La secchezza delle fauci, nota comunemente come bocca impastata, può essere un fastidio momentaneo e fisiologico ma anche il segnale di qualcosa di più serio. Conosciamo tutti quella sensazione sgradevole: ci svegliamo al mattino con la sensazione di avere la lingua secca, oppure mentre ci prepariamo per un’uscita serale ci accorgiamo con orrore che il rossetto ci si sta incollando ai denti.
Per fortuna possiamo trovare sollievo da questo sintomo così antipatico con pochi semplici rimedi.
Le Cause della Bocca Impastata
La bocca può seccarsi, dando così origine alla sensazione di impastamento, per un gran numero di ragioni diverse. Alla radice del problema, però, c’è sempre una carenza di saliva, e quindi di una corretta idratazione della bocca. Alcune sono fisiologiche o derivano da abitudini alimentari sbagliate; altre invece sono correlate a malattie o a condizioni fisiche specifiche.
Abitudini e Condizioni Fisiologiche
- Dormire con la bocca aperta: Capita a tutti di dormire con la bocca aperta. Sia che dipenda da un brutto raffreddore, sia che questo accada come conseguenza di problemi strutturali delle vie aeree e relativo russamento, il risultato è ben noto: ci si sveglia con la bocca impastata! In questo caso risolvere il problema alla radice può contribuire a ridurre il fastidio.
- Età: Con l’età, il corpo tende naturalmente ad avere maggiori difficoltà a mantenere un giusto grado di idratazione. Questo può dipendere dalla tendenza delle persone anziane a bere meno, ma anche dal fatto che, invecchiando, si assumono più farmaci, che come vedremo tra poco possono influire con la produzione di saliva. Quindi, per quanto la bocca secca non sia una diretta conseguenza dell’invecchiamento, diventa una problematica diffusa nella fascia di popolazione più anziana.
- Farmaci: Numerosi farmaci hanno, tra i loro effetti collaterali, l’aumento della sensazione di bocca secca. Alcuni sono molto diffusi e utilizzati per disturbi comuni, come gli antistaminici usati per contrastare le allergie o quelli impiegati per abbassare la pressione sanguigna; altri sono fondamentali per curare situazioni anche gravi, come i farmaci per il Parkinson o numerosi radioterapici e chemioterapici per la terapia antitumorale. Altri ancora, come quelli per il controllo dell’incontinenza urinaria, sono di uso più frequente nelle persone anziane. Questo va ad amplificare il problema della bocca impastata nella terza età, come abbiamo visto in precedenza.
- Fumo: Fumare fa male, e ormai lo sappiamo tutti. Il fumo di sigaretta, infatti, non impatta solamente la salute dei denti, ma anche il grado di disidratazione orale, scatenando o peggiorando la sensazione di bocca impastata. Quello che forse è meno noto è il rapporto tra tabacco e salute del cavo orale.
- Idratazione: Mantenere il giusto livello di idratazione assumendo un’adeguata quantità di liquidi durante la giornata è fondamentale per evitare di patire gli effetti della bocca secca. Al contrario, bere acqua… fa bene! Ciò è ancor più vero nel caso di temperature elevate e intensa attività fisica: se i fluidi corporei sono “deviati” verso altre funzioni, come ad esempio la sudorazione, la bocca ne risentirà. Attenzione però: sì all’assunzione di liquidi, no alle bevande zuccherine o alcoliche. Le bevande alcoliche, invece, non fanno che incrementare la disidratazione. E anche la bocca ne risente! Acqua o infusi non dolcificati sono la scelta ideale per rimanere idratati.
Malattie Correlate
Oltre a queste condizioni legate all’età o alle abitudini esistono svariate malattie che includono tra i loro sintomi la bocca secca. Alcuni disturbi psichiatrici, come l’ansia o la depressione, possono avere come sintomo la secchezza delle fauci. Sintomo che è comune anche a malattie quali il morbo di Parkinson, l’AIDS o la sindrome di Sjogren.
Sintomi della Bocca Secca
Basterebbe la sgradevolezza che deriva dalla bocca secca per desiderare di trovare dei rimedi. In realtà, però, ci sono casi in cui la condizione evolve al di là del semplice impastamento, dando origine a problematiche ben più serie.
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- Alitosi: Uno dei sintomi più frequenti è l’alitosi, causata dalla proliferazione batterica non più controllata dall’azione della saliva.
- Lesioni e Ulcere: Labbra, mucose e superficie della lingua possono seccarsi a tal punto da andare incontro a fessurazione e a piccole ma dolorose ferite, che possono addirittura tradursi in ulcere.
- Infezioni: In caso di produzione insufficiente gli effetti possono andare al di là della semplice mancanza di lubrificazione: se il delicato equilibrio della flora batterica orale viene disturbato, alcuni microorganismi dannosi possono prendere il sopravvento. Così è possibile che dalla semplice sensazione di bocca impastata si arrivi a infezioni da candida (mughetto), carie, gengiviti o stomatiti. La saliva ha un ruolo fondamentale nel mantenere pulita la bocca.
- Alterazione del Gusto: Ma non solo: la saliva è coinvolta anche nella percezione dei sapori. Una bocca eccessivamente secca può così dare origine alla disgeusia, ovvero all’alterata percezione dei gusti. Spesso in bocca permane un sapore cattivo.
Rimedi per la Bocca Secca
Alcune delle cause responsabili della sensazione di bocca impastata dipendono dalle nostre abitudini: smettere di fumare, bere più acqua, limitare il consumo di bevande dolci e di alcolici sono piccoli cambiamenti che possono dare grandi risultati. Anche l’impiego di umidificatori in camera da letto per evitare di dormire in ambienti eccessivamente asciutti può essere molto utile.
Per un aiuto in più, o per affrontare quelle situazioni in cui la bocca secca dipende da fattori non modificabili, è possibile fare ricorso a spray orali a base di componenti naturali, quali l’acido ialuronico, fondamentale per mantenere l’idratazione. Questi spray, come Cariex®, coadiuvano l’azione lubrificante e idratante della saliva, aiutando ad attenuare il disagio e regalandoci così una bocca più sana e fresca.
Alimenti Astringenti: Cosa Sono e Come Agiscono
Gli alimenti astringenti sono cibi dotati di proprietà astringenti. In chimica, il termine "astringente" indica la capacità di far precipitare le proteine colloidali in un soluto.
Meccanismo d'Azione
L'effetto astringente è esercitato soprattutto grazie alla combinazione di fenoli ad alto e basso peso molecolare, e ai tannini in presenza di proantocianidine (altri polifenoli caratterizzati dalla ripetizione oligometrica di flavonoidi). Oltre ad allappare (sensazione avvertita principalmente al centro e posteriormente alla lingua), questi hanno spesso un gusto dolce e/o acidulo.
Esempi di Alimenti Astringenti
Esistono diversi ortaggi, tuberi, frutti, erbe aromatiche, cereali, leguminose (o parti di essi) e droghe da erboristeria (cortecce, radici ecc) con capacità astringente. Molti di questi cibi, oltre a contenere fattori nutrizionali astringenti, sono spesso anche ricchi di fibre e acqua (due fattori che ammorbidiscono le feci ostacolando la stitichezza). Un esempio classico di bevanda estratta e astringente è la spremuta di melograno o di fico d'india.
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Per fare un esempio, le banane e i cachi acerbi (ad eccezione della varietà cacomela) sono frutti altamente astringenti; questa funzione viene persa con la maturazione, durante la quale certi enzimi convertono i tannini in fruttosio. Tuttavia, le banane ma soprattutto i cachi sono anche ricchi di fibre ed acqua; ciò significa che, mentre la banana e il caco acerbi sono principalmente astringenti, quelli molto maturi (o la varietà cacomela) possono invece rivelarsi anti-stitici.
Effetti dei Polifenoli
I polifenoli sono dunque responsabili della precipitazione delle proteine alimentari e dell'inattivazione degli enzimi digestivi. Questa precipitazione separa la parte solida da quella liquida, facendola affondare sotto forma di precipitato a base di fenoli e proteine.
Bisogna comunque ricordare che quest'ultimo meccanismo astringente sortisce degli effetti parecchio soggettivi; infatti, l'apparato digerente reagisce spontaneamente alla secchezza dei cibi rilasciando acqua nei succhi digestivi in quantità adeguate. L'azione chelante dei fenoli sui minerali ne riduce l'assorbimento favorendo la soprattutto carenza di ferro. Le molecole di polifenoli precipitano anche gli alcaloidi e diminuiscono l'azione dei farmaci che li contengono.
Difetti del Salame: Incrostazione e Alterazioni
Durante la stagionatura del salame, possono insorgere diversi difetti. Ecco alcuni dei più comuni:
- Incrostazione: Questo difetto si chiama “incrostatura”, è molto comune e la causa è sempre riconducibile ad un eccesso di disidratazione quando l’ambiente di stufatura/conservazione è poco adatto: la parte più esterna dell’insaccato si disidrata eccessivamente ed assume una consistenza vetrosa ed un colore scuro (per lo spessore di circa 1-2 mm), mentre la parte centrale tende a rimanere molle e di colore più chiaro. La crosta blocca la fuoriuscita dell’acqua dal salame, impedendo di fatto una corretta disidratazione, con conseguente insorgere di fermentazioni anomale che provocano difetti organolettici (acido o amaro).
- Sviluppo di Muffe: Lo sviluppo di muffe sui salumi durante la fase di stagionatura è generalmente auspicabile per la maturazione del prodotto e perchè acquisisca determinate caratteristiche organolettiche, tuttavia un alto (eccessivo) tasso di umidità associato a scarsa ventilazione predispone il prodotto a questo tipo di alterazione superficiale ad opera delle colonie di Penicillium, Aspergillus e Mucor. Con riferimento al difetto organolettico le muffe indesiderate hanno quasi sempre un odore molto marcato ed acre che trasmette al salame note olfattive negative, arrivando anche a coprire tutte le altre caratteristiche aromatiche. Contestualmente l’odore diventa acre e penetrante mentre il sapore amarognolo.
- Inverdimento: Interessa gli insaccati sia freschi che stagionati ed è un’alterazione di natura microbica, dovuta allo sviluppo di uno specifico gruppo di microrganismi anaerobi che si sviluppano in ambiente basico, ovvero si ritrovano in carni che non hanno subito un corretto processo di acidificazione. Altre cause sono un raffreddamento inadeguato, oppure un essiccamento o affumicamento troppo rapido che determinano la formazione di una crosta superficiale che fa da isolante con l’ambiente esterno, per cui non vi è la continua e costante perdita di umidità che determina la possibilità di conservare più a lungo il prodotto.
- Imbrunimento: Riguarda gli insaccati stagionati, la cui colorazione da rosea passa a grigio/bruno.
- Spappolamento della Gelatina: Riguarda prodotti stagionati che alla spaccatura presentano una fluidificazione della gelatina con formazione di liquido lattiginoso unito a sapore acidulo. Di questo processo vengono ritenute responsabili alcune famiglie di lattobacilli che producono destrani dagli zuccheri.
- Gonfiore: Avviene in particolare nei salumi cotti (wurstel, prosciutto cotto, mortadella, Lyoner etc) confezionati sotto vuoto a temperature troppo elevate.
- Alterazione Putrefattiva: Questo processo riguarda solo gli insaccati freschi. La causa è da ricercare nella degradazione dovuta a processi enzimatici che degradano le proteine. I fattori scatenanti sono la conservazione dei prodotti in ambienti umidi, caldi e poco areati.
- Inacidimento: Processo alterativo tipico degli insaccati cotti e si riconduce a due cause, una microbica ed una tecnologica. La prima è favorita dall’uso di carni provenienti da animali macellati d’urgenza e da contaminazioni di batteri che degradano le proteine. La seconda, invece, è conseguente all’uso, nel la preparazione dell’impasto, di organi, quali pancreas e stomaco, ricchi di enzimi proteolitici, che attaccano le proteine prima che il prodotto sia sottoposto a trattamento termico.
- Cristallizzazione: Interessa soprattutto i prodotti cotti che, al taglio, mostrano cristalli (ortofosfato e metafosfato di sodio) disposti longitudinalmente tra le masse muscolari e che appaiono traslucidi.
- Brinatura Salina: Si tratta di una cristallizzazione salina del budello, causata dall’utilizzo di budelli troppo salati o con residui dei prodotti usati per il lavaggio e l’insaccato si presenta ricoperto di cristallizzazioni biancastre.
- Brinatura Generica: Dovuta allo sviluppo di lieviti sulla superficie dell’involucro. Si verifica in insaccati conservati in ambiente troppo umido, causando un’efflorescenza di aspetto brinoso, di colore grigio biancastro. Se il difetto è presente solo all’esterno, si procede con la bonifica, come nel caso dell’ammuffimento eccessivo.
- Infestazione da Parassiti: Infine, come tutti gli alimenti conservati, anche gli insaccati possono essere infestati da parassiti.
- Dermestes lardarius: Si tratta di un coleottero che vive nei prodotti a base di carne, le cui larve risultano resistenti a molti prodotti usati per la disinfezione. I danni prodotti possono essere notevoli. Sono attaccati pesce essiccato, formaggi stagionati, carni, salumi, prosciutti, pancetta, biscotti, alimenti affumicati, alimenti per animali.
- Tiroglifi: Acari che non penetrano nell’impasto, ma rimangono sul budello per cui è sufficiente la bonifica superficiale del prodotto per il suo consumo.
- Calliphora: Ha un’affinità speciale per la carne in decomposizione. Le mosche adulte depongono le uova all’interno dell’involucro dove si schiudono entro poche ore.
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