Impossibile non amare le patatine fritte, sia quelle a bastoncino che quelle in busta che sgranocchiamo ovunque. Ma a chi dobbiamo questa invenzione culinaria? Percorriamo insieme un po’ della sua storia!
Le Radici Contese tra Francia e Belgio
Di fonti scritte sulle origini delle patatine non ce ne sono molte ma un dubbio fra tutti è quello che attanaglia gli appassionati: Francia o Belgio? Due Paesi che si contendono la paternità della ricetta, attribuita tradizionalmente ai belgi, che sembra usassero friggere striscioline di patate già dal Seicento. Un’usanza nata per necessità, per sopperire alla mancanza di pesci durante le gelate del fiume Mosa.
I belgi sostengono che le prove dell’origine dell’amatissimo snack siano contenute all’interno di un manoscritto del 1781 redatto da un gruppo di pescatori del Sud del Belgio. Tra le pagine del libro si legge che durante i mesi più caldi dell’anno i valloni amavano friggere dei piccoli pesci della Mosa. Poiché nella stagione invernale la Mosa gelava, gli abitanti preferivano sostituire il pescato con i tuberi. Per renderli più appetibili e saporiti, li friggevano in olio bollente, adottando la tecnica della doppia frittura che rendeva i bastoncini più croccanti e saporiti.
Dal canto loro, i francesi hanno un’altra teoria e legano l’invenzione delle patatine fritte all’ufficiale medico Antoine-Augustine Parmentier: è a lui che si deve il consumo del tubero, inizialmente destinato ai maiali perché considerato portatore di diverse malattie, fra cui la lebbra. Imprigionato in Prussia durante la guerra dei sette anni, Parmentier fu costretto a coltivare e mangiare patate, scoprendone così i vantaggi e il sapore delizioso, che cercò di introdurre in Francia al suo ritorno. A seguito di un’intensa campagna di promozione, nel 1789 finalmente nacque il primo chiosco di patatine fritte, create per invogliare le persone al consumo.
Una cosa è certa: ai francesi si deve l’introduzione della pietanza in America, dove non a caso sono chiamate French fries.
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Il Manoscritto del 1781
In un manoscritto del 1781 si legge infatti che dall’inizio del 1600 il popolo belga era solito consumare molto pesce pescato nel fiume Mosa. A quanto pare, i belgi adoravano friggere i piccoli pesci nel grasso bollente. In inverno però il fiume ghiacciava, rendendo impossibile la pesca. Sembra, infatti, che nei mesi più caldi i pescatori fossero soliti friggere i pesci del fiume Mosa, che d’inverno - quando il fiume gelava - venivano sostituiti con le patate tagliate a forma di bastoncino e fritte in olio bollente. Si deve ai belgi l’invenzione della tecnica della doppia frittura, che le rende più croccanti e saporite.
Inizialmente le patate fritte erano chiamate semplicemente “Pomme Frittes” o anche solo “Frittes“.
La Rivoluzione Francese e Antoine Parmentier
I francesi, invece, ritengono che le prime pommes de terre frites abbiano fatto la loro comparsa nel 1789, poco prima della rivoluzione francese. Avvolte in cartocci, venivano vendute sul Pont Neuf a Parigi dagli ambulanti insieme alle castagne e alle polpette di patate. Le prime patate fritte risalirebbero quindi alla Rivoluzione francese e sarebbero state inventate a Parigi nel 1789 grazie a una campagna lanciata da Antoine Parmentier per promuovere il consumo delle patate in tutta la Francia. Imprigionato in Prussia durante la guerra dei sette anni, Parmentier fu costretto a coltivare e mangiare patate, scoprendone così i vantaggi e il sapore delizioso, che cercò di introdurre in Francia al suo ritorno. Dopo un’intensa campagna di promozione, nel 1789 finalmente nacque il primo chiosco di patatine fritte, create per invogliare le persone al consumo.
La Leggenda di George Crum e le Saratoga Chips
Oltre ai classici stick, c’è un altro modo per preparare le patate fritte: tagliate a sfoglia. Sono quelle più diffuse a livello industriale, vendute in busta, l’accompagnamento immancabile di cocktail, calici di vino e boccali di birra.
Secondo la leggenda è stato lo chef newyorkese George Crum a idearle nel 1853, per conquistare il palato dell’imprenditore Cornelius Vanderbilt che rimandava indietro qualsiasi piatto: per fargli un dispetto, il cuoco affettò le patate così finemente da renderle dure e croccanti e le riempì di sale, ma l’esigente ospite le mangiò di buon grado, trovandole squisite.
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Secondo una diffusa tradizione, le patatine fritte vennero inventate - nella forma in cui oggi le conosciamo - nel 1853 a New York dal cuoco George Crum. Ma è un falso mito cui molti di noi hanno sempre creduto. Quanto ci piace la storia romanzata…. è come se fossimo anche noi lì nel 1853 e ce lo trovassimo davanti, quel cliente del Moon Lake Lodge a New York che rimandò indietro per tre volte un piatto di patate fritte perché insoddisfatto della cottura. Possiamo immaginarlo, il cuoco George Crum che per vendicarsi gli tagliò le patate a fette sottilissime in modo che venissero talmente croccanti da non poterle mangiare con la forchetta. La storia - su Wikipedia i dettagli - ci racconta inoltre che Crum le condì con molto sale (altra vendetta?), e che tuttavia il cliente le apprezzò.
Secondo alcuni, all’epoca di Crum le patatine fritte esistevano già, ma prima della sua rivalsa verso il cliente, venivano tagliate a bastoncini o a fiammifero prima di essere fritte nell’olio bollente, mimando un metodo di taglio delle verdure noto in Francia come julienne, usato ad esempio per le carote. Crum invece avrebbe inventato le patate a rondelle, tagliando le patate a fette sottili e rotonde prima di friggerle.
Largamente apprezzata, la pietanza rese famoso il ristorante imponendosi come valida alternativa alle patate fritte preparate secondo la ricetta tradizionale francese, ossia tagliate spesse e a forma di fiammifero. Dopo qualche tempo, Crum aprì un locale di proprietà, il George Crum House, omaggiando i suoi ospiti con un piatto di patatine.
Quelle patatine che venivano servite calde non erano ancora simili, però, a quelle che troviamo noi nelle buste e che sono a temperatura ambiente.
Il cuoco, tuttavia, non registrò mai il brevetto delle sue patatine. Lo farà invece, nel 1895, un certo William C. Tappenden di Cleveland, Ohio, il quale sotto il nome di Saratoga Chips, iniziò a produrre e a distribuire nei negozi di alimentari delle scatole con dentro delle croccantissime e gustose patatine.
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Ad ogni modo, Crum - il cui vero cognome era Speck, per cui se fosse nato in Trentino avrebbe potuto rivendicare anche altro - ha contribuito a rendere popolare le patatine fritte, prima come cuoco da Moon’s e poi nel suo ristorante.
La versione ufficiale dà la paternità a George Crum, cuoco presso il Lake House di Saratoga Springs, e la sua storia è un vero esempio di serendipity: dalla lamentela di un cliente a un business miliardario.
E a quanto pare la prima opera che con certezza menziona come ricetta (e non come usanza o per sentito dire…) le patatine fritte risale al 1822 con il volume Cook’s Oracle di William Kitchiner, che conteneva una ricetta ad hoc, poi ripresa 10 anni dopo negli Usa in cui si parla di “trucioli” di patate fritti.
In realtà, si tratta di un racconto popolare non veritiero, soprattutto perché Vanderbilt non si trovava negli Stati Uniti in quel momento. Già una trentina di anni prima, invece, venne pubblicato “The Cook’s Oracle” del fisico britannico William Kitchiner, che citava la ricetta delle “patatine fritte a fette o riccioli”.
L'Evoluzione delle Patatine Fritte in Busta
Da prodotto di nicchia a snack di massa il passo fu davvero breve. La protagonista di questa storia risalente al 1926 è stavolta una donna, Laura Scudder, avvocatessa e capo di un’azienda di patatine a Monterey Park, in California.
La giovane ebbe l’intuizione di stirare a mano dei fogli di carta oleata, riempirli di patatine e sigillarli con un ferro caldo. La tipica forma a sacchetto contribuiva a mantenere il prodotto fresco e croccante più a lungo, impedendo che venisse schiacciato. All’esterno dell’involucro era presente non solo la data di consumazione ma anche un claim: The Noisiest Chips in the World, che tradotto significa Le patatine più rumorose al mondo.
Quel tipico “crunch” che continua a rimbombare nelle nostre orecchie e che ci fa subito venire l’acquolina in bocca!
Nel 1926 Laura Scudder, imprenditrice californiana, ebbe l'idea di vendere le patatine fritte - che venivano vendute in lattine o contenitori in vetro - in sacchetti di carta cerata. In questo modo, le patatine si mantennero fresche e croccanti più a lungo.
L'Ascesa delle Patatine Fritte Durante la Seconda Guerra Mondiale
A dare una svolta all’industria delle crisps (all’inglese, chips per gli americani) è stata la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui tutti i beni non essenziali vennero razionati, a cominciare dallo zucchero e i dolci. Anche le patatine erano superflue ma i produttori a quel punto erano già molti, così si allearono e chiesero di cambiare la norma. Non avendo a disposizione dolciumi, la popolazione si riversò sulle patatine per soddisfare la voglia di snack, facendo così salire le vendite alle stelle.
Il resto è storia nota: lo sviluppo industriale ha fatto sì che le patatine in busta divennero uno snack popolare, democratico, diffuso ovunque per via della sua semplicità.
Patatine Fritte nel Mondo: Varianti e Preparazioni
Qualunque siano le loro origini, il principio è sempre lo stesso: per gustare delle ottime patatine fritte basta gettare il tubero tagliato - che sia a bastoncino , a rondelle o a spicchi - nell’olio bollente e attendere che diventi dorato e croccante.
Possiamo comunque dire che ogni Paese del mondo, con le sue abitudini, ha contribuito all’evoluzione di questa straordinaria pietanza.
- I belgi, ad esempio, gustano il piatto nazionale sottoponendolo a una doppia frittura che consente di ottenere patate croccanti all’esterno con un cuore tenerissimo e gustoso. Per un tocco di sapore in più, alcuni locali utilizzano il grasso di manzo o cavallo, che certamente rende la pietanza non gradita ai vegetariani e ai vegani.
- Fish ‘n’ Chips è il tipico piatto inglese che abbina le patatine a bastoncino con del pesce fritto saporito.
- Gli italiani, invece, in accordo con le regole del foodservice adottate anche dai tedeschi e dai francesi, propongono le chips come contorno a una bella bistecca succulenta, a un hamburger oppure a una cotoletta di pollo o di carne.
- Le patate fritte sono l’ingrediente principale della poutine, un piatto tipico di Québec in Canada, servito con cagliata di formaggio e salsa gravy.
- La Patat oorlog è una specialità tipica dei Paesi Bassi caratterizzata da un insolito accostamento di chips combinate con maionese, salsa al curry, salsa di arachidi e cipolle tritate.
Record Mondiali delle Patatine Fritte
Ecco tre incredibili record delle patatine fritte che vi lasceranno a bocca aperta:
- Le patatine fritte sono l'articolo surgelato più popolare al mondo. Solo in Italia, ogni anno, circa 250.000 tonnellate di patatine fritte surgelate finiscono nei carrelli dei supermercati.
- 24,5 cm - questa è la lunghezza della patatina fritta più lunga del mondo, tagliata da un agricoltore a nord della Francia, da una patata lunga 26 cm. E con questo ha ottenuto un posto nel Guinness dei Primati.
- Il record di frittura più lunga ha trovato posto nei libri di storia: un signore belga è riuscito a friggere 1,5 tonnellate di patatine fritte in 83 ore consecutive.
A rondelle, a bastoncino, a ricciolo, a spicchi con o senza buccia, le patatine fritte non conoscono età o confini: sanno conquistare davvero tutti.
Che si tratti di chips all’inglese, più spesse e tozze, fries all’americana sottili e allungate o di sfoglie confezionate, le patatine sono state per tempo associate al concetto di junk food, ma oggi sappiamo che vengono realizzate artigianalmente anche da pub e ristoranti, fritte in olio buono e partendo da una materia prima di qualità. Certo, sono pur sempre caloriche, ma concedersi una coccola di tanto in tanto è più che legittimo.
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