Pomodori da Salsa: Varietà, Coltivazione e Vendita

I pomodori sono dei frutti annuali appartenenti alla famiglia delle Solanacee, i cui frutti dal caratteristico colore rosso sono utilizzati in ambito alimentare in quasi tutto il mondo. Originari dell'America centrale, del Sudamerica e della parte meridionale dell'America Settentrionale, i pomodori erano conosciuti e consumati già dagli Aztechi, soprattutto per produrre della salsa, parte integrante della loro cucina.

Il suo arrivo in Europa può essere invece riconducibile alla prima metà del XVI secolo e in particolare nel 1540, quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò con sé alcuni esemplari. La coltivazione a scopo alimentare di questo ortaggio prese piede però solo successivamente e più precisamente a partire dalla seconda metà del XVII secolo perché in precedenza veniva utilizzata solamente come pianta decorativa.

Le piantine di pomodoro sono davvero un’ottima scelta per coltivare un orto colorato e divertente: si tratta infatti di una varietà di ortaggio piacevole anche alla vista oltre che al gusto. Uno dei motivi per cui il pomodoro è tra le piantine preferite da chi ama e coltiva l’orto è proprio la possibilità di scegliere tra forme, colori e sapori diversissimi tra loro. Si passa da forme tondeggianti ad allungate, dalle tradizionali colorazioni rosse fino al particolare pomodoro nero.

Esigenze Climatiche e del Terreno

Il pomodoro necessita di esposizione in pieno sole. Il pomodoro ha temperature ideali di crescita tra 20-24°. Tra 18-27° sono le migliori condizioni per l’allegagione dei frutti, che è difficoltosa sotto i 10° e sopra 35° (specialmente per le varietà antiche e a bacche grosse). Con meno di 13° in fioritura, i frutti possono risultare deformi e con cicatrici.

Il pomodoro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli di medio impasto, fertili e ben drenati. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. Nella preparazione del suolo è consigliata una lavorazione profonda (30-40 cm).

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Il pomodoro può essere coltivato in ogni tipo di suolo preferendo quelli ricchi di sostanza organica, irrigui, neutri, drenanti e a medio impasto nei quali si avranno i risultati migliori. Adattabile a condizioni climatiche molto variabili preferendo quelle temperate-calde. Si coltiva nel periodo primaverile-estivo in pieno campo. Le temperature sotto i 5°C compromettono la crescita.

Semina e Trapianto

È possibile piantare i semi di Pomodoro, in base alla zona climatica di coltura, indicativamente tra febbraio e maggio. È possibile piantare i semi di Pomodoro quando il terreno ha una temperatura compresa tra i 20-30 gradi. Il trapianto del Pomodoro può avvenire quando raggiunge un’altezza di 15-20 cm e la sua messa a dimora prevede una distanza di 50 cm tra ciascuna pianta di Pomodoro.

Il trapianto: da effettuarsi nelle ore più fresche della giornata (mattina presto o tardo pomeriggio). Umettare bene la zolletta prima del trapianto al suolo e irrigare leggermente il terreno per facilitare l’attecchimento. Interrare solo la zolletta. Sulla fila, ossia tra una pianta e l’altra, lasciare 60-80 cm; tra le file lasciare 100 cm per il transito.

Distanze: il sesto consigliato è di 40-50 cm sulle file e 100 cm tra le file. Epoca: la messa a dimora va da marzo (con nylon) ad agosto.

Cure Colturali

Eliminare costantemente le erbe spontanee in prossimità delle piante coltivate in quanto fonti di inoculo di numerose malattie. Per evitare la comparsa delle infestanti risulta efficace l’utilizzo della pacciamatura con film plastico bianco sopra e nero sotto o strati di paglia. Le varietà a crescita determinata formano cespugli alti 35-40 cm, ramificati con portamento eretto o a volte strisciante; per questo motivo non occorrono tutori di alcun tipo a sostegno della vegetazione ne operazioni di scacchiatura o sfemminellatura che, in questo caso, vanno a scapito della produzione.

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Sostegni per Pomodori

Esistono diversi metodi per sostenere i pomodori a sviluppo indeterminato, capaci di crescere anche ben oltre 2 metri: dai sistemi tradizionali, con le classiche canne (o paletti, tondini di metallo, ecc), a quelli più moderni, con corde di nylon.

Quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna, paletto ecc.) di 180-220 cm, tramite un legaccio. Le canne vanno piantate nel terreno per almeno 20-30 cm e fissate tra loro in alto con fil di ferro o spago, per rendere più stabile la struttura.

  • Struttura a piramide: costituita da 4 canne incrociate ed unite in alto, è semplice e stabile ed è perfetta se non ci si attende una produzione prolungata (ad esempio se concimazione è povera). Il limite maggiore di questo metodo è la difficoltà di arieggiamento della vegetazione che può favorire attacchi fungini.
  • Struttura a canne verticali: di oltre 200 cm, è perfetta per sfruttare il potenziale produttivo delle piantine Orto Mio (che possono produrre anche oltre 15 grappoli di pomodori). Le canne andranno fissate, lungo la fila, con un tirante posto a 150-170 cm di altezza. Per dare stabilità, la cima di ogni canna sarà legata a quella delle fila a fianco attraverso una canna più corta (di 80-100 cm). Quando le piante avranno raggiunto l'apice della canna, l’apice vegetativo potrà essere indirizzato lateralmente. Tra i vantaggi di questo sistema: l’arieggiamento della vegetazione, anche quando le piante sono già alte.
  • Struttura a capanna o cavalletto: è una sistemazione intermedia tra le due sopra descritte: più sicura di quella a "piramide", di più rapido allestimento rispetto alle canne verticali.
  • Appendere i pomodori a corde: è il sistema utilizzato dai professionisti della coltivazione del pomodoro. É anche un metodo economico, perché il filo di nylon costa poco ed il supporto (sopra la coltivazione), a cui vanno fissati i fili, si può fabbricare facilmente anche con materiali a basso costo. Questa tecnica favorisce l'arieggiamento della vegetazione, e quindi la sanità della pianta. Anche l'esposizione alla luce dei frutti è eccellente e rapida l'individuazione delle femminelle da eliminare. Non occorrendo effettuare continue legature, si velocizzano le operazioni: è sufficiente avvolgere settimanalmente il filo attorno al fusto della pianta, per mantenerla in ordine. L'avvolgimento del filo attorno al fusto va effettuato senza fretta.

Irrigazione

Si consiglia, per una migliore gestione e un risparmio idrico, l’impianto a goccia con manichetta forata magari gestito da un elettrovalvola temporizzata da collegare al rubinetto. Questo sistema consente di annaffiare a intervalli regolari e non bagna la vegetazione riducendo le problematiche fitosanitarie. Evitare squilibri idrici. Innaffiare nelle ore più fresche preferibilmente al mattino.

Il pomodoro è in grado di sopravvivere con apporti idrici limitati, ma la carenza di acqua cronica dà luogo a piante stentate, con produzione molto inferiore rispetto al reale potenziale delle varietà. Di norma il pomodoro in primavera si irriga 2-3 volte a settimana: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del suolo, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. Tra un intervento e il successivo si lasci asciugare lo strato superficiale di terreno intorno alle piante, per evitare i ristagni.

Nelle prime fasi dopo l’attecchimento, se il clima è fresco, ma non piove, saranno sufficienti 1-2 interventi settimanali. I quantitativi devono permettere all’acqua di penetrare in profondità, per garantire un’autonomia di alcuni giorni. Si bagnerà nuovamente quando il terreno sarà asciutto in superficie e le piante manifesteranno un leggero stress, assumendo una colorazione opaca.

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Dall’inizio della fioritura, le quantità aumenteranno e la massima necessità si raggiungerà quando più palchi saranno in fase di ingrossamento e le temperature elevate. In estate, è richiesta molta più acqua e interventi più frequenti, fino a 2-4 per settimana (fino a 4-6 litri al giorno con piante cariche di frutti, nei periodi più caldi e asciutti). In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per produrre al meglio e ridurre i rischi di marciume apicale.

Quando più le bacche sono nelle fasi finali di maturazione, si ridurranno un po’ i volumi di annaffiatura, ma senza stressare le piante. Le varietà allungate e quelle più sensibili a marciume apicale, richiedono irrigazioni più frequenti rispetto alle altre, in prossimità della maturazione, quando sono presenti anche bacche in fase di ingrossamento.

Apporti idrici troppo scarsi, possono determinare produzione di bacche di calibro modesto, caduta dei fiori e marciume apicale dei frutti. Irrigando pomodori in fase di maturazione con quantitativi eccessivi di acqua, dopo periodi di siccità, provoca facilmente spaccature dei frutti. Anche gli eccessi idrici possono creare problemi, come marciumi radicali, crescita eccessiva della vegetazione a discapito della produzione e maggiore sensibilità ai patogeni. Irrigare possibilmente al mattino in primavera, senza bagnare la vegetazione.

Concimazione

Apportare almeno 20 giorni prima del trapianto e incorporare nel terreno del concime organico (letame fermentato maturo, compost) e/o concimi minerali a lenta cessione con azoto, fosforo e potassio in rapporto equilibrato. Ogni 7-10 giorni nutrire la pianta con concimi minerali equilibrati contenenti azoto, fosforo, potassio, ferro, calcio e magnesio più microelementi o con prodotti naturali stimolanti (sangue bovino, alghe, ecc.). Nella fase di ingrossamento e maturazione dei frutti preferire un rapporto con più alto titolo di potassio.

Una nutrizione equilibrata e distribuita nel tempo, permette di ottenere la massima produzione dalla coltivazione del pomodoro. La concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica (se non la si è distribuita in autunno): letame maturo (o stallatico) e un fertilizzante NPK (es. la concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 1:3:1 fino alla fioritura, N:P:K 1:1:3 da ingrossamento a maturazione), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel. la concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse nelle prime fasi, a causa di stress ambientali o carenze.

Pacciamatura e Protezione

La pacciamatura del terreno con nylon “fumè” o verdi, è utile soprattutto nei trapianti precoci e nelle zone collinari, mentre in quelli estivi è meglio il nylon bianco, oppure la paglia. La pacciamatura permette di prevenire le infestazioni delle malerbe e di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi. Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia.

Nei trapianti precoci (da febbraio a fine marzo) la coltivazione sotto serra di nylon, offre alcuni vantaggi, come l’anticipo della raccolta, la disponibilità del prodotto per un periodo più prolungato, un più agevole controllo della peronospora. Con l’aumento delle temperature diurne, è necessario arieggiare i tunnel durante giorno e aprire i laterali in estate, per almeno 140 cm di altezza in estate.

Potatura e Diradamento

Mentre i pomodori nani non richiedono potature, in quelli “da palo”, bisogna togliere continuamente i germogli ascellari o “femminelle” (foto 2), iniziando 2.-3 settimane dopo il trapianto. Si tratta dei germogli che crescono nel punto di inserzione delle foglie sul fusto della pianta. Nelle varietà da impalare (indeterminate), vanno asportarti settimanalmente, lasciando sviluppare solo l'apice della pianta, che così prenderà più forza. Questa operazione favorisce una produzione più equilibrata ed una migliore sanità di piante e bacche.

L'operazione, detta di “castratura” (o scacchiatura) è molto semplice e si esegue strappando con le dita (o tagliando con le forbici) i germogli emessi dal fusto, alla lunghezza di 5-10 cm. Le femminelle torneranno a crescere, e andranno eliminate continuamente. Nei periodi di rapido accrescimento delle piante, si interverrà più volte alla settimana.

Al momento del trapianto, è consigliabile lasciare crescere una o due femminelle, per un paio di settimane: la più forte, fungerà da cima "di scorta", qualora si arrestasse l’accrescimento dell'apice principale della pianta.

È bene sfoltire le foglie che coprono i grappoli in zone costantemente in ombra. Lasciare invece le foglie che riparano le bacche dal sole del pomeriggio, per evitare le scottature. Dopo la raccolta dei primi grappoli di pomodori, eliminare progressivamente le foglie basali della pianta, fino a 50 cm di altezza.

Nelle varietà da palo, quando la cima della pianta supera l’altezza dei tutori (170-200 cm), si può tagliare, se non si desidera proseguire con la raccolta (o se la pianta è visibilmente indebolita e “a fine corsa”). Ciò favorirà un maggior ingrossamento delle bacche presenti.

Per i pomodori da palo a bacche di dimensioni medie e grandi, qualora fossero presenti troppi frutti per ogni grappolo (es. 7-10 in varietà tonde, cuor di bue e costoluti), ridurne il numero offre il vantaggio di ottenere calibro maggiore, più uniforme e maggiore qualità. Tra i frutti presenti verranno sacrificati i più piccoli e quelli deformi o con cicatrici, tagliandoli con le forbici e lasciando gli altri.

Le piante con frutti in maturazione, gradiscono un leggero ombreggiamento nelle ore centrali della giornata, a partire dalla fine del mese di giugno. Una rete ombreggiante al 30-40% (o anti grandine) favorirà una maturazione più uniforme dei pomodori, senza scottature, riparando anche dai rischi della grandine.

Trattamenti

Per prevenire la Peronospora, nebulizzare prodotti a base di rame, ogni 15 giorni. (Poltiglia bordolese, idrossido, ecc.). Con temperature inferiori agli 8°, sostituire il rame con la Propoli. Nei periodi piovosi, utilizzare chitosano e farina di roccia (oppure prodotti sistemici preventivi per la Peronospora).

Consociazioni e Avvicendamenti

Favorevole è la coltivazione mista con sedano, prezzemolo, spinaci, cavoli, lattughe, cicorie, rape, porri, aglio e fagiolini.

È bene che il pomodoro non ritorni sullo stesso terreno per almeno 3-4 anni per evitare la proliferazione dei parassiti. Da evitare la sua coltivazione dopo melanzana, peperone, patata.

Raccolta

Il momento migliore per la raccolta, si può decidere considerando le varietà coltivate e i propri gusti personali, perché i frutti hanno caratteristiche diverse nei differenti stadi di maturazione. Le bacche, a inizio maturazione (quando sul fondo appaiono le prime tracce rosso-arancio), sono più sode e acidule e in pochi giorni raggiungono il sapore tipico della varietà matura.

La polpa, può ammorbidirsi molto rapidamente, come nelle varietà antiche, o restare soda, anche a lungo. Le varietà a bacche morbide e poco conservabili, si raccolgono prima della completa maturità; nei periodi più caldi, converrà anticipare la raccolta appena i frutti iniziano a virare il colore al rosso, anticipando il decadimento della qualità.

Per i pomodori da conserva coincide con la completa maturazione rossa della bacca; per quelli da insalata con la colorazione verde rosata. Dal trapianto occorrono circa 60-80 giorni per iniziare la raccolta. Ogni pianta produce in un ciclo colturale da 2 a 5 kg di frutti.

Nelle varietà con frutti dal debole attacco al peduncolo, la raccolta si opera staccandoli delicatamente con le mani.

Fisiopatologie

Marciume apicale del frutto dovuto a squilibri idrici e carenza di calcio, spaccatura dei frutti in seguito a irrigazioni abbondanti dopo un periodo secco, asfissia radicale per ristagni idrici.

Varietà da Salsa e Vendita

Esistono diverse varietà di pomodori specificamente adatte alla preparazione di salsa, tra cui:

  • San Marzano: Il tipico pomodoro italiano da salsa. Pianta robusta e vigorosa ideale per la coltivazione nell'orto di casa. I pomodori san marzano sono più asciutti e pertanto molto adatti per fare la salsa di pomodoro fatta in casa.
  • Rossano: Nuova varietà: pomodoro da conserva ovale allungato, per la coltivazione da impalato. Frutti grossi (6-8 per grappolo di oltre 150 gr) sodi, e con buona conservabilità. Poco sensibile al marciume apicale, consente una raccolta abbastanza scalare della produzione. Ottimo anche per consumo fresco in insalata. Ha resistenza a virus e molte malattie radicali.

Prezzo indicativo per confezione da 6 piantine di Pomodoro DA SALSA DA PALO "Rossano": €3,00.

Semi di Pomodoro San Marzano salsa da agricoltura biodinamica

Semina in semenzaio: da fine febbraio ad aprile.Trapianto: maggio.Raccolta: da fine luglio a inizio ottobre.Profondità di semina: 1 cmDistanza interfila: 70 cmDistanziamento interpianta: 100 cmFacoltà germinativa dei semi: inserisci il numero di lotto su www.bingenheimersaatgut.de/keiminfoCome si mangia: tipico pomodoro da salsa.

Preparare il terreno vangandolo a una profondità adeguata (30-40 cm) e interrare una generosa quantità di sostanza organica (letame maturo, compost, terriccio di buona qualità, ecc.). Distribuire sul terreno intorno alle piante del pacciame organico (come paglia o fieno, cippato, ecc.) in modo uniforme, creando uno strato alto 5-15 cm (più lo strato è spesso e maggiore sarà la capacità di trattenere l’umidità).

Le varietà “siccagno” Orto Mio sono tolleranti allo stress idrico ma in caso di siccità prolungata è consigliabile effettuare qualche intervento irriguo, così da sostenere le piante negli stadi più critici. Nelle prime settimane dopo il trapianto, effettuare bagnature diradate solo quando le piante si mostreranno sofferenti, per stimolare l’apparato radicale a esplorare il terreno in profondità. Nelle fasi di rapido accrescimento della vegetazione e ingrossamento dei frutti porre attenzione in particolare ai segni di stress idrico, irrigando in caso di necessità. Sospendere nelle settimane prima della raccolta.

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