Analisi del Glifosato nella Pasta: Cosa Rivelano i Test

Negli ultimi anni, la presenza di pesticidi e micotossine nella pasta è stata oggetto di numerosi test e analisi. Un recente test, il quarto in otto anni, ha fornito buone notizie, rivelando che il glifosato è presente solo in due lotti di pasta.

Glifosato nella Pasta: Una Presenza Limitata

Anche la presenza di glifosato, un erbicida considerato un probabile cancerogeno per la IARC dell’OMS, è limitata a due lotti (Conad e Garofalo) in concentrazioni molto inferiori al limite di legge. Questo erbicida è capace di provocare danni alla salute dei ratti di laboratorio a dosi considerate sicure per l’uomo, come ha dimostrato un recente studio dell’Istituto Ramazzini di Bologna.

Qualche numero per capire come è cambiato - in meglio - il mercato. Nel maggio 2016 su 31 lotti di pasta analizzati il glifosato era presente in 8 marchi. Nel dicembre 2020 analizzammo 20 campioni di spaghetti e il famigerato erbicida risultò in 7 prodotti.

Nonostante questo, la Ue ha proceduto spedita nel riapprovare per altri 10 anni il suo, seppur mettendo dei paletti già in vigore per altro in Italia da anni. Inutile dire che la scelta di Bruxelles, seppur non avallata dagli Stati membri che per ben due volte non hanno saputo esprimere una maggioranza per bocciare o promuovere la proposta della Commissione, lascia l’amaro in bocca per un fitofarmaco che la lettura scientifica negli anni ha stigmatizzato più volte per i pericoli che rappresenta per la salute umana.

La Posizione del Salvagente

Il Salvagente tuttavia in virtù del principio di precauzione continuerà a considerare il glifosato un ospite sgradito - così come abbiamo fatto in passato con altri composti che poi sono stati banditi dalle autorità europee - e per questo continueremo a penalizzare i prodotti che, al di là della concentrazione, lo contengono. Seppur in tracce, come è successo nel caso delle mezze maniche Conad e Garofalo.

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Dobbiamo anche ricordare però che negli anni la presenza di questo erbicida nella pasta è diminuita sia nelle concentrazioni sia nel numero dei campioni.

Altre Sostanze Attive e Micotossine

La valutazione complessiva è molto rassicurante: i residui di fitofarmaci sono pochi, con profili di rischio non preoccupanti e in concentrazioni molto basse. Tra le sostanze attive troviamo il Piperonylbutoxide (Barilla al bronzo e Coop) in basse quantità: parliamo di un sinergizzante usato in combinazione nei formulati degli insetticidi per il quale non esiste un limite di legge.

Il Pirimiphos methyl (trovato ampiamente al di sotto dei limiti di legge nelle mezze maniche Coop) è un acaricida considerato interferente endocrino e sospetto cancerogeno per l’Echa, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche. I tenori riscontrati in entrambi i campioni sono talmente bassi - e comunque appena sopra al limite di rilevabilità per il biologico - che non destano alcuna preoccupazione.

Nel capitolo micotossine abbiamo cercato il Don, noto anche come vomitossina perché capace di creare disturbi gastrointestinali specialmente nei bambini. Il limite previsto per gli adulti di 750 mcg/kg non è mai stato superato così come quello di 200 microgrammi per chilo, il massimo consentito nel baby food.

Test Svizzeri: Ulteriori Dettagli

La rivista dei consumatori svizzeri Saldo ha analizzato 18 confezioni di pasta bio e ‘convenzionale’ - anche italiana - alla ricerca di glifosato e altri pesticidi, oltre che della micotossina DON (deossinivalenolo). Solo 7 sono prive di residui. Negli altri, un mix di piccole quantità di sostanze sgradite contribuisce al cocktail venefico quotidiano.

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I 5 campioni di pasta bio si sono rivelati completamente puliti. Nessuna traccia di glifosato o altri pesticidi e ottimi risultati anche sul fronte della contaminazione con la micotossina DON. Tra questi, l’unico disponibile anche in Italia è il pacco di spaghetti integrali Combino di Lidl (origine grano UE-extraUE). Gli altri sono pappardelle Aldi Nature Active, fusilli integrali Spar Natural, penne rigate bio Coop Naturaplan e spaghettini di farro bio di Alnatura.

Nella top-8 - tanti sono nel complesso i prodotti ‘puliti’ - compare Barilla con due tipi di pasta: spaghettoni e penne integrali, entrambi ‘convenzionali’. L’origine del grano non viene qui specificata, si suppone dunque che si tratti di lotti riservati all’esportazione sui mercati esteri, sia pure UE, dove l’obbligo di specificare la provenienza del grano non sussiste.

Le altre 10 paste ‘convenzionali’ risultano tutte contaminate da piccole dosi di residui. Sono, in ordine di comparizione, tagliatelle Lidl Combino, spaghetti Ristorante 8 Divella,tagliolini Agnesi spaghetti Garofalo. Le altre 6 paste ‘convenzionali’ e contaminate non sono commercializzate in Italia.

I livelli di contaminazione emersi dalle analisi di Saldo sono molto contenuti. La somma dei residui dell’erbicida glifosato e dell’insetticida pirimifos metile (tossico per le api e per gli organismi acquatici) nei 4 prodotti (forse) disponibili in Italia varia da 0,013 a 0,019 mg/kg.

A eccezione del bio, persino il tè contiene residui di glifosato. Del resto, questa molecola (autorizzata fino al 15.12.22) è stata ritrovata nelle urine del 99,8% dei francesi.

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La Cottura Riduce il Glifosato

Uno studio canadese rivela come la cottura elimini la maggior parte dei residui di glifosate presenti a crudo nella pasta. Concentrazioni elevate di entrambi i target analitici sono state rivenute nella crusca, con la percentuale di cadmio sul totale intorno al 23-25% e quella di glifosate del 38%.

I residui maggiori di glifosate nel grano, 0,874 mg/kg contro 0,474, sono stati rinvenuti nei campioni trattati a 360 g/ha di glifosate con l'umidità >30%. Ciò è dovuto al fatto che in tale stadio è risultata maggiore la traslocazione dell'erbicida all'interno dei tessuti vegetali.

Poi è stata preparata la pasta secca e la molitura ha ridotto le concentrazioni nella semola e nella farina di un fattore 1,8 per glifosate e 1,4 per il cadmio.

Al tempo zero nella pasta sono stati rinvenuti 0,335 e 0,633 mg/kg di glifosate per le due tesi a 720 e 360 g/ha. Tali valori quasi si dimezzano in soli tre minuti, scendendo rispettivamente a 0,189 e 0,369 mg/kg. L'estrazione di glifosate dalla pasta poi rallenta, mostrando a 11 minuti solo 0,124 e 0,240 mg/kg.

Circa l'analisi dell'acqua di cottura, questa ha dimostrato come glifosate sia stato estratto dalla pasta proprio dall'acqua, la quale agisce sulla molecola come un vero e proprio solvente. Al termine della prova, cioè dopo 15 minuti di cottura, circa il 73% di glifosate (media di tutti i campioni) si era trasferita dalla pasta all'acqua, contro il 5% del cadmio.

Reazioni ai Test e Risposte delle Aziende

Il test presentato nello scorso numero del Salvagente, che ha trovato la presenza di 7 confezioni di pasta italiana con tracce di glifosato, ha suscitato molte reazioni.

Prima delle pubblicazione abbiamo avvertito i produttori degli spaghetti nei quali abbiamo trovato glifosato e Don sopra i 200 mcg/kg. Ecco cosa ci ha risposto chi ha deciso di replicare ai risultati delle nostre analisi.

Ci scrive Divella in una lunga lettera: “Abbiamo ripetuto le analisi sul lotto da voi analizzato e anche su un campione di semola utilizzata per pastificazione: i valori di glifosato sono al di sotto del limite di rilevabilità. Dopotutto anche il rapporto di analisi da voi inviatoci riporta tra i risultati valori infinitesimali rispetto ai limiti di legge: per il glifosato 263 volte inferiore mentre per il piperonil butoxide al netto dell’errore strumentale sarebbe al di sotto del limite di quantificazione”.

Rummo ci fa sapere: “Il valore di glifosato riscontrato sul nostro prodotto è conforme ai regolamenti e ampiamente al di sotto del limite di legge (10 mg/Kg): il valore di 0,023 mg/Kg riscontrato dall’analisi degli spaghetti Rummo è 434 volte inferiore al massimo consentito”.

Garofalo nel precisare che non usa grano canadese, sottolinea che il glifosato riscontrato dalle nostre analisi “presenta valori circa 150 volte inferiore al limite di legge. Utilizziamo grano proveniente dalle zone desertiche dell’Arizona, per il quale è certificata l’assenza di glifosato in tutte le fasi della coltivazione”.

Chiediamo allora quale possa essere l’origine del residuo emerso dal nostro test: “L’elevato utilizzo del glifosato nel mondo e anche in Italia, espone al rischio di contaminazione accidentale, anche per quelle produzioni agricole che non ne fanno uso. E sul livello di Don? Garofalo rassicura: “Il valore del Don rilevato nel campione è circa un terzo di quello stabilito dai limiti di legge”.

Glifosato e Salute Umana: Cosa Sappiamo?

Il glifosato, un erbicida sintetico brevettato nel 1974 dalla Monsanto Company e ora prodotto e venduto da molte aziende in centinaia di prodotti, è stato associato al cancro e ad altri problemi di salute.

Nel 2015, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo” dopo aver esaminato anni di studi scientifici pubblicati e sottoposti a revisione paritaria.

Secondo l’EFSA, che è l’organo di consulenza scientifica della Commissione Europea in materia di rischi associati alla catena alimentare, «è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo».

Effetti sul Microbioma e Sistema Endocrino

Una delle ultime ricerche è quella pubblicata sulla rivista ScienceDaily dai ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia che ha trovato come il 54% delle specie batteriche intestinali del nucleo umano sono potenzialmente sensibili a presenze anche ridotte di questo erbicida. E gli effetti sul microbiota umano, la popolazione di 500 specie diverse di batteri che vivono nel nostro intestino, potrebbero essere ovviamente molto seri.

Preoccupano, poi, le continue evidenze che il glifosato influenzi il nostro sistema endocrino. In un articolo pubblicato sulla rivista Chemosphere intitolato “Glyphosate and the key features of an endocrine disruptor: A review“, un trio di scienziati ha concluso che il glifosato sembra avere otto caratteristiche chiave su dieci associate a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino. Non solo, sempre la stessa ricerca ha concluso che l’esposizione cronica a basse dosi dell’erbicida può avere un impatto sulla funzione ovarica.

La Posizione dei Pastai

La posizione dell’industria della pasta sul glifosato e sulla questione del rinnovo all’autorizzazione al suo utilizzo in Europa è chiara: finché è autorizzato e gli agricoltori continuano ad utilizzarlo, continueremo ad assicurarci che lo usino correttamente e che il grano che acquistiamo dai nostri fornitori sia sicuro, e che non ci siano residui superiori ai livelli massimi consentiti dalla legge. Se cambiano le norme, saremo al fianco degli agricoltori per trovare nuove soluzioni, nell’interesse del consumatore.

L’industria italiana della pasta e del dolce si è sempre ispirata al principio di precauzione quando si è trattato di tutelare la salute dei consumatori Siamo pronti a mettere in atto una strategia d’uscita dall’utilizzo del glifosato, prevedendone l’eliminazione nei contratti di acquisto di materia prima, nazionale e straniera. Ovviamente, non è possibile farlo dall’oggi al domani.

Presenza di Glifosato in Diverse Marche di Pasta

Nonostante sia trascorso più di un anno dalle ultime analisi, l’esito dei nuovi controlli conferma - sebbene, in generale, a livelli molto più bassi rispetto al passato - la presenza diffusa di glifosate nella pasta italiana. In tutte le marche sono presenti residui di Glifosate entro i limiti di legge per gli adulti.

Il nuovo Test GranoSalus (effettuato tramite primario laboratorio accreditato) conferma la presenza di glifosate nella pasta a marchio Divella, Barilla, De Cecco, Garofalo, Rummo, Riscossa (sia nella linea normale che in quella 100% Italia). Mentre sono state trovate soltanto tracce di presenza di Glifosate negli spaghetti Voiello (linea 100% grano Italia), La Molisana e Granoro 100% Puglia; il che significa che la rilevazione, in questi ultimi casi, si attesta sotto i livelli di quantificazione minima (pari a 0,010 mg/kg) e per tale ragione tecnicamente si parla di “traccia” di tale sostanza non potendo quantificare precisamente tale presenza.

Tabella dei Livelli di Glifosato

Ecco una tabella riassuntiva dei livelli di glifosato riscontrati in diverse marche di pasta:

Marca Livello di Glifosato (mg/kg)
Divella 0,068
Riscossa (convenzionale) 0,146
Riscossa (100% grano italiano) 0,012
Garofalo 0,030
De Cecco 0,017
Rummo 0,016
Voiello Tracce
La Molisana Tracce
Granoro Tracce

Considerazioni Finali

La presenza di glifosato nella pasta è un tema complesso e dibattuto. Sebbene i livelli riscontrati siano generalmente al di sotto dei limiti di legge, la potenziale pericolosità di questa sostanza per la salute umana continua a suscitare preoccupazioni. È importante che i consumatori siano informati e consapevoli delle scelte che fanno, privilegiando prodotti biologici e filiere controllate.

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