Vellutate, dai bei colori rosati, profumate e succose, le pesche sono un frutto simbolo dell’estate… e quelle sciroppate ci portano un po’ di bella stagione tutto l’anno. Puntualmente cade il primo fiocco di neve e penso alle pesche! Alice ci ricorda che possiamo avere tutto il profumo della frutta estiva anche in inverno.
Le pesche sciroppate sono una conserva estiva semplice e gustosa, un ottimo modo per godere tutto l'anno di questi frutti dolci, succosi e profumati. Sono facili da preparare, diventano un fine pasto sano e non troppo calorico e permettono di gustare il buon sapore delle pesche anche in inverno.
Ma come fare le pesche sciroppate in casa? Il risultato finale è sfizioso anche se non si è chef stellati? La risposta è sì.
Ingredienti e Preparazione
L'esecuzione della ricetta è semplicissima: basterà sbucciare le pesche, dividerle a metà ed eliminare il nocciolo interno, quindi sistemarle nei vasetti di vetro, opportunamente sterilizzati, e ricoprirle con uno sciroppo di acqua e zucchero. Si chiudono bene i barattoli con gli appositi tappi e si procede poi con una seconda pastorizzazione, che consentirà di assaporare la frutta sciroppata in piena sicurezza.
Ingredienti:
- 1 kg pesche
- 500 ml acqua
- 180 g zucchero
- Cannella q.b. (facoltativa)
- Vaniglia q.b. (facoltativa)
- Chiodi di garofano q.b.
Istruzioni:
- Lavate bene i barattoli da confetture in acqua corrente poi metteteli in una pentola capiente per sterilizzarli.
- Copriteli completamente di acqua e fate bollire per 20 minuti; dopo inserite anche i coperchi nuovi mai utilizzati, meglio ad avvitamento, e riporta a bollore per altri 10 minuti.
- Spegnete la fiamma, fate intiepidire e poneteli a scolare su un panno asciutto.
- In una pentola preparare lo sciroppo con zucchero semolato e acqua. Per aromatizzare puoi aggiungere un bastoncino di cannella, dei chiodi di garofano, dell'anice stellato o della vaniglia, poi porta sul fuoco e mescola continuamente con una spatola per far sciogliere lo zucchero. Lo sciroppo è pronto quando l'acqua diventa trasparente, non deve essere né troppo concentrato né troppo diluito. Spegnete la fiamma e fate raffreddare.
- Ora lava le pesche, sbucciale, elimina le imperfezioni, aprile a metà, togli il nocciolo ed eventuali filamenti rossi con un coltellino: puoi lasciarle a metà o dividerle in 4 parti.
- Sistema i pezzi di pesca nei vasi sterilizzati ben asciutti, con la parte piatta sempre rivolta verso il basso; riempi lasciando almeno 1 cm dal bordo del vasetto libero.
- Ora versa lo sciroppo fino a 1 cm dal bordo del vasetto e avvita con cura.
- In una grande pentola poni tutti i vasetti avendo cura di separarli con dei canovacci o di avvolgerli con della carta da cucina perché non sbattano tra loro. Riempi d'acqua la pentola, i vasetti devono essere completamente coperti. Metti sul fuoco e da quando bolle, fai bollire 3 minuti così avviene la pastorizzazione.
- Togli i vasetti dall'acqua e mettili a raffreddare a testa in giù coperti con uno strofinaccio. Quando sono freddi girali e verifica se si è formato il sottovuoto: premendo sul tappo non si deve sentire il “clik”.
Consigli Utili
Scegliere le pesche giuste è fondamentale per la buona riuscita della conserva. Le migliori sono le percoche, dalla pelle morbida e vellutata e dalla polpa soda e compatta. Questa caratteristica fa sì che durante la cottura si mantengano sempre integre e non mollicce, come invece accadrebbe se doveste usare un'altra qualità di pesca. Se però preferite una consistenza più morbida, allora utilizzate le pesche a pasta gialla, più tenere già a crudo.
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Un momento molto importante è quello della sterilizzazione dei contenitori di vetro. Per prima cosa metteteli in una grande pentola con acqua bollente e lasciateli bollire per circa un'ora. Dopodiché, prendeteli e riempiteli con le pesche tagliate a tocchetti e lo sciroppo di zucchero. Riempite sino a 1 cm sotto il bordo, chiudete con il tappo e disponete ogni vasetto in una pentola con acqua bollente, avvolto in uno strofinaccio, per evitare che si rompa. Fateli bollire per 30 minuti e poi lasciateli raffreddare nella loro acqua. Verificate che si sia formato il sottovuoto, schiacciando nel mezzo il tappo: se avvertite il classico "click clack" significa che il sottovuoto si è formato correttamente.
Una volta pronte, possono essere conservate a lungo, in un luogo fresco e asciutto, e utilizzate anche per guarnire e farcire dolci, come la torta rovesciata, le sfogliatine e la torta prosecco. Tagliate a pezzetti, sono perfette per arricchire una bowl di yogurt greco e granola, per una colazione appagante; lo sciroppo, invece, può essere impiegato come bagna per un pan di Spagna.
A piacere, puoi aromatizzarle e dare loro un tocco in più con una stecca di cannella, una bacca di vaniglia o un pezzettino di zenzero fresco, per una piacevolissima nota pungente.
La Storia delle Pesche
La storia delle pesche sciroppate è davvero antichissima. Il cuoco e scrittore romano Apicio, autore del “De re coquinaria”, libro di ricette dell’antica Roma, conservava le pesche in aceto e santoreggia. La pesca è uno dei frutti più antichi dell’umanità: nello Yunnan in Cina, sono stati trovati noccioli di pesca fossili di 2,5 milioni di anni fa, molto prima della comparsa dell’uomo. Nell’antica Roma era chiamata “mala persica”, mele persiane. Alessandro Magno la diffuse in tutto il bacino mediterraneo, mentre Carlo Magno diede il via alle coltivazioni nei monasteri.
Un albero e un frutto che diventò un vero e proprio simbolo: in Francia e in Italia si credeva di liberarsi dei mali mordendo la corteccia di un giovane pesco, mentre in Giappone proteggeva da fantasmi e forze malefiche. Il fiore lo troviamo dipinto in porcellane cinesi e il frutto compare nelle rappresentazioni più antiche anche in Occidente.
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Conservazione
Le pesche sciroppate si conservano ben chiuse nei loro vasetti, in dispensa o in un luogo fresco, buio e asciutto, fino a 1 anno. Una volta aperte, devono essere riposte in frigorifero e consumate entro 3-4 giorni.
Avvertenze
La preparazione casalinga di conserve e marmellate può presentare dei rischi per la salute. In un ambiente domestico non è infatti possibile creare condizioni e misure necessarie volte a garantire la sicurezza e l'idoneità degli alimenti, che, al contrario, le procedure industriali sono in grado di assicurare per prevenire contaminazioni pericolose. è quindi importante seguire scrupolosamente le indicazioni di sicurezza alimentare per ridurre i rischi, ma bisogna sempre tenere a mente che non si potrà mai ottenere la stessa sicurezza alimentare che presentano le conserve e le marmellate prodotte a livello professionale.
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