Signore e signori, è ora di dire basta ai luoghi comuni! Siamo o no un popolo di eroi, santi, poeti e navigatori? È pur vero che originariamente nelle zuppe di pesce finivano i cosiddetti "pesci poveri", quelli considerati di minor valore, residui invenduti, scarti dei ricchi, spesso di piccola taglia e molto liscosi, ma saporitissimi.
Si fa presto però a dire zuppa! Ci siamo mai soffermati a considerare la grande varietà di pesci che compongono la succulenta preparazione o i metodi di elaborazione con cotture differenziate a seconda dei tipi di pesce utilizzati? I pesci possono essere interi, a tranci o a filetti e i tempi di cottura variano a seconda delle tipologie.
Varietà di Pesci e Metodi di Preparazione
La “zuppa” di pesce, nella quale vengono utilizzati anche molluschi e, a volte, crostacei, rappresenta il modo più diffuso di cucinare il pesce, nelle zone costiere italiane. È interessante confrontarle per notare quanto differenti le varie ricette siano da zona a zona. Non va dimenticato che si tratta comunque, “nella tradizione”, di zuppe “da pescatori” da definirsi rustiche e popolari” nel senso che venivano preparate, dagli stessi pescatori, o sulla spiaggia d’approdo o a bordo della propria barca con quei pesci che, essendo considerati di poco pregio, non erano destinati al mercato.
I pesci più comuni sono: scorfano, gallinella, palombo, tracina, murena, coda di rospo, cappone, ghiozzo, grongo, muggine, lampuga, bavosa, boccaccia ma anche triglie, San Pietro, dentice e pagello. Queste zuppe sono insaporite da aglio, cipolla, prezzemolo e altre erbe aromatiche, sfumate con vino o aceto, con o senza pomodoro, più o meno piccanti, alcune caratterizzate anche da spezie e aromi come lo zafferano.
Origini e Tradizioni Regionali
Secondo la letteratura gastronomica, la zuppa di pesce trae origine dalle tradizioni alimentari dei coloni pescatori greci che, tra il VII e il IV secolo a.C., sbarcarono sulle nostre coste. Sulle coste italiane le zuppe prendono nomi differenti: sulla riviera adriatica, da Trieste e Grado fino alle soglie della Puglia, si chiamano brodetti. Alcuni sono preparati utilizzando varie qualità di pesce mentre in altri vi è un solo pesce, come quello di soli ghiozzi nel veneziano, di sole anguille in Romagna, di soli cefali a Grado, di sole sogliole nell’anconetano.
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Salpiamo dall’Adriatico e addentriamoci nel variegato mondo del brodetto, piatto simbolo della cucina marinara dei suoi lidi, caratterizzato da cotture veloci e da una nota acidula conferita da vino bianco o aceto. In Romagna il brudèt ad pès pare essere la prima ricetta ad aver introdotto il pomodoro, esige la gallinella e viene sfumato con l’aceto, così come nelle Marche dove si usa principalmente il San Pietro o lo Scorfano, anche se non si contano le varianti: il più noto è il brodetto di Fano, a cui viene dedicato annualmente un festival internazionale. In Puglia spicca la Quatàra di Porto Cesareo, dal nome del calderone di rame in cui viene preparato il sughetto in cui cuoceranno i pesci, fino a 21 specie diverse, insaporito con acqua di mare.
In Sicilia si aggiungono olive nere e capperi; a Catania anche uva passa, a Trapani la zuppa di vari pesci con pomodoro e zafferano bagna l’inseparabile cous cous. In Sardegna, nel sughetto di sa cassola si cuoce la fregola e diventa un primo piatto. In Toscana, il re incontrastato è il robusto e fiero cacciucco livornese, quello delle 5 C e per il quale, in mancanza di un’origine certa, la storiografia sfodera storielle più o meno attendibili che hanno, però, un’unica matrice riconducibile ad un cibo per povera gente. Salvia per la base del soffritto, palombo e pesci vari da zuppa, polpi, seppie e cicale ne sono i protagonisti; viene servito su pane toscano “sciocco”, abbrustolito e agliato, e viene annaffiato rigorosamente da vino rosso.
Consigli per una Zuppa di Pesce Perfetta
Ecco i nostri consigli fondamentali:
- Utilizzate sempre pesce fresco e misto.
- Siate generosi con i condimenti!
- Insaporite sempre con odori, spezie, erbe aromatiche… il prezzemolo fresco non può mai mancare!
- Il pomodoro non deve mai mancare, anche poco, per dare un tocco di colore.
- Non dimenticate i crostini di pane. Sarebbe un peccato non intingerli nella zuppa!
La zuppa di pesce è una ricetta versatile e perfetta per qualsiasi occasione, sia come caldo comfort food invernale sia come minestra da gustare in una sera d’estate. Ogni paese che affaccia sul mare, infatti, custodisce la sua ricetta; basti pensare al celebre brodetto fanese o alla tipica zuppa di vongole ma anche ai semplici pesci in guazzetto.
Ricetta Zuppa di Pesce Napoletana
Diciamo súbito che non v’ à città di mare che non abbia una sua ricetta per la zuppa di pesce e che son tutte ottime e tutte ànno un nome particolare: per quanto è lungo l’Adriatico si dice brodetto -in Liguria e Toscana boldró (per la verità il boldró (dal prov. baldrou = sacca) è la rana pescatrice, che siccome non può mancare dà - per metinomia - il nome a tutta la zuppa…) - a Livorno cacciucco (voce deriv. del turco kac-ukli ‘minutaglia di pesci che sono alla base della zuppa livornese) - a Messina nunnata(voce deriv. dal lat. nunc-nata = bianchetti, ‘minutaglia di pesciolini che sono alla base della zuppa messinese); da noi è semplicemente ed affettuosamente ‘a zuppa ‘e pesce.
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Premesso altresí che non esiste una zuppa di pesce per eccellenza, dirò che , da buon napoletano, a mme me piace ‘a zuppa nosta (specialmente chella ca fa mia moglie…) e che la regola base per realizzare una degna zuppa di pesce è la freschezza del pesce usato che deve essere assolutamente di giornata evitando il pesce surgelato, che può tornare buono per altre preparazioni o utilizzo nelle cucine di cliniche ed ospedali. Se non c’è adatto pesce fresco, è meglio desistere e rimandare la preparazione ad altro giorno. Meglio farne a meno che rovinarsi palato e stomaco!
Attenzione a scorfano, tràcina, e lucerna! Ànno spine acuminate e velenose la cui puntura è molto dolorosa, specialmente quella della tràcina. Normalmente i pescatori le recidono “d’ufficio”. Ovviamente le quantità si possono aumentare ad libitum: la zuppa è come una minestra: piú ci si mette, piú ci si trova.
Ingredienti per 6 persone
- Scorfano (scuorfano) gr. 500
- Tràcina (tràcena) gr. 500
- Lucerna gr. 500
- Gallinella (cuoccio) gr. 500
- Grongo (ruongo) gr. 500
- Seppia (seccia) gr. 500
- Calamaretti (calamarielle) gr. 500
- Polpi piccoli (purpetielle) gr. 500
- Gamberoni gr. 500
- Cozze (cozzeche) kg. due
- Vongole kg. uno
- Arselle (lupine) kg. uno
- Pomidoro pelati freschi o in iscatola kg. 1,5
- Sedano 1 costa
- Olio d’oliva e.v.p. s. a f. 1 bicchiere e mezzo
- Aglio 3 spicchi
- Peperoncino rosso 1
- Cipolla dorata ½
- Prezzemolo tritato finemente con uno spicchio d’aglio
- Sale doppio e pepe decorticato macinato a fresco q.s.
- Vino bianco secco due bicchieri
- Fette di pane casareccio tostato in forno e strofinato con aglio kg. 1,2
Preparazione
- Eviscerare, pulire e lavare il pesce ed i molluschi affettando ad anelli seppia e calamaretti e spezzettandone i tentacoli ma lasciando intieri i piccoli polpi; sgusciare i gamberoni eliminandone il budellino nero.
- Fare aprire i frutti di mare in una pentola larga provvista di coperchio in mezzo bicchiere d’olio, uno spicchio d’aglio schiacciato ed un bicchiere di vino bianco. Sgusciarli e conservare il brodo dopo averlo filtrato con un setaccio strettissimo.
- A seguire in una grande pentola, se possibile di rame stagnato, far soffriggere nell’olio residuo per alcuni minuti due spicchi d’aglio mondati e schiacciati, la cipolla mondata e tritata, i tocchetti di sedano ed il peperoncino, aggiungendo i pomidoro appena agli e cipolla siano dorati.
- Eliminare gli spicchi d’aglio, e versare poi un bicchiere di vino bianco, aggiustare di sale e di pepe e lasciar cuocere per una ventina di minuti.
- Dopo di che cominciare a mettere nella pentola, dapprima i polpi interi, i calamaretti e la seppia affettati ed a seguire tutti i pesci cominciando da quelli di più lunga cottura: tràcina e lucerna.
- Coprire e far cuocere da 20 minuti a mezz’ora secondo la loro grandezza aggiungendo il brodo filtrato dei frutti di mare.
- Aggiungere poi il grongo tagliato a pezzi, i crostacei sgusciati, lasciando da ultimi scorfano e cuoccio.
- A cottura ultimata bisogna armarsi di attenzione e pazienza e spinare attentamente tutti i varii tipi di pesce eliminando pelle, squame, lisca ed ogni altra spina, soprattutto quelle ventrali e raccogliendone tutta la polpa in una altra pentola calda; infine filtrare il sugo per evitare la presenza di qualche inopportuna spina e versarlo sul pesce spinato; aggiungere i frutti di mare sgusciati, riscaldare il tutto ed impiattare nelle singole fondine possibilmente di coccio, ben calde,spruzzando le portate con il trito d’aglio e prezzemolo e portare in tavola accompagnando le fondine con le fette di pane o bruscate o fritte.
È un lavoro lungo ed impegnativo preparare la zuppa di pesce alla maniera di casa Bracale, ma vi assicuro che la zuppa è ancora più gustosa se nel consumarla non bisognerà stare attenti alle lische ed alle altre spine del pesce.
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