Pasta Girolomoni: Ritiro di un Lotto per Ocratossina Oltre i Limiti

Il Ministero della Salute ha ritirato alcuni lotti di pasta dai supermercati per possibile presenza di metalli al loro interno. Trattandosi di un richiamo per rischio fisico, l’indicazione è quella di non consumare il prodotto ma anzi di riconsegnarlo al punto vendita in caso di acquisto.

Oggi, dopo il tiro al bersaglio sulla polenta dei giorni scorsi, si deve purtroppo parlare di pasta di grano duro. Tocca dapprima a un produttore di pasta Bio, la Girolomoni, a dare prova di serietà.

La presenza di ocratossina oltre i limiti ha portato al ritiro di un lotto di pasta biologica Girolomoni da 85 punti vendita italiani dedicati al biologico. Il ritiro dalla vendita riguarda le confezioni di pasta biologica di farro Girolomoni da 500 grammi, con particolare riferimento alle penne rigate.

La data del termine minimo di conservazione è 25/06/2016. I punti vendita italiani coinvolti nella distribuzione del prodotto sono già stati avvertiti e invitati a ritirarlo dagli scaffali.

La pasta bio Girolomoni viene venduta anche all’estero. La Food Safety Authority of Ireland informa dell’elevato livello della micotossina ocratossina A rilevato in un lotto di pasta bio Girolomoni. L’avvertimento per la clientela è di non utilizzare il prodotto indicato.

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L’allerta del sistema europeo RASFF indica che il ritiro dal mercato del prodotto ha avuto inizio il 13 ottobre 2014. Il ritiro del prodotto è avvenuto dopo la segnalazione di un cattivo odore in una confezione di pasta da parte di un consumatore. Dunque sono iniziati i controlli che hanno rilevato un livello di ocratossina A superiore al limite consentito dalla norma.

L’azienda ha infatti ritirato una partita di penne rigate al farro biologico per una presenza fuori norma di micotossine riscontrata nel corso di un controllo interno.

Dal comunicato della Girolomoni si apprende infatti che: “Da questo autocontrollo è stato riscontrato un valore di Ocratossina A superiore ai limiti stabiliti dalla legge europea. Pur oltrepassando questi limiti, non sussiste un pericolo per il consumatore, qualora questa tossina non venga assunta in dosi massicce e per tempi prolungati. Condivisibile quindi la decisione dell’azienda, sui contenuti del cui comunicato si parlerà magari fra qualche riga.

Già, proprio quelle molecole naturali altamente cancerogene che hanno causato il ritiro della pasta biologica Girolomoni di cui sopra. Una Casa produttrice, questa, che ci tiene peraltro a sottolineare come “Pur oltrepassando questi limiti, non sussiste un pericolo per il consumatore, qualora questa tossina non venga assunta in dosi massicce e per tempi prolungati”. Frase magari condivisibile dal punto di vista squisitamente tossicologico (è sempre la dose a fare il veleno...), ma che si prende comunque l’arbitrio di stabilire lei cosa sia pericoloso e cosa no, senza peraltro fornire una spiegazione razionale di tali affermazioni.

Acquistare della pasta biologica vuol dire innanzitutto avere un prodotto dove è certificato l'uso di grano da coltura biologica, e dunque certo il non uso di alcun pesticida dannosa alla salute e all'ambiente. Forse il palato può non accorgersi della differenza tra una pasta biologica e una pasta convenzionale, ma l’organismo se ne accorge eccome, visto che non contiene prodotti chimici.

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Il grano e la pasta biologica sono controllati in tutte le fasi della loro produzione al fine di verificare che non contengano antiparassitari di sintesi chimica (compresi gli acaricidi e insetticidi utilizzati duranti le fasi di stoccaggio), né OGM, se non in tracce dovute purtroppo a contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili.

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