I crauti, noti anche come sauerkraut, sono un piatto tipico della cucina tedesca, particolarmente popolare nella regione bavarese. Sono perfetti per accompagnare piatti a base di carne, come il tradizionale stinco di maiale, salsicce o i classici wurstel e crauti, magari annaffiando il tutto con una bella pinta di birra. Nel nostro menu, le verdure hanno un ruolo fondamentale.
Crauti: L'Essenza della Cucina Bavarese
I crauti sono fondamentalmente cavoli fermentati, che vengono poi cotti e serviti come contorno o come ingrediente in molte ricette tradizionali della cucina bavarese. La ricetta originale bavarese per i crauti richiede solo pochi ingredienti, ma necessita di tempo e pazienza per la fermentazione. Il cavolo cappuccio, infatti, viene affettato finemente e poi messo in un grande recipiente a fermentare per alcuni giorni.
Questo processo di fermentazione aiuta a rompere le fibre del cavolo e crea un sapore caratteristico e acido. Dopo che i crauti hanno fermentato a sufficienza, vengono cotti con erbe e spezie, come alloro, chiodi di garofano, ginepro, semi di cumino, e altri ingredienti come cipolle e mele. Quella che vi propongo, è una versione più semplice e veloce per preparare i crauti, che non prevede la fermentazione iniziale, ma solo mezz’ora di ammollo del cavolo cappuccio affettato in una soluzione di acqua e sale.
Preparazione dei Crauti: Una Versione Semplificata
Lavate il cavolo cappuccio, poi, con un coltello ben affilato o con una mandolina, tagliatelo in striscioline sottili. Prendete una pentola capiente, riempitela di acqua per metà e mettetela su fuoco vivace. Portate l’acqua a ebollizione e, quando bolle, versate l’aceto di vino bianco. A questo punto tuffateci dentro il cavolo cappuccio e fatelo sbollentare per 5 minuti. Adesso scolatelo, e passatelo subito sotto acqua fredda. Asciugate il cavolo tamponandolo con un panno pulito, oppure lasciatelo in un colino per circa mezz’ora, perché disperda l’acqua in eccesso. Non saltate questo passaggio, perché vi garantirà di saltare poi il cavolo alla perfezione, rendendolo dorato e croccante.
Una volta che il cavolo cappuccio è asciutto, prendete una padella ampia e, versateci l’olio d’oliva. Scaldate l’olio, poi unite il cavolo: cuocete il cavolo a fuoco vivace, saltandolo spesso. Aggiungete il miele, regolate di sale e pepe, e fate rosolare il cavolo fino a che non avrà assunto un colore dorato.
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Risciacquate le listarelle di cavolo e poi riunitele in una ciotola capiente. Versate il trito di scalogno e aglio nella pentola in cui avete cotto la pancetta e unite anche i 20 g di burro. Infine, irrorate con l’aceto di mele e il vino bianco. Coprite la pentola con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 2 ore.
Salsiccia e Crauti Caserecci alla Senape con Mela Sciroppata e Rosmarino
I veri crauti della tradizione nordeuropea si preparano con striscioline di cavolo cappuccio lasciate fermentare in modo naturale per circa due mesi, finché non acquistano il tipico sapore acidulo e dolciastro. I nostri sono caserecci e rapidi da cucinare, simili agli originali che si gustano in Germania abbinati a salsiccia e patate, ma più croccanti e pungenti, per via della senape. L'abbinamento con la mela, al posto delle patate, rende il piatto sfizioso e un po' inedito, da provare anche in compagnia!
La Salsiccia: Un Ingrediente Chiave
Il Grigio della Montagnola, un maiale allevato allo stato brado nei boschi della Montagnola, è un incrocio con l’antichissima razza della cinta senese. Si ciba di ghiande, tuberi e di tutto ciò che il bosco può offrire. Questo fa sì che la carne sia marezzata con venature di grasso. E si sa che il grasso nella carne equivale a maggio sapore. Se non hai modo di trovare le salsicce di Grigio della Montagnola, scegli comunque, se possibile, salsicce locali, o fatte con carne di maiale allevato allo stato brado. Visto che le salsicce di Norimberga IGP hanno, tra gli altri aromi, la maggiorana, ne ho aggiunta qualche fogliolina alle mie salsicce di Grigio della Montagnola.
Un Tocco Personale: Il Cavolo Cappuccio Saltato
Quando compro il cavolo cappuccio finisco sempre per prepararci un’insalata, spesso condita con semi di cumino, aceto di mele e speck, come ho assaggiato più volte in montagna in Trentino. Una volta ridotto il cavolo in striscioline finissime - occhio che tende a moltiplicarsi, per poi ridursi di nuovo in cottura -, si sbollenta in una pentola di acqua salata e acidula, grazie a un po’ di aceto di vino bianco. Questo fa sì che si ammorbidisca, rimanendo però sempre al dente. A questo punto il cavolo cappuccio finisce in padella. Si salta a fuoco vivace con olio, sale, pepe un filo di miele finché non diventa dorato.
A parte, riscaldate bene una bistecchiera.
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