Con l’avvicinarsi del sesto mese, molti genitori iniziano a interrogarsi sullo svezzamento e a cercare ricette, proposte e consigli per iniziare questa nuova fase. A molti genitori sarà successo di ascoltare racconti come «Ho provato ogni ricetta per l’autosvezzamento ma non mangia nulla!» o «Appena messo il bavaglino comincia a strillare e dimenarsi» e di cominciare a temere per questa nuova fase dell’alimentazione del piccolo o della piccola.
Per tradizione si parla di svezzamento, anche se sarebbe meglio riferirsi a questa fase con l’espressione “alimentazione complementare”, dal momento che il cibo solido va ad aggiungersi al latte, materno o di formula, e non a sostituirsi a esso. Le diverse Società Scientifiche Internazionali concordano nell’attendere l’età dei sei mesi, per introdurre alimenti differenti dal latte materno, raccomandando così indirettamente l’allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita [1]. Gli alimenti che vengono introdotti durante il divezzamento non rappresentano un sostituto del latte, bensì sono complementari all’alimentazione a base di latte che il bambino assume [2]. Pertanto non è opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del 6° mese, se non in alcune situazioni particolari e su indicazione del pediatra.
Principi Fondamentali dell'Autosvezzamento
Questo metodo in realtà è quello che si usava prima che venissero prodotti cibi liofilizzati e omogeneizzati, ed è tuttora utilizzato nel mondo meno industrializzato. Dunque con l’autosvezzamento il bambino può mangiare quello che cucinate per voi. Ma immagino abbiate qualche perplessità: «Anche le lasagne?… E la frittata con le cipolle?».
Ricorda, ogni bambino è diverso, c’è quello famelico e onnivoro e quello neofobico e inappetente, quello che ama i sapori decisi e quello che vuole solo cose poco condite. Ultima accortezza, inderogabile: si cucina in modo sano, partendo da materie prime di qualità, evitando cibi precotti e un utilizzo eccessivo di sale.
Quando Iniziare con la Frutta?
Sempre per tradizione di fianco al termine svezzamento si trova molto spesso la parola frutta. Svezzamento e frutta sembra essere infatti un binomio indissolubile, per alcuni l’unico modo con cui iniziare a introdurre cibi solidi o semi solidi nell’alimentazione del piccolo o della piccola. Iniziamo dicendo che esistono dei segnali per capire che il bambino è pronto per passare all’alimentazione complementare, segni che mostrano al genitore che il bambino è maturo per mangiare cibi solidi. Questi segnali saranno presenti intorno ai 6-7 mesi o anche più tardi, dal momento che ogni bambino e bambina ha i suoi tempi.
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Se metterete il bambino a tavola con voi, inizierà ad assaggiare quello che ci sarà nei vostri piatti, gusti che già conosce dalla placenta e dal latte materno, se è allattato al seno. È importante sapere che i bambini sono naturalmente predisposti a preferire gli alimenti di sapore dolce, salato e umami (il gusto del glutammato che è presente nelle carni), mentre sono invece portati a diffidare del sapore amaro, che si trova principalmente nelle verdure, e del sapore acido di alcuni frutti.
Quindi si può iniziare lo svezzamento con la frutta? Non esistono controindicazioni e si può anche far assaggiare la frutta come primo alimento solido al piccolo o alla piccola, ma è bene essere consapevoli che non è un obbligo. Non ci si deve quindi interrogare se sia meglio iniziare con la banana o con mela. Non c’è un tipo di frutta migliore di un altro per iniziare lo svezzamento. La mela, la pera, la banana vanno tutte bene, ma anche l’anguria, la pesca, il melone e tutta la frutta di stagione, ancor meglio se acida come arance, mandarini, lamponi.
Si può proporre la frutta di stagione, ancora meglio se locale, schiacciata con la forchetta o a pezzi grandi che il piccolo potrà prendere in mano. Per capire cosa è meglio dovrete solo ascoltare il vostro bambino e capire se in quel momento preferisce la frutta dopo o prima del latte. Questa integrazione è necessaria perché il latte, a partire dai 6-8 mesi, incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali.
La Prima Pappa: Un Passo Importante
La prima pappa segna l’inizio del divezzamento, ovvero il passaggio da un’alimentazione esclusivamente a base di latte ad una mista con cibi solidi. Lo svezzamento è un periodo di scoperta e novità durante il quale il bambino per la prima volta prova a gustare e a fare esperienza di alimenti che non siano latte. È un percorso graduale che ha inizio con piccoli assaggi attraverso i quali il bambino impara a gestire i cibi e si prepara a ricevere una quantità maggiore di pappa. Infatti, per arrivare a consumare l’intera pappa è necessario che il piccolo sviluppi in maniera graduale le abilità sensoriali e motorie della bocca.
Si inizia l’alimentazione complementare, perché il latte materno, o quello in formula, da solo progressivamente diventa insufficiente a soddisfare le richieste nutrizionali del bambino. Ciononostante, il momento di introduzione di alimenti complementari a livello individuale deve essere comunque “personalizzato”, valutando con il proprio pediatria il contesto familiare, il rapporto mamma-bambino, le esigenze specifiche della mamma e la crescita del lattante [2].
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Le prime settimane dall’introduzione della prima pappa servono per abituare il piccolo a questa novità. Trascorso circa un mese dall’introduzione della prima pappa, arriva poi il momento di iniziare anche la seconda pappa che andrà a sostituire la poppata della sera.
Come Deve Essere la Prima Pappa
È bene iniziare con piccole dosi da aumentare gradualmente man mano che il bimbo dimostra interesse per il nuovo cibo. Grazie ai primi assaggi il bambino imparerà a gestire quantità sempre più crescenti di cibo, arrivando così in poco tempo a consumare la sua prima pappa. La prima pappa servirà a far prendere confidenza al bambino con la novità dei cibi e con il cucchiaino.
Iniziate proponendo pappe dai gusti leggeri e delicati. Oltre al gusto, occorre prestare attenzione anche alla consistenza dei cibi. Le prime pappe devono essere cremose, pertanto si raccomanda di proporre cibo sottoforma di passati e di puree. Questo perché gli alimenti proposti devono essere compatibili con le particolari esigenze fisiologiche e abilità masticatorie del bambino, che intorno ai 6 mesi sono ancora limitate alla suzione e alla deglutizione [3,4] (per maggiori informazioni leggi anche “Lo sviluppo della funzione alimentare”).
Come Abituare il Bambino a Mangiare le Prime Pappe
È consigliabile introdurre la prima pappa in sostituzione del latte di mezzogiorno. Proponete la pappa all’incirca nella stessa fascia oraria, questo vi permetterà di instaurare una routine e abituare il bambino al momento della pappa. L’introduzione della prima pappa nella fascia di mezzogiorno è indicata soprattutto per verificare la risposta del bimbo agli alimenti, cosa che risulterebbe più difficile durante la notte dopo un pasto serale.
È importante, soprattutto in questa fase, che il piccolo faccia esperienza anche con le mani e che si abitui a sporcarsi. Attraverso queste esperienze il bambino capirà che il momento del pasto è un momento divertente e positivo [3]. Non bisogna preoccuparsi se parte viene avanzata, con il passare del tempo la scoperta degli alimenti lo porterà ad accettare tutta la pappa.
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Come si Prepara la Prima Pappa
La prima pappa è un vero e proprio “piatto unico”: grazie ad un insieme di alimenti che si completano tra loro assicurerai al tuo bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno. È possibile iniziare con delle pappe sapide dai gusti leggeri e delicati.
La base fondamentale della prima pappa può essere la seguente:
- 180 - 200 ml di brodo vegetale senza sale ottenuto da verdure di stagione ottenuto facendo bollire per circa un’ora un 1 litro d’acqua, una patata, una carota e una zucchina di medie dimensioni. Dopo riduzione dell’acqua di bollitura a circa metà del volume, filtrare il brodo e passare le verdure con il passaverdure (si consiglia di non utilizzare il frullatore ad immersione per evitare che venga inglobata aria).
- 2-3 cucchiai (20 g) di crema di cereali per il divezzamento (riso o mais o tapioca o semolino o multi-cereali)
- 2-3 cucchiai (20 g) di verdure passate ottenute dalla preparazione del brodo oppure mezzo vasetto (40 g) di omogeneizzato di verdure.
- Solitamente per la prima pappa si impiega mezzo vasetto (40 g) di omogeneizzato di carne, ma è possibile proporre in alternativa mezzo vasetto di omogeneizzato di pesce, di formaggio, oppure di legumi decorticati.
- 1 cucchiaino (5 g) di olio extravergine di oliva
Dopo i pasti, o come spuntino di metà mattina o merenda pomeridiana, si può proporre mezzo vasetto di omogeneizzato di frutta (50 g) o in alternativa 40-50 g di frutta fresca grattugiata o frullata, precedentemente sbucciata e privata dei semi.
L’introduzione di nuovi alimenti dovrà essere graduale: passati 3 giorni dalla prima pappa è possibile introdurre progressivamente a libera scelta un nuovo alimento. L’introduzione di alimenti progressiva è utile per valutare se il bambino risulta sensibile a uno o più alimenti.
Quali Sono le Dosi per la Prima Pappa
Le dosi della prima pappa sono importanti per assicurare che il bambino riceva la giusta quantità di tutti i nutrienti. Assieme al brodo (circa 180-200 ml), la pappa viene composta con una porzione di cereali, che inizialmente dovrà presentarsi sottoforma di creme di cereali o semolino. La porzione di cereali dovrebbe essere di 20 g, ovvero 2-3 cucchiai circa di creme di cereali o semolino.
Assieme alla porzione di cereali è bene garantire una porzione di verdura: all’incirca 2-3 cucchiai (20 g) di verdure passate precedentemente ottenute dalla preparazione del brodo oppure è possibile proporre mezzo vasetto (40 g) di omogeneizzato di verdure. Da ultimo, non meno importante vi è la “fonte proteica”. Gli alimenti che appartengono a questo gruppo sono essenzialmente cinque: carne, pesce, formaggi, uova e legumi. Nella prima pappa viene generalmente offerta la carne e trascorsi 2-3 giorni con lo stesso schema, è importante poi introdurre progressivamente una nuova fonte proteica. Questo permette di alternare nella pappa le fonti proteiche, che non devono essere associate tra di loro.
Le porzioni di riferimento da impiegare in tutta la fascia di età 6-12 mesi sono le seguenti:
- Carne: ½ vasetto di Omogeneizzato (40 g) oppure 15 g di carne fresca.
- Pesce: ½ vasetto di Omogeneizzato (40 g) oppure 20 g di pesce fresco
- Formaggio: ½ vasetto di Omogeneizzato (40 g) oppure 5 g di parmigiano o 15 g di ricotta/formaggino
- Uovo: ½ uovo sodo schiacciato (si inizia con piccoli assaggi di tuorlo e progressivamente si aumenta la quantità andando ad integrare anche l’albume)
- Legumi: ½ vasetto di Omogeneizzato (40 g) oppure 10 g di legumi secchi decorticati, o 25 g di legumi freschi o surgelati decorticati
Completate la pappa aggiungendo sempre un cucchiaino (5 g) di olio di oliva extravergine a crudo, che rappresenta un’indispensabile fonte di grassi per il piccolo.
Durante l’introduzione della seconda pappa è importante imparare ad alternare le fonti proteiche del bambino seguendo uno schema vario e bilanciato. Le dosi degli ingredienti delle pappe rimangono le stesse ma si possono iniziare a introdurre nel brodo e a proporre come assaggio nuove verdure o nuovi gusti di omogeneizzati.
Consigli Utili
- Non avere fretta di iniziare: non esiste un momento preciso e uguale per tutti i lattanti, dipende dalle esigenze e dallo sviluppo del tuo bambino che valuterà il pediatra
- Il momento della pappa deve essere un momento sereno e tranquillo, tenete lontane le tensioni che potrebbero influenzare negativamente l’occasione del pasto
- Incoraggiate precoci esperienze con più alimenti, fin da inizio divezzamento, senza tardare l’introduzione di alcun cibo
- Promuovete un’offerta varia di alimenti con differenti sapori e colori, che incuriosiscano il piccolo, e di una consistenza adeguata allo sviluppo del bambino
- Il bambino non ha gli stessi gusti di un adulto: non aggiungete sale, zucchero e salse alle preparazioni delle sue pappe
- Assicuratevi una postura adeguata e confortevole, che lo aiuti nell’esperienza della prima pappa
- Abituate il bambino al momento della pappa: instaurate una routine proponendo ad orari regolari delle pappe salutari e gustose
- Lasciate che il piccolo faccia esperienza anche con le mani, lo aiuterà a capire che il momento del pasto è un momento divertente e positivo
- Limitate le distrazioni e ricordatevi che schermi, cellulari e televisori dovranno essere spenti
- Non ti preoccupare se il tuo bambino rifiuta spesso alcuni cibi, riproponi lo stesso alimento in più occasioni: possono essere necessarie fino a 8-10 esposizioni per ottenere gradimento e accettazione di un alimento da parte del piccolo.
Può capitare che dopo il compimento del sesto mese di età il bambino non sia ancora pronto, che non mostri alcun interesse verso cibi diversi dal latte. Importante: noi possiamo proporre, ma il bambino ha il diritto di provare, rifiutare e decidere quando basta. Quindi nessuna ansia da prestazione: è il piccolo che deve fare tutto da sé. Evitiamo di voler infilare un boccone in più.
È importante non fissare fin dall'inizio schemi troppo rigidi, per numero, quantità e orario dei pasti. La base per la classica "pappa" è il brodo vegetale. Mettere nella pentola a bollire 1 litro di acqua e verdure di stagione. Il passato delle verdure utilizzate per preparare il brodo potrà essere aggiunto dopo qualche giorno, oppure fin da subito.
Una quota di carboidrati. Crema di riso o farina di mais e tapioca, da 1 a 3 cucchiai in totale. Non necessitano di cottura. Una quota di proteine. Si potranno utilizzare liofilizzati o omogeneizzati di carne o pesce (inizialmente mezza porzione, successivamente la porzione viene adattata alla crescita del bambino) oppure alimenti freschi. Una quota di grassi. Dalle creme si passerà alla pastina e poi alla pasta vera e propria. Dagli omogeneizzati si potrà passare gradualmente alla carne (ad esempio polpette da proporre a piccoli pezzi) o al pesce (cotto al vapore o al forno). Quanto al pesce è bene tener presente che le spine possono essere molto pericolose.
Naturalmente la dieta familiare dovrà essere corretta sotto tutti i punti di vista, qualitativo e quantitativo (sarà bene controllarla con il pediatra). È bene anche verificare che vi sia un apporto adeguato di calcio, zinco e di proteine di alta qualità, fondamentali in questa fase di crescita.
Ricetta: Crema di Broccoli, Patate e Speck Croccante
Eccone per voi alcune, utili se vi manca la fantasia, ma molte altre ricette per l’autosvezzamento e per una sana alimentazione di tutta la famiglia le potete trovare anche nel libro “Una pediatra in cucina”.
- Tagliate il broccolo e la patata in piccoli pezzi e fateli lessare a fuoco basso nel brodo vegetale, coprendo con un coperchio.
- Ricordate di girare di tanto in tanto, il brodo non dovrà coprire del tutto le verdure, che cuoceranno con il vapore.
- Quando le verdure saranno diventate morbide, frullatele con un frullatore a immersione, aggiungete un pizzico di cumino e uno di curcuma e tenete in caldo a fuoco basso.
- La consistenza dovrà essere cremosa, quindi in caso fosse troppo densa, aggiungete un po’ di brodo vegetale.
- In un pentolino antiaderente fate rosolare con un filo di olio lo speck tagliato a striscioline e tenetelo da parte.
- Disponete nei piatti una fetta di pane tostato e grattugiate sopra l’Emmental, fino a coprire il pane.
Oggi sappiamo che, al contrario, un incontro precoce con alimenti potenzialmente allergici, invece che scatenare il disturbo, può indurre il sistema immunitario a tollerarlo meglio. «Ma quale tipo di frutta dare in svezzamento?» si chiede il papà di Giada, preoccupato che fragole o kiwi possano scatenare allergie.
Bibliografia:[1] Fewtrell M, Bronsky J, Campoy C, Domellöf M, Embleton N, Fidler Mis N, Hojsak I, Hulst JM, Indrio F, Lapillonne A, Molgaard C. Complementary Feeding: A Position Paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2017 Jan;64(1):119-132.
[2] Manuale di nutrizione in età evolutiva, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), 2016.
[3] Antonella Cerchiari. Viaggio nella funzione alimentare del bambino. Da 0 a 3 anni di età. Guida pratica per neo genitori, genitori ed esperti. 2011
[4] Commissione Europea. Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea.
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