Chi era Petronilla? Dietro all’inevitabile pseudonimo si nasconde in realtà Amalia Moretti Foggia Della Rovere. Amalia nasce a Mantova nel 1872 in una famiglia di farmacisti. Il suo destino è segnato già dalla sua infanzia: cibo e malattie.
L'Infanzia e l'Amore per il Cibo
Da bambina smette improvvisamente di mangiare e si ammala, la mamma le prepara piattini appetitosi, petti di pollo cotti nel latte e sminuzzati, semolino con zucchero e cannella, budini con panna, miele e mandorle tritate. Niente da fare. Amalia ha una grave enterite e a nulla valgono le cure del medico che cerca di preparare i genitori alla morte della piccolina.
Ma il padre, anch’egli farmacista, non si arrende, prepara un decotto di erbe, e la salva. La bambina si sveglia con una gran fame, appetito che resterà uno dei tratti principali del suo carattere anche nella maturità, e chiede subito il suo piatto preferito, il vitel tonné, che in seguito sarà sempre una delle ricette di battaglia dei suoi libri. Cibo e medicina i due punti fermi della sua vita.
Una Donna Moderna e Impegnata
Non è quindi un caso che si laurei in Medicina, una delle prime donne in Italia a farlo e si trasferisca poi a Milano, da sola. Amalia è una donna particolarmente in gamba: frequenta un gruppo di femministe dell’epoca, Paolina Schiff, Alessandrina Ravizza, Linda Malnati e Emilia Maino. Grazie a quest’ultima ottiene un posto come medico fiscale alla Società operaia femminile. Poi, nel 1902, sposa Domenico Della Rovere ed è assunta dall’ambulatorio della Poliambulanza di Porta Venezia dove lavorerà per circa quarant’anni. Sarà sempre attenta alle famiglie operaie, una specie di missionaria laica.
La Nascita di Petronilla
Uno degli amici che frequentano la loro casa è Eugenio Balzan, direttore editoriale del Corriere della Sera. È lui che nel 1926 le affida una rubrica di medicina su La Domenica del Corriere, Il Parere del medico. Nasce così il Dottor Amal. Sono tempi in cui la gente non si fiderebbe a farsi curare da un medico donna, meglio rassicurare i lettori con un nome maschile.
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Tale è il successo che dopo qualche anno la Domenica del Corriere pensa di affidarle anche una rubrica di cucina, Tra i Fornelli. Secondo pseudonimo. Questa volta si tratta di Petronilla. E la scelta non è casuale. Petronilla è il personaggio di un fumetto dell’americano George McManus, pubblicato sul Corriere dei Piccoli.
Amalia è tutto fuorché una donna convenzionale. È già molto che riesca a scrivere su un giornale, un diritto di solito riservato agli uomini, e dunque si inventa brava massaia perché cucinare bene, allora, per una donna è un modo per farsi perdonare di essere intelligenti. Amalia ci tiene a rivolgersi ad un mondo femminile senza pretese, le «donnette qualunque» che ogni giorno si sforzano per soddisfare i desideri dei propri famigliari.
È a queste donne che dedica i suoi libri e le sue ricette: «Per Voi, che foste per anni condannate (povere figliole!) a lavori non adatti alla vostra femminilità ma che (gran fortuna!) siete di colpo passate alla dolce realtà di un sogno lungamente vagheggiato; alla realtà, cioè, della casetta tutta vostra e tutta sorrisi dall’amore di lui che amate tanto; per voi, insomma, che pur essendo profonde in latino od in computisteria, di cucina... ve ne intendete veramente un’acca!».
Per conquistare queste signore, inventa un universo: Petronilla è casalinga, ha figli, tante amiche con cui trascorre lunghi pomeriggi a spettegolare, scambiarsi ricette e lavorare a maglia. Un mondo che ha un linguaggio semplice e un po’ lezioso, fatto di maritini, pranzettini, arrostini, dolcettini, figlioletti bricconcelli, servette brontolone ma dal cuore d’oro.
Tempi di Guerra e Ingegno in Cucina
Con il passare degli anni i toni della rubrica cambiano. Adesso c’è il razionamento, le tessere, la guerra, fame e miseria. Bisogna convincere le famiglie italiane che si possono ancora fare pranzetti golosi senza svuotare i borsellini. Basta mettere a tavola gli stessi piatti ma senza gli introvabili ingredienti. Crème caramel senza uova né latte, cioccolata in tazza senza cioccolata, zuppe senza pasta, sughi finti, marmellate senza zucchero, torta margherita di fagioli (legumi al posto della farina e della fecola) e la più famosa di tutte: maionese senza olio.
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La Torta di Mele di Petronilla: Una Ricetta Rivisitata
Vi ripropongo la Torta di mele ricetta di Petronilla un po’ rivisitata a modo mio, ma la semplicita’ ed il metodo sono gli stessi e vedrete che l’amerete da pazzi anche voi!
- Prendere le uova e separare i tuorli dagli albumi.
- In un’altra ciotola mettere i tuorli con lo zucchero e montarli fino ad ottenere un composto spumoso.
- Unire all’ impasto gli albumi montati a neve mescolandoli con una spatola a mano e facendo attenzione a non smontare il composto.
- Sbucciare le mele (se sono biologiche potete anche lasciare la buccia ) e disporle a giro sull’ impasto, se occorre sovrapponetele anche.
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