La pizza ha una storia ricca e molto antica che parte dall’Antica Roma. Nel corso dei secoli la pizza continuò ad evolversi, attraversando le frontiere italiane e raggiungendo nuovi paesi e culture. L’impatto di quegli anni è ancora molto evidente oggi. La storia del pizza è un viaggio attraverso i secoli, tradizioni e cambiamenti. In questo articolo andremo a scoprire la pizza, dalle sue origini alle più odierne varianti.
Le Origini della Pizza Marinara
Tra le pizze più amate in tutto il mondo non possiamo non trovare la Marinara. Questa pizza si caratterizza per essere semplice, leggera e gustosa, adatta dunque a chi non riesce a trattenersi di fronte a una pizza con gli amici, ma allo stesso tempo desidera non appesantirsi. Ma siete a conoscenza delle origini di questa prelibatezza? Le origini della pizza Marinara risalgono alla prima metà del ‘700. Ci sono varie versioni riguardo la sua creazione. La più accreditata è quella che vede un pizzaiolo del porto di mare come artefice di questo piatto tradizionale. Il pizzaiolo decise di creare una pizza alla portata dei meno abbienti, pescatori e marinai appunto. Nacque così la prima pizza col pomodoro e la seconda di sempre (la prima pizza fu la Mastunicola).
Si racconta che i pescatori di Napoli, passando lunghi periodi in mare, per sfamarsi velocemente, preparassero una semplice pizza condita con salsa di pomodoro, aglio, origano e olio d’oliva. Il nome “pizza marinara” fa pensare all’estate e al mare. Giusta intuizione. L’origine della pizza alla marinara, da rintracciare nella prima metà del ‘700, va scovata proprio nel suo nome. I marinai infatti erano soliti realizzare e preferire questa pizza perché gli ingredienti erano semplici da reperire e di lunga conservazione.
La pizza marinara, come si intuisce già dal nome, ha origine sul mare. Pare infatti che questo piatto sia nato a bordo delle navi commerciali napoletane tra Seicento e Settecento, per sfamare i marinai che dovevano affrontare anche mesi senza toccare terraferma. Per nutrirsi in mare si utilizzavano quindi ingredienti facilmente reperibili, a basso costo, e che si conservassero a lungo, come: farina, pomodoro in conserva e origano essiccato. L’evoluzione della pizza marinara è poi stata quella di aggiungere l’aglio fresco per dargli più di sapore. Alla pizza marinara venivano spesso aggiunte acciughe e alici sott’olio o rimasugli di altri piccoli pesci.
Contrariamente a quanto ci si possa aspettare, la pizza marinara non è stata però la prima nella storia dell'origine della pizza, ma è sicuramente nata prima della celebre pizza Margherita. La prima fu quella inventata da Mastu Nicola (Maestro Nicola), considerato il primo pizzaiolo napoletano, che nel Seicento era solito condire un disco di pasta con sugna, formaggi e ciccioli di maiale.
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Ingredienti e Caratteristiche della Pizza Marinara
Gli ingredienti base di questa pizza sono il pomodoro, l’aglio, l’olio e l’origano. Assente quindi il formaggio, che non è mai compreso su questo tipo di pizza. Questa caratteristica rende la pizza marinara anche più digeribile e leggera, adatta a tutti coloro che cercano pizze senza lattosio e pizze vegane, in quanto non ci sono tracce di prodotti di origine animale o di lattosio.
La pizza marinara è una delle tre versioni di “Pizza Napoletana” denominate con il marchio S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita) dal Regolamento UE n.97 del 2010 della Commissione Europea, che ne descrive in modo tecnico e dettagliato gli ingredienti, il processo di preparazione dell’impasto, la farcitura e la cottura. Per essere considerata tale, la marinara deve essere farcita da 70 g a 100 g di pomodori pelati frantumati, sale, un pizzico di origano, uno spicchio d’aglio a fettine e 4-5g di olio extra vergine d’oliva.
Le Varianti della Pizza Marinara
Le varianti sulla pizza marinara sono molte. Del resto quando le ricette sono così semplici sono anche facili da arricchire e reinterpretare. Sulla pizza marinara si aggiunge spesso il pepe o il peperoncino, per dare un pizzico di carattere in più. Al posto dell’origano, molti pizzaioli preferiscono il basilico, che ha un sapore più fresco ma sempre aromatico. Oppure accostano entrambi gli aromi, mettendo sulla pizza sia il basilico fresco che l’origano. Passando al pomodoro, quando si parla di pomodoro si intende solitamente il sugo di pomodoro. Non mancano esempi di marinara con pomodorini a pezzi o polpa di pomodoro. Tra un pomodorino o l’altro potrebbe capitarvi di vedere spuntare delle olive, nere in particolar modo. Le olive si sposano molto bene con gli altri ingredienti base della marinara. Ultimo ingrediente: le acciughe! A filetti o sminuzzate racchiudono e intrepretano alla perfezione il concetto di pizza dedicata al mare dai suoi marinai.
Quella del ‘700 però non fu la Marinara che conosciamo oggi. A differenza di quella che ordiniamo nei ristoranti, quella del ‘700 era condita con pesciolini come le acciughe, capperi e olive nere, oltre che origano e salsa di pomodoro. Aglio, salsa di pomodoro, origano e olio li consideriamo ormai un must della Marinara, ma non per tutti è così. Sono infatti diverse le varianti che possiamo trovare.
Leggendo i menù di varie pizzerie, spesso all’estero, non è raro imbattersi in rivisitazioni che prevedono condimenti come frutti di mare, pesce e molluschi o addirittura tonno in scatola. Troviamo poi pizzaioli che aggiungono pepe o peperoncino per dare un tocco di piccantezza o anche chi sostituisce il basilico all’origano. Non mancano inoltre esempi di Marinara con pomodorini a pezzi.
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Consigli per una Marinara Perfetta
Per l’origano Guglielmo Vuolo utilizza principalmente quello di Tramonti che cresce sulle colline della Costiera Amalfitana, beneficiando della brezza marina e del suolo di pietra pomice, che si traduce poi in un sapore salino e minerale. Anche la scelta dell’aglio è fondamentale, Guglielmo Vuolo usa sempre l’aglio dell’Ufita perché ha un’anima più gentile e rimane più digeribile. Il basilico è a scelta, ma il Maestro preferisce metterlo sempre in modo che possa profumare ancora di più questa pizza così semplice.
Sempre sull’aglio, bisogna fare la massima attenzione: c’è chi lo trita fresco e lo sparge su tutta la pizza o c’è chi lo taglia in pezzetti. Il segreto, per il maestro Vuolo è quello di schiacciarlo leggermente e metterlo al centro, in questo modo durante la cottura sprigionerà tutto il suo aroma e si potrà decidere poi se mangiarlo oppure toglierlo. Un accorgimento fondamentale della pizza marinara è nel non far seccare il pomodoro.
Per ottenere la giusta consistenza e la qualità desiderata dell’impasto, è consigliato l’utilizzo di forni professionali che rispettino tutte le caratteristiche della cottura indicate nel disciplinare, riuscendo a rispettare la tradizione Napoletana garantendo performance perfette.
Ricetta dell'impasto della pizza con 24 ore di lievitazione
Guglielmo Vuolo ci consiglia questa sua ricetta per fare una pizza in modo semplice a casa.
Ingredienti- 1 L di acqua
- 50 g sale
- 0,5 g di lievito di birra fresco
- 1,5 kg di farina 260 w
Impastare gli ingredienti la sera prima di infornare la pizza e mettere l'impasto ottenuto in una ciotola a riposare tutta la notte a temperatura ambiente con un canovaccio umido. Al mattino mettere l’impasto in frigo e lasciarlo a riposo tutto il giorno, sempre con un canovaccio inumidito.
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Alla sera rimettere l'impasto a temperatura ambiente e lasciarlo riposare per almeno mezz’ora, poi stenderlo in teglia e lasciarlo “respirare” per 10 minuti. A quel punto condire con ingredienti a piacere e cuocere in forno a 200 gradi per qualche minuto, fino a cottura.
La Marinara nel Mondo
Inizialmente frequentate esclusivamente da comunità italiane, desiderosi di gustare i sapori autentici della loro terra d’origine per sentirsi a casa. La popolarità della pizza oltre Oceano esplose grazie ai soldati americani che avevano ricevuto in Italia durante la Guerra. Questo anche perchè si adattava perfettamente allo stile di vita veloce e al boom della cultura del “mangiare fuori”, che si stava sviluppando negli Stati Uniti. Questa fase di commercializzazione ha anche spianato la strada verso l’innovazione.
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