La pizza, uno dei simboli indiscussi della gastronomia italiana, vanta una storia ricca e affascinante, intrecciata con tradizioni secolari e innovazioni culinarie.
Le Origini Storiche della Pizza
Secondo la tradizione, la pizza sarebbe nata nel giugno del 1889, quando Raffaele Esposito, cuoco dell'Antica pizzeria Brandi, decise di onorare la Regina Margherita di Savoia preparando un piatto con i colori della bandiera nazionale. Tuttavia, testimonianze rivelano che una versione salata della pizza esisteva già alla fine del Settecento. Nel libro "Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti" di Francesco Bourcard, risalente al 1858, si trova una versione condita con aglio, olio, pomodoro, mozzarella e strutto. Altre testimonianze farebbero risalire l'origine della pizza, condita con aglio, olio, strutto, caciocavallo e basilico, addirittura al Seicento.
La Vera Pizza Napoletana
Preparare la vera pizza napoletana non è semplice. Per poterla definire tale, si devono seguire le indicazioni del disciplinare pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, che le garantisce il titolo di STG (Specialità Tradizionale Garantita).
Ricetta di Gino Sorbillo
Per provare a preparare in casa una pizza speciale, pur non potendo seguire tutte le indicazioni del disciplinare, si può sperimentare la ricetta di Gino Sorbillo, il principe della pizza napoletana:
- Prendi una ciotola e sciogli il lievito nell'acqua.
- Aggiungi una prima parte di farina.
- Impasta aiutandoti con un cucchiaio/mestolo.
- Continua ad aggiungere pian piano la farina.
- Unisci il sale.
- Sposta l'impasto su un piano da lavoro e inizia a lavorarlo a mano.
- Aggiungi la farina rimanente.
- Impasta energicamente per qualche minuto.
- Poni poi la pasta in un recipiente coperto da una pellicola di plastica.
- Dopo quattro ore di lievitazione dividi la pasta in pagnotte da circa 280 g ciascuna.
- Fai riposare per altre quattro ore.
- A questo punto la pasta sarà pronta per essere lavorata.
- Dopo la seconda lavorazione inizia lavorare la pasta per creare i dischi di pizza.
Doro Gourmet: Un Viaggio nel Gusto e nella Tradizione
La provincia di Caserta si dimostra un terreno fertile per la pizza, che spesso sposa la tradizione campana più verace a un'apertura verso l'innovazione e la modernità. Luca Doro, maestro pizzaiolo della pizzeria Doro Gourmet a Macerata Campania (Caserta), è un uomo nato tra i campi, e la cultura contadina è di famiglia: capi di bestiame, coltivazioni di grano, canapa, mais, tabacco, e un grande orto per la produzione di frutta e verdura.
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Il presente di Luca si chiama Doro Gourmet, una pizzeria di destinazione situata in un paesino dell'entroterra casertano. Luca spiega: "Di destinazione perché tanti dei nostri clienti affrontano viaggi lunghi per arrivare da noi, e questo ci commuove. Di destinazione perché le pizze sono un viaggio nel mio passato e in quello della mia famiglia, con la bussola orientata verso ciò che la pizza è destinata a divenire. Infine, perché ci sono pizze che ti consentono di girare intorno al mondo".
Doro Gourmet è una pizzeria fondata sull'intreccio di una rete di produttori che Luca conosce e sostiene personalmente: formaggi, oli, ortaggi, salumi, tutto è tracciabile, e l'impegno è percepibile morso dopo morso. Luca specifica che tutto questo è un punto fermo del suo lavoro. Naturalmente, ogni pizza inizia da un impasto, che Luca prepara anche ai tempi del militare. Teglie su teglie di pizza realizzate con la farina che Chiara Quaglia gli procurava. Luca sceglie di frequentare l'Università della pizza Molino Quaglia, concentrandosi sul gusto e sulla qualità.
Terza generazione di una famiglia di panificatori e contadini, Luca ha trovato nella pizza un'occasione di realizzazione. Ha seguito corsi e stage, approfondito le sue conoscenze, poi ha chiuso il locale e ha iniziato a viaggiare e a lavorare in giro per il mondo: Europa, Sud America, Stati Uniti e anche oltre, a bordo delle navi da crociera.
"Ho preso tutte le idee e tutti i chilometri che ho fatto in volo e li ho portati sulla mia pizza", dice Luca, anche se molte sue proposte nascono dal ricordo e dal territorio. Ha sposato il progetto dell'Alleanza Slow Food mettendo in menu oltre 50 Presidi da tutta Italia.
Pizz'Adoro: L'Oro in Bocca
Il ristorante Pizz'Adoro ha aperto un locale che punta su un menù di oro edibile. Un asso già calato in passato e declinato dai big del mondo della ristorazione come il risotto di Gualtiero Marchesi o il panettone di Sal De Riso. Quest’ultimo ha fatto gavetta a Parigi, tra bounlangerie e bistrot, e in città ha guidato le Serre Torrigiani.
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Piatti Speciali
- Nido d’oro: un uovo poché su un nido di pasta kataifi, tartare di funghi di stagione, salsiccia e spuma di zucca.
- Farrottino d’oro: un farro mantecato con una bisque di gambero rosso, merluzzo marinato e rifinito alla piastra, con sopra un corallo d’oro 24k.
- Burger di Angus: con scamorza affumicata, pancetta, cipolline in agrodolce, cheddar e uovo a occhio di bue, accompagnato da un bagno di lava d’oro.
- Negrita: cremosa gelatina tiepida a base di mais viola peruviano, polvere di cannella e zest di lime.
Ad affiancare i piatti troverete le pizze sia le classiche, le basse e croccanti anche se il locale sta riscontrando particolare interesse per quella al vapore preparata in doppia cottura (vapore e forno). Gli imprenditori hanno voluto anche sperimentare qualcosa di vera attualità. Il locale si prefigge, nell’arco di un paio di mesi, di puntare sull’after-dinner con il cocktail bar. Per questo i titolari si appoggeranno a una cocktail machine in grado di preparare drink personalizzati grazie all’Intelligenza Artificiale.
“L'oro non è solo un elemento decorativo - spiega il pizzaiolo Pierluigi Madeo - ma rappresenta il nostro desiderio di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice pasto."
Le Pizze Più Costose del Mondo
La pizza è un cibo conosciutissimo in tutto il mondo, infatti i pizzaioli quotidianamente si sfidano nel trovare la ricetta più originale, combinando impasti e condimenti. Da allora però molte cose sono cambiate e spesso questo piatto viene condito con materie prime anche molto costose.
Ecco alcune delle pizze più costose del mondo:
| Pizza | Descrizione |
|---|---|
| Pizza Kobe Beef Steak (Domino’s Japan) | Pizza speciale della catena Domino's in Giappone. |
| Magic Oven (Toronto, Canada) | Pizza scenografica con ingredienti costosi. |
| Pizza con crosta ripiena (Domino’s) | Pizza con crosta ripiena di formaggio e 3 strati di ingredienti. |
| Steveston Pizza Company (Richmond, Canada) | Uno dei piatti più famosi della pizzeria. |
| Nino’s Bellissima (New York) | A base di panna fresca, caviale, aragosta, uova di salmone e wasabi. |
| Margo’s Pizzeria (La Valletta, Malta) | Con foglie d’oro 24 carati e tartufo bianco d’Alba. |
| Pizza di James Bond (Glasgow, Regno Unito) | Con aragoste imbevute nello Champagne e oro commestibile. |
| Favitta’s Family (New York) | A forma di cuore e decorata con diamanti. |
La Pizza di Pasqua di Civitavecchia
Un’ulteriore reminiscenza la regala Manfredi Porena, illustre storico della Letteratura italiana e noto dantista, che nacque a Roma nel 1873 e vi morì nel 1955. Insomma, la pizza di Pasqua civitavecchiese era un dolce particolarmente apprezzato e ben conosciuto già nell’Ottocento soprattutto a Roma.
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