La musica italiana è costellata di versi che, per la loro originalità o il loro apparente nonsenso, si imprimono nella memoria collettiva. Uno di questi è senza dubbio "Non piangere salame dai capelli verde rame", tratto dalla canzone "Eppur mi son scordato di te" interpretata dalla Formula 3.
L'Origine del Verso
Il testo di "Eppur mi son scordato di te" è opera di Mogol, mentre la musica è di Lucio Battisti. Proprio Mogol ha rivelato che il celebre verso è nato da un errore. In realtà, avrebbe dovuto essere "Non piangere salame dai capelli rosso rame".
L'Errore di Mogol
Mogol stesso ha ammesso di essersi reso conto dell'errore solo dopo che il brano era stato pubblicato. Questo aneddoto aggiunge un ulteriore livello di fascino a una canzone già ricca di elementi singolari.
Un brano rimasto nella storia della musica italiana, sia per l'indubbia qualità della composizione e dell'arrangiamento, sia per un verso davvero singolare.
Gli autori di Eppur mi son scordato di te sono quasi una garanzia di perfezione: la musica è di Lucio Battisti, il cantautore di Poggio Bustone i cui concerti del 1969 e del 1970 furono accompagnati dalla Formula 3, mentre il testo è di Mogol.
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Si tratta dello strampalato "Non piangere salame dai capelli verde rame" con cui si apre il ritornello: ebbene, lo stesso Mogol ha ammesso che è frutto di un errore, di cui lo storico paroliere fu consapevole solo una volta che il brano era finito su disco.
Il verso, in realtà, avrebbe dovuto essere "Non piangere salame dai capelli rosso rame". Non che, a dire il vero, così sarebbe stato tanto meno strano.
Interpretazioni e Significato
Nonostante l'origine accidentale, il verso "Non piangere salame dai capelli verde rame" ha suscitato diverse interpretazioni. Alcuni lo vedono come un'immagine surrealista e onirica, altri come un'esortazione a non prendersi troppo sul serio.
Il colore verde rame, descritto come un verde azzurrognolo, aggiunge un elemento di stranezza che stimola l'immaginazione. Alcuni suggeriscono che potrebbe riferirsi a una tinta per capelli venuta male, con riflessi verdognoli.
Una possibile interpretazione potrebbe essere quella di mettere in guardia: è meglio piangere lacrime che salami con capelli di strani colori, altrimenti gli occhi potrebbero risentirne.
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L'Impatto Culturale
Il verso è diventato talmente famoso da essere citato quasi più del titolo del brano stesso. Ha attraversato le ere del pop tricolore, diventando un simbolo di un'epoca e di un modo di fare musica.
Di "Eppur mi son scordato di te" sono state pubblicate varie versioni, inclusa una interpretazione in versione acustica di Battisti nella trasmissione Teatro 10. Anche Mina ne ha registrato una cover per l'album "...Finalmente ho conosciuto il Conte Dracula" del 1985. Più recente, invece, la rilettura dei Pooh per il loro omaggio agli anni '60 e 70 Beat ReGeneration. Nel 1977 Battisti ha inciso una versione inglese del pezzo, rimasta però fino a oggi inedita.
Il Rapporto Mogol-Battisti
La collaborazione tra Mogol e Battisti è considerata una delle più importanti nella storia della musica italiana. Insieme hanno creato canzoni che sono diventate dei veri e propri classici, capaci di emozionare e far riflettere.
Mogol ricorda che, quando scriveva una canzone, non descriveva il paese, ma viveva in Italia ed evidentemente metteva qualcosa di riconoscibile. Testi come "La canzone del sole", "I giardini di marzo", "Emozioni", "Pensieri e parole" sono autobiografici.
La Musica Italiana e la Lingua
Esprimere qualcosa di "musicale" in lingua italiana comporta un handicap di partenza non da poco. Puoi anche avere cose bellissime da dire, ma farle anche suonare bene è tutt'altra questione, che solo pochi eletti sono in grado di affrontare con risultati validi, a volte notevoli, molto più raramente memorabili.
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Quasi nessuno sottolinea come anche molti testi di brani "anglofoni" di fama mondiale siano in realtà banali o addirittura stupidi. Tanto il più delle volte non si ascoltano.
L'esempio di "Non piangere salame dai capelli verde rame" dimostra come anche un errore possa trasformarsi in un elemento distintivo e memorabile di una canzone.
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