazioni e Significato

Nonostante l'origine accidentale, il verso "Non piangere salame dai capelli verde rame" ha suscitato diverse interpretazioni. Alcuni lo vedono come un'immagine surrealista e onirica, altri come un'esortazione a non prendersi troppo sul serio.

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Il colore verde rame, descritto come un verde azzurrognolo, aggiunge un elemento di stranezza che stimola l'immaginazione.

L'Impatto Culturale

Il verso è diventato talmente famoso da essere citato quasi più del titolo del brano stesso. Ha attraversato le ere del pop tricolore, diventando un simbolo di un'epoca e di un modo di fare musica.

Di "Eppur mi son scordato di te" sono state pubblicate varie versioni, inclusa una interpretazione in versione acustica di Battisti nella trasmissione Teatro 10. Anche Mina ne ha registrato una cover per l'album "...Finalmente ho conosciuto il Conte Dracula" del 1985. Più recente, invece, la rilettura dei Pooh per il loro omaggio agli anni '60 e 70 Beat ReGeneration. Nel 1977 Battisti ha inciso una versione inglese del pezzo, rimasta però fino a oggi inedita.

Il Rapporto Mogol-Battisti

La collaborazione tra Mogol e Battisti è considerata una delle più importanti nella storia della musica italiana. Insieme hanno creato canzoni che sono diventate dei veri e propri classici, capaci di emozionare e far riflettere.

Mogol ricorda che, quando scriveva una canzone, non descriveva il paese, ma viveva in Italia ed evidentemente metteva qualcosa di riconoscibile. Testi come "La canzone del sole", "I giardini di marzo", "Emozioni", "Pensieri e parole" sono autobiografici.

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La Musica Italiana e la Lingua

Esprimere qualcosa di "musicale" in lingua italiana comporta un handicap di partenza non da poco. Quasi nessuno sottolinea come anche molti testi di brani "anglofoni" di fama mondiale siano in realtà banali o addirittura stupidi.

Mogol racconta un aneddoto significativo: "Quando dice “Non piangere salame dai capelli verde rame”. Volevo scrivere “rosso”, invece è venuto fuori “verde”. Me ne sono reso conto molto tempo dopo.

Inoltre, Mogol ricorda: "Quando scrivevo una canzone non descrivevo il paese, ma vivevo in Italia ed evidentemente mettevo qualcosa di riconoscibile. Testi come “La canzone del sole”, “I giardini di marzo”, “Emozioni”, “Pensieri e parole” sono autobiografici. Persino quando mi hanno portato “Space Oddity” di David Bowie, l’ho riscritta come “Ragazzo solo, ragazza sola” perché non sentivo come mia la storia di un astronauta che parla con la sua base.

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