La pizza figliata (o serpentone di Natale con miele e noci) è una ricetta tipica del casertano. Si tratta di un dolce di facile esecuzione, tipico dell’alto casertano, in particolare di paesi quali Pignataro Maggiore, Camigliano, Vitulazio, Pastorano e Calvi Risorta. Un dolce a base di laina, la famosa sfoglia al vino bianco. Una sfoglia al vino bianco si arrotola intorno ad un doloso ripieno fatto di noci, miele e agrumi.
Profumato, tipicamente natalizio, il serpentone di Natale si può preparare, e per tradizione si prepara, molto tempo prima di Natale, anche un mese prima perché più riposa, più si insaporisce. La pizza figliata è, in assoluto, il mio dolce natalizio tradizionale preferito.
La pizza figliata è un dolce casalingo e natalizio di origine casertano, per l'esattezza Pignataro Maggiore. È chiamato anche serpentone di Natale, è un dolce quasi di riciclo, è formato da una sfoglia ripiena di vari tipi di noci, cioccolato, miele,frutta candita etc. Prima le nostre nonne cuocevano questo dolce in forno a legna, perché come vi dicevo è davvero molto antico e poche persone lo fanno ancora. A mantere ancora viva questa tradizione sono le più anziane massaie di paese che alla tradizione restano sempre legate.
La Pizza Figliata di Partignano, piccola frazione di Pignataro Maggiore, è un dolce casalingo le cui origini non si conoscono. Il ricordo dell’antica ricetta è nelle abili mani delle massaie dell’agro caleno; sono queste meravigliose donne a mantenere ancora viva la tradizione della Pizza Figliata, una specialità gastronomica diventata anche simbolo di devozione religiosa. Viene preparata, infatti, la terza domenica di settembre in occasione delle celebrazioni in onore di San Vito Martire e Nostra Signora, per essere gustato dopo un’attesa anche di qualche settimana.
Si pensa che tra gli Etruschi che hanno abitato Capua “Vetere”, già otto secoli prima di Cristo, fosse diffuso un piatto a base di noci e miele; fu tuttavia con l’arrivo degli Arabi (nel corso del Medioevo) che nacque un dolce molto simile alla moderna Pizza Figliata. Una cosa è certa: miele e noci sono prodotti che da sempre si trovano facilmente in tutto il Mediterraneo. Si tratta di alimenti molto ricercati perché ricchi di calorie e fonti di energia, ecco perché assumono un ruolo di grande importanza soprattutto nella cucina contadina.
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Il segreto della sua lunga conservazione è negli ingredienti: noci, miele, uova, zucchero, farina, olio extravergine di oliva e qualche aroma. Nei comuni che circondano Pignataro Maggiore si trovano piccole varianti della ricetta originale che prevedono l’aggiunta di cacao e uva passa.
Su proposta di Toni Verolla, presidente della Pro Loco Pinetarium, una commissione presieduta dal sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, ha assegnato alla Pizza Figliata il marchio De.Co. (Denominazione Comunale), ufficializzando la sua nascita nel rione Partignano e l’appartenenza al patrimonio gastronomico e culturale pignatarese.
Le massaie fedeli alla tradizione eseguono la preparazione della pizza in maniera quasi rituale. L’inizio dell’autunno rappresenta il periodo ideale per preparare questo dolce: le noci abbondano e il miele aiuta a conservare inalterato il gusto di questa antica specialità gastronomica.
Ingredienti
Per la sfoglia (laina):
- 250 g Farina 00
- 55 g Uova
- 25 g Zucchero
- 50 ml Olio di semi di girasole
- 50 ml Vino bianco secco (50-60 ml) q.b.
- Scorza di limone q.b.
- Vanillina 1 pizzico
- Sale
Per il ripieno:
- 200 g Gherigli di noci (tostati)
- 200 g Zucchero (150-200 g)
- 1 Scorza di limone
- 1 Scorza di mandarino
- 1 bustina Vanillina q.b.
- Cannella in polvere
- 250 g Miele (200-250 g)
Per decorare:
- Miele q.b.
- Zuccheri glitterati q.b.
- Succo di limone
Preparazione
Preparare la sfoglia
Noi la sfoglia la chiamiamo laina. Per preparare la laina della pizza figliata, impastare la farina con le uova, la buccia grattugiata del limone, la vanillina, il sale, lo zucchero, l’olio e 50 ml di vino bianco secco. Se necessario aggiungere un altro pò di vino bianco in base al grado di assorbimento della farina. Formare un panetto liscio e avvolgerlo nella pellicola trasparente. Far riposare il panetto di laina in frigorifero, per 30 minuti, prima di utilizzarlo.
Preparare il ripieno della pizza figliata
Con il pestello del mortaio pestare le noci tostate con lo zucchero, aggiungere quindi la buccia grattugiata del limone e la buccia grattugiata di mandarino, la vanillina e la cannella. Mescolare bene il tutto. Se non avete il pestello, lavorate tutto a punta di coltello o, il alternativa, nel tritatutto (senza ridurre, però, le noci in polvere, lasciarle a pezzettini).
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Assemblare il serpentone di Natale con le noci
Togliere il panetto di laina dal frigorifero e stenderlo in forma rettangolare su un piano da lavoro, rivestito di carta forno infarinata. La sfoglia deve avere lo spessore di uno o massimo due millimetri. Versare sulla sfoglia il composto di noci, distribuendolo uniformemento fino a circa 1 centimetro dai bordi ( lasciando liberi i bordi, quindi). Aggiungere, a questo punto, il miele a cucchiaiate. Arrotolare la sfoglia dal lato lungo in modo da formare un cordone, bagnare i bordi della sfoglia con un po’ di acqua e sigillarli bene tra di loro in modo da evitare che in cottura fuoriesca il miele.
Arrotolare il rotolo su se stesso in forma di serpentina. Poggiare il serpentone così ottenuto in una teglia rivestita di carta forno unta di olio di semi. Ungere di olio anche la superficie del serpentone.
Cuocere il serpentone di Natale miele e noci
Infornare la pizza figliata in forno già caldo a 230°C per circa 40-45 minuti o, comunque, fino a che il serpentone non sarà ben dorato.
Sfornare quindi la pizza figliata, farla intiepidire e passarla in una vassoio bagnato con del succo di limone (evitare di far raffreddare la pizza sulla carta forno perché il miele, che inevitabilmente un pò fuoriuscirà dall’interno della pizza, se si raffredda, fa da colla tra la pizza figliata e la carta forno e staccare la pizza figliata dalla carta forno, a quel punto, sarà più difficoltoso).
Decorare il serpentone miele e noci
Spennellare la superficie della pizza figliata con un po’ di miele (va bene anche il miele fuoriuscito dalla pizza stessa, durante la cottura) e decorare poi la superficie con gli zuccherini colorati. La pizza figliata di Natale si serve fredda.
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La pizza figliata si conserva per molto tempo, anche per 3 mesi. Tradizione vuole che la si prepari almeno una settimana prima di Natale, che la si faccia riposare e poi la si serva la sera della vigilia di Natale e durante tutte le feste di Natale e Capodanno.
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