Pasta alla Matalotta: Un Classico Siciliano tra Storia e Sapore

La Sicilia, crocevia di popoli e culture, vanta una tradizione culinaria ricca e variegata. Tra i primi piatti, la pasta occupa un posto d'onore, declinata in innumerevoli varianti che spesso differiscono da città a città.

I primi piatti di mare sono una specialità della cucina siracusana, spesso gustati in diverse varianti. Tra questi, spiccano gli spaghetti con il nero di seppia, la pasta ai frutti di mare con le cozze, e la pasta con la salsa moresca (con bottarga e cannella).

Un piatto che incarna la tradizione e l'ingegno culinario siciliano è la pasta alla matalotta, conosciuta localmente anche come "pasta co broru ro pisci" (con il brodo del pesce).

Origini e Storia

Questo piatto affonda le sue radici in un'epoca passata, precisamente durante il periodo della dominazione francese in Sicilia. Il termine "matalotta" deriva dal francese "matelot", che significa marinaio. L'usanza di non sprecare il brodo avanzato dalla zuppa di pesce diede vita a questa ricetta, riutilizzandolo per condire la pasta. Oggi, si preferisce preparare il brodo fresco per esaltare al meglio i sapori.

La pasta alla matalotta nasce come piatto povero, che non richiede eccessivo utilizzo di materie prime. Generalmente si utilizza solamente lo scorfano rosso (detto cipuddazza) gli spaghetti (interi o spezzati), olio d’oliva e formaggio grattugiato per condire.

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La Ricetta Tradizionale

La versione odierna di questo piatto prevede anche l’ulilizzo del pomodoro per il brodo: passato o tagliato a pezzetti.

Per preparare gli spaghetti alla matalotta, la prima cosa da fare è mettere sul fuoco l’acqua salata per la pasta. Si parte dal presupposto che il brodo di pesce sia già pronto. Misuratene i 400 ml filtrando bene il brodo, quindi trasferitelo in una padella e mettetelo a scaldare sui fornelli. Filtrare il brodo è fondamentale se non volete ritrovarvi nel piatto delle squame o delle lische. Scolate la pasta 3 minuti prima del tempo previsto dalla confezione e trasferitela subito nel tegame con il condimento.

Impiattate e versate sui piatti il brodo restante. Completate con i capperi dissalati e il prezzemolo fresco tritato finemente. I vostri spaghetti alla matalotta sono pronti.

La ricetta originale prevede appunto l’utilizzo degli spaghetti che raccolgono bene il brodo. Ma se volete potete sostituirli con il formato di pasta che preferite. Vi consigliamo di provarli anche con gli anelletti siciliani e raccoglierli con un cucchiaio.

Varianti e Consigli

Un'altra versione della matalotta prevede l'utilizzo della lampuga, detta anche capone, capperi, olive, pomodori, cipolle e vino bianco. Questa preparazione richiede circa 20 minuti di cottura: si soffrigge un trito di aglio e cipolla con un filo d'olio, si aggiungono i pomodori San Marzano tagliati a spicchi, le olive snocciolate e i filetti di lampuga, pesce azzurro dalle carni bianche e compatte, dal gusto delicato, ricco di proteine e quasi totalmente privo di grassi. Si sfuma con il vino bianco secco, si copre con un coperchio e si lascia cuocere dolcemente per una decina di minuti, guarnendo il tutto con una manciata di prezzemolo fresco sminuzzato.

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Il sughetto può essere raccolto con delle fettine di pane casereccio tostate, oppure usato per condire un primo piatto di spaghetti, linguine o altro formato di pasta a piacere.

Pescata solitamente tra la fine di agosto e la seconda metà di ottobre, la lampuga è facilmente reperibile sui banchi del mercato autunnali; in alternativa, può essere sostituita da cernia, gallinella o ricciola. Al posto dei pelati puoi usare i pomodorini della varietà ciliegino e profumare il tutto con una foglia di alloro o con del basilico fresco.

La Matalotta Trapanese

A Trapani, la matalotta viene preparata con pesce di scoglio, come le boghe, ma è ottima anche con scorfano, triglie, palombo o gallinella. Si rosolano in un tegame con olio la cipolla affettata grossolanamente insieme ad aglio schiacciato, prezzemolo e alloro. Si sistema il pesce eviscerato e il pomodoro fresco a pezzettini. A piacere è possibile aggiungere uno spicchio di limone, prima di sfumare con vino bianco e coprire, lasciando cuocere finché le carni non sono tenere. Al momento del servizio, si accompagna con crostoni di pane.

Curiosità

Forse ancora non lo sapete, ma la “matalotta”, almeno una volta, forse l’avete preparata anche voi. È probabile se siete discreti cuochi domestici, amanti del pesce e dei sapori intensi, ma al contempo delle ricette agili e a prova d’errore.

La Sicilia è stato un crocevia di popoli e linguaggi, tradizioni e usanze, tracce indelebili che si riscontrano ancora oggi nella ricca tavola siciliana tra i primi troviamo la pasta:La pasta preparata “in tutte le salse” e pur mantenendo alcune volte lo stesso nome la Sicilia annovera una serie di specialità diverse fra loro che variano da città a città.

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